Tortelli alla mugellana, senza glutine


“I tortelli di patate mugellani sono un piatto tipico dell’Appennino tosco-romagnolo, in particolare di quella vallata stretta tra l’Appennino e le colline di Firenze, chiamata Mugello.
Di origine molto antica, dal ripieno semplice ma gustoso, questi tortelli nascono come piatto povero, in alternativa al tortello ripieno di castagne, frutto raccolto in tutto il Mugello”.
La mia interpretazione, senza glutine, si rifà alla ricetta in uso a Luco di Mugello, frazione di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze.
Qui si celebra la cucina locale con la Sagra del Tortello, condito con burro e salvia o con ragù di carne.
I miei tortelli sono conditi con ragù di carne, preparato con soffritto di cipolla, macinato misto e sfumato con del frizzante lambrusco rosso, giusto per restare in tema!
I tortelli alla mugellana generalmente hanno una forma quadrata, di dimensioni non troppo piccole (arrivano anche a 7 cm per lato), mentre i miei tortelli, dovendo provare un nuovo stampo per pasta fresca ripiena, sono a mezza luna.
Questi tortelli, anche se in forma diversa e senza glutine, sono terribilmente gustosi!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di patate
150 g di parmigiano grattugiato
2 spicchi di aglio
Prezzemolo
Concentrato di pomodoro
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Per la pasta:
500 g di Miscela Pasta Fresca le Farine dei Nostri Sacchi
4 uova
70 g di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare la pasta riunendo tutti gli ingredienti nella ciotola della planetaria o, se a mano, sulla spianatoia e lavorare fino ad avere un impasto omogeneo ed elastico.
Avvolgerlo nella pellicola e metterlo a riposare.

Lessare le patate, schiacciarle e lasciarle raffreddare.

Spremere l’aglio, tritare il prezzemolo e farli soffriggere brevemente a fuoco moderato; spegnere, aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro e una macinata di pepe.

Unire il soffritto alla purea di patate, aggiungere il parmigiano e mescolare.

Stendere la sfoglia non troppo sottile, ritagliare dei cerchi, mettere al centro una pallina di ripieno e richiudere per sigillare il tortello.
Queste operazioni le ho fatte comodamente e velocemente con lo stampo, come si può vedere dalle foto.

Cuocere i tortelli in acqua bollente salata per pochi minuti, scolarli, metterli nel piatto e condirli con il ragù di carne.

Buon Natale con i pandorelli, alberelli di pandoro senza glutine


Pandorelli=alberelli di pandoro, soffici, delicati, all’insegna del light ma buono!
Si preparano velocemente, senza ansie da prestazione e con ottimi risultati.
Dalla ricetta Schär del pandoro, personalizzata con modifiche agli ingredienti e interpretata con un pizzico di buonumore, dovuto in parte alla disponibilità di stampi di alberello natalizio e in parte alla fantasia.
Tra parentesi dosi e ingredienti consigliati da Schär: la ricetta è riportata sulla confezione della farina Mix C Torte e Biscotti.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

4 uova
200 g di Mix C Torte e Biscotti Schär
90 g di miele (125 g di zucchero)
50 g di latte di mandorla o bevanda alla mandorla** (50 g di latte)
130 g di olio di semi di girasole (180 g di burro)
10 g di lievito per dolci**
Un limone non trattato
100 g di pistacchi
Zucchero a velo** (facoltativo)

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Montare con una frusta uova e miele fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso.

Senza smettere di lavorare, versare a filo l’olio e il latte di mandorla.

Grattugiare la buccia del limone, setacciare farina e lievito e aggiungerli, poco alla volta, al composto precedente, lavorando con una spatola, con movimenti delicati dall’alto verso il basso, per non smontare il composto.

Dividerlo in 4 stampi di alberello (circa 160 g ogni uno), distribuire sulla chioma un po’ di granella di pistacchio e cuocere in forno caldo, ventilato a 170 gradi per circa 25 minuti.

Aspettare che si raffreddino se si preferisce togliere lo stampo.

Si mantengono molto bene in sacchetti per la conservazione e si prestano ad essere confezionati e portati come pensierino di Natale all’amico celiaco: sarà un regalo molto gradito!

Piccoli panettoni tutto miele e Kefir, senza glutine e senza lievito


Se il Kefir ha fatto lievitare egregiamente il mio pane senza glutine, perché non dovrebbe farlo anche con un impasto dolce?
Poiché siamo in periodo natalizio proviamo con dei panettoncini in versione monoporzione.
Si possono congelare e togliere dal freezer quando serve: una volta scongelati, un passaggio sul calorifero caldo o 1/2 minuto nel microonde riacquistano tutta la loro fragranza.

Ps: mi è stato fatto notare che spesso non metto il pizzico di sale canonico che si usa soprattutto negli impasti dolci. Dimenticanza? Assolutamente no! Quando non è strettamente necessario non lo uso affatto e in molte ricette ne diminuisco la dose: il sale non è amico della nostra salute e non metterlo non mi ha mai causato cambiamenti rilevanti.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il lievitino:
200 g di Kefir* di latte (non separato dal siero)
100 g di Farina per Dolci Lievitati Molino dalla Giovanna
5 g di miele

Per l’impasto:
200 g di Farina per Dolci Lievitati Molino dalla Giovanna
80 g di uvetta
50 g di olio di semi di girasole bio
1 uovo
100 g di Kefir* di latte (non separato dal siero)
50 g di miele
Un limone e una arancia non trattati

* Kefir e intolleranza:
Come sempre quando preparo ricette con il Kefir mi trovo il problema della intolleranza al lattosio.
Il Kefir è un latte fermentato e i batteri in esso contenuti metabolizzano il lattosio, trasformandolo in un prodotto praticamente delattosato.
Un articolo scientifico inglese pubblica che un prodotto lattiero-caseario fermentato con il Kefir migliora la digestione del lattosio.
Ritengo che, nonostante il Kefir sia il latticino più consigliato per chi ha problemi di mal digestione e intolleranza del lattosio, sia comunque sempre bene sincerarsene personalmente.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il lievitino:
In una ciotola mescolare la farina con il Kefir e il miele.
Coprire, lasciar riposare e lievitare a temperatura ambiente per circa 24 ore.

In un contenitore mettere in infusione 50 g di miele, la buccia grattugiata di un limone e di una arancia.
Mescolare e coprire: prima si prepara più il miele cattura il delizioso aroma delle bucce degli agrumi.

Trascorso il tempo di riposo, il lievitino risulta raddoppiato e con diverse bolle.

Nella ciotola della planetaria mescolare 200 g di farina, il lievitino, 100 g di Kefir, l’olio, l’uovo leggermente sbattuto ed il miele aromatizzato.

Lavorare con la foglia per almeno 9-10 minuti poi aggiungere l’uvetta sciacquata sotto l’acqua corrente (non ammollata) e tamponata con carta assorbente.

Riempire 6 piccoli stampi di panettone con circa 120 g di impasto e mettere a lievitare nel forno con la lucina accesa e un contenitore di acqua bollente, per accelerare la lievitazione.
(Ringrazio Nemo&Nancy dell’ottimo consiglio).

Dopo circa 4 ore l’impasto è pronto per la cottura in forno caldo a 180 gradi, per circa 25 minuti.

Tiepidi, come tutti i panettoni, danno il meglio: sprigionano tutti gli aromi e sono più soffici!

I miei cappellacci di zucca di Ferrara senza glutine, con passata di pomodoro e stracciatella


La Vigilia di Natale si avvicina: è tempo di pensare ai tortelli, un primo che, nel rispetto delle tradizioni mantovane, non può mancare in questa ricorrenza.
I cappellacci di zucca appartengono alla tradizione ferrarese, sono una pasta fresca ripiena molto simile ai tortelli mantovani dai quali si differenziano per non avere tra gli ingredienti del ripieno né amaretti né mostarda.
Hanno dimensioni leggermente più grandi e una forma che richiama un cappello e da qui probabilmente il nome: “cappelaz”, in dialetto ferrarese, è il nome del cappello di paglia utilizzato dai contadini.
Ho imparato ad apprezzarli grazie a Jé, amica fin dai tempi di Cucinainsimpatia, mio trampolino di lancio e di conoscenza del mondo senza glutine.
Non rinnego le mie origini mantovane, stravedo per i tortelli con amaretti e mostarda ma conoscere anche le tradizioni dei vicini non può che far bene e poi, soprattutto in una occasione di festa come la Vigilia di Natale, si possono portare in tavola entrambi e senza competizione!
L’impasto della mia sfoglia è morbido, lavorabilissimo e non ho resistito al desiderio di stenderlo col mattarello: ogni tanto posso concedermelo.
La zucca del mio ripieno parla mantovano, infatti è la Delica, dolce quanto la Violina, tipica del territorio ferrarese e viene usata per fare il ripieno dei cappellacci.
Da quando lo chef Fabio Campoli ha spiegato come cuocere la zucca in una casseruola con un fondo spesso, lentamente e senza acqua, io la cuocio così: risulta asciutta e più saporita.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI:

Per la Pasta all’uovo:
600 g di Mix pasta fresca Nutrifree
8 uova piccole (g 450 circa)
15 g olio di extravergine d’oliva delicato

Per il ripieno:
Una zucca Delica (poco più di 1 kg)
Noce moscata
Parmigiano grattugiato (circa 200 g)

Per il condimento:
Passata di pomodoro
Olio extravergine d’oliva
200 g di stracciatella
Parmigiano grattugiato

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il ripieno:
Tagliare la zucca a pezzetti dopo aver tolto semi, filamenti e buccia e metterla in una casseruola con un fondo spesso, senza aggiungere acqua.

Coprire e mettere a cuocere sul fuoco bassissimo per circa 40-50 minuti, senza mai mescolare: il tempo di cottura dipende dalla quantità e dalla dimensione dei pezzetti di zucca.

Quando la polpa risulta morbida a puntino, eliminare la buccia (passata al forno con un filo di olio é un ottimo snack) e ridurla a purea.

Aggiungere il formaggio e una grattugiata di noce moscata.

Amalgamare bene poi mettere in frigorifero: preparato il giorno prima il ripieno ha più tempo per prendere sapore.

Preparare la pasta all’uovo.
Mescolare e lavorare tutti gli ingredienti, avvolgere l’impasto nella pellicola e lasciar riposare per almeno 30 minuti.

Stendere la sfoglia sottile ma non troppo e ritagliare dei quadrati di circa 7 cm di lato.

Mettere al centro un cucchiaio di ripieno, richiudere a triangolo e sigillare bene i bordi.

Prendere con pollice e indice il triangolo dalla parte della farcitura, girare e sigillare gli angoli attorno all’indice e piegare leggermente all’indietro l’angolo superiore: ecco fatto il cappellaccio!

In un tegame scaldare la passata di pomodoro con un giro di olio e versarvi i cappellacci cotti in abbondante acqua leggermente salata e ben scolati.

Aggiungere la stracciatella, mescolare e lasciar insaporire sul fuoco per un paio di minuti.

Servire i cappellacci di zucca ferraresi con una generosa spolverata di parmigiano grattugiato.

Castagnaccio senza glutine al Kefir


Che autunno sarebbe senza il castagnaccio?
Mi piace prepararlo non solo nel modo tradizionale, con uvetta, pinoli e rosmarino, ma anche con l’aggiunta di frutta, come si può vedere qui:

https://stellasenzaglutine.com/2016/10/16/castagnaccio-mignon-senza-glutine-con-pinoli-noci-mela-e-uvetta/

Questa volta ho scelto di aggiungere al latte il Kefir: suggerisco di provare!
Chi non ha il Kefir può sostituirlo con yogurt naturale.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:
500 g di farina di castagne**
1 litro di latte
300 g di Kefir di latte*
100 g di zucchero di canna integrale
4 + 2-3 cucchiai di olio + poco per la tortiera
70 g di uvetta
70 g di pinoli
50 g di lamelle di mandorla
Un rametto di rosmarino

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

*Kefir e intolleranza:
Come sempre quando preparo ricette con il Kefir mi trovo il problema della intolleranza al lattosio.
Il Kefir è un latte fermentato e i batteri in esso contenuti metabolizzano il lattosio, trasformandolo in un prodotto praticamente delattosato.
Un articolo scientifico inglese pubblica che un prodotto lattiero-caseario fermentato con il Kefir migliora la digestione del lattosio.
Ritengo che, nonostante il Kefir sia il latticino più consigliato per chi ha problemi di mal digestione e intolleranza del lattosio, sia comunque sempre bene sincerarsene personalmente.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere in una ciotola la farina di castagne setacciata e, con una frusta, stemperarla con il latte.

Aggiungere il Kefir e mescolare fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e privo di grumi.

Aggiungere lo zucchero, 4 cucchiai di olio, coprire e mettere a riposare per una mezz’ora.

Ungere una tortiera (cm 28) e versarvi il composto dopo averlo mescolato per bene.

Distribuire sulla superficie l’uvetta lavata, ammollata e tamponata con carta assorbente, i pinoli, le lamelle di mandorle e qualche ago di rosmarino.

Finire con un giro di olio (2-3 cucchiai ) e cuocere in forno caldo a 170 gradi per circa 25-30 minuti.

Spätzle senza glutine alla curcuma, con pioppini, speck e stracciatella


Adoro gli spätzle e li preparo in diverse…… “salse” 😉:

https://stellasenzaglutine.com/2013/05/17/spatzle-senza-glutine-agli-spinaci-di-cristian-bertol/
https://stellasenzaglutine.com/2016/10/28/spatzle-bicolori-senza-glutine-con-funghi-porcini-e-speck/

Gli Spätzle, o gnocchetti tirolesi, sono un tipo di pasta fresca molto facile da preparare.
Per ottenere degli Spätzle perfetti si utilizza l’apposito attrezzo, lo Spätzlehobel, una grattugia sulla quale scorre un contenitore che fa uscire dai fori l’impasto che deve cadere direttamente nell’acqua di cottura.
In mancanza di questo attrezzo si può utilizzare uno schiacciapatate, avendo l’accortezza di tenere la pastella leggermente meno liquida.
Gli Spätzle sono pronti quando salgono a galla; si scolano poi con una schiumarola e si trasferiscono direttamente nella padella con il condimento preparato.
Questi Spätzle, con curcuma, pepe nero e funghi pioppini, sono un preludio alla stagione autunnale: ben venga se si preannuncia così!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di farina Mix Pasta Fresca Nutri Free
4 uova
80 g di speck** (per me Segata, senza glutine)
300 g di acqua
Curcuma e pepe nero
Noce moscata
Funghi pioppini
Aglio
Prezzemolo
Olio extravergine d’oliva
Sale

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola riunire la farina setacciata, le uova, una grattugiata di noce moscata, un pizzico di sale, un cucchiaino abbondante di curcuma, una macinata di pepe nero e l’acqua.

Mescolare con una frusta per amalgamare gli ingredienti e ottenere un composto liscio e senza grumi, poi mettere a riposo per una mezz’ora.

Preparare il condimento:
In un tegame rosolare brevemente due spicchi di aglio con qualche cucchiaio di olio.

Togliere l’aglio, aggiungere lo speck tagliato a listarelle e i funghi, puliti lavati e ben scolati.

Alzare la fiamma, mescolare e, appena raggiunto il bollore, abbassare, coprire e portare a cottura.

A cottura ultimata (dopo circa 12-15 minuti), togliere dal fuoco, aggiungere un pizzico di sale e il prezzemolo tritato.

Mettere sul fuoco una pentola con acqua salata e, appena raggiunge il bollore, posizionare l’apposito attrezzo, lo Spätzelhobel, sulla pentola.

Versare la pastella nel contenitore scorrevole e spostarlo avanti e indietro in modo che l’impasto cada direttamente nell’acqua.

Quando gli gnocchietti riaffiorano in superficie (bastano pochi secondi), sono pronti.

Scolarli man mano con una schiumarola, versarli nel tegame del condimento e saltarli brevemente per insaporirli.

Servire gli Spätzle alla curcuma con pioppini e speck con una macinata di pepe nero e un generoso cucchiaio di stracciatella.

I Sarma, involtini turchi: la mia interpretazione senza glutine

I Sarma sono un piatto tradizionale della cucina turca.
Si tratta di un antipasto preparato utilizzando foglie di vite, precedentemente scottate in acqua, che racchiudono un composto di riso, carne macinata (ma anche no), uvetta, pinoli, erbe aromatiche, spezie e, come ogni ricetta della tradizione che si rispetti, ha diverse interpretazioni che cambiano di casa in casa.
Seguendo qualche puntata della Soap televisiva “Bitter Sweet” ho visto questi involtini e imparato il loro nome ma non la ricetta.
Per soddisfare la mia curiosità ho cercato in rete fin che ho trovato le spiegazioni che mi servivano per realizzarli.
I Sarma sono molto gustosi, si mangiano in modo informale, prendendoli con le mani e, conversando del più e del meno, in un attimo……spariscono!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

200 g di Riso Vialone Nano
30 foglie di vite
150 g di carne macinata
Un pomodoro
2 limoni naturali
Basilico
Erba cipollina
50 g di uvetta sultanina
Pepe nero, curcuma e cannella
Sale
Olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere in un tegame qualche cucchiaio di olio, la cipolla tritata, l’erba cipollina tagliata a pezzetti e far rosolare brevemente.

Aggiungere il pomodoro a cubetti, far appassire per un paio di minuti poi aggiungere il riso, la carne macinata, l’uvetta (lavata, ammollata e asciugata), il basilico spezzettato, mescolare e profumare con cannella macinata, un cucchiaino di curcuma e una generosa macinata di pepe nero.

Mescolare, bagnare con mezzo bicchiere di acqua, salare, coprire e proseguire la cottura per 5-6 minuti.
Lasciar raffreddare.

Lavare accuratamente le foglie di vite e scottarle brevemente in abbondante acqua bollente.

Scolarle, sistemarle su un foglio di carta assorbente e tamponarle per togliere l’acqua in eccesso.

Alla base di ogni foglia mettere un cucchiaino di impasto raffreddato.

Prendere i lembi più lunghi della foglia e piegarli sul ripieno poi arrotolare le parti restanti in modo che il ripieno non possa uscire.
Procedere così fino ad aver riempito tutte le foglie.

Coprire la base di una casseruola dai bordi abbastanza alti e un fondo spesso con qualche foglia di vite.

Su queste appoggiare gli involtini preparati, sovrapponendoli fino ad esaurirli.

Esauriti gli involtini, bagnarli con il succo di un limone e ricoprirli con il secondo limone tagliato a rondelle, un giro di olio e tanta acqua fredda quanto basta a ricoprire l’ultimo strato.

Coprire la casseruola con un coperchio e cuocere a fuoco basso per circa 30-40 minuti o fino a quando l’acqua non si sarà assorbita completamente.
Togliere il coperchio e condirli con un filo di olio.

Prima di gustare i Sarma lasciarli raffreddare completamente: è un antipasto molto gustoso che va servito freddo.

Il “Tortello di Pesca” De.Co. di Roverbella: la mia interpretazione senza glutine


Il “Tortello di Pesca” di Roverbella, dal gusto originale e delicato, ha ottenuto la denominazioni De.Co nel 2016, merito dell’entusiasmo e dell’impegno dell’allora sindaco Antonella Annibaletti, degli chef Paola Pigozzi e Paolo Ortolani e dell’imprenditore Alberto Boroni, dell’omonimo salumificio.
Il “Tortello di Pesca” di Roverbella è preparato con materie prime provenienti dal territorio del Comune di Roberbella come la ricotta vaccina e il Grana Padano, prodotti da latterie e caseifici presenti nel comune e la pesca che, grazie alla tipologia del terreno e alle condizioni climatiche, ha trovato in questo territorio un habitat ideale.
A Roverbella si coltivano pesche di molte varietà: a pasta bianca, a pasta gialla, dalla pelle vellutata o glabra (Nettarine) e tutte di eccellenti qualità organolettiche.
Dagli chef Paola Pigozzi e Paolo Ortolani, ideatori della ricetta:
“La ricetta del Tortello di Pesca è un connubio di tradizione e modernità.
Arriva da una antica famiglia del paese che ha lasciato indicazioni per preparare tortelli che vedono la pesca sostituire la più classica zucca, valorizzando così la pesca del territorio che ha nella Corte Speranza la sua produzione storica da quasi un secolo.
Alcuni anziani del paese ricordano ancora di come la pregiata ma delicatissima pesca bianca venisse, dopo il raccolto, adagiata in piccole cassette con un letto di paglia (per evitare urti), raffreddata con il ghiaccio di una vicina ghiacciaia, caricata sui vagoni ferroviari della stazione Mantova- Peschiera di Roverbella e trasportata in Germania”.
Dagli chef l’idea di recuperare la ricetta in chiave moderna: alla base del ripieno, oltre alla pesca che viene saltata e sfumata velocemente in padella affinché non perda il profumo, ci sono ricotta e grana.
Per i condimenti ci si può, poi, sbizzarrire: per dare più risalto al delicato gusto della pesca ho preparato un olio extravergine alla salvia, che può essere sostituito con il più classico burro.
Da un paio di anni, quando arriva la stagione delle pesche, cerco di rintracciare la ricetta originale dell’unico, vero “Tortello di Pesca”, quello che ha ottenuto la De.Co.
Finalmente l’ho trovata ma questa che vado a condividere è la mia interpretazione della ricetta originale che, essendo De.Co, è sotto la tutela del comune, in questo caso quello di Roverbella.
Se ne avanzano, saltati in padella come spesso si riscaldano i cugini tortelli di zucca, sono…..da provare 😉!
Alla pesca di Roverbella è dedicata anche una torta che, solo a pronunciarne il nome, fa venire l’acquolina: è la torta “Sor….riso di pesca”!
Non ho la ricetta 😞. Dovrò aspettare anche per questa qualche anno prima di trovarla? Chissà….
Celiaci, non disperate!!

Ps: a proposito di Vodka alla pesca, attenzione!!
Dal Prontuario degli Alimenti AIC (Associazione Italiana Celiachia), alla voce: Bevande alcoliche – Distillati:
“I distillati o acquaviti sono ottenuti tramite distillazione:
assenzio, brandy, cachaça, calvados, cognac, gin, grappa, rum, tequila, vodka, whisky, ecc.
Questa categoria è libera se il distillato è puro (tal quale) senza aggiunta di aromi, coloranti o altri additivi. Quindi, facendo un esempio: la vodka è libera, ma la vodka alla pesca è a rischio”.

A proposito di Vodka alla pesca Keglevich, alla domanda:
I PRODOTTI KEGLEVICH SONO GLUTEN FREE E OGM FREE?
l’Azienda Keglevich ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Sì, tutti i prodotti della gamma Keglevich sono senza glutine e senza OGM”

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per la pasta:
400 g di farina Mix Pasta Fresca Nutri Free
5 uova + 1 tuorlo (in totale g 310 circa)
15 g di olio extravergine d’oliva
Farina di riso finissima**

Per il ripieno:
1 kg di pesca noce a pasta gialla
50 g di fecola di patate**
Un limone
Vodka alla Pesca**
400 g di ricotta vaccina
150 g di Grana Padano 24 mesi
130 g di amaretti**
2 cucchiai di fiocchi di patate** (consentiti dalla ricetta per dare consistenza)
Sale qb (per me niente sale, basta il grana)

Per il condimento:
Foglie fresche di salvia
Olio extravergine di oliva
Grana Padano 24 mesi

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Con gli ingredienti elencati preparare la pasta, avvolgerla nella pellicola e mettere a riposare.

In una padella mettere le pesche lavate, asciugate e grattugiate, buccia compresa, con una grattugia a grana grossa.

Farle saltare a fuoco alto per 6-7 minuti, aggiungere la fecola, mescolare e sfumare con un bicchierino di liquore alla pesca.

Togliere dalla padella e mettere a raffreddare in una ciotola.

Pesare circa 800 g di composto alla pesca già raffreddato e aggiungere la ricotta, il Grana, gli amaretti sbriciolati e la buccia del limone grattugiata.

Mescolare, amalgamare bene tutti gli ingredienti e, nel caso il composto risultasse troppo morbido, aggiungere qualche cucchiaio di fiocchi di patate (per me 2 cucchiai).

In un tegame scaldare a fuoco moderato le foglie fresche di salvia con olio extravergine d’oliva, coprire e togliere dal fuoco prima che raggiunga il bollore.
Mettere da parte.

Preparare la sfoglia del tortello spianando la pasta di spessore non troppo sottile (per me con il Kenwood fino al n.7); con un coppapasta di 8 centimetri di diametro ritagliare dei dischi, mettere al centro di ogni disco una noce di ripieno alla pesca e chiudere la pasta a metà per ottenere la forma di una mezza luna.
Sigillare bene i bordi.

Cuocere i tortelli pochi alla volta in abbondante acqua salata, tenendo la cottura leggermente al dente.
Versarli in una terrina e condirli prima con una spolverata di grana e poi con un giro di olio alla salvia. Mantenendo questa sequenza, prima il grana poi il condimento, la pasta non risulterà scivolosa: consiglio delle nonne al quale mi attengo da una vita 👍!

Così fino ad esaurire i tortelli.

Servire il Tortello di Pesca senza glutine con Grana Padano e olio alla salvia accompagnato da un carpaccio di pesca noce, ovviamente di Roverbella, per esaltarne maggiormente il sapore!

Riso Pokè Bowl, la versione di Rubi, senza glutine


Pokè Bowl: Pokè=tagliato a tocchi, Bowl=ciotola.
Gustosa e colorata, la Pokè Bowl è essenzialmente un’insalata di riso con un apporto calorico molto basso, ottimo sempre, ideale nella stagione estiva.
Anche in Italia è esplosa la nuova tendenza food: l’insalata venuta dalle Hawaii, piatto unico a base di riso, pesce marinato, frutta e verdura, si sta facendo strada nei locali più alla moda, conquistando i palati più esigenti.
Ho visto preparare la Poké Bowl da Rubina Rovini nel format di Alice “La Versione di Rubi”.
In questa trasmissione la conduttrice, grande esperta degli alimenti e delle loro proprietà, ci fa conoscere i piatti della tradizione secondo la sua moderna visione, fatta di contemporaneità ed esigenza del vivere quotidiano, pur restando legata alle loro memorie.
Ho apprezzato la sua versione del Riso Pokè Bowl e l’ho preparato per noi ma con qualche variazione.
Tra gli ingredienti di questa ricetta ci sono gli edamame, fagioli di soia acerbi, ricchi di proteine e vitamine, molto usati nella cucina giapponese.
Gli edamame sono stati una piacevole scoperta: gusto delicato, consistenza croccante.
La soia edamame è coltivata anche nelle fertili rive del Po e distribuita principalmente come prodotto surgelato.
Sprovvista di olio di riso l’ho sostituito con quello extravergine d’oliva mentre sesamo nero e avocado, previsti nella ricetta di Rubi, ho dimenticato di metterli nella lista della spesa ☹️.
Sarà per la prossima volta: è una ricetta da ripetere!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di riso basmati
400 g di salmone
1 ananas
200 g di edamame
4 rapanelli
300 g di spinacini
450 g di acqua (una volta e mezzo il peso del riso)
Qualche filo di erba cipollina
1 spicchio di aglio
2 lime
1 cm di zenzero
Salsa di soia**
Olio extravergine di oliva

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare il riso, versarlo in una casseruola, aggiungere l’acqua, un pizzico di sale, mettere sul fuoco e, appena raggiunge il bollore, coprire e cuocere per 7-8 minuti.

Trascorso questo tempo condire il riso con il succo di lime, un giro di olio poi trasferirlo in una ciotola a raffreddare.

Tagliare a cubetti il salmone (dopo averlo privato della pelle e delle eventuali lische), metterlo in una ciotola con rondelle di zenzero e qualche cucchiaio di salsa di soia.
Mescolare e mettere da parte.

Tagliare l’ananas a cubetti, metterlo in una ciotola con l’erba cipollina tagliata a pezzetti e condire con qualche cucchiaio di soia.

Tagliare i rapanelli a rondelle.

Sbollentare la soia edamame, scolare e condire con un filo di olio.

In una padella saltare velocemente gli spinacini, lavati e scolati per bene, con un giro di olio e uno spicchio di aglio.

Scolare il salmone dalla salsa di soia e scottarlo molto brevemente in una padella con un giro di olio.

Preparare il piatto da portata:
Versare al centro il riso e intorno distribuire gli altri ingredienti: l’edamame, l’ananas, il salmone (senza zenzero), i ravanelli e gli spinacini.

Il riso Pokè Bowl, versione rivisitata di Rubi, è pronto!

Menemen e Bazlama: colazione da turchi, anche senza glutine


Il Menemen è un piatto della tradizione turca straordinariamente semplice ma molto gustoso a base di uova, cipolle, pomodori, peperoni e spezie e viene servito a colazione.
Non sono reduce da una vacanza in Turchia ma dall’aver visto qualche puntata di Bitter Sweet, la soap turca con protagonista una giovane aspirante chef che ha un grande sogno: aprire un ristorante tutto suo.
Prima però deve portare a termine non solo gli studi di arte culinaria all’università ma anche un corso di giapponese, al quale si dedica con altrettanta passione.
Per mantenersi cerca un lavoro e lo trova come cuoca personale di un giovane uomo d’affari, ricco e affascinante (ti pareva 😏🙄!) e, in un ambiente da sogno, prepara diversi piatti turchi: il Menemen ha catturato la mia curiosità.
Diverse ricette spiegano come procedere nella preparazione del Menemen e, in tutte, le uova, ingrediente principale, vengono strapazzate, ma un video mi ha convinta di più: le uova restano intere e alloggiano tra le verdure.
E il pane turco? Niente di meglio che servire il Menemen con un pane che parli la stessa lingua: il Bazlama!
Il Bazlama (pane arabo) è un pane morbido, molto schiacciato, piatto, circolare e lievitato che si trova in Turchia.
È composto da farina di grano, acqua, sale e lievito e viene cotto in padella: questa torrida estate fa apprezzare moltissimo non dover ricorrere al forno per la cottura!!
Ecco la mia interpretazione del Menemen e del Bazlama senza glutine: abbiamo viaggiato con immaginazione, fantasia e sensi ma…. non a colazione, a cena 😉!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il Menemen:
Una cipolla
Peperoni (meglio a polpa sottile come i corno, i friggitelli e i monchetto)
Un peperoncino
3 pomodori maturi
4 uova
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe nero

Per il Bazlama:

650 g di Miscela Pane le Farine dei Nostri Sacchi + poca per spolvero
8 g di lievito di birra secco
12 g di sale
470 g di acqua tiepida

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il Bazlama:
Versare in una ciotola la farina e il lievito, aggiungere una parte di acqua, mescolare, aggiungere il sale e l’acqua rimanente.

Lavorare per amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e soffice.

Versarlo sulla spianatoia e tagliarlo in 6 parti.

Spolverare di farina ogni pezzetto e arrotolarlo dando la dimensione di una arancia.

Mettere le palle di pasta su un vassoio, coprire con pellicola e lasciar riposare per una mezz’ora.

Passato il tempo di riposo, spianare, arrotondare ogni pallina con le dita e cuocerla in una padella antiaderente a temperatura media pochi minuti per parte.

Una volta cotto il Bazlama, tagliarlo a fette e mantenerlo al caldo coperto con un tovagliolo.

Preparare il Menemen:
In un tegame appassire in un giro di olio la cipolla, il peperoncino, i peperoni e i pomodori, tutto tagliato a pezzetti non troppo grossi.

Aggiungere un pizzico di sale, una generosa macinata di pepe e portare a cottura con fiamma media.

Ricavare tra le verdure appassite 4 spazi e in ogni uno versarvi un uovo intero, avendo cura di non romperlo.

Coprire il tegame e lasciar rapprendere le uova, senza cuocerle troppo: saranno pronte appena l’albume prenderà colore.

Una spolverata di pepe ed il Menemen è pronto da gustare accompagnato da soffici fettine di Bazlama senza glutine, perfette per la …..scarpetta 😉!