Composta di fichi e mango al vino dolce e…peperoncino, naturalmente senza glutine

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Ripeto questa ricetta che ho provato l’anno scorso e che trovai molto invitante.
Premetto che non sono molto amante della frutta esotica, forse perché non mi sembra particolarmente saporita come la nostra. Mi hanno detto che dovrei giudicare mangiandola nel posto di provenienza. Ci credo ma mi risulterebbe un po’ cara!
Comunque qualche giorno fa Antonio, il mio fruttivendolo/ortolano/siciliano di fiducia, mi ha proposto un mango a suo dire eccezionale.
Va bene, proviamone due.
Per le dosi della ricetta me ne serviva un’altro che ho comprato al supermercato: è bellissimo, colori stupendi! Vedere la foto…
…….i manghi di Antonio hanno un sapore fantastico, sarebbero da gustare al naturale se non mi fossi messa in testa di fare questa ricetta, mentre il mango del super….lasciamo perdere, meglio cucinarlo e farlo diventare buono!
Qualche variazione alla ricetta originale ovviamente, come mia abitudine:
– diminuito le dosi di burro: solo una noce per sporcare il tegame, niente a fine cottura;
– niente zenzero fresco grattugiato, non ne ho in casa e sinceramente non mi fa impazzire;
– niente spezie macinate (noce moscata, pepe, cannella, chiodi di garofano) ma intere;
– niente spolverata di cacao prima di servire ma una macinata di peperoncino e devo dire che ci sta proprio bene!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI:

8 fichi
3 manghi
Vino bianco dolce (io moscato)
Zenzero fresco (io non l’ho messo)
Peperoncino macinato (nella ricetta originale cacao in polvere)
Spezie varie (cannella, chiodi di garofano…)
Succo di limone
3 noci di burro (io una solo)
Zucchero di canna
Foglie di menta per decorare

PROCEDIMENTO RICETTA:

Togliere il picciolo ai fichi, sbucciarli e tagliarli in 4 spicchi. Bagnarli con poco succo di limone e tenere da parte.

Sbucciare i manghi, eliminare i noccioli e tagliare la polpa a fette spesse. Bagnarli con poco succo di limone e tenere da parte.

Fondere in una padella una noce di burro e aggiungere le spezie intere: io ho messo cannella, anice stellato, qualche pezzetto di zenzero essiccato, chiodi di garofano.
Lasciare insaporire il burro con le spezie un paio di minuti poi aggiungere i fichi e il mango.

Far saltare e dorare la frutta per 3/4 minuti poi aggiungere il vino bianco dolce, nel mio caso un moscato (parecchio buono!!).

Cuocere per altri 2 minuti poi spegnere. Lasciare intiepidire.

Distribuire la frutta nelle coppette, versarvi sopra il sugo di cottura e terminare con una macinata di peperoncino oppure una spruzzata di cacao come dice la ricetta.
Decorare con foglie di menta.

Ci piace!

Antipasto di polpo, naturalmente senza glutine

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Mi piace moltissimo questo antipasto e non solo a me: gli ultimi ospiti che abbiamo avuto lo hanno apprezzato parecchio e probabilmente avrebbero fatto il bis se non ci fossero state tante altre cose in menù.
Lo trovo molto indicato col caldo ma purtroppo è piuttosto caruccio e quando piace difficilmente ci si ferma ad un assaggino.
Allora vediamo di prepararlo in casa.
Non è molto difficile, tutt’altro.
Intanto cominciamo dalla cottura del polpo: ho imparato dallo chef Stefano Fagioli un metodo veramente ottimo per non perdere nulla del suo sapore.
Raccontava, mentre eseguiva la ricetta, di essere ricorso a questo metodo di cottura per necessità, durante una navigazione in barca con amici.
Non aveva messo acqua e cotto il polpo lentamente, nella pentola chiusa.
Il tempo di cottura è di circa 40/45 minuti per ogni kg di peso del mollusco.
Questa cottura non richiede sale, risulterà saporitissimo di suo.
Passiamo poi a come contenere il polpo e dargli una forma una volta cotto.
E qui entra in gioco Anna Moroni, che per eseguire la stessa ricetta, mostra il suo metodo supercollaudato.
La spiegazione nella mia ricetta.
In precedenza avevo seguito un altro metodo: si avvolge il polpo ancora tiepido nella pellicola, stringendo e sigillando il più possibile, ma non mi era venuto bene.
Per la scelta del polpo: meglio decongelato che fresco, risulta più tenero, oppure compriamolo fresco e congeliamolo noi.
Il polpo migliore è quello di scoglio, riconoscibile perché ha due ventose sui tentacoli.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Un polpo di circa 1 kg
Un paio di foglie di alloro

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere il polpo, pulito e lavato, in una pentola con un bel fondo spesso oppure antiaderente e calcolare 40/45 minuti di cottura da quando inizia a bollire.
Chiudere con un coperchio senza mai aprire e cuocere a fuoco bassissimo.

Trascorso questo tempo, spegnere e lasciare che il polpo si raffreddi nel suo liquido.

Una volta raffreddato, metterlo su della carta assorbente ad asciugare e, con altra carta, procedere a togliere (se si preferisce) la pelle che nella cottura è diventata scura.

Tagliarlo a pezzi.

Preparare una bottiglia di plastica: tagliare la sommità e bucherellare il fondo con una forbice perché possa uscire il liquido in eccesso.

Introdurre nella bottiglia i pezzi di polpo, pressarli con un batticarne (o altro peso), sigillare il tutto con della pellicola e mettere nel congelatore per una giornata.
Io ho congelato tutto, anche il batticarne.
Si potrebbe mettere anche nella parte più fredda del frigorifero ma, se congelato, si taglia meglio, ovviamente prima che sia scongelato del tutto.

Per prepararlo: tagliare la bottiglia di plastica e il polpo avrà la forma di un cilindro.
Lasciarlo a temperatura ambiente per una mezz’oretta dopodiché affettarlo il più sottile possibile. Perfetto sarebbe con una affettatrice, ma viene bene anche con un buon coltello.

Disporre le fettine di polpo su un piatto da portata e guarnire a piacere.

Io lo presento con delle fettine sottilissime di limoni della Costiera Amalfitana, ottimo accompagnamento perché sono profumati e non sono aspri.
Non metto olio, io lo preferisco così ma in tavola porto oliera e succo di limone.

Strudel di ciliegie senza glutine

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Non posso stare troppi giorni senza fare un dolce, è più forte di me!
Poi ne mangio poco poco, appena fatto e poi basta….beh non sempre..
Qui Freud potrebbe essere smentito perché io non soffro di carenza di affetto, sono sempre stata circondata da amore, tanto amore prima ancora di nascere…e allora?
Non importa, io continuo a sfornare dolci…tanto chi mi aiuta a mangiarli c’è sempre!
Mi ero messa da parte questa ricetta per la stagione delle ciliegie e adesso il momento è arrivato: sono dolcissime, grosse e croccanti!
Si devono snocciolare, è un po’ lunga la faccenda ma io mi sono comprata uno snocciolatore, non quello classico in acciaio, ma uno ….professionale.
Durante una passeggiata estiva in montagna, in Val Badia, avevo visto una signora che passava le ciliegie in uno strano attrezzo….cosa può fare se non togliere i semi?
Non ebbi il coraggio di andare a chiedere (a volte sono più chiusa di un riccio!) ma cominciai a cercare nei negozi fin che l’anno scorso lo trovai!
Confesso che se devo snocciolare poche ciliegie uso quello in acciaio, solito, che mi ha regalato la Fede, pratico perché finito di usare si mette in lavastoviglie, ma se il quantitativo aumenta…passo al professionale che preferisco lavare a mano.
Le comodità non mi mancano….in cucina, se posso, non mi faccio mancare niente.
Preferisco risparmiare sull’abbigliamento: una maglietta, un paio di pantaloni…non chiedo altro, ma se vedo qualcosa che manca alla mia cucina…..portafoglio permettendo naturalmente, non ho freni!
Tornando alla ricetta: ho trovato fantastico il sapore un po’ esotico per la leggera nota di cocco; ho usato una pasta sfoglia per me nuova, ovviamente senza glutine, già pronta, più leggera delle altre usate in precedenza e mi è piaciuta.
Lo cherry che ho usato è home made, ma non la mia (casa)! Ho usato quello dell’amico Gibo, più buono di quello che ho fatto io.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Pasta sfoglia pronta (ho usato Pasta Sfoglia Surgelata Il Pane di Anna in Prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
450 g di formaggio bianco ( ho usato Philadelphia, in prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)
80 g di zucchero
3 uova
La scorza grattugiata di un limone
50 g di cocco grattugiato (consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)
Un bicchierino di cherry home made

PROCEDIMENTO RICETTA:

Scongelare la pasta sfoglia, appoggiarla su un foglio di carta forno.
Questa confezione contiene 4 cerchi di pasta sfoglia. Sovrapporre leggermente 2 cerchi in modo da ottenere un ” quasi” rettangolo. Pressare leggermente la parte sovrapposta con il mattarello.

Mescolare 450 g di formaggio bianco con 80 g di zucchero, le 3 uova, lo cherry, la scorza del limone e il cocco grattugiato (la prossima volta mi annoto di metterne 80/90 g: troppo buono!)
Con questa dose di ripieno si fanno 2 strudel, utilizzando i 4 cerchi di pasta sfoglia.

Spalmare il composto sulla pasta in modo uniforme.
Lavare le ciliegie, asciugarle, privarle del picciolo e del nocciolo e disporle sullo strato di crema.

Arrotolare la pasta aiutandosi con la carta e trasferire il rotolo sulla placca del forno, lasciando la stessa carta o mettendone di nuova.
Pennellare lo strudel con poco latte.

Cuocere a 200 gradi per 40/45 minuti.
Ottimo sia tiepido che freddo….

Spariti alla svelta: io ne ho fatti 2!!

Risotto alla pilota senza glutine con pesto home made

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È periodo di sagre e di fiere, di feste sull’aia che finiscono in pranzi e cene all’aria aperta, purtroppo non consigliabili per chi soffre di celiachia.
Qui da noi, Mantova e dintorni, non c’è sagra che non presenti nel suo menù il risotto alla Pilota, ma anche questo è of limit per un celiaco.
A parte la contaminazione che può avere nelle fasi di preparazione, anche il pesto che lo condisce può contenere glutine.
Ero agli inizi della celiachia del capitano, abbastanza in alto mare per quanto riguarda la cucina, alla ricerca continua di ricette senza glutine.
Avevo fatto diversi colloqui con la dietista che affiancava il dott. Gobio Casali (ci aiuta da sempre con la sua grande competenza ad affrontare la celiachia) e avevo scoperto che l’insidia del glutine è ovunque, perfino nel pesto del nostro amato risotto!
Ricordo ancora quando vidi in TV gli chef Stefano Fagioli e Monica Bianchessi dare la ricetta del pesto mantovano….non speravo tanto!
Provai a farlo, è piuttosto semplice. Lo trovammo a dir poco eccezionale e da allora i miei risotti alla pilota sono diventati un “must”, grazie anche alla ricetta originale della nostra cara amica Viviana, Vivi per gli amici, campionessa di sci nautico, ottima sciatrice nonché tennista pluridecorata e imbattibile ai fornelli.
A lei devo la riuscita perfetta del risotto! Seguendo dosi e procedimento non si può sbagliare!
La caratteristica del risotto mantovano, diversamente dai risotti emiliani o milanesi, morbidi e mantecati, è quella di essere asciutto e con i chicchi ben separati.
Il risotto alla pilota prende il nome da colui che lavora alla “pila” del riso, il luogo dove il riso viene pulito, trattato e preparato per la vendita.
Il riso viene condito con il pesto di maiale, animale tipico del territorio mantovano.
Questa volta ho accompagnato il risotto non con il classico “puntel” (in fondo alla ricetta spiego il mio procedimento per avere ottime costine di accompagno) ma con del radicchio, come faceva nonna Emma (che col nonno Narciso aveva una “pila”) e poi la mamma e….io continuo la tradizione.
Trovo che il risotto alla pilota si allei molto bene con una fresca insalata e sulla mia tavola non manca mai anche quando il riso lo faccio col “puntel”.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il pesto (dosi per 1 kg):

670 g di lonza di maiale
330 g di pancetta a fette
4-5 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco secco (Pinot, Malvasia, ….)
Una macinata di pepe nero

Per il condimento del risotto:

500-600 g di pesto
Una cipollina
Aghi di rosmarino
Olio extravergine di oliva e poco burro (io uso solo olio)
Vino bianco secco
Sale q.b.

Per il risotto: (dosi per 4 persone)

360 g di riso Vialone Nano
500 g di acqua
Sale q.b.
Grana grattugiato q.b.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per prima cosa preparare il pesto.
Meglio sarebbe il giorno prima, per dar modo ai profumi di amalgamarsi.
Mettere l’aglio in ammollo nel vino bianco per qualche ora.
Fare lonza e pancetta a pezzetti, passarla nel tritacarne e aggiungere il vino bianco che nel frattempo avrà catturato solo il profumo all’aglio, che verrà gettato.
Una macinata di pepe, mescolare il tutto ed il pesto è pronto.
Mettere in un contenitore a riposo nel frigorifero.

Per il condimento: in un tegame con poco olio evo e una noce di burro (che io non metto) soffriggere un trito di cipolla con qualche rametto di rosmarino, togliere il rosmarino (io lo lascio) e aggiungere il pesto.
Stemperarlo bene con una forchetta, rosolarlo per qualche minuto e spruzzarlo di vino bianco. Far evaporare, salare e coprire fino a cottura: 25/30 minuti possono bastare.

Passiamo al riso.
In una pentola con un buon fondo (io uso il paiolo della fonderia Frignani

https://stellasenzaglutine.com/2013/04/21/alla-scoperta-di-una-fonderia/

per me ormai insostituibile) mettere a bollire 500 g di acqua e, appena raggiunto il bollore, calare il riso, salare, mescolare e mantenere una fiamma sostenuta per 5 minuti dalla ripresa del bollore.
Dopo 5 minuti passare la pentola sul fuoco del gas più piccolo, coprire con un canovaccio, sigillare con un coperchio e proseguire la cottura a fuoco bassissimo per 14-15 minuti senza mai né mescolare né aprire.

Quando il riso è pronto, toglierlo dal fuoco, smuoverlo con un cucchiaio di legno, aggiungere il condimento e qualche cucchiaio di buon grana grattugiato.
Mescolare e far riposare 4-5 minuti.

Il risotto alla pilota è pronto, sgranato e al dente come deve essere.

Qui a Mantova il risotto si mangia col “puntel”: costine di maiale arrosto.
Io le preparo così: tolgo più grasso possibile, le scotto un minuto in acqua bollente per una ulteriore sgrassata, le asciugo e le passo in tegame con pochissimo olio e rosmarino e uno spicchio di aglio in camicia.
Sfumo col vino bianco e lascio cuocere lentamente fin che sono ben rosolate.
Con la mano destra una forchettata di risotto e con la sinistra, niente coltello mi raccomando, un puntel di tutto riguardo: costine mantovane, quelle buone!

Torta rovesciata alle albicocche senza glutine

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È tempo di albicocche e queste che ho comprato sono veramente buone.
Non è facile avere sempre buona frutta, a volte l’apparenza trae in inganno.
Se la frutta è buona anche quello che si realizza riesce meglio.
È il caso di questo dolce che mi ha dato una grande soddisfazione: il capitano non solo ha fatto il bis ma ha chiesto il replay nel pomeriggio, per la consueta “merendina”.
Rispetto alla ricetta originale ho diminuito le dosi dello zucchero e sostituito il burro con l’olio di mais.
Il caramello viene fatto con le zollette di zucchero e ci sarà un motivo ma io non lo so e siccome di zollete ho sempre la scorta (mi servono per fare le crepês suzette, nel periodo delle arance) ho fatto esattamente come dice la ricetta.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Albicocche fresche
Mandorle sfilettate
2 uova
35 g di olio di mais (60 g di burro nella ricetta originale)
100 g di zucchero in zollette
60 g di zucchero semolato (100 nella ricetta originale)
125 g di farina Mix per impasti lievitati**
1/2 bustina di lievito per dolci (vedere prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)

https://stellasenzaglutine.com/2013/04/25/i-mix-di-farine-senza-glutine
PROCEDIMENTO RICETTA:

Imburrare solo il bordo interno di una tortiera di 22/25 cm di diametro.
Mettere 100 g zucchero in zollette in un pentolino con 2 cucchiai di acqua e fare sciogliere a fuoco lento fino ad avere un caramello chiaro.

Versare e distribuire bene il caramello sul fondo della tortiera.

Lavare e asciugare le albicocche, tagliarle a metà e snocciolarle.
Disporle sul fondo della tortiera col lato convesso verso il fondo.

In una terrina battere con una frusta 2 uova lavorandole con 60 g di zucchero.
Quando è spumoso aggiungere 125 g di farina, 1/2 bustina di lievito e 35 g di olio di mais.
Mescolare bene, versare l’impasto sulle albicocche e cuocere in forno a 200 gradi per 30/35 minuti.

Togliere la torta dal forno e sformarla subito su un piatto.
Lasciar raffreddare e cospargere con le mandorle sfilettate tostate brevemente in una padella antiaderente.

Ottima scelta anche il Malvasia che ha accompagnato la mia torta…

 

 

 

Filetto di maialino laccato al miele di eucalipto, naturalmente senza glutine

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Ho sentito il profumo di questa ricetta! E come? Assistendo alla sua esecuzione.
Quel giorno nella bellissima “location” dove nel maggio scorso si è tenuto il “corso di cucina senza glutine”

https://stellasenzaglutine.com/2013/05/12/corso-di-cucina-il-giorno-dopo/

si registravano delle videoricette, ai fornelli c’era lo chef Fabrizio Barontini e…. mi trovavo a passare da quelle parti…
Si dà il caso che il regista sia mio fratellino e così ho libero accesso al “set” e quale migliore occasione per vedere all’opera dei veri professionisti e magari carpire qualche segreto della loro cucina?
Questa ricetta mi è piaciuta per la sua semplicità, per il profumo invitante e soprattutto per i commenti dei cameraman che hanno avuto il privilegio di sentirne anche il gusto.
Avrei potuto assaggiare anch’io ma…in certe occasioni la mia timidezza ha il sopravvento e poi non volevo togliere niente ai ragazzi…
Ho notato con piacere che al termine di ogni ricetta niente va buttato, anzi, tutto sparisce in un batter d’occhio!
Bene, questa è la ricetta che vado ad interpretare

Saporie.com:
Filetto di maialino laccato al miele di eucalipto Alce Nero con radicchio trevigiano

e devo dire che anche la mia cucina è invasa dagli stessi aromi.
La laccatura con il miele di eucalipto non solo rende lucido il filetto ma, oltre al profumo, molto gradevole il sapore. Il radicchio è un accompagnamento perfetto.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

1 filetto di maialino
2 radicchi rossi
miele di eucalipto
olio extravergine d’oliva
sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Pulire il filetto eliminando tutti i residui di grasso, salare da entrambi i lati e cuocere in una padella antiaderente con un filo d’olio per 10 minuti circa.

Ricoprire il filetto con miele di eucalipto e terminare la cottura in forno a 220 gradi per 15 minuti.

Nel frattempo tagliare il radicchio e rosolarlo nella padella utilizzata per cuocere il filetto.
A metà cottura (6/7 minuti circa) aggiungere un cucchiaio di miele di eucalipto e tenere in caldo.
Quando il filetto è pronto, tagliarlo a fette non troppo sottili: l’interno deve essere rosato, così la cottura può dirsi perfetta.
Accanto al filetto di maialino, disporre il radicchio caramellato e insaporire il tutto con il fondo di cottura.

Seguendo le indicazioni dello chef ho ottenuto un perfetto maialino laccato al miele di eucalipto!
Grazie ancora della bellissima opportunità di ….copiare le vostre ricette, chef!

Antipasto “cacio e pere” di Luisanna Messeri, naturalmente senza glutine

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Questo è nato come antipasto ma lo si può benissimo presentare anche come un secondo leggero, vegetariano, accompagnato da una fresca insalatina.
È in ogni caso un piatto fresco per questa estate che sta esplodendo.
L’idea l’ho avuta da una ricetta che la simpatica Luisanna Messeri, con l’amica Francesca, ha presentato in una delle trasmissioni televisive di Alice TV, “il club delle cuoche”.
Luisanna lo ha chiamato antipasto “cacio e pere” che si rifà al noto detto: al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere!!….. sinceramente non ho mai capito il perché…
L’ho proposto recentemente ad una cena tutta vegetariana col fratellino, la Roby, Andrea e la Fede.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

6 pere
Una fetta di verde piccante (nella ricetta originale formaggio Roquefort)
6 fettine di Taleggio
300-350 g di robiola fresca
Miele di acacia (nella ricetta originale miele di castagno)
La scorza di un limone
Grappa alla pera (nella ricetta originale vodka)
Noci per decorare

PROCEDIMENTO RICETTA:

Cuocere le pere per 5-6 minuti in acqua con la buccia di un limone e mezzo bicchiere di grappa alla pera.
Toglierle dal liquido di cottura e lasciare raffreddare.

Foderare 6 stampi che possano contenere il frutto (io ho usato dei bicchieri di vetro) con della pellicola.

Mettere sul fondo del contenitore un pezzetto di verde e spalmare i bordi con la robiola.
Tagliare alla pera la parte superiore, compreso il picciolo, un pezzetto anche della base e inserirla nel contenitore capovolta.

Premere leggermente, ricoprire con una fetta di Taleggio e sigillare tutto con la pellicola che fuoriesce dal contenitore.
Mettere in frigorifero per qualche ora.

Togliere dal frigorifero, aprire la pellicola, appoggiare la base della pera sul piatto, adornare con una noce e cospargere con qualche cucchiaio di miele.

Antipasto insolito, deliziosamente gradevole!

Paella vegetariana, naturalmente senza glutine

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Questa volta ci siamo, riuscita perfetta: riso al dente e sgranato come vuole la paella!
Avevo già provato questo piatto seguendo alla lettera le indicazioni di una ricetta trovata nel web. Il risultato: riso morbido e verdure per niente croccanti, una delusione.
Passabile ma…non per me!
I miei ospiti gentilmente non avevano fatto critica, ma io sapevo che si poteva fare meglio.
E allora ricominciamo da capo, seguendo il mio intuito e l’esperienza che riguarda il riso.
Nell’albero genealogico c’è una vecchia pila da riso che accompagna la storia dei miei avi e qualcosa mi avrà tramandato sicuramente, non lo metto neppure in dubbio visto la mia predilezione a cucinare il riso in tutte le salse!!
Il mio pensiero alla nonna Emma, al nonno Narciso e alla loro riseria (il nome esiste ancora) anche se probabilmente non avrebbero apprezzato molto questa ricetta, un po’ lontana dalle loro tradizioni….ma non troppo in fondo!
Per cucinare la mia paella ho usato la casseruola prodotta nella fonderia Frignani
(https://stellasenzaglutine.com/2013/04/21/alla-scoperta-di-una-fonderia/)
che si è rivelata un’ottima paellera!
Il riso non solo si è mantenuto caldo per tanto, tanto tempo ma è anche rimasto al dente e sgranato alla perfezione!

DIFFICOLTÀ: media

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

250 g di riso carnaroli ma va bene anche vialone nano
Brodo vegetale (acqua, cipolla, sedano,carota) g 220 + 2 cucchiai per lo zafferano
Una macinata di peperoncino
Olio evo
Porro, aglio
Piselli freschi
Melanzane
Sedano
Carote
Peperoni
Cornettini
Fagiolini piattoni o taccole
Zucchine
Pomodorini
2 bustine di Zafferano
Sale q.b.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare un brodo vegetale con acqua, sale, cipolla, carota e sedano.

Nella paellera versare qualche cucchiaio di olio evo, il porro a rondelle, l’aglio spremuto e rosolare brevemente.

Aggiungere le varie verdure tagliate a pezzetti:

le carote, i fagiolini e i piattoni e rosolare un paio di minuti;

i piselli, le melanzane, i peperoni e il sedano, rosolare un paio di minuti;

le zucchine e i pomodorini e rosolare tutto per altri 10/12 minuti.

Calare il riso, farlo saltare brevemente, aggiungere i 220 g di brodo vegetale e lo zafferano stemperato in un paio di cucchiai dello stesso brodo.
Finire con una macinata di peperoncino e, se serve, aggiustare di sale.

Cuocere a fuoco vivace per 4/5 minuti, mescolare per l’ultima volta, coprire e cuocere a fuoco bassissimo per altri 15/16 minuti senza mai né aprire né mescolare: è una questione di fiducia!

Trascorso questo tempo, togliere il coperchio, aggiungere un filo di olio evo e mescolare.
Paella pronta!

Clafoutis Limousin di amarene senza glutine

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Mi manca qualcosa di dolce per coccolarmi un po’ ma ho poco tempo a disposizione: solo un’oretta e mezza, il tempo di uscita in bici del capitano!
Se fosse a casa sono sicura che cercherebbe di dissuadermi dall’accendere il forno…la temperatura in questi giorni si è notevolmente scaldata!
Ma qualcosa di veloce c’è: il clafoutis!
Il clafoutis proviene dalla Limousin, regione della Francia sul Massiccio Centrale, che ha per capitale Limoges, famosa per le sue porcellane.
Il tradizionale Clafoutis Limousin contiene ciliegie nere con i noccioli per avere un sapore più intenso e viene spolverizzato con zucchero a velo una volta raffreddato.
Esiste anche una variante che utilizza altri tipi di frutta ma in questo caso il nome più appropriato è flaugnarde, poco usato e si capisce sicuramente il perché.
Ho variato un po’ la ricetta usando ciliegie amarene, notoriamente non dolci, ho diminuito le dosi di zucchero e non ho messo lo zucchero a velo finale.
Al rientro del capitano era tutto pronto: il mio clafoutis era già fuori dal forno!
Ha capito immediatamente che il pranzo si sarebbe chiuso con un dolce….vorrei vedere, col profumino che si sentiva!! E gli è pure piaciuto (ma questo lo sapevo) anche se avrebbe preferito non trovare i noccioli…la prossima volta, con più tempo. Ma in questo caso sacrificherei un po’ del profumo e sapore del mio clafoutis…

DIFFICOLTÁ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di amarene
3 uova
100 g di latte
40 g di zucchero di canna + 2 cucchiai
Una vanillina (vedi prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
150 g di farina Biaglut per dolci (pacco da 500 g)
Una punta di lievito per dolci (vedi prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
Burro per imburrare la teglia da forno

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare le amarene, sgocciolarle e asciugarle con un canovaccio.

Eliminare i piccioli ma tenerle intere secondo la tradizione del Limousin, cospargerle con un cucchiaio di zucchero e lasciar macerare per 10 minuti.

In una terrina rompere le uova, aggiungere 40 g di zucchero, la bustina di vanillina e mescolare con la frusta.

Setacciare la farina, aggiungere un pizzico di sale e una punta di lievito. Unire le uova alla farina e incorporare il latte. Mescolare e amalgamare bene.

Imburrare una teglia di 24/25 cm di diametro e spolverizzarla con un cucchiaio di zucchero di canna.

Disporre le ciliegie sul fondo in uno strato uniforme e versarvi il composto di uova e farina.
Cuocere a 175 gradi per 35/40 minuti. Lasciar raffreddare.
Consumato tiepido si gode di più il profumo delle ciliegie.

Se si vuole un dolce più soffice montare gli albumi a neve e incorporare delicatamente come ultimo ingrediente.
Io lo preferisco come ho fatto questa volta, più compatto e più rustico e…più veloce!
La pasta dove alloggiano le ciliegie….deliziosa!

Lasagne estive alla parmigiana di Sergio Barzetti senza glutine

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Le ho trovate perfette per una cenetta vegetariana con Italo e la Roby, Andrea e la Fede.
Leggere, fresche e aromatiche: il basilico nella pasta dà un tocco in più.
Con le lasagne e il condimento rimasti ho fatto per noi due (io e il capitano) una “lasagna scomposta” …fa tanto moda!
Stessi ingredienti senza passarli in forno: ottima!!

DIFFICOLTÀ: media

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

per la crema di latte o besciamella:
un litro di latte
75 g di amido di mais (vedere prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
Noce moscata
Sale q.b.

per la pasta fresca al basilico:
230 g di Mix di farine naturali per pasta all’uovo*
3 uova
40 g di foglie di basilico
* https://stellasenzaglutine.com/2013/04/25/i-mix-di-farine-senza-glutin

per il condimento:
200 g circa di pesto (home made e senza aglio come piace a Italo: basilico, pinoli, olio evo e qualche cucchiaio di acqua altrimenti vedere prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)
150 g di grana padano grattugiato
250 g di mozzarella a dadini
200 g di Pomodorini di Pachino
2 melanzane
Olio evo q.b.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per le lasagne:
Tritare, ma non troppo, le foglie di basilico, unirle alla farina, alle uova e fare l’impasto.
Mettere a riposare in frigorifero per un’oretta, tirare la sfoglia e tagliare le lasagne.

Per la crema di latte:
Scaldare il latte con il sale, la noce moscata grattugiata e aggiungervi la maizena stemperata con poco latte freddo.
Portare ad ebollizione e cuocere per qualche minuto.

Tagliare a cubetti le melanzane e rosolarle piano piano in poco olio.
Sbollentare le lasagne in abbondante acqua salata, passarle in una ciotola con acqua fredda e asciugarle su un canovaccio.

Nella pirofila da forno mettere qualche cucchiaio di besciamella e poi iniziare con gli strati:
fare uno strato con le lasagne, coprire con la besciamella, altro strato di lasagne, pomodorini tagliati a metà e qualche cucchiaio di pesto, mozzarella a pezzetti, i cubetti di melanzane fritte e spolverizzate con il formaggio grattugiato e così via.
Terminare con la besciamella e una spolverata di grana.
Passare in forno a 180 gradi per 30/35 minuti.