La mia colomba Pan del Vescovo, senza glutine


C’è un dolce che arriva direttamente dalla provincia di Viterbo e dintorni: il Pane del Vescovo.
Non è molto conosciuto ma, una volta provato, non si dimentica facilmente.
Buono e facile da realizzare, racchiude i sapori della cioccolata fondente, dell’uvetta e delle nocciole.
Ho letto che il Pane del Vescovo viene preparato solitamente per la festività sia del Natale che della Pasqua.
Allora perché, in occasione della Pasqua, non dargli la forma di una dolce, indimenticabile colomba?

Ps: ho dimezzato la quantità di zucchero (vi assicuro che è più che sufficiente) e ho aggiunto mandorle intere e a lamelle sulla superficie: ci stanno bene!

La ricetta glutinosa è sul libro “Cioccolato per tutti i gusti“

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

400 g di nocciole senza pellicina
200 g di zucchero (400 nella ricetta originale)
400 g di farina senza glutine Speciale Dolci Lievitati Molino Dallagiovanna
Una bustina di lievito per dolci**
200 g di cioccolato fondente**
200 g di uva passa
2 bicchieri di Malvasia dolce (o di altro vino bianco)
1 albume
Mandorle a lamelle
Qualche mandorla intera

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere in ammollo l’uva nel vino per una mezz’ora; scolarla e tenere il vino da parte.

Tritare finemente le nocciole con un mixer.

In una ciotola lavorare con una frusta le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Aggiungere, poco per volta, farina e lievito setacciati insieme, un bicchiere del vino messo da parte e mescolare fino ad ottenere un composto morbido ma consiste.

Incorporare poi le nocciole tritate, il cioccolato ridotto a scaglie e l’uva passa scolata.

Amalgamare con cura il composto poi versarlo in uno stampo da colomba da 1 kg.

Spennellare la superficie con l’albume leggermente sbattuto e distribuire le lamelle di mandorla e qualche mandorla intera.

Cuocere in forno statico a 180 gradi per circa 40-45 minuti.

Sfornare e lasciar raffreddare prima di tagliare.

Per Manuela la mia Pizza di Pasqua di Civitavecchia, senza glutine



Devo la conoscenza di questo dolce laziale a Manuela: lei mi ha chiesto se ne avessi la ricetta senza glutine.
Confesso che non ero a conoscenza di questo dolce chiamato pizza.
La cosa mi ha incuriosito e ho accettato la sfida di preparare la Pizza di Pasqua di Civitavecchia senza glutine!

Per preparare la mia Pizza di Pasqua di Civitavecchia ho consultato diverse ricette e ne ho preparata una “a misura” delle nostre preferenze: non solo senza glutine ma anche senza burro (o strutto in alcuni casi), sostituito con olio extravergine delicato; il miele ha preso il posto dello zucchero e ho abbondato con i semi di anice (anche se non li amo in modo particolare), che hanno conferito sia al dolce che alla casa un profumo davvero incredibile!
Ammetto che anch’io, come le donne di un tempo, ho cullato e osservato con amore il mio impasto, pur non arrivando a notti insonni: è sufficiente partire con il primo impasto la mattina verso le 8 e poi il resto, con la casa calda, viene da sé.
Lo abbiamo provato il giorno dopo la cottura (era d’obbligo per dare un giudizio) con lo Speck Segata, il mio preferito, (ottimo abbinamento non solo perché è senza glutine, ma anche per il suo gusto unico) ed è stata una piacevole sorpresa il connubio dolce-salato della Pizza di Pasqua di Civitavecchia con lo Speck: Lazio e Trentino!
Anche la tradizione di scambiare la Pizza di Pasqua di Civitavecchia come regalo è rispettata: con le mie dosi ne vengono due è una si può (anzi di deve!) regalare.

A corredo della ricetta, dalla rete ho appreso utili e indispensabili notizie di questa tradizione pasquale legata alla città di Civitavecchia:

“La Pizza di Pasqua di Civitavecchia è un dolce tradizionale della città di Civitavecchia che si produce solo nel breve periodo dell’anno che precede la Pasqua.
E’ utilizzata da sempre nella colazione di Pasqua per accompagnare uova sode, salame e coratella con carciofi.
Si scambia come regalo e si utilizza anche come alternativa al pane durante le feste.
La forma è cilindrica, ha uno spessore di 10 cm circa e diametro che varia da 15 a 21 cm circa; la superficie superiore presenta un lieve rigonfiamento e ha una crosta sottile e morbida di colore marrone scuro. La mollica, di colore più chiaro, è molto compatta, a grana fine.
Il peso normalmente raggiunge 1 kg circa, ma si preparano pizze anche di 500 grammi. Gli ingredienti sono farina di grano tenero, uova, zucchero, burro, ricotta di pecora, cannella, semi di anice, vaniglia, vino o vermouth (in mancanza si usa anche rum, alchermes, marsala, liquore sambuca..) e lievito. Il lievito naturale (pasta madre) si usava nei tempi passati; oggi si utilizza anche il lievito di birra. La lievitazione può variare da 12 a 24 ore. Cannella, semi di anice e sambuca sono gli ingredienti che distinguono la Pizza di Civitavecchia da altri tipi similari di pizza proposti in altre località limitrofe.
La cottura avviene in forno, a 180°/190° per un’ora circa, in apposite teglie circolari (un tempo di ferro, poi di alluminio e/o in stampi di carta come quello del panettone).
Tradizione vuole che la Pizza venga fatta riposare per una settimana dopo la cottura prima di consumarla, al fine di esaltarne il sapore.
 La Pizza di Pasqua fa parte delle tradizioni di Civitavecchia, ma non esistono notizie storiche certe sulla sua origine. La testimonianza più importante viene dai quadernetti delle ricette tramandate di madre in figlia e gelosamente custoditi dalle famiglie, che riportano molte varianti legate soprattutto all’uso degli ingredienti.
L’impasto, in passato, veniva trattato dalle donne come un figlio da cullare; veniva posto su un letto e avvolto in coperte di lana. L’attesa della lievitazione era un rito: le donne rimanevano sveglie la notte ad osservare la lievitazione dell’impasto ed erano solite scaldare le coperte con ferri caldi in modo da far rimanere la temperatura costante. La ritualità ricorda la cura posta nella lievitazione naturale del pane, ma con un’attenzione in più, dovuta sia all’importanza dell’evento per cui veniva preparata, sia per l’uso di ingredienti che certamente non erano di tipo quotidiano e alla portata di tutti.”

Bene, non resta che cominciare!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il primo impasto:
250 g di farina Speciale Dolci Lievitati Mulino Dallagiovanna
200 g di acqua
10 g di miele
Un pizzico di sale
12 g di lievito di birra fresco

Per il secondo impasto:
500 g di farina Speciale Dolci Lievitati Mulino Dallagiovanna
300 g di ricotta
3 uova
12 g di lievito di birra fresco + poca acqua tiepida
100 g di olio extravergine di oliva delicato
150 g di miele
Un cucchiaio di cannella in polvere**
5 g di semi di anice
Un limone non trattato
50 g di vino bianco

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere i semi di anice in infusione nel vino bianco e tenere da parte.

Preparare il primo impasto:
Mescolare lievito e miele nell’acqua tiepida e lasciar riposare per 10 minuti.

Aggiungere poi la farina, un pizzico di sale, mescolare e lavorare per qualche minuto.

Ungere una ciotola, trasferirvi l’impasto e coprire con una pellicola.

Mettere a lievitare in un posto caldo (o nel forno con la lucina accesa) per un’ora.

Preparare il secondo impasto:
Sbattere le uova e tenerne da parte un paio di cucchiai: serviranno per spennellare la pizza prima di andare in forno.

Filtrare il vino e aggiungerlo alle uova sbattute; unire anche il miele, la ricotta, la cannella in polvere, l’olio e la buccia del limone grattugiata.

Mescolare bene tutti questi ingredienti poi trasferirli nella ciotola impastatrice.

Incorporare la farina (500 g) poca alla volta aggiungendo, dopo qualche cucchiaiata, il lievito sciolto in poca acqua tiepida.

Lavorare l’impasto poi aggiungere la pasta lievitata, un pezzetto per volta.

Impastare e lavorare a ritmo sostenuto per 5 minuti.

Versare l’impasto sulla spianatoia infarinata, lavorare brevemente, infarinare, formare una palla e mettere a lievitare in una ciotola coperta, al caldo, fino al raddoppio (poco più di 2 ore).

Trascorso questo tempo, versare nuovamente sulla spianatoia infarinata, fare qualche giro di impasto a mano poi dividere in due parti uguali.

Trasferire ogni parte nello stampo da panettone (da 750 g), coprire con pellicola (o con un panno) e mettere a lievitare fino a raggiungere il bordo dello stampo (circa 2 ore).

Spennellare la superficie della pizza con l’uovo sbattuto messo da parte e cuocere in forno statico a 200 gradi per 5 minuti, poi abbassare la temperatura a 175-180 gradi e proseguire la cottura per altri 30-35 minuti.

Sfornare e lasciar raffreddare prima di togliere dallo stampo.

Ricciolini, i risulin mantovani, biscottini senza glutine


I risulin, i ricciolini, sono deliziosi, delicati biscottini che si preparano nel mantovano durante il periodo di carnevale.
Il loro nome fa pensare ad un dolce tutto ricci, ma non è così: i biscottini possono essere ritagliati con qualsiasi forma, a patto che contengano il Sassolino, ingrediente indispensabile, senza del quale questi biscottini non avrebbero ragione di essere.
Il Sassolino è un liquore dal caratteristico sapore di anice, aromatizzato con spezie miste, tra cui cumino, cannella e finocchio.
È molto popolare nel mantovano, soprattutto nei tempi passati ma ancora oggi trova largo impiego nella pasticceria di casa, come digestivo o apprezzato correttore del caffè.
Poiché il Sassolino è l’ingrediente indispensabile e insostituibile dei risulin, ricetta mantovanissima, si ritiene che anche il liquore che li aromatizza sia nativo di Mantova.
Ma la vera origine del Sassolino è modenese e risale al 1804, quando alcuni speziali svizzeri, provenienti dal Cantone dei Grigioni, si trasferirono a Sassuolo, in provincia di Modena, dove iniziarono la distillazione dell’anice stellato.
Oltre al Sassolino, al mix di farina bianca e fioretto di mais, altro ingrediente della ricetta è lo strutto che però ho preferito sostituire con la stessa quantità di olio di vinacciolo, estratto dai semi dell’uva, leggero e dal gusto neutro.
Come per tutte le ricette della tradizione ogni famiglia ha la sua versione, da tramandare con i relativi ingredienti più o meno segreti.
Questa è la mia, senza glutine, che tramanderò ai posteri, celiaci e non, senza segreti!

Ps:
-il vino bianco si può sostituire con altrettanto Sassolino per un gusto più intenso dei biscottini;
-i risulin, puciá (intinti, inzuppati, bagnati) nel Sassolino….sono una libidine!

Ringrazio Sandra Fontanesi per avermi fatto conoscere questa “chicca gastronomica della piccola pasticceria mantovana”.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

400 g di farina Speciale per torte e biscotti Molino Dallagiovanna
230 g di farina di mais finissima** + poca per lo spolvero
150 g di zucchero
160 g di olio di vinacciolo
3 uova (3 tuorli + 2 albumi per la frolla, un albume per spennellare i biscotti)
Un limone biologico
50 g di vino bianco
100 g di Sassolino
Un cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere
Una bustina di lievito**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In un contenitore mescolare le farina con lo zucchero, la vaniglia, il lievito e la scorza grattugiata del limone.

A questi unire l’olio, 2 uova intere e un tuorlo, il vino bianco e il liquore.
Mescolare ed amalgamare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.

Trasferire l’impasto sulla spianatoia cosparsa di farina di mais, fare qualche giro a mano poi avvolgere nella pellicola e mettere a riposare in frigorifero per una mezz’ora.

Passato questo tempo stendere con il mattarello la pasta ad uno spessore di 1/2 cm, ritagliare i biscottini e sistemarli sulla griglia del forno, ricoperta di carta forno.

Con una forchetta sbattere leggermente l’albume rimasto e spennellare tutti i biscottini.

Cuocere i risulin in forno caldo a 180 gradi per 12-13 minuti.

Sfornare, far raffreddare e gustare i risulin con “an bicerìn da Sassolìn”!

Frittelle senza glutine con Kefir, mela e mirtilli



È carnevale, friggiamo, così inauguro il termometro laser, graditissimo regalo di Natale.
Queste frittelle non hanno bisogno di tanto zucchero, lasciate che siano la mela e i mirtilli ad addolcire l’impasto; anche lo zucchero a velo non serve, ma se proprio non potete farne a meno, usatene poco e ovviamente senza glutine!
E il Kefir? Ci vuole, ma se non lo avete, sostituitelo con altrettanto yogurt naturale.

Ps:
-se tra i vostri regali natalizi non c’era un termometro a infrarossi, per sapere quando cominciare a friggere potete regolarvi immergendo il manico di un cucchiaio di legno nell’olio caldo: quando attorno si formano delle bollicine, l’olio ha raggiunto la temperatura adatta per friggere (170-175 gradi).
-comodo usare il porzionatore da gelato per formare le frittelle, ma se preferite usate il solito cucchiaio.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

250 g di farina per dolci fritti Molino Dallagiovanna
2 uova
20 g di sciroppo di agave
150 g di Kefir*
30 g di olio di vinacciolo (o extravergine di oliva delicato)
Un limone naturale
Una mela
50 g di mirtilli essiccati
mezza bustina di lievito per dolci**
Zucchero a velo** (facoltativo)

1 litro di olio di semi di arachide per friggere

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

*Kefir e intolleranza:
Come sempre quando preparo ricette con il Kefir mi trovo il problema della intolleranza al lattosio.
Il Kefir è un latte fermentato e i batteri in esso contenuti metabolizzano il lattosio, trasformandolo in un prodotto praticamente delattosato.
Un articolo scientifico inglese pubblica che un prodotto lattiero-caseario fermentato con il Kefir migliora la digestione del lattosio.
Ritengo che, nonostante il Kefir sia il latticino più consigliato per chi ha problemi di mal digestione e intolleranza del lattosio, sia comunque sempre bene sincerarsene personalmente.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Ammollare i mirtilli essiccati in una tazza coperti di acqua tiepida.

In una ciotola mescolare la farina con il lievito; aggiungere lo sciroppo di agave, le uova leggermente sbattute, l’olio, la buccia del limone grattugiata, la mela sbucciata e tagliata a dadini, i mirtilli scolati e mescolare fino ad ottenere una pastella omogenea.

Scaldare l’olio ad una temperatura di circa 170-175 gradi e, con l’aiuto di un porzionatore da gelato, prelevare palline di impasto e farle scivolare nell’olio caldo.
Friggere poche frittelle per volta per non abbassare troppo la temperatura dell’olio.

Quando le frittelle saranno gonfie e dorate da tutti i lati, raccoglierle con la schiumarola e metterle ad asciugare su un piatto ricoperto di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

Adesso sta a voi offrirle così o cospargerle di zucchero a velo 😊!

Tortellini dolci senza glutine al forno, con frolla di farine naturali, senza burro, ripieni di ricotta e marronata


A carnevale si frigge, ma anche no: tortellini dolci al forno.
Frolla con farine naturali, senza glutine e senza burro, con un ripieno di ricotta e marronata: tortellini piacevolmente* gustosi, molto piacevolmente gustosi!
*Piacevole: che procura una sensazione di soddisfazione sensuale o spirituale 🙂

Ps: considerazioni su alcuni ingredienti:
-L’olio di vinacciolo è estratto dai semi dell’uva. È ricco di polifenoli ed ha un forte potere antiossidante; contiene acido linoleico, della famiglia degli Omega 6.
L’olio di vinacciolo andrebbe preferibilmente usato a crudo, per mantenere intatte le sue proprietà, ma nella sua versione raffinata è utilizzato in cucina anche per lunghe cotture.
Un aficionado dell’olio di vinacciolo è lo chef stellato inglese Heston Blumenthal, pluripremiato con numerosi riconoscimenti internazionali e considerato un esponente della gastronomia molecolare.
In uno dei suoi libri spiega che lo usa “perché è leggero, privo di odore ed ha un alto punto di fumo, per cui può essere utilizzato ad alte temperature”.
Lo chef Blumenthal con l’olio di vinacciolo prepara spesso anche la maionese perché l’olio extravergine di oliva ha un sapore troppo forte e se poco raffinato contiene sostanze che possono destabilizzare l’emulsione e causare una separazione degli ingredienti, cosa che con l’olio di semi di vinacciolo non succede.
Che l’olio di vinacciolo sia leggero e inodoro è il motivo per cui a volte lo uso in cucina: ho scoperto che ho qualcosa in comune con lo chef Blumenthal!!

-Marronata di castagne, da preferire alla marmellata o confettura di castagne perché più compatta, più saporita e meno dolce.

-Se rimane della pasta frolla ritagliare dei biscotti: sono speciali, questa frolla con farine naturali è favolosa!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI:

Per la pasta frolla:

200 g di farina di riso finissima ** + poca per spolvero
140 g di farina di mais finissima **
100 g di amido di mais**
100 g di zucchero di canna integrale
90 g di olio di vinacciolo (o di mais o di extravergine d’oliva delicato)
2 uova
60-70 g di latte di soia**
Un cucchiaino di lievito per dolci**
Un cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere
Un cucchiaino di xantano
Zucchero a velo **

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

Per il ripieno:

200 g di ricotta mista
Marronata Boschetti (senza glutine)

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una tazza mescolare lo zucchero di canna con l’olio.

In una ciotola riunire tutti gli altri ingredienti, mescolarli poi aggiungere l’olio zuccherato e lavorare fino ad avere un impasto omogeneo.

Trasferire il composto su un piano leggermente infarinato, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo a riposare in frigorifero per una mezz’ora.

Nel frattempo con una forchetta, mescolare la ricotta alla crema di marroni.

Togliere la pasta frolla dal frigorifero e stenderla con il mattarello su un foglio di carta forno, aiutandosi con poca farina di riso.

Ritagliare i tortellini con stampini o con una rotella, riempirli con una noce di ripieno e sigillarli, schiacciando bene i bordi.

Trasferirli sulla griglia del forno ricoperta di carta forno.

Cuocere in forno statico a 180 gradi per circa 15-18 minuti.

Un dolce, bianco Natale: tronchetto al cocco, senza glutine


Il tronchetto di Natale, il Bûche de Noël della tradizione francese, si veste di bianco: una pioggia di cocco râpé ricopre il pan di spagna farcito con una deliziosa crema al cocco.
Golosa versione senza glutine ispirata da “ I Colori Della Cucina” della rivista Alice Cucina.

Ps: questo tronchetto può essere preparato in anticipo, messo in frigorifero (anche per un giorno) e tolto dal freddo 10 minuti prima di essere servito.
Si mantiene molto bene, anzi, il giorno dopo, con la crema più solida, tagliarlo risulterà più semplice.

Con questo delizioso tronchetto senza glutine auguro un sereno Natale a tutti!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

120 g di albumi
80 g di tuorli
15 g di fecola di patate**
85 g di Miscela Dolci Le Farine dei Nostri Sacchi
75 g di zucchero

Per la crema al cocco:
400 g di latte di cocco
100 g di latte
40 g di amido di mais**
100 g di albumi
100 g di zucchero
1 limone

Per guarnire il tronchetto::
Cocco râpé**
Ribes rosso

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavorare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; montare a neve ben ferma gli albumi. Miscelare e setacciare le farine.

In una ciotola amalgamare i tuorli montati con gli albumi montati a neve e la miscela di farine setacciate, mescolandoli delicatamente e aggiungendoli alternati a più riprese.

Versare il composto ottenuto in una teglia (36 x 30) foderata con carta forno (lo spessore del composto dovrà essere di circa 2 cm), infornare a 180 gradi, forno statico e cuocere per circa 10 minuti.

Sfornare, coprire immediatamente la superficie con carta forno e arrotolare il pan di spagna su se stesso partendo dal lato più corto.

Avvolgere il rotolo così ottenuto in un telo pulito e farlo riposare per 1 ora circa o comunque fino a che non si sia completamente raffreddato.

Nel frattempo preparare la crema al cocco: lavorare gli albumi con 50 g di zucchero e l’amido fino ad ottenere un composto omogeneo.

Scaldare i due tipi di latte in una casseruola con lo zucchero rimanente (50 g), aggiungere il composto e cuocere, mescolando dapprima con la frusta (per non formare grumi) poi con il cucchiaio di legno, fino ad ottenere una crema della giusta consistenza.

Profumare con la scorza grattugiata del limone, togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.

Togliere il panno e la carta forno di superficie dal pan di spagna e srotolare il rotolo con delicatezza.

Farcire il pan di spagna con la crema al cocco (tenerne un po’ da spalmare sulla superficie del tronchetto) e arrotolare nuovamente.

Con un coltello pareggiare le due estremità, spalmare il tronchetto con la crema rimasta e spolverizzare con abbondante cocco râpé.

Guarnire con rametti di bacche di ribes rosso.

Lo strudel e la mela ripiena, senza glutine



È nata prima la mela ripiena o prima lo strudel?
Tutto ha avuto inizio dal ripieno, troppo per riempire due strudel ma sufficiente per due strudel e qualche mela!
È così che ho sfornato due dessert molto gradevoli che profumano d’autunno e soddisfano anche i più esigenti: a chi non piace una tiepida fetta di strudel? Chi non gradisce una mela al sapore di strudel?
Personalmente, non sapendo cosa scegliere, decido per entrambi!
Per questo strudel, pasta sfoglia surgelata Schär, senza glutine.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per lo strudel:
Una confezione di pasta sfoglia surgelata Schär

Per il ripieno:
4 mele
6-7 fichi secchi (non infarinati!)
100 g di pinoli
Una manciata di uvetta
100 g di gherigli di noce
100 g di biscotti secchi Schär
Cannella in polvere
Un tuorlo
Zucchero a velo**

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

Per le mele ripiene:
7-8 mele non troppo grosse
Sciroppo di agave

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per lo strudel:

In una ciotola riunire le mele sbucciate e tagliate a dadini, i fichi a pezzetti, l’uvetta ammollata e tamponata con carta assorbente, i pinoli e le noci.

Mescolare e profumare con abbondante cannella in polvere.

Con un batticarne pestare i biscotti, aggiungerli al ripieno e amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Distribuire il ripieno sulla pasta sfoglia, arrotolare e sigillare i bordi, premendo con decisione.

Spennellare la superficie dello strudel con il rosso d’uovo leggermente sbattuto.

Cuocere a 200 gradi per circa 20 minuti.

Servire tiepido con una spolverata di zucchero a velo.

Per le mele ripiene:

Lavare le mele e tagliare la calotta.

Con l’aiuto di uno scavino svuotarle, riempirle con il ripieno dello strudel e ricoprire ogni una con la rispettiva calotta, fissandola con uno stecco.

Un giro di sciroppo di agave poi in forno a cuocere a 180 gradi per circa 35 minuti.

Colomba senza glutine con cioccolato, amaretti e confettura di amarene


img_9287

Quest’anno festeggiamo la Pasqua con una colomba senza glutine molto golosa, con cioccolato, amaretti e confettura di amarene.
Dalla rivista “Alice Cucina” con piccole ma importanti variazioni alla ricetta: nell’impasto più acqua e meno zucchero e tempi di lievitazione un po’ diversi, ma vediamo come procedere.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di farina Dolci Lievitati Molino Dallagiovanna + poca per spolverizzare
250 g di acqua
100 g di zucchero di canna
2 uova e 2 tuorli
La scorza grattugiata di una arancia non trattata
4 g di sale
100 g di burro
16 g di lievito di birra fresco
50 g di gocce di cioccolato fondente**
10 amaretti bio B&O Italy Biologic and Organic Italian Food (senza glutine)
Confettura di amarene**
Pasta con estratto di vaniglia in bacca**

Per la glassa:
10 g di fecola di patate**
40 g di farina di mandorle**
70 g di zucchero di canna
1 albume
5-6 amaretti bio B&O Italy (senza glutine)
Mandorle pelate
Zucchero a velo**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Nella ciotola della planetaria stemperare il lievito di birra nell’acqua a temperatura ambiente, aggiungere lo zucchero e mescolare.

Versare la farina e iniziare ad impastare con la foglia alla prima velocità.
Unire le uova, i tuorli e continuare a lavorare.

Aggiungere poi la scorza grattugiata dell’arancia, 3 cucchiaini di estratto di vaniglia e il burro in fiocchi.
Salare e lavorare per 10 minuti fino ad ottenere un impasto elastico.

Per ultimo aggiungere le gocce di cioccolato fredde di freezer e gli amaretti, sbriciolati grossolanamente.

Trasferire l’impasto su un piano da lavoro leggermente infarinato e farlo riposare per 15 minuti.

Lavorare l’impasto ripiegandolo su se stesso poi trasferirlo nella ciotola della planetaria.
Coprire con un foglio di pellicola e mettere a lievitare nel forno con la lucina accesa fino al raddoppio del volume iniziale (circa 4 ore).

Trascorso questo tempo, riprendere l’impasto e trasferirlo su un piano da lavoro leggermente infarinato.
Prelevarne 1/3 e allargarlo con i polpastrelli, fino ad ottenere un rettangolo.

Distribuire al centro un po’ di confettura e avvolgere l’impasto su se stesso.

Trasferire il rotolo all’interno dello stampo (da 1 kg) curvandolo nello spazio riservato alle ali.

Allargare l’impasto restante, farcire con la confettura, arrotolare e sistemare nello stampo.
Coprire con un foglio di pellicola e far lievitare nel forno con la lucina accesa finché l’impasto non avrà quasi raggiunto il bordo (circa 2,5 ore).

Nel frattempo preparare la glassa:
Versare in una ciotola l’albume, unire la fecola, lo zucchero e la farina di mandorle e amalgamare fino ad ottenere un composto colloso.

Trasferire la glassa in un sac à poche e distribuire sulla superficie della colomba lievitata.

Livellare con una spatola (delicatamente), cospargere con gli amaretti sbriciolati e le mandorle.

Spolverizzare con lo zucchero a velo e cuocere in forno statico, sul livello più basso, a 170 gradi per 50 minuti.

Sfornare e lasciar raffreddare.

La colomba, ben coperta con pellicola, si conserva buona e morbida per qualche giorno.

I Quaresimali, biscotti delle monache, anche senza glutine


img_9043

Dal libro “Dolci Peccati, 88 ricette raccolte da Suor Anastasia”:

“Per comprendere alcune tra le ricette più golose della cucina europea, dobbiamo fare un passo indietro nella storia, tra le mura di conventi e monasteri dove mani gentili e premurose si presero il tempo e l’impegno di creare meraviglie.
…. per chi, magari senza una forte vocazione e in età giovanissima era stato rinchiuso tra le mura di un convento, magari di clausura, dedicarsi alla preparazione di dolci poteva essere un “passatempo” davvero prezioso.
L’utilizzo di erbe aromatiche, spezie, frutta secca, miele e, in tempi più recenti, zucchero, rendevano i dolci delle monache preziosi, una vera risorsa che dava potenza all’ordine del monastero, garantendo ricchezza e protezioni importanti.
Tale ricchezza, sotto forma di pasticcini, torte, liquori, marmellate uscivano dal convento attraverso una ruota (sistema per far uscire i preparati e far entrare le offerte) come omaggi a prelati, vescovi, papi, principi e nobili al fine di ingraziarsi la loro protezione.
Alcune volte le ricette di tali delizie uscivano insieme alle novizie che non proseguivano il loro percorso di voto.

“I Quaresimali sono biscotti che venivano preparati dalle monache dei conventi tra Prato e Firenze ed erano destinati in particolare ai chierici e alle famiglie nobili.
Derivano il loro nome dal fatto che non contengono grassi animali e quindi possono essere consumati anche in periodo di Quaresima.
La forma delle lettere dell’alfabeto voleva significare l’attenzione alla parola divina.
Sono di Santa Teresa D’Avila queste parole: “Dio si trova anche tra le pentole”.

Questa è la prima di alcune ricette proposte nella raccolta di Suor Anastasia che mi sono ripromessa di “sglutinare ” e poiché siamo in periodo quaresimale, niente potrebbe essere più appropriato di questi biscotti!
Per rendere i Quaresimali adatti ai celiaci, oltre alla farina senza glutine, un albume in più per ammorbidire l’impasto.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

150 g di farina Mix per Dolci Nutrifree
200 g di zucchero a velo **
30 g di cacao amaro**
3 albumi
Una arancia non trattata

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola setacciare zucchero, farina e cacao, mescolando bene.

Montare a neve i 3 albumi (anche i tuorli erano considerati grassi, quindi evitati in Quaresima) e incorporarli al mix nella ciotola.

Aggiungere la scorza grattugiata dell’arancia e mescolare.

Mettere il composto in un sac à poche e disegnare su un foglio di carta da forno delle lettere dell’alfabeto in stampatello.

Cuocere in forno preriscaldato a 150 gradi per circa 15 minuti e servire dopo averli fatti raffreddare.

Zeppole al forno ai tre cioccolati di Daniele Persegani, ma senza glutine e senza burro

img_0329

La ricetta di queste zeppole è del simpatico, geniale e creativo chef Daniele Persegani.
Le ho sglutinate usando farine e amidi senza glutine e poiché non sono fritte ma cotte al forno, ho cercato di mantenere una certa…..leggerezza sostituendo nell’impasto il burro con un olio extravergine dal gusto delicato.
Un po’ meno zucchero nella crema pasticciera e la ricetta di Daniele Persegani, adattata ai miei gusti e idonea ai celiaci, è pronta!

Dalla rivista “Alice Cucina ”

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

250 g di acqua
70 g di olio extravergine delicato
140 g di farina Pane e Pizza Piaceri Mediterranei
4 uova

Per la crema pasticciera:
1 litro di latte
8 tuorli
180-200 g di zucchero di canna bianco
50 g di amido di riso**
70 g di amido di mais**
1 bacca di vaniglia

Inoltre:
130 g di cioccolato fondente**
130 g di cioccolato bianco**
130 g di cioccolato gianduia**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Portare a bollore acqua e olio in un pentolino.

Versare a pioggia la farina e mescolare energicamente finché il composto non inizierà a staccarsi dalle pareti del pentolino.

Versare in una ciotola e lasciar intiepidire.

Incorporare le uova, aggiungendone una alla volta.

Raccogliere il composto in un sac à poche munito di bocchetta a stella e formare delle ciambelline di 8 cm di diametro su una teglia foderata di carta forno.
Se la bocchetta è piccola, passare due, tre volte sulla circonferenza della ciambellina per darle un certo spessore.

Infornare a 190 gradi e cuocere per 25 minuti.

Preparare la crema:
Scaldare il latte con i semi della bacca di vaniglia.

Lavorare i tuorli con lo zucchero e quando sono ben gonfi aggiungere gli amidi.

Versare a filo il latte caldo, mettere sul fuoco e far cuocere fino ad addensamento.

Dividere la crema calda in 3 parti uguali e aggiungere a ciascuna un cioccolato diverso, spezzettato.

Mescolare e lasciar raffreddare.

Trascorso il tempo di cottura delle zeppole, sfornarle e farle raffreddare.

Tagliarle a metà e farcirle con 3 spuntoni di creme diverse.