La mia piadina senza glutine, molto light

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Preparo la piadina molto spesso: è lo spuntino ideale per il capitano.
Lui la farcisce con il prosciutto crudo, a me non dispiace anche con la nutella…
Dal panetto tolgo quello che mi serve per una piadina (o anche due se decido che la bilancia lo permette anche a me…) e conservo il rimanente in frigorifero per i giorni successivi. Per 3, 4 giorni la “merendina” del pomeriggio è assicurata.
Ricordo quando preparavo la piadina con la farina “glutinosa”: era un modo per stare in compagnia tra amici.
Piaceva particolarmente ad un nostro caro amico che non rallegra più le nostra riunioni.
Ho ben presente un pomeriggio d’inverno, eravamo tutti in cucina (anche allora il luogo di ritrovo preferito)…Andrea era in seggiolone…qualche anno fa..
Io stendevo e cuocevo le piadine, qualcuno le farciva con il crudo e…..sparivano in un baleno!!
Non riuscivo a starci dietro! Forse le facevo troppo piccole…
Ci siamo ritrovati nel mio giardino per uno snack e quattro chiacchiere… ne sono passati di anni da quelle piadine…Le ho rifatte e nessuno si è accorto che erano senza glutine: sono soddisfazioni!!
Per la cottura l’ideale sarebbe il “testo” romagnolo; io, oltre al testo, uso una padella antiaderente, piuttosto pesante o anche quella in pietra, come si vede dalla foto.
La cottura viene sempre perfetta, l’unica differenza sono le bolle che si formano col calore: più numerose nella padella antiaderente e nel testo, meno in quella di pietra.
Nell’impasto non metto sale, non lo ritengo necessario e la piadina è perfetta così, anche se la consumiamo al posto del pane come a volte succede: è molto buona!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

260 g di Mix di farine per pane** (qui con Mix B Schär)
100 g di acqua
50 g di latte
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di bicarbonato

** mix di farine per pane
https://stellasenzaglutine.com/2013/04/25/i-mix-di-farine-senza-glutine

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per impastare ho usato il mio indispensabile Kenwood, ma si potrebbe benissimo fare anche a mano: riunire tutti gli ingredienti nella ciotola e amalgamare.
Se durante la lavorazione la mescola dovesse risultare troppo secca, aggiungere qualche cucchiaio di acqua. Con queste dosi a me è risultata perfetta.

Togliere l’impasto, metterlo su un piano infarinato e lavorare brevemente con le mani.
Fare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e mettere a riposo per una mezz’ora.

Riprendere il panetto, tagliare delle rondelle e appiattirle tra due fogli di carta da forno, stendendole il più rotonde possibile con il mattarello.
Lo spessore è una cosa soggettiva: a noi le piadine piacciono abbastanza sottili.

Scaldare la padella, appoggiarvi la piadina, bucherellarla con una forchetta (si può fare anche a meno) e quando inizia a colorire da un lato, girarla e cuocere anche dall’altro.

Tempo 2 minuti e la piadina è pronta da farcire.
Salumi o formaggi è sempre molto invitante, ma anche con la nutella….

Tonno sott’olio senza glutine….home made

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Finalmente è arrivato il momento di aprire i miei vasetti di tonno: non ne potevo più di aspettare!
Ho sperimentato una ricetta nuova. Il tonno sott’olio lo avevo già fatto in altra maniera e ci era piaciuto ma era piuttosto….anonimo.
Questa volta invece il mio tonno ha carattere, un buon carattere!
La ricetta è un mix di suggerimenti presi un po’ qui e un po’ là, adattati ai nostri gusti e il tonno sott’olio che ne esce è particolarmente gradevole.
L’esecuzione è molto facile, l’unico neo è l’attesa: non si può assaggiarlo prima di un mese. Addirittura, in alcune ricette, suggeriscono due mesi..
Io ho fatto una via di mezzo, 40 giorni possono bastare.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

8/9 hg di filetto di tonno
1 bicchiere di aceto bianco
1 limone: 1/2 a spicchi e 1/2 solo il succo
foglie di alloro
1 cipolla
1 costa di sedano
4 gambi di prezzemolo
1 cucchiaino di pepe nero in grani
2 cucchiai di sale marino
olio extravergine d’oliva q.b.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Versare circa 2 litri di acqua in una casseruola, unire il sale, l’aceto, i gambi di prezzemolo, il sedano, la cipolla, 2 foglie di alloro, 1/2 limone lavato e tagliato a quarti e 1/2 spremuto e mettere sul fuoco.
Lavare il trancio di tonno e quando l’acqua inizia a bollire immergere il pesce, abbassare la fiamma e portare a cottura per un’ora.
Ritirare dal fuoco la casseruola, lasciare riposare il tonno per 20 minuti circa all’interno del suo brodo quindi scolarlo su di un panno e lasciarlo asciugare per bene per tutta la notte.

Sistemare il tonno a pezzi all’interno di vasetti sterilizzati, mettere qualche grano di pepe nero, una foglia di alloro lavata e asciugata e coprire con l’olio, senza riempire eccessivamente, lasciando uno spazio di 3 cm all’orlo del vasetto.

Lasciare riposare prima di chiudere e, se necessario, rabboccare con altro olio.

Avvolgere i vasetti in strofinacci puliti all’interno di una pentola, ricoprire di acqua e mettere sul fuoco.
Far bollire a fiamma bassa per circa 30 minuti e lasciar raffreddare i barattoli all’interno della pentola.

Una volta freddi, scolare e asciugare i vasetti e conservarli in un luogo asciutto.

Dopo circa 40 giorni il tonno è pronto…..finalmente!

Ottimo!!

PS: lo rifaccio …ma triplico le dosi, a qualcuno deve essere piaciuto parecchio se sono rimasta senza in un attimo!!!

Ricordando Ugo Tognazzi: risotto al melone, senza glutine

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Ugo Tognazzi…chi non si ricorda di lui, chi non ha riso alle sue trovate goliardiche e trascorso una bella serata in compagnia di un suo film, dimenticando per qualche ora le vicissitudini dell’esistenza?
Noto è il suo legame con il buon cibo e le sue abbuffate, non solo culinarie, sono diventate proverbiali.
Esiste una raccolta delle sue ricette e questa che propongo ne fa parte.
Ogni estate, quando il melone mantovano è al top, faccio questo risotto: ormai è diventata una consuetudine.
Di Ugo Tognazzi mi piace una biografia canzonatoria da lui scritta, nella quale mi ritrovo a condividere le sue sensazioni.
Questi alcuni divertenti passaggi:

“Il frigorifero è la mia cappella di famiglia.
Capita che ogni tanto, di mattina, mia moglie mi sorprenda inginocchiato davanti a questo feticcio, a questo totem dell’umana avventura. Me ne sto Iì, raccolto in contemplazione, in attesa d’una ispirazione per iI pranzo…
Ho Ia cucina neI sangue. II quale, penso, comprenderà senz’altro globuli rossi e globuli bianchi, ma neI mio caso anche una discreta percentuale di salsa di pomodoro. Io ho iI vizio deI fornello. Sono malato di spaghettite. Per me Ia cucina è Ia stanza più shocking della casa. Nessuno più di me capì l’ermetismo di Quasimodo: per una oliva pallida io posso realmente delirare”.
….La mia è una cucina d’arte. La soffro come pochi. Ed è per questo che do un’importanza fondamentale anche alla scenografia che l’accompagna, all’atmosfera che la circonda, a tutto quel flusso di sensazioni piacevoli che ti provengono dalla memoria o dall’ambiente, e che investono prepotentemente il piatto che hai davanti, arricchendolo di antichi e nuovissimi significati.
…Come a Proust ogni oggetto sussurrava ricordi lontani e sepolti, così a me ogni cibo rammenta tempi perduti o ritrovati. E la gallina bollita, per esempio, mi fa riandare alla nonna, alle domeniche di Cremona, alla mostarda; e i lamponi freschi mi ricordano lontane e rare villeggiature in montagna coi miei genitori.
….Dopo aver preparato una cena, la mia più grande soddisfazione è l’approvazione degli amici commensali”.

Mentre leggo, mi sembra di averlo di fianco e sento la sua voce e vedo il suo sorriso ironico…ma abbandoniamo la simpatica figura di Ugo per proseguire nella realizzazione di questo suo buonissimo risotto.
Ho fatto una sola modifica: niente burro né panna, sostituito con olio extravergine di oliva e preferito il Porto al Rum. La ricetta lascia libera scelta e io ho sempre dato la preferenza al Porto, sinceramente non so perché..

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

280 g di riso vialone nano
1/2 melone
1 cipolla
Acqua q.b.
Olio extravergine di oliva
Grana grattugiato
1 bicchiere di Porto
100 gr di prosciutto crudo
sale, pepe
Acqua q.b.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il melone sbucciato e tagliato a dadini e metterlo a macerare nel Porto.

Tagliare il prosciutto crudo a striscioline.

Soffriggere la cipolla tritata in poco olio, senza colorire.

Aggiungere il Porto (avendo tolto in precedenza i dadini di melone, che vanno tenuti da parte) e far evaporare.

Versare il riso, mescolare, salare e coprire con acqua bollente.

Mescolare spesso x favorire il rilascio dell’amido dal riso.
Se dovesse asciugare troppo, mettere altra acqua, sempre bollente.

Alla fine della cottura aggiungere il melone e il prosciutto e mantecare con un paio di cucchiai di grana.

Lasciar riposare il risotto per 4/5 minuti poi servirlo aggiungendo una spolverata di grana e una macinata di pepe nero.

Spero di ottenere l’approvazione di Ugo per questa mia interpretazione, anche con la sostituzione di burro e panna.
Per il momento ho quella del capitano (che non è poco!!) e di chi ha assaggiato il mio risotto al melone…

Tagliata di tonno senza glutine…..alla fiamma

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Indispensabile per questa preparazione è il “cannello da cucina” cioè quell’attrezzo che serve per caramellare gli zuccheri sulle creme e altro….dove altro è anche la cottura del tonno fresco, che piace molto ad Andrea e al capitano.
La mia immaginazione non sarebbe arrivata a tanto se non avessi visto uno chef usare questo piccolo “lanciafiamme” per cuocere proprio una bellissimo filetto di tonno.
Mi sono comprata l’attrezzo, anzi ne ho comprati due veramente: il primo si è rivelato poco più che un giocattolo, mentre il secondo, quello della foto, più professionale, funziona veramente!
Attenzione però al consumo di pesce crudo, un ospite indesiderato potrebbe annidarsi nelle sue carni: l’anisakis, o verme delle aringhe, che scompare con la cottura o con il congelamento.
Ed ecco allora a cosa serve congelare per almeno 24 ore il pesce o ancor meglio, usare un abbattitore, ma questo supercongelatore difficilmente fa parte degli elettrodomestici casalinghi.
Ecco cosa dicono le leggi:
“Il regolamento europeo 853 del 2004 si esprime in questo modo al riguardo: “I prodotti ittici (molluschi, esclusi) che vanno consumati crudi o quasi crudi, devono essere congelati ad una temperatura non superiore a – 20°C in ogni parte della massa per almeno 24 ore. Il trattamento deve essere eseguito sul prodotto crudo o sul prodotto finito”.
A me il pesce crudo (o quasi) non piace ma mi adatto volentieri a cucinarlo per la mia truppa anche perché questo metodo ha diversi vantaggi: è un piatto velocissimo, non si sporcano padelle e, cosa non da poco, non si fa odore e questo, quando si cucina il pesce, difficilmente si evita.
Provare!!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

tonno fresco
limone
olio extravergine d’oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Accendere il cannello e indirizzare la fiamma sul tonno da cuocere.

Passare più o meno velocemente a seconda del grado di cottura desiderato, comunque non indugiare troppo sullo stesso pezzo (come mi ha suggerito Andrea, da vero intenditore di pesce crudo).

Aspettare qualche minuto poi procedere al taglio delle fette, come per una tagliata di manzo.

Servire con succo di limone e olio extravergine di oliva.

A sentire loro (Andrea e capitano) è molto buono e io mi fido!

Insalata di anguria, feta, olive nere e valeriana: piatto unico senza glutine, ricetta vegetariana

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Questa ricetta l’ho avuta dalla Roby di Castelbelforte (per distinguerla dalla Roby di Mantova, mia cognata) ed ha avuto il plauso del capitano, anche se a lui la feta proprio non piace, dice che “lega”!
Questo formaggio greco, fatto in prevalenza con il latte di capra, a pasta semidura, molto saporito (viene fatto maturare in salamoia), in effetti se mangiato da solo può risultare non troppo gradevole e asciutto.
Tutt’altra cosa se accompagnato da anguria e da una fresca insalatina!
Oggi, giornata ferragostana, l’ho presentato come piatto unico: meglio stare leggeri anche se il caldo ci sta dando un po’ di tregua.
All’origine la ricetta prevedeva il lime, che ho sostituito con il profumatissimo limone della costa amalfitana e al posto delle foglie di prezzemolo ho usato una freschissima valeriana.
Direi che il risultato è più che soddisfacente se il capitano ha fatto il bis…
Grazie Roby!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Cipolla di Tropea
1 limone (la ricetta originale usa 2 lime)
Anguria
Feta
Olive nere
Valeriana (la ricetta originale usa foglie di prezzemolo intere)
Olio extra vergine di oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tagliare sottilmente la cipolla e ricoprirla di acqua bollente.
Questo primo passaggio serve a togliere alla cipolla il suo gas e ad ammorbidirla, ed ha funzionato se il capitano non si è accorto della sua presenza…

Dopo qualche minuto scolare la cipolla, asciugarla e metterla a macerare nel succo di limone.

Tagliare a pezzetti l’anguria dopo aver tolto i semi, oppure fare delle palline con l’apposito scavino (a me piacciono di più).

Snocciolare le olive nere.

In una ciotola riunire: l’anguria, la feta, la cipolla con il succo di limone, le olive, la valeriana e condire con un filo di olio.
Salare (io non lo faccio, per me è abbastanza saporito così) e aggiungere ancora limone se occorre.
Mescolare delicatamente e servire.

Un gradevolissimo piatto unico per il pranzo del mezzogiorno, da provare!!

Crema fredda al caffè, senza glutine

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Ecco un altro fine pasto fresco e molto gradevole direttamente dalla rivista “Alice cucina”.
Ho usato gli amaretti di Voltaggio che avevo messo da parte proprio per questo dessert: mi sembravano perfetti con la spruzzata di rum richiesta dalla ricetta.
Non li ho conservati nel solito vaso ermetico, volevo che perdessero la morbidezza e si asciugassero un po’.
Ho diminuito la dose di zucchero e, al posto del mascarpone (in casa mia non se ne fa molto uso), ho messo la ricotta e il risultato è veramente ottimo e più light.
Dovendo usare le uova a crudo è indispensabile che siano freschissime (a questo ci pensa sempre la mia cara amica Claudia e oltre alla freschezza c’è pure la…..genuinità: provengono dalla “fattoria” della mamma dove le galline vivono libere come l’aria!!) e, altra raccomandazione, non contaminarle col guscio.
Lavare bene le mani dopo aver usato le uova.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:
2 tazzine di caffè
2 tuorli
1 albume
200 g di ricotta (nella ricetta originale mascarpone)
40 g di zucchero (nella ricetta originale 60)
2 cucchiai di zucchero a velo (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
3 fogli di gelatina (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
1 bicchierino di rum
Cacao amaro in polvere (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
Amaretti di Voltaggio senza glutine* (savoiardi nella ricetta originale)

* https://stellasenzaglutine.com/2013/08/09/i-morbidi-amaretti-di-voltaggio-senza-glutine/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda.

Con le fruste elettriche montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Mettere i fogli di gelatina, ben strizzati, nel caffè caldo, far sciogliere e raffreddare.

Con un cucchiaio di legno lavorare la ricotta con lo zucchero a velo, incorporare i tuorli con lo zucchero e infine il caffè freddo.

Montare a neve fermissima l’albume e unirlo al composto preparato mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.

Disporre gli amaretti spezzettati nei bicchieri, bagnare con una spruzzata di rum e coprire con uno strato di crema.
Trasferire in frigorifero per almeno 3 ore.

Al momento di servire spolverizzare con il cacao amaro e amaretti sbriciolati.

A noi è piaciuto molto, ho avuto l’approvazione del capitano, ma ovviamente nelle mie scelte in cucina tengo conto (anche) dei suoi gusti per cui…..

Polpette di ricotta al sugo senza glutine, ricetta vegetariana

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Anche questa ricetta l’ho presa dalla rivista “Alice cucina” di questo mese e altre sono in attesa del mio lavoro: troppo invitanti!!
Forse meriterei un abbonamento gratuito per la involontaria pubblicità che faccio a questo giornale….ma non credo che accetterei, mi conosco troppo bene.
Notare che potrei scaricare la rivista sul mio preziosissimo iPad, ma…amo sfogliare le pagine e vedere i giornali impilati che aspettano…
Tra rivista e programma televisivo (leggi Alice tv o anche Arturo tv, non importa se vecchie registrazioni!!) ….sarebbe meglio che mi allontanassi un po’ ….troppe tentazioni! Non faccio in tempo a realizzare una ricetta che già penso alla prossima: la mia deve essere una malattia…
Ma poi penso che in questo modo anche il mio capitano può assaggiare di tutto e non farsi mancare proprio niente e magari può far piacere anche a qualcun altro che non ha tempo di sglutinare e si trova la ricetta pronta e collaudata…
Insomma, le scuse non mi mancano e allora io vado!
Poche le variazioni alla ricetta originale: nel mio giardino l’erba cipollina scarseggia mentre timo e origano sono in abbondanza e quindi sostituisco e il risultato è perfetto!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di ricotta asciutta
2 uova
100 g di grana grattugiato
Foglioline di timo e origano fresche (erba cipollina nella ricetta originale)
700 g di passata di pomodoro
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di pangrattato senza glutine
Olio extravergine di oliva
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Rosolare l’aglio in padella con un filo di olio (io l’aglio lo spremo, lo trovo, più….delicato), unire la passata di pomodoro, salare, coprire e cuocere a fiamma dolce per 20 minuti.

Preparare le polpettine: raccogliere in una ciotola la ricotta, il grana, le uova, le foglioline di timo e origano, lavate e asciugate, e amalgamare bene. Aggiungere un paio di cucchiai di pane grattugiato se l’impasto fosse troppo morbido. Io ho preferito metterli.

Formare tante palline e adagiarle delicatamente nella padella con la salsa.
Cuocere a fiamma dolce per una decina di minuti, girandole delicatamente a metà cottura.

Regolare di sale e trasferire le polpettine su un piatto da portata.

Potrebbe essere sia un piatto unico che un ottimo secondo vegetariano, sicuramente da provare!

Crema di tapioca e salsa di mirtilli, senza glutine

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Questo fresco dessert l’ho trovato sulla rivista “Alice cucina”.
L’ho un po’ ….rivisitato e adattato a quello che la mia dispensa offriva, ma non per questo è diventato meno invitante, tutt’altro!
Ho diminuito la dose di zucchero, sostituito il latte di cocco con il latte di mandorle e al posto dei frutti della passione ho messo una salsa di mirtilli.
Questo è solo il primo dei dessert che voglio provare: non richiedono cotture al forno, sono veloci e se poi sono anche buoni…..chi mi ferma?

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

6 cucchiai di farina di tapioca (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
3 cucchiai di zucchero
400 ml di latte di mandorle (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia oppure controllare che la confezione riporti la dicitura “senza glutine”)
Mirtilli freschi
Succo di 1/2 limone
1/2 cucchiaio di zucchero
Una spruzzata di vino bianco

PROCEDIMENTO RICETTA:

Raccogliere la tapioca in una ciotola e coprire con 150 ml di acqua a temperatura ambiente. Mescolare e lasciare riposare per una mezz’ora in modo che la farina si gonfi e assorba l’acqua.

Scolare l’acqua in eccesso e versare la tapioca in un pentolino.
Aggiungere lo zucchero, il latte di mandorle e mescolare.
Mettere sul fuoco e cuocere per 5-7 minuti o comunque fin che il composto sarà denso e gelatinoso.

Togliere dal fuoco, distribuire nei vasetti e trasferire in frigorifero.

Per la salsa di mirtilli: lavare i mirtilli, metterli in un pentolino con il succo di limone, lo zucchero, una spruzzata di vino bianco e cuocerli per qualche minuto.
Lasciare raffreddare.

Al momento di servire togliere i vasetti dal frigorifero e distribuire sulla superficie un paio di cucchiai di salsa di mirtilli.

Un dessert light, fresco e veramente delizioso!

I morbidi amaretti di Voltaggio, senza glutine

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Questi sono i famosi amaretti, nati alla fine del diciannovesimo secolo, che hanno ottenuto molti riconoscimenti e che vengono prodotti seguendo fedelmente la ricetta tramandata di generazione in generazione.
Sono molto apprezzati per il loro gusto inconfondibile di ” mandorla dolce/amara, croccanti al morso, consistenti e morbidi nel cuore”. A chi non piace questo amaretto?
Quindi quando Oliviapepe, al secolo Nicoletta, postò la ricetta su Cucinainsimpatia, mi catapultai immediatamente a sglutinarla per il mio capitano.
Il primo tentativo fallì: gli amaretti erano buoni ma, come mi fece notare Nico, troppo colorati e quindi poco morbidi.
Pazientemente mi insegnò, mi corresse e …..fu così che gli amaretti di Voltaggio divennero uno dei miei dolci più apprezzati da amici, parenti e….dal capitano!
Mi basta un’occasione qualsiasi per rifarli, come in questo caso: un incontro tra amiche.
Li ho preparati per Mariuccia, celiaca, che ho conosciuto da poco.
Spero le siano piaciuti e spero anche che Oliviapepe mi possa leggere perché devo a lei questo mio successo: grazie Nico!

Ps: fare attenzione al liquore Amaretto.
In quanto infuso di erbe e mandorle amare non dovrebbe contenere glutine ma in commercio ne esistono a base di infuso di amaretti e di questi non si possono sapere gli ingredienti.
Per sapere di più sull’Amaretto Disaronno:
https://stellasenzaglutine.com/2015/07/27/pesche-senza-glutine-affogate-allamaretto-con-crema-di-yogurt/

DIFFICOLTÀ: media

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

200 g di farina di mandorle* (se non è home made vedere prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
200 g di zucchero a velo** (se non è home made vedere prontuario AIC Assoc. italiana Celiachia)
30 g di Mix farine naturali senza glutine per crostate, torte salate, biscotti ***
2 albumi
2/3 cucchiai di Amaretto Disaronno (senza glutine)
1 fialetta di aroma mandorle amare (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia) oppure 3 mandorle amare (armelline) ricavate dal seme dell’albicocca, frullate

* per la farina di mandorle home made, frullare le mandorle con poco zucchero oppure più semplicemente frullare le mandorle dopo averle messe in freezer per qualche ora.
** per lo zucchero a velo home made, frullare lo zucchero semolato fin che arriva ad una consistenza impalpabile.
*** per i mix di farine:
https://stellasenzaglutine.com/2013/04/25/i-mix-di-farine-senza-glutine

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mescolare la farina di mandorle e circa due terzi dello zucchero con gli aromi; incorporare gli albumi montati a neve morbida, setacciare la farina e amalgamare anche questa.

Riempire con il composto un sac à poche e formare delle palline un po’ più grosse di una noce, tenendole distanziate e distribuendole su una placca rivestita di carta forno.
Ricoprirle di abbondante zucchero a velo e infine premerle in modo da lasciare sulla cima di ciascuna pallina i segni delle dita (un pizzicotto con pollice, indice e medio).

Lasciare riposare per almeno un’ora.
A causa della temperatura rovente di questi giorni ho preferito trasferire tutto in frigorifero, ma in condizioni normali basta il riposo a temperatura ambiente.

Infornare a 170 gradi, forno statico e togliere appena iniziano a colorire.
Con il mio forno circa 12 minuti.

Una volta raffreddati, cospargere nuovamente di zucchero a velo.

Si sposano molto bene con un buon caffè…

Crema alla carruba con biscotti e lamponi freschi, senza glutine

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Questa è una ricetta trovata sulla rivista “Alice cucina”.
Avevo in casa dei bellissimi lamponi che si prestavano meglio delle fragole, come suggeriva la ricetta originale e del latte di riso in sostituzione a quello di soia che non incontra molto il mio gusto.
La farina di carruba, prodotto assolutamente naturale, è un’alternativa al cacao, poiché ne ricorda il sapore, ma, a differenza di questo, non contiene caffeina ed essendo un alimento vegetale, non contiene colesterolo.
È ricca di zuccheri naturali e di carboidrati, di calcio e di ferro ma povera di grassi.
Contiene vitamine del gruppo B, vitamina A, magnesio e potassio, ha proprietà antiossidanti e ipercolesterolemizzanti e, da non trascurare, ha un alto potere saziante.
Con queste premesse, chi non ha voglia di provare un simil toccasana di farina?
Il carrubo è un albero sempreverde i cui frutti sono dei baccelli che, arrivati a maturazione, prendono un colore marrone scuro, simile al cuoio.
All’interno contengono semi scuri, ovoidali e duri da cui si ricava altro tipo di farina, la “farina di semi di carruba” utilizzata come addensante per salse, creme e gelati.
In arabo il seme di carrubo veniva chiamato “khirat”= carato ed era usato come unità di misura per oro e gemme.
I baccelli hanno una superficie esterna molto dura, con una polpa zuccherina, assai gradevole, direi gradevolissima…
Io li conosco questi baccelli: quanti ne ho mangiati al tempo delle medie!
Ricordi…
Scomparsi dalla circolazione, li ho rivisti un paio di anni fa, in un supermercato e non li avrei notati se un bambino non avesse chiesto alla …..ehm …nonna: ma cosa sono? Lei lo sapeva…e io li ho comprati e gustati pezzetto per pezzetto, uno ad uno, guardando bene all’interno….e ho ritrovato il sapore caratteristico, proprio come ho sentito mangiando questo budino.
Io non trovo che sappia di cacao, ha un sapore tutto suo particolare, ma in giro si dice che la farina di carruba sa di cacao…..il colore senz’altro, non metto in dubbio, ma il sapore….
Lascio giudicare a chi vorrà provare….

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 ml di latte di riso
50 g di sciroppo d’agave (oppure zucchero di canna) (70 nella ricetta originale)
40 g di farina di carruba
20 g di amido di mais (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
Lamponi freschi

Per i biscotti: pasta frolla senza glutine e cacao amaro (vedi prontuario Associaz. Italiana Celiachia)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per i biscotti senza glutine va bene qualsiasi frolla, io ho utilizzato quella avanzata da:

https://stellasenzaglutine.com/2013/06/06/torta-brisighella-quella-di-oriani-senza-glutine/

messa nel freezer in attesa di utilizzo.

Fare diverse formine con gli stampini e prima di cuocere cospargere di cacao amaro.
In forno a 180 gradi per circa 15 minuti.

Per la crema: in una ciotola sciogliere l’amido di mais con poco latte freddo e mettere da parte.
Versare il rimanente latte e lo sciroppo di agave in un pentolino, mettere sul fuoco e scaldare.
Versare a pioggia la farina di carruba e mescolare con una frusta.

Portare a bollore, unire l’amido di mais sciolto e cuocere per circa 2 minuti.

Versare un primo strato di crema ancora calda nel bicchiere, sistemare un biscotto e qualche lampone, proseguire con altra crema e terminare con biscotto e lamponi.
Mettere in frigorifero fino al momento di servire.

Un gradevole dessert, veloce da realizzare, soprattutto se si hanno dei biscotti pronti, fresco, poco calorico e adatto all’estate.