Una confettura di albicocche superveloce e strabuona!

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Questo è il metodo che preferisco per fare le confetture.
È pratico e veloce, la frutta mantiene il suo colore brillante, il sapore ed il profumo sono intensi.
L’ho imparato da Luca Montersino, altro chef che fa parte della lista dei miei preferiti!
La confettura di fragole è fantastica, ma anche quella di pesche…e di melone (quest’ultimo non deve essere molto acquoso e se è profumato come i nostri di Viadana o di Rodigo…che confettura!!)..le rifaccio anche quest’anno, riescono tutte molto bene.
Cominciamo con questa.
Le albicocche sono già abbastanza buone e questa mattina l’ho preparata in previsione di usarla per un dolce famosissimo che all’interno va spalmato solo ed esclusivamente con confettura di albicocche, così dice la ricetta originale!
Da parecchio non compero marmellate, sono troppo dolci per i nostri gusti e poi non sanno di frutta.
Lo zucchero lo tengo molto basso, tanto non devo conservarla a lungo ed in ogni caso potrei far bollire i vasetti per una mezz’ora e si manterrebbe per parecchio!
In casa c’è un profumino delizioso, inutile dire che ho già assaggiato …e non solo io (leggi capitano).
Ho avuto la sua approvazione: spalmata sul pane tostato è davvero buona e quindi posso procedere con la famosa torta viennese, ovviamente senza glutine per tutti, invitati e festeggiati:…..si avvicina il compleanno di Andrea!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

800 g di albicocche (pesate senza nocciolo)
150 g di zucchero (anche meno se la frutta è matura e dolce)
il succo di un limone

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare le albicocche, privarle del nocciolo, tagliarle a pezzetti e metterle in un contenitore per microonde, con lo zucchero e il succo di limone.

Coprire con una pellicola da microonde e cuocere alla potenza di 750 watt per 10 minuti.
Togliere la pellicola (facendo molta attenzione a non scottarsi col vapore), mescolare e rimettere a cuocere per altri 10 minuti, senza la pellicola, alla stessa potenza.

Togliere di nuovo dal forno, mescolare e controllare se la confettura può andare come consistenza, altrimenti rimettere a cuocere ancora per qualche minuto.

Una volta pronta passarla col frullatore ad immersione oppure tenere la frutta intera se si preferisce.

Pavesini senza glutine….per un amico!

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Cosa non si farebbe per un amico!! Chi ha un amico possiede veramente un tesoro incomparabile e chi ne ha più di uno è straordinariamente ricco!
Quindi è poca cosa fare qualche pavesino in cambio di tutta l’amicizia che ci dispensa.
Dalla mia cucina il pavesino esce solo gluten free, ma questo non è un problema: chi frequenta la mia casa lo sa benissimo e mi pare che apprezzi anche!
Mettiamoci all’opera e prepariamo i pavesini, so già che saranno graditissimi.
Sono veloci da fare e molto facili, il risultato è sempre buono.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

100 g di zucchero a velo vanigliato (per me home made, altrimenti consultare il prontuario AIC) + il necessario per spolvero
3 uova
30 g di maizena (vedi prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
150 g farina senza glutine mix impasti lievitati**
Un pizzico di sale

**https://stellasenzaglutine.com/2013/04/25/i-mix-di-farine-senza-glutine/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Montare bene le uova, lo zucchero e un pizzico di sale (io le ho lavorate per 10 minuti con il frullatore elettrico).

Aggiungere la farina e la maizena setacciate, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.
I puntini neri che si vedono nell’impasto sono i baccelli di vaniglia usati, essiccati e frullati con lo zucchero semolato per fare lo zucchero a velo vanigliato.

Mettere il composto ottenuto nel sac-à-poche e formare dei bastoncini su un foglio di carta forno.

Una spolverata di zucchero a velo prima di infornare a 160 gradi x 10/11 minuti.

Lasciare raffreddare e staccare dalla carta forno.

Mettere i pavesini in una scatola di latta e…voilà…si va a trovare il nostro amico!
I pavesini sono anche per la moglie…lei è mia amica da sempre!

Veleggiamo con StellaMaris

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Due sole uscite in barca in una settimana di ferie sono veramente poche ma bisogna accontentarsi e poi devo dire che non ci siamo annoiati per niente!

La prima uscita è stata la migliore: vento perfetto, lago senza onde, poco sole ma abbastanza da non aver freddo in navigazione.
Meta: Campione, dall’altra parte del lago, di fronte al circolo che ci ospita.
Passiamo di fianco all’isola di Trimelone: solo questa meriterebbe decine di foto, sarà per un’altra volta, con un tempo migliore.
Campione è in vista: arriviamo sotto la parete ripidissima che sovrasta il paese.
Vista da vicino è impressionante! Lì il vento aumenta sempre.
Risaliamo il vento bordeggiando e passiamo davanti alla limonaia di Prato della Fame, ritorniamo a centro lago e poi con un bordo unico arriviamo a Castelletto, sulla costa veronese.
Il lago si mantiene senza onde, il vento non supera i 10 nodi: scivoliamo sull’acqua dolcemente! La barca è molto equilibrata, tiene la rotta anche abbandonando il timone.
Grande StellaMaris! Che pace….
La seconda uscita non è stata da meno, è cambiata solo l’intensità del vento: abbiamo visto i 15/16 nodi, ma sempre senza onda, come piace a me.
Il rientro invece è stato forzato. Il cielo si è coperto, il vento è calato di molto ed è iniziata la pioggia, senza tanto preavviso: capita sul lago.
La boa è a quasi due miglia, un po’ lontana per arrivare a vela col poco vento rimasto e quindi, avvolto il genoa, ammainata la randa, abbiamo acceso il motore e, mentre il capitano è al timone io mi vesto adeguatamente.
Passo al timone mentre il capitano prende la boa, sempre sotto la pioggia.
Non tutte le uscite in barca finiscono nel migliore dei modi!
Rientriamo in cabina e ci chiudiamo dentro in attesa che si calmi un po’.
Non passa molto che Ivan, il nostro “traghettatore” compare con la sua barca per portarci a riva. Ci dice che quello è il momento migliore perché arriverà molta più pioggia da nord.
È così è stato: Ivan non sbaglia mai, sempre disponibile e attento alla sicurezza dei soci e delle imbarcazioni.
Siamo rientrati a Mantova da poche ore, la vacanza è finita ma non le nostre veleggiate con StellaMaris. Quelle proseguono per tutta l’estate almeno una volta a settimana.
Vale la pena fare i chilometri che ci dividono per tutta la pace che riceviamo in cambio…

Passeggiata a Cassone del Garda

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Oggi niente passetto (trasporto alla boa) quindi non si naviga con StellaMaris, a meno che non si voglia raggiungere la boa a nuoto.
L’acqua è piuttosto fredda (7 gradi) ma non lo farei nemmeno in piena estate. Non ho tanta confidenza con l’acqua, un po’ di paura l’ho vinta ma …meglio non rischiare di regredire…
Lasciamo in garage anche l’auto, visitiamo Cassone, una bella scarpinata per fare un po’ di esercizio.
La ciclabile che ci porta in questo borgo si snoda tutta sul lago, una meraviglia di spettacolo sempre appagante anche se la percorriamo per l’ennesima volta.
Arriviamo a Cassone: qualche foto per immortalare questo splendido paese, frazione della più nota Malcesine.
Qui c’è il fiume più corto del mondo, oggi particolarmente tumultuoso: è carico di acqua come non ho visto mai! Io ricordo il rigagnolo degli anni passati…
Il porticciolo, le bisse (barche caratteristiche del Garda), il ponticello, gli enormi pesci nelle vasche, la torretta….hanno sbarrato qualche vista sul piccolo fiume, in qualche posto è uscito dal suo letto.
È tempo di ritornare, il vento è cambiato, adesso viene da sud e si chiama “ora” mentre all’andata ci ha accompagnato il “peler”, che scende da nord.
Questi posti non ci stancano mai, tutto è verde e colorato anche senza sole e l’aria ci fa respirare bene.
Si incontrano quasi esclusivamente turisti tedeschi, salutano volentieri nella nostra lingua e noi tentiamo di rispondere con la loro.

Siamo arrivati, ecco il residence che ci ospita…andiamo a preparare il pranzo poi penseremo come passare il pomeriggio: mica male questa vita!

Notizie dal lago di Garda

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Forse non è stata una gran scelta programmare la vacanza nel mese di maggio, ma chi immaginava che al posto di creme solari serviva il piumino?
Per noi è una consuetudine fermarci un attimino in questo mese o al massimo ai primi di giugno. Meno caldo, sole che non picchia e vento favorevole per navigare con StellaMaris.
Ma quest’anno non è proprio così: fa freddo…freddino dai, e il sole non si fa nemmeno vedere!
Piove di continuo, il lago è sovrappieno di acqua (almeno non si fatica a salire sul passetto che ci porta alla boa…quando si potrà navigare), le stradine che scendono dalle pendici della montagna sono piccoli rigagnoli…quando non sembrano veri torrentelli!
Insomma una stagione che non è il massimo per chi è in vacanza e sperava in altro ma bisogna guardare anche il lato positivo: relax!!
Nella valigia più che tanti cambi di abiti…no diciamo di tute e jeans, ho piazzato un paio di libri, riviste (di cucina, ovvio) che ancora non ho sfogliato e poi non trascuriamo il mio iPad…ma qui comincia una nota dolente: la connessione!!
Il 3G qui dove ci troviamo funziona a rilento, meglio dire che non funziona e per navigare nel Web dovremmo andare nel bel mezzo del lago (dove stranamente la connessione è buona), il che è altamente sconsigliabile con il brutto tempo.
Se abbiamo imparato una cosa saggia è quella di avere rispetto del lago!
Il Residence dove alloggiamo è provvisto di WiFi, ma non sempre riesco ad agganciarmi…peccato!
Potremmo andare a “fossili” come li chiamo io, meglio classificati come ammoniti, quelle belle conchiglione che si trovano fossilizzate nelle pietre in qualche spiaggetta del lago di Garda.
Ma anche questo, lasciando da parte la pioggia e le onde che si scaricano sulla riva, è poco produttivo per la troppa acqua che ricopre le sponde.
È un passatempo molto rilassante almeno per me: mi ossigena mente e corpo.
Nel corso degli anni di queste ammoniti ne ho trovate parecchie e adornano casa e giardino: un bel ricordo.
Pare ci sia una schiarita…due passi in attesa di preparare la cena.

Siamo rientrati bagnati fradici, doccia calda per evitare il peggio, manco fosse autunno!!
Qualche foto tra una goccia e l’altra….speriamo che non abbiano azzeccato le previsioni di domani!

Giorno 20 maggio 2013: aggiorno velocemente con qualche foto che rende l’idea! Armata StellaMaris con la randa…vedere il cielo! Per oggi basta…andiamo a “fossili” …

Spätzle senza glutine agli spinaci di Cristian Bertol

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Che a me lo chef Cristian Bertol piaccia lo sanno anche le pietre.
Quando presenta le sue ricette il silenzio è d’obbligo: c’è sempre da imparare!
Lo sa anche il capitano ormai e si è rassegnato. Vedo il suo pensiero materializzarsi nella nuvoletta: è in arrivo una nuova ricetta da sperimentare!
Gli spätzle non sono una novità in casa mia.
Io li adoro: funghi porcini freschi, panna e speck, come ce li hanno fatti conoscere tanti anni fa a Dro, nel trentino, ancor prima dell’avvento della celiachia.
Li preparo spesso da allora, senza glutine e con gli spinaci lessati e tritati ma con lo spinacino fresco …mai! Così li ha presentati Cristian, e io li provo!!
L’attrezzo per passarli ce l’ho da sempre. É un po’ invecchiato, adesso se ne vedono in commercio in acciaio, belli lustri ma questo è un cimelio e si lava solo a mano, guai a metterlo nella lavastoviglie!
Ho faticato parecchio a trovarlo, qui manco sapevano cos’era!
Sono veloci da fare, o forse io ho la mano e non mi spavento se mi rimane poco tempo prima della cena: non a pranzo, ma la sera voglio provarli.
Mi basta mettere a riposare l’impasto il tempo di una doccia e poi si cuoce: è un bel rito, molto particolare, fa tanto …casa.
Era piaciuto molto agli amici di turno quella volta che li preparai per loro…ricordi molto belli…speriamo non restino tali…

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

2 uova
150 g di farina Mix di farine naturali per pasta all’uovo
60 g di latte (nella ricetta originale 50)
150 g di spinacini freschi
sale q.b.
Olio evo (burro nella ricetta originale)
speck a fette (consultare il prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
Salvia e rosmarino
Dado granulare (consultare il prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
* https://stellasenzaglutine.com/2013/04/25/i-mix-di-farine-senza-glutine/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Impastare la farina con le uova, il latte e gli spinacini crudi tritati finemente a mano.
L’impasto non deve essere né troppo liquido né troppo sodo e queste dosi di Cristian sono perfette.
Mettere la pastella a riposo per una mezz’oretta.

Preparare il condimento: tagliare lo speck a listarelle sottili e metterlo a rosolare in una padella con olio, salvia e rosmarino.
Aggiungere poca acqua, una punta di dado granulare e lasciare cuocere qualche minuto.
Questo è il mio modo per non usare il burro. Il condimento risulta molto gradevole per la presenza della salvia e rosmarino e lo speck aggiunge una nota montana.
Bertol li condisce con burro e speck abbrustolito.

Mettere il composto ottenuto nell’apposito attrezzo per gli spätzle, farlo cadere in una pentola con acqua bollente salata spostando avanti e indietro la parte superiore scorrevole e cuocere qualche minuto, fin che vengono a galla.
(La mano che si vede al lavoro è quella del capitano: ancora non ho abbandonato il suo aiuto prezioso).

Scolare gli spätzle con la schiumarola e insaporirli nel condimento preparato per qualche minuto.
Quanto ci piacciono!!

Focaccia genovese senza glutine con Lievito Madre

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Con questa ricetta di Olga Scalisi, in arte Felix, si può gustare una focaccia molto, molto buona: ancora una volta grazie Olga!
Io la faccio spesso, anche quando ho ospiti (dipende ovviamente dal tipo di cena) e la presento come antipasto con un buon crudo dolce o, perché no, una fettina di salame mantovano senza glutine. Qui a Mantova sono speciali!
La riporto per Mariuccia che me ne ha fatto gentilmente richiesta.
Faccio presente che più la teglia è stretta, più alta risulterà la focaccia.
Questa volta ho usato una teglia di cm. 35 x 25, la prossima userò la latta del forno, leggermente più grande, come avevo fatto in precedenza, per ottenere una focaccia più bassa. Noi la preferiamo.

DIFFICOLTÀ RICETTA: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

360 g di Lievito Madre* (si può anche usarne meno, si allunga il tempo di lievitazione), oppure 25 g di lievito fresco
410 g di acqua
10+10 g di olio (nella ricetta originale 3 cucchiai di olio)
10 g di miele (nella ricetta originale 3 cucchiaini di zucchero)
10 g di sale (nella ricetta originale 2 cucchiaini)
300 g di Mix B Schär
100 g di Farmo
100 g di Pandea

*Lievito Madre
https://stellasenzaglutine.com/2013/04/23/sua-maesta-il-lievito-madre-senza-glutine-e-sua-conservazione/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Impastare tutto possibilmente con un robot, per ultimo 10 g di olio, il sale e amalgamare bene per almeno 5 minuti: il composto incamera aria, va benissimo anche per le farine senza glutine.
Trasferire l’impasto in una ciotola oliata, coprire con la pellicola e lasciar lievitare in forno con lucina accesa.

Dopo circa 5/6 ore-a me ne sono bastate 4, la durata dipende dall’attività del Lievito Madre-passare l’impasto in una teglia oliata senza lavorarlo e stenderlo delicatamente con le dita bagnate con acqua tiepida. Più la teglia è stretta, più risulterà alta la focaccia.
La mia teglia è di cm 35 x 25, la prossima volta uso la latta del forno, leggermente più grande, perché mi riesca più bassina.

Rimettere a riposo per altri 40/50 minuti, fare dei buchini ( uso il fondo di un cucchiaio di legno), sulla superficie l’ olio evo rimasto e qualche grano di sale grosso.
Io ho messo il Fior di Sale che uso spesso in cucina.
” La fleur de sel (il fiore di sale) è un tipo di sale grezzo, prodotto nel nord della Francia, nella Bretagna meridionale. La caratteristica di questo prodotto è quella di non essere raffinato né addizionato con antiaddensanti o conservanti. Altra caratteristica è quella di essere particolarmente friabile al tatto e in cucina copre meno gli aromi dei cibi su cui viene utilizzato perché a parità di quantità contiene meno cloruro di sodio”.

Cuocere a 230 gradi per 20/25 minuti.

È buonissima, ottima anche il giorno dopo. Si può congelare: si toglie dal freezer, una scaldata ed è come appena fatta!

Rifatte senza glutine: la torta amaretto

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Con questa mia interpretazione partecipo alle “Rifatte Senza Glutine” del mese di maggio postando la ricetta sul mio blog, visto che ora anch’io ne ho uno.
Le volte precedenti ho condiviso il mio risultato pubblicando la foto sul mio album di Facebook.
Le “Rifatte Senza Glutine” si sono prefisse di dimostrare che è possibile
“mangiare con gusto anche quando il glutine deve essere eliminato per motivi di salute dalla propria dieta”, così citano nella loro introduzione alla causa e poiché abbiamo lo stesso obiettivo ho apprezzato da subito la loro iniziativa.
Ogni mese viene proposto un argomento di cucina preso dai vari blog gluten free.
Questo mese le “Rifatte” propongono “La torta amaretto senza glutine” e il blog che le ospita è quello di “La Gaia Celiaca”.
Io ho seguito alla lettera la ricetta, ho solo diminuito la quantità di zucchero.
Devo dire che il profumo è fantastico, ma l’assaggio lo è molto di più!
Questo è un dolce che terrò presente perché veloce ma soprattutto perché è una torta morbidosa che coccola e di questi tempi di coccole non se ne ha mai abbastanza!!
Grazie Gaia.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

2 cucchiai di fecola di patate (vedi Prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
1 cucchiaio di fioretto di mais (farina di mais finissima Nutri Free in Prontuario AIC)
1 cucchiaio di farina di riso + quella per infarinare la tortiera (farina di riso finissima Nutri Free in Prontuario AIC)
200 g di mandorle sbucciate
100 g di zucchero semolato (200 nella ricetta originale) + 3 cucchiai
110 g di burro + quello per imburrare la tortiera
4 uova
1/2 bustina di lievito per dolci (vedi prontuario AIC)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per la base:

Separare gli albumi dai tuorli.
Sbattere i tuorli con 3 cucchiai di zucchero e aggiungere i 110 g di burro fuso intiepidito, la fecola di patate, la farina di riso, il fioretto di mais e il lievito.
Imburrare e infarinare una tortiera da 28 cm di diametro e versarvi l’impasto. Ne verrà uno strato piuttosto sottile.

Per il ripieno:

Tritare finemente le mandorle nel mixer e mescolarle a 100 g di zucchero.
Montare gli albumi a neve ben ferma e incorporarli, un cucchiaio alla volta, al miscuglio di mandorle e zucchero.

Versare il composto così ottenuto nella tortiera, sopra l’impasto, e cuocere in forno a 180 gradi per 30 minuti.

Lasciar raffreddare e servire.
Zucchero a velo se si vuole, sempre consultando il Prontuario AIC.

Sbrisolona senza glutine, ricetta mantovana

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Dedico questa ricetta a Daria, la piccolina di Jé, conosciuta durante il recente corso senza glutine a Mantova, che ha apprezzato la mia sbrisolona tanto da chiedere alla mamma di rifarla…
E adesso un po’ di storia:

” La torta sbrisolona ha origini molto antiche, così chiamata per le ” brise”, ossia le briciole (in dialetto mantovano) piccole e grandi con cui inevitabilmente si deve fare i conti quando la si spezza.
È nata a Mantova all’epoca dei Gonzaga tra il ’500 e ’600; ha origini contadine, come testimonia l’uso della farina di mais.
Quando giunse alla corte dei Gonzaga nel ’600 vennero introdotte le spezie, lo zucchero e le mandorle. Infatti originariamente questo dolce povero veniva realizzato con una dose maggiore di farina di mais, lo strutto al posto del burro e le nocciole, a quei tempi più economiche rispetto alle mandorle.
Tradizionalmente veniva anche chiamata “torta delle tre tazze”, dall’eguale quantità dei tre ingredienti principali: farina bianca, farina gialla e zucchero, che venivano misurati in tre tazze della stessa capienza “.

È un dolce duro ma molto friabile, di aspetto particolare proprio per il suo impasto granuloso e non omogeneo che la caratterizza e le mandorle che l’arricchiscono.
La ricetta della sbrisolona è molto semplice e il profumo che invade la casa durante la cottura, un po’ lunga, è qualcosa di molto gradevole e avvolgente che persiste per parecchio tempo.
Naturalmente ogni famiglia ha la sua versione come tutte le ricette della tradizione.
Io ho “sglutinato” la ricetta della mamma appena abbiamo tolto il glutine dalla nostra alimentazione, nel 2005. È stato il mio primo dolce gluten free: potevamo rimanere senza sbrisolona?
Ho sperimentato per questo dolce diversi tipi di farine, oggi è il turno della Farmo.
Rispetto alle volte precedenti ho anche diminuito la dose di zucchero e direi che è meglio così.
La sbrisolona non si taglia a fette ma si spezzetta, la tradizione vuole che si rompa con un pugno al centro. Io uso il coltello caratteristico, a lama corta e appuntita, dalla forma a mandorla, che si usa per tagliare il grana.
Se si vuole ingentilire la sbrisolona, cospargerla con poco zucchero a velo, ma non ci andrebbe.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

200 grammi di farina di mais Nutri Free finissima (in prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
200 grammi di farina per dolci senza glutine (questa volta Farmo x dolci)
110 grammi di zucchero (ho usato quello di canna )
250 grammi di mandorle NON pelate, tritate grossolanamente (ne lascio qualcuna intera)
200 grammi di strutto o 100 di strutto e 100 di burro o 200 di burro (nella vecchia ricetta originale solo strutto-qui solo burro)
2 tuorli
La buccia di un limone grattugiata
Una bustina di vanillina (vedi Prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia) o i semini di una bacca di vaniglia
Un pizzico di sale
Zucchero a velo facoltativo (se non è home made come il mio vedere Prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola unire la farina bianca, la gialla, lo zucchero, il sale, la vanillina, le mandorle e la buccia del limone grattugiata.

Aggiungere i tuorli e il burro a temperatura ambiente oppure fuso e raffreddato e lavorare tutto con le mani per ottenere un composto granuloso (si può usare anche una forchetta, basta lavorare e mescolare molto bene).

Ungere una tortiera (con queste dosi una di cm 22 x 35 è perfetta), versare il composto, pressarlo leggermente e infornare a 160 gradi per circa 50 minuti.
Lasciare raffreddare.

C’è chi ama bagnarla con un po’ di grappa, pare sia molto buona. Io non ho mai provato.
Ottima con un buon Passito….questo vi garantisco che è un abbinamento straordinario!
Si mangia rigorosamente con le mani.

Corso di cucina….il giorno dopo

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Sono partiti: Emanuela Ghinazzi e Fabrizio ieri sera, Olga Scalisi e Andrea questa mattina.
L’evento tanto desiderato e aspettato è passato in un lampo!
La giornata era iniziata molto presto per noi due (leggi Maria Giovanna e capitano), forse non ho dormito molto la notte ..(piccolo dettaglio) e nemmeno la solita colazione..(stomaco chiuso), ma tanto entusiasmo!
Una controllata alla “location”: fantastica!
Apriamo le panchine (plurale maiestatis..leggi capitano..che aiuto posso dare con una sola mano?), le sistemiamo (idem) a perfetta distanza e comodità, guardiamo l’insieme…può andare!
Io mica sto ferma: lucido quello che già è lucido ma….almeno scarico la tensione!
In un tavolo a parte abbiamo preparato un assaggio della cucina mantovana: risotto alla pilota, prosciutto, salame e melone, grana padano, l’immancabile sbrisolona e un buon lambrusco.
Ogni cosa gluten free naturalmente.
Speriamo mi sia riuscito tutto bene: anche questo pensiero ho!
Ecco, arriva prima Manu con Fabrizio, in auto…e quasi contemporaneamente Olga e Andrea, in treno, accolti in stazione dall’efficiente capitano.
Baci abbracci e….finita la tensione: è bastato vederle per sapere che tutto sarebbe andato bene, sono straordinarie!
Un ristoro veloce prima di iniziare (il risotto va bene-vorrei vedere con cotal paiolo!- la sbrisolona pure).
Arrivano gli iscritti al corso… non solo donne: benissimo! e arrivano anche il fratellino regista e il cameraman…che lusso!!
Il dottor Paolo, il nostro farmacista … c’è ….e guarda soddisfatto.
Breve introduzione del Dott. Gobio Casali, vanto mantovano, studioso ed esperto della celiachia, punto di riferimento per tanti celiaci non solo di Mantova.
Pane, dolci, pizza…Olga che spiega in maniera impeccabile le farine, le loro composizioni e reazioni, i mix e i loro impieghi mentre Manu, instancabile, impasta, gira tra i presenti a mostrare il risultato.
Si toccano gli impasti e si chiede di tutto: rispondono con grande competenza e comprensibilità.
Poi arriva il profumo: i forni (sì, perché a loro disposizione ci sono ben due forni di ultima generazione…mica noccioline!) sono in funzione, poi arrivano gli assaggi: ma che bontà!
Anche senza glutine si può mangiare bene…proviamoci a casa!
Fatto da loro sembra tutto semplice, è vero, ma è alla portata di noi tutti, basta un po’ di impegno. In fondo gli esperimenti li hanno già fatti loro e a noi dicono come fare per avere il meglio: più di così!
Il tempo passa veloce, siamo in chiusura.
Sembra che a tutti spiaccia andarsene: vorrebbero chiedere, parlare, trattenerle ancora.
Manu e Fabrizio devono tornare a casa, impegni di lavoro: peccato, avremmo voluto trattenerli, ci abbiamo provato ma abbiamo capito che non era possibile.
Torneranno, siamo sicuri: a Fabrizio ho promesso la sbrisolona versione originale (con lo strutto) e poi …a Manu è piaciuto tutto ed era felice di essere venuta.
Ci siamo abbracciate come se ci conoscessimo da sempre…è nata un’amicizia!
Io sono più fortunata dei partecipanti al corso: mi godo la compagnia di Olga anche per la serata.
Questa mattina li abbiamo accolti, lei e Andrea, nella nostra casetta con un buon caffè e le ultime due chiacchiere.
Baci e abbracci e un classico delle partenze: il treno.
Niente fazzoletti che sventolano, forse un occhietto un po’ lucido (il mio) e la promessa di rivederci, con o senza corso: aspettiamo anche te amica mia!

Forse pecco di presunzione ma…mi sembra che si siano trovati tutti bene a Mantova e sia rimasta la voglia di vedere qualcosa di più della mia bella città…
Olga, Manu, sappiate che abbiamo ancora tanto da imparare!