Panini senza glutine lievitati con il Kefir


Continuano i miei esperimenti in cucina con il Kefir: questa volta preparo dei panini che lieviteranno con il Kefir di latte.
Bisogna armarsi di pazienza, ci vuole il suo tempo per far “crescere” le farine senza usare alcun lievito, ma in compenso il prodotto che si ottiene è molto digeribile e non appesantisce.
Ho provato a fare qualche taglio con un coltello affilato sulla superficie dei panini prima di infornarli: l’impasto regge bene.
Questi panini, dall’aspetto molto casereccio, durante la cottura hanno invaso la casa con il loro profumo; hanno un ottimo gusto, sono fragranti e croccanti quanto basta: esperimento riuscito!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il lievitino:
200 g di Kefir* di latte non separato dal siero
100 g di Miscela Pane le Farine dei Nostri Sacchi
5 g di miele

Per l’impasto:
500 g di Miscela Pane le Farine dei Nostri Sacchi
350 g di acqua tiepida
10 g di olio
5 g di sale
Poca farina di riso finissima**

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

*Kefir e intolleranza:
Come sempre quando preparo ricette con il Kefir mi trovo il problema della intolleranza al lattosio.
Il Kefir è un latte fermentato e i batteri in esso contenuti metabolizzano il lattosio, trasformandolo in un prodotto praticamente delattosato.
Un articolo scientifico inglese pubblica che un prodotto lattiero-caseario fermentato con il Kefir migliora la digestione del lattosio.
Ritengo che, nonostante il Kefir sia il latticino più consigliato per chi ha problemi di mal digestione e intolleranza del lattosio, sia comunque sempre bene sincerarsene personalmente.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il lievitino:
In una ciotola mescolare 200 g di Kefir, 5 g di miele e 100 g di farina; coprire e mettere a lievitare a temperatura ambiente per circa 24 ore.

Preparare l’impasto:
Nella ciotola della planetaria mettere 500 g di farina, tutto il lievitino, 350 g di acqua tiepida, 10 g di olio e fare alcuni giri di impasto con il gancio poi, per ultimo, aggiungere il sale.
Lavorare per almeno 7-8 minuti fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.

Versare l’impasto su un piano infarinato, lavorare brevemente, formare una palla e trasferirla in una ciotola.

Fare un taglio a croce, coprire e mettere a lievitare in un posto caldo (nel forno con la lucina accesa) fino al raddoppio (per me circa 5 ore).

Versare l’impasto lievitato su un foglio di carta forno infarinato e, senza lavorarlo e con l’aiuto di un tarocco, dividerlo in tanti filoncini o panini.

Cuocere in forno caldo a 200 gradi per 30 minuti.

Pandolce senza glutine alla cannella


Dalla Rivista “Sale e Pepe” un interessante pane dolce aromatizzato con la cannella, ottimo per colazione soprattutto nei mesi invernali.
La cannella è una spezia versatile, aromatica, ricca di gusto e proprietà terapeutiche.
Non solo dà una marcia in più a torte, biscotti, frutta e bevande, ma offre anche molteplici benefici per la nostra salute. Infatti la cannella è un antibatterico naturale ed è suggerita per combattere il mal di gola, il raffreddore, la nausea e i virus intestinali; regola gli zuccheri nel sangue, riduce i dolori causati dall’artrite, migliora la memoria e non ultimo è veramente una grande alleata in cucina.
Questi sono alcuni validi motivi per usare la cannella in cucina.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di Fibrepan Farmo
150 g di Mix pane Nutrifree
Una bustina di lievito di birra liofilizzato Schär, senza glutine
360 g di latte
40 g di acqua
50 g di zucchero bianco
50 g di zucchero di canna
50 g di burro morbido
30 g di burro fuso
1 uovo
2 cucchiai di cannella in polvere
10 g di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva per la ciotola

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sciogliere il lievito nel latte.

Versare le farine nella ciotola impastatrice, unire il latte col lievito, lo zucchero bianco, il burro morbido e lavorare gli ingredienti a velocità media fin che saranno ben amalgamati.

Aggiungere l’uovo e il sale e lavorare per 5 minuti, finché l’impasto diventerà liscio ed elastico.

Ungere una ciotola, versarvi l’impasto e coprire con la pellicola.
Passare un filo di olio anche sulla pellicola per impedire che l’impasto, lievitando, si attacchi.

Lasciar lievitare in un luogo caldo per circa 1 ora e 30 minuti, finché avrà raddoppiato il volume.

Riprendere l’impasto, lavorarlo brevemente poi farlo riposare 10 minuti.

Mescolare lo zucchero di canna con la cannella.

Stendere l’impasto su un foglio di carta forno infarinato formando un rettangolo di circa 30×25 cm, spennellare la superficie con il burro fuso e cospargerla con il mix di zucchero e cannella.

Arrotolare il rettangolo partendo dal lato corto, trasferirlo in uno stampo da plumcake da 30 cm rivestito di carta forno e far lievitare per 30 minuti in un luogo caldo.
Il mio ambiente caldo, in questo caso, è la lavastoviglie, ancora calda dopo aver terminato il ciclo di lavaggio. Quando i tempi coincidono, non esito a sfruttare questo ambiente caldo-umido che fa tanto bene ai lievitati!

Infornare il pane a 180 gradi per 30 minuti, finché risulterà gonfio e dorato.

Sfornarlo e, dopo 5 minuti, togliere dallo stampo.

Farlo raffreddare e servire.

Focaccia senza glutine alle olive e alici, lievitata con il Kefir di latte


Niente lievito per questa squisita focaccia ma solo una giusta quantità di Kefir per avere una lievitazione perfetta.
Il mio luogo caldo per la seconda lievitazione, meglio definirla rilassamento dell’impasto prima della cottura, è la lavastoviglie, subito dopo aver finito il ciclo di lavaggio, pulita e splendente!
Quando i tempi coincidono, non esito a sfruttare questo ambiente caldo-umido che fa tanto bene ai lievitati!
I tempi di lievitazione sono indicativi, il comportamento del Kefir è diverso caso per caso, tanto che anche per me, rifacendo la stessa ricetta con la stessa farina, ci potrebbe essere un tempo di attesa diverso.
Ho notato che dipende anche dalla quantità di siero contenuto nel Kefir ma, con pazienza e rispettando i suoi tempi, si ottiene sempre un prodotto leggero, digeribile e, nel caso delle farine senza glutine che ho usato finora, non è solo completamente privo di retrogusto, ma con un profumo invitante e appetitoso, un gusto più che gradevole e questa focaccia ne è la riprova!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il lievitino o starter:
200 g di Kefir di latte* (non separato dal siero)
100 g di farina Miscela Pane le Farine dei Nostri Sacchi
1 cucchiaio di miele (5 g circa)

Per la focaccia:
Tutto il lievitino precedente
400 g di farina Miscela Pane le Farine dei Nostri Sacchi
350 g di acqua
15 g di olio extravergine d’oliva + poco per servizio
5 g di sale

Per farcire:
80 g di olive nere denocciolate
80 g di olive taggiasche denocciolate
80 g di alici sott’olio

Kefir e intolleranza:
Come sempre quando preparo ricette con il Kefir mi trovo il problema della intolleranza al lattosio.
Il Kefir è un latte fermentato e i batteri in esso contenuti metabolizzano il lattosio, trasformandolo in un prodotto praticamente delattosato.
Un articolo scientifico inglese pubblica che un prodotto lattiero-caseario fermentato con il Kefir migliora la digestione del lattosio.
Ritengo che, nonostante il Kefir sia il latticino più consigliato per chi ha problemi di mal digestione e intolleranza del lattosio, sia comunque sempre bene sincerarsene personalmente.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il lievitino:
In una ciotola mescolare il kefir con 100 g di farina e un cucchiaio di miele.

Coprire e mettere a lievitare a temperatura ambiente per il tempo necessario a raddoppiare (per me circa 12 ore).

Nella ciotola della planetaria mettere 400 g di farina, il lievitino, l’acqua, l’olio, con il gancio fare qualche giro di impasto ed infine aggiungere il sale.

Lavorare il tutto per almeno 5 minuti, fino ad avere un impasto ben amalgamato e liscio.

Ungere una ciotola, versarvi l’impasto, coprire con una pellicola e mettere a lievitare nel forno con la lucina accesa fino al raddoppio (per me circa 3 ore).

Inumidire una teglia (cm 25×34), ricoprirla con carta forno, ungerla leggermente, versarvi l’impasto e stenderlo con le dita bagnate di un mix di acqua e olio.

Distribuire sulla superficie le olive tagliate a rondelle e i filetti di alici.

Mettere in un luogo caldo (per me nella lavastoviglie) per una mezz’ora.

Cuocere in forno caldo a 200 gradi per circa 30 minuti.

Togliere dal forno e aspettare qualche minuto prima di tagliare.

Focaccia senza glutine al vin brûlé


Fantasia in cucina: la focaccia al vin brûlé, tanto per cambiare!
Cosa serve: un buon vino rosso corposo, spezie profumate, qualche buccia di agrumi non trattati, un pezzetto di zenzero, una bustina di spezie per rafforzare profumo e gusto, un po’ di zucchero di canna integrale e un ottimo impasto per preparare una focaccia morbida e gustosa, ovviamente senza glutine.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il mio vin brûlé:
700 g di vino rosso corposo
80 g di zucchero di canna integrale
Bucce di agrumi non trattati (arancia, mandarancio, pompelmo rosa e limone, provenienza: Sicilia!!
Un pezzetto di zenzero
Un mix di spezie: stecche di cannella, chiodi di garofano, semi di finocchio, anice stellato, bacche di ginepro, un pezzetto di noce moscata, qualche grano di pepe
Una bustina di Spezie per Vin Brûlé**

Per la focaccia:
410 g di Miscela Pane Le Farine dei nostri Sacchi
420 g di vin brûlé
5 g di lievito di birra secco**
15 g di olio + poco di servizio
5 g di sale
50 g di uvetta

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA;

Preparare il vin brûlé:

Versare il vino in una pentola di acciaio, aggiungere tutte le spezie, le bucce degli agrumi, senza la parte bianca, lo zenzero privato della buccia e lo zucchero.

Scaldare il tutto a fuoco basso fino a raggiungere il bollore, mescolare e far sobbollire per circa 10 minuti.
Spegnere e mettere in infusione la bustina di spezie per 7-8 minuti.

Lasciar raffreddare, filtrare e raccogliere il vin brûlé in un contenitore.

Preparare la focaccia:

Nella ciotola della planetaria mettere 420 g di vin brûlé a temperatura ambiente, la farina, il lievito e lavorare per qualche minuto con il gancio; aggiungere l’olio, mescolare e per ultimo aggiungere il sale.

Lavorare per amalgamare bene gli ingredienti fino ad avere un composto omogeneo.

Aggiungere l’uvetta e, per non spezzarla, mescolare con una spatola.

Ungere una ciotola, versarvi l’impasto, coprire con la pellicola e mettere a lievitare in un luogo caldo (nel forno con la lucina accesa) fino al raddoppio (poco più di 3 ore).

Rovesciare l’impasto lievitato in una teglia di cm 28 oliata e allargarlo delicatamente con la punta delle dita, anche queste unte di olio, fino a raggiungere il bordo.

Lasciar riposare per una mezz’ora, poi cuocere in forno preriscaldato, statico a 200 gradi per circa 30 minuti.

Sfornare e lasciar riposare qualche minuto prima di togliere la focaccia dallo stampo.

Tagliare e…..gustare la focaccia al vin brûlé: morbida e deliziosamente profumata!

Facile con Gusto: “Focaccia alla zucca e zafferano”, anche senza glutine


Comprata, letta e apprezzata, realizzata!!
Comprata la rivista, letta e apprezzata la ricetta, sglutinata e preparata senza indugio: la zucca in casa mia non manca mai, indipendentemente da Halloween!
Dalla Rivista “Facile Con Gusto” una focaccia estremamente morbida (si mantiene tale anche il giorno dopo), squisita anche in versione senza glutine: si può spacciare benissimo per una focaccia glutinosa ma non ce n’è proprio bisogno!
Sono partita con 500 grammi di farina ma, in corso d’opera, mi sono accorta che l’impasto era troppo morbido: con altri 50 grammi è diventato perfetto.
Per realizzare la mia focaccia, due per l’esattezza, ho usato teglie di alluminio Agnelli (ideali per queste preparazioni) di cm 25; per una focaccia più bassa suggerisco di usare teglie di diametro superiore o dimezzare le dosi.
La zucca che uso è la “Delica”, la mia preferita: polpa soda, dolce e saporita, un vero gioiellino in cucina, molto apprezzata anche cruda nelle mie insalate!
Per questa ricetta l’alternativa alla cottura della zucca con la buccia è eliminarla prima di metterla in pentola, ma è un vero peccato perché si perde uno snack sfizioso, salutare e molto buono: basta una pennellata di olio extravergine sulla buccia da scartare, 10-15 minuti nel forno a 180 gradi e lo snack è pronto!
Purtroppo la lucina del forno, mia grande alleata nelle lievitazioni, mi ha abbandonato poco prima della cottura quindi…niente foto della focaccia in forno 😞, ma questo inconveniente non ha influenzato il risultato finale.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

550 g di Miscela Pizza Le Farine dei Nostri Sacchi
1 bustina di Zafferano
400 g di acqua
5 g di lievito secco**
200 g di purea di zucca
8 g di sale
10 g di olio extravergine d’oliva + altro per servizio
Cannella** e noce moscata

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tagliare la zucca, privarla di filamenti e di semi, farla a pezzetti e metterla in una casseruola con un fondo spesso, senza aggiungere acqua (ringrazio lo chef Fabio Campoli per i suoi preziosi insegnamenti!).

Coprire e mettere a cuocere sul fuoco bassissimo per circa 50-60 minuti (il tempo dipende dalla dimensione dei pezzetti di zucca), senza mai mescolare.

Quando la polpa risulta cotta, morbida a puntino, eliminare la buccia (non gettarla, passata al forno con un filo di olio è un ottimo snack!) e, con una forchetta, schiacciarla fino ad ottenere una purea: ne servono 200 grammi.

Sciogliere lo zafferano in 100 g di acqua.

Nella ciotola della planetaria mettere tutta l’acqua (quella con e senza zafferano), la farina, il lievito secco e lavorare per qualche minuto con il gancio.

Aggiungere poi la purea di zucca, un pizzico di cannella, una grattugiata di noce moscata e per ultimo, dopo aver fatto qualche giro con il gancio, il sale e l’olio.
Lavorare fin che l’impasto risulterà liscio e omogeneo.

Ungere una ciotola, trasferirvi l’impasto, coprire e lasciar riposare per una mezz’ora a temperatura ambiente.

Passare un filo di olio in due teglie da forno e stendere all’interno l’impasto della focaccia, avendo cura di ungere le mani e di allargare il composto con i polpastrelli, senza stracciarlo: anche la superficie della focaccia risulterà sufficientemente unta.

Mettere a lievitare per un’ora poi ungere le dita e fare i classici buchi sulla superficie della focaccia.
Lasciar riposare per venti minuti.

Prima di infornare cospargere la superficie della focaccia di fior di sale e cuocere in forno statico preriscaldato a 220 gradi per circa 20-25 minuti, fino a quando apparirà dorata.

Togliere dal forno e aspettare qualche minuto prima di sformare: le teglie in alluminio permettono una cottura uniforme e, se sufficientemente oliate, rimuovere la focaccia dallo stampo risulta molto facile.

Menemen e Bazlama: colazione da turchi, anche senza glutine


Il Menemen è un piatto della tradizione turca straordinariamente semplice ma molto gustoso a base di uova, cipolle, pomodori, peperoni e spezie e viene servito a colazione.
Non sono reduce da una vacanza in Turchia ma dall’aver visto qualche puntata di Bitter Sweet, la soap turca con protagonista una giovane aspirante chef che ha un grande sogno: aprire un ristorante tutto suo.
Prima però deve portare a termine non solo gli studi di arte culinaria all’università ma anche un corso di giapponese, al quale si dedica con altrettanta passione.
Per mantenersi cerca un lavoro e lo trova come cuoca personale di un giovane uomo d’affari, ricco e affascinante (ti pareva 😏🙄!) e, in un ambiente da sogno, prepara diversi piatti turchi: il Menemen ha catturato la mia curiosità.
Diverse ricette spiegano come procedere nella preparazione del Menemen e, in tutte, le uova, ingrediente principale, vengono strapazzate, ma un video mi ha convinta di più: le uova restano intere e alloggiano tra le verdure.
E il pane turco? Niente di meglio che servire il Menemen con un pane che parli la stessa lingua: il Bazlama!
Il Bazlama (pane arabo) è un pane morbido, molto schiacciato, piatto, circolare e lievitato che si trova in Turchia.
È composto da farina di grano, acqua, sale e lievito e viene cotto in padella: questa torrida estate fa apprezzare moltissimo non dover ricorrere al forno per la cottura!!
Ecco la mia interpretazione del Menemen e del Bazlama senza glutine: abbiamo viaggiato con immaginazione, fantasia e sensi ma…. non a colazione, a cena 😉!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il Menemen:
Una cipolla
Peperoni (meglio a polpa sottile come i corno, i friggitelli e i monchetto)
Un peperoncino
3 pomodori maturi
4 uova
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe nero

Per il Bazlama:

650 g di Miscela Pane le Farine dei Nostri Sacchi + poca per spolvero
8 g di lievito di birra secco
12 g di sale
470 g di acqua tiepida

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il Bazlama:
Versare in una ciotola la farina e il lievito, aggiungere una parte di acqua, mescolare, aggiungere il sale e l’acqua rimanente.

Lavorare per amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e soffice.

Versarlo sulla spianatoia e tagliarlo in 6 parti.

Spolverare di farina ogni pezzetto e arrotolarlo dando la dimensione di una arancia.

Mettere le palle di pasta su un vassoio, coprire con pellicola e lasciar riposare per una mezz’ora.

Passato il tempo di riposo, spianare, arrotondare ogni pallina con le dita e cuocerla in una padella antiaderente a temperatura media pochi minuti per parte.

Una volta cotto il Bazlama, tagliarlo a fette e mantenerlo al caldo coperto con un tovagliolo.

Preparare il Menemen:
In un tegame appassire in un giro di olio la cipolla, il peperoncino, i peperoni e i pomodori, tutto tagliato a pezzetti non troppo grossi.

Aggiungere un pizzico di sale, una generosa macinata di pepe e portare a cottura con fiamma media.

Ricavare tra le verdure appassite 4 spazi e in ogni uno versarvi un uovo intero, avendo cura di non romperlo.

Coprire il tegame e lasciar rapprendere le uova, senza cuocerle troppo: saranno pronte appena l’albume prenderà colore.

Una spolverata di pepe ed il Menemen è pronto da gustare accompagnato da soffici fettine di Bazlama senza glutine, perfette per la …..scarpetta 😉!

Il “tiròt” di Felonica, la focaccia mantovana con le cipolle, anche senza glutine


Oggi ho versato molte lacrime! Il motivo? Ho preparato il “tiròt” e le mie sono lacrime…di cipolla 😂😂!
Affettare le cipolle fa piangere e io ne ho tagliato ben mezzo chilo 😳!
Infatti la particolarità del “tiròt”, gustoso prodotto da forno della tradizione contadina, sta nell’abbondante presenza di cipolle che, aggiunta all’impasto in quantità uguale alla farina, rende la focaccia particolarmente profumata.
Il nome “tiròt” compare per la prima volta nel vocabolario mantovano-italiano di Francesco Cherubini del 1827.
Il “tiròt” è un tesoro di arte culinaria della bassa provincia mantovana il cui ingrediente principale è la cipolla bionda, una varietà dolce e dorata, che per quasi duecento anni è stata la principale fonte di reddito degli abitanti dei territori di Felonica, Sermide e Carbonara Po.
Dai primi dell’Ottocento fino agli anni Settanta del secolo scorso, il “tiròt” si preparava solo da maggio a settembre, nel periodo di raccolta delle cipolle bionde.
Di primo mattino le donne, in particolar modo quelle di Felonica, dove è più radicata la tradizione, impastavano le cipolle novelle, tagliate sottilissime, con farina, strutto, sale, lievito e acqua; portavano il “tiròt” al forno del paese per farlo cuocere e da questo il profumo intenso ma gradevole di cipolla invadeva tutte le vie.
La focaccia spesso rappresentava il pranzo degli uomini al lavoro nei campi, oppure veniva consumata a cena, dalla famiglia riunita attorno alla tavola.
Oggi invece viene gustata come antipasto, da sola o con i salumi tipici mantovani.
Il suo nome deriva da “tirare” e si riferisce ad una fase della lavorazione della focaccia, più precisamente quando l’impasto viene “tirato” abilmente con le mani, riempendo tutta la teglia.
La ricetta tradizionale del tempo prevedeva, oltre alle cipolle e allo strutto, conservato dall’uccisione del maiale, l’aggiunta di farina bianca, bene molto pregiato con cui i proprietari terrieri pagavano i braccianti.
Oggi, rispetto ad una volta, il “tiròt” viene proposto nelle panetterie anche in versione più leggera, nella quale lo strutto è stato sostituito con l’olio extravergine d’oliva.
Il ”tiròt” viene cotto in teglie rettangolari e l’impasto, più o meno spesso, tagliato a quadri.
Durante la cottura diventa di un invitante colore giallo paglierino, dal sapore unico e dall’aroma intenso.
Il “tiròt” che si prepara a Felonica ha una consistenza morbida mentre quello di Sermide si distingue per una consistenza più secca.
E il mio “tiròt” senza glutine com’è? Forse un po’ alto, dovrò dimezzare le dosi o aumentare la teglia ma accontenta tutti: morbido nella parte interna, più croccante ai lati, ma comunque lo si preferisca è veramente squisito! Anche chi non ama particolarmente la cipolla lo apprezzerà, garantito!
A Felonica il “tiròt” è un prodotto talmente radicato nel territorio che la “sganzega” (merenda, in dialetto mantovano) la festa del paese, è interamente dedicata a questa focaccia: dal 2013 il “tiròt”, focaccia di Felonica, è diventato Presidio Slow Food.

Ho sglutinato la ricetta del “tiròt” con il proposito di trasmettere la memoria di questa buonissima focaccia a chi non la conosce e scongiurarne l’estinzione, assicurando anche ai celiaci questa opportunità!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di farina Miscela Pane le Farine dei nostri Sacchi
500 g di cipolla dorata già pulita
125 g di olio extravergine d’oliva (oppure 125 g di strutto) + poco per la teglia
12 g di sale
8 g di lievito di birra secco
480 g di acqua

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sbucciare le cipolle, tagliarle a fette sottili e lasciarle riposare, anche qualche ora se possibile.

In una ciotola unire la farina al lievito, aggiungere l’olio e gradatamente l’acqua.

Mescolare poi aggiungere il sale, incorporare le cipolle e lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo e molto morbido.
(Questa particolarità avvantaggia molto le farine senza glutine: ecco l’ottima riuscita del “tiròt” anche senza glutine!!)

Versare l’impasto in una latta rettangolare (cm 40×30) precedentemente oliata, distribuirlo su tutta la teglia bagnando spesso le dita e mettere a lievitare in un posto caldo fino al raddoppio (circa 2 ore).

Infornare il “tiròt” a 200 gradi e farlo cuocere per circa 30 minuti o comunque fin quando la superficie risulterà dorata.

Togliere dal forno, lasciar raffreddare qualche minuto e sformare.

Tagliare a quadri e gustare: ottimo caldo ma anche a temperatura ambiente non è per niente male!

Il “tirot” senza glutine è soffice, profumato e gustoso anche il giorno dopo, senza bisogno di essere riscaldato come conviene a molti prodotti da forno senza glutine.

Pane senza glutine alle arachidi


Prepariamo un pane alle arachidi? Sì, e lo facciamo lievitare anche nel cestino!
“Il cestino, in rattan naturale, serve a mantenere in forma il pane durante la lievitazione.
La crescita dell’impasto nel cesto, grazie all’assorbimento parziale dall’umidità e al mantenimento del calore, garantisce una migliore struttura del pane e la croccantezza della crosta”.
Il mio pane alle arachidi ha una doppia lievitazione: la prima nella ciotola, la seconda nel cestino.
La ricetta “Cornetti alle arachidi” del maestro panificatore Giovanni Gandino dal suo primo libro “Academia Barilla-Pane, Pizza, Focaccia-222 Ricette Facili della Cucina Italiana”, mi ha dato lo spunto per preparare un pane senza glutine con le arachidi.
Le arachidi, chiamate comunemente “noccioline americane” (in dialetto mantovano “galetìne”), non sono un seme oleoso come le noci, le mandorle o le nocciole, ma un legume.
I semi di arachide vengono usati per ricavare l’olio oppure si consumano in pasta (burro di arachidi) o interi, dopo essere stati tostati.
I semi di arachide hanno un alto contenuto di proteine e sono una buona fonte di niacina quindi contribuiscono alla buona salute del cervello e alla circolazione sanguigna.
Recenti ricerche sulle arachidi hanno riscontrato la presenza di un buon livello di antiossidanti paragonabile a quello di more e fragole e di molto superiore a quello di mele, carote e barbabietole; hanno altresì dimostrato che la tostatura delle arachidi potenzia il loro contenuto di polifenoli.
Bene, se siamo in cerca di validi motivi per preparare un pane alle arachidi, li abbiamo trovati, ma in ogni caso, a chi non piacciono le “galetìne” 😉?
Per velocizzare ho usato semi di arachide già tostati ma salati e di conseguenza ho messo meno sale nell’impasto.
Questo pane ne conserva il gusto e si presta molto a tartine con formaggi freschi e spalmabili.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di acqua
5 g di lievito di birra fresco
125 g di Fiprepan Farmo
100 g di Nutri Free Mix Pane
100 g di Nutrifree Mix Pane Integrale + poca per la spianatoia
10 g di olio extravergine d’oliva
150 g di arachidi
4 g di sale
Farina di mais finissima** per spolverare

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola sbriciolare il lievito nell’acqua a temperatura ambiente, unire il mix di farine mescolate alle arachidi tritate e iniziare ad impastare.

Incorporare l’olio e, a impasto quasi formato, il sale.

Continuare a lavorare fino ad ottenere una pasta morbida, omogenea ed elastica.

Ungere una ciotola, versarvi l’impasto, coprire con pellicola e lasciar lievitare per due ore circa in un posto caldo.

Trascorso questo tempo, versare l’impasto sulla spianatoia cosparsa di farina e lavorare brevemente aiutandosi con un tarocco.

Formare un cilindro, metterlo nel cestino cosparso di farina di mais e lasciar lievitare nuovamente in un posto caldo per circa un’ora.

Accendere il forno a 200 gradi con la leccarda capovolta.

Quando ha raggiunto questa temperatura, ribaltare il pane su un foglio di carta forno, trasferire tutto (foglio e pane) sulla leccarda rovente e cuocere per circa 25-30 minuti.

Lasciar raffreddare prima di affettare.

Pane senza glutine con prugne e frutta secca


Questo pane è ideale per affrontare la giornata con una colazione sana e nutriente, spalmato di miele ma si presta anche per uno spuntino di solo pane…..si fa per dire 😉!
Ho usato, tra gli ingredienti, un olio extravergine d’oliva “grezzo”, non filtrato, ovviamente italiano, che ha trasmesso al pane una fragranza tutta da provare: la mia scelta si è rivelata ottima!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

350 g di farina Revolution Mix Pane, Pizza, Dolci
150 g di farina Farmo Low Protein
370 g di acqua
7 g di lievito fresco
15 g di olio extravergine d’oliva
4 g di sale
10 prugne secche denocciolate
50 g di uvetta
80 g di frutta secca (noci, nocciole, mandorle e anacardi)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Nella ciotola impastatrice mettere nell’ordine: l’acqua, il lievito sbriciolato, le farine, l’olio e il sale e lavorare con la foglia per 7-8 minuti.

Aggiungere poi la frutta secca spezzettata, l’uvetta lavata, ammollata e tamponata con carta assorbente e le prugne secche tagliate a pezzetti.

Lavorare a velocità moderata e amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Versare il composto in uno stampo (il mio di cm 30 x 11) rivestito con carta forno e mettere a lievitare in forno con lucina accesa fino al raddoppio (circa 2 ore).

Cuocere a 200-210 gradi per 40 minuti poi togliere dal forno e dallo stampo aiutandosi con la carta forno.

Eliminare la carta e mettere il pane a raffreddare su una gratella.

Una volta raffreddato, il pane senza glutine con prugne e frutta secca è pronto da affettare.

Si può anche congelare già affettato e per ripristinare la sua fragranza bastano pochi minuti nel forno o nel tostapane.

Il Casatiello approda a Mantova: senza glutine si farcisce di salsiccia, grana e provolone!

Una bellissima, indimenticabile canzone di Pino Daniele ci ricorda che: “Ogni scarrafone è bello a mamma soja”: per una mamma il figlio è sempre bello, comunque e “ a prescindere”…..😉!
Ecco, è successo così anche per il mio casatiello, l’ultimo nato nella mia cucina.
I più gentili lo definiranno poco fotogenico, a molti invece sembrerà non molto bello, anzi, addirittura bruttino ed effettivamente….. Ma quanto è buono!
I formaggi si sono sciolti, la salsiccia si è asciugata, profumi e sapori si sono combinati e mischiati all’impasto del pane!

Il Casatiello:
“Il Casatiello è un lievitato da forno della tradizione culinaria partenopea, dalle origini antiche, ricco di formaggio e insaccati.
Era un piatto speciale che veniva preparato solo in occasione di feste e ricorrenze ma col tempo è diventato uno dei piatti simbolo della settimana di Pasqua in Campania.
L’aspetto richiama la simbologia della Passione e Resurrezione di Cristo.
La forma circolare rappresenta la corona di spine e le uova ingabbiate da una croce sono il simbolo della rinascita”.
Non esiste un’unica ricetta di Casatiello, ma molte varianti a seconda della zona della Campania e da famiglia a famiglia e quindi, perché non proporlo senza glutine in versione mantovana, con una gustosa salsiccia locale, una spolverata di Grana Padano e una dadolata di buon formaggio della nostra pianura, il Provolone Valpadana D.O.P?

DIFFICOLTÀ: media

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di farina Pane e Pizza Granozero Molino Pasini
350 g di Miscela Pane Le Farine dei Nostri Sacchi
500 g di acqua tiepida
10 g di lievito di birra secco **
8 g di sale
40 g di olio extravergine d’oliva
200 g di salsiccia mantovana**
200 g di Provolone Valpadana D.O.P dolce
80 g di Grana Padano grattugiato
Pepe nero
4 uova

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Nella ciotola della planetaria sciogliere il lievito nell’acqua, aggiungere l’olio e mescolare.

Unire le due farine, aggiungerne metà nella ciotola e lavorare per una decina di minuti.

Aggiungere il sale poi l’altra metà di farine e lavorare per altri 10 minuti.

Mettere l’impasto sul piano di lavoro infarinato e lavorare brevemente.

Formare una palla, infarinare e mettere in una ciotola.

Coprire con la pellicola e lasciar riposare nel forno con la lucina accesa fino al raddoppio (circa un’ora).

Nel frattempo sterilizzare le uova:
Metterle sul fuoco in un pentolino con acqua e sale, a fiamma bassa.

Appena l’acqua accenna a bollire, spegnere, scolare le uova e metterle da parte.

Versare l’impasto lievitato sul piano di lavoro e toglierne una piccola parte che servirà per ingabbiare le uova.

Stendere l’impasto su un tappetino di silicone infarinato (o su carta da forno) fino a formare un rettangolo e distribuirvi il Grana grattugiato, una spolverata di pepe nero, i pezzetti di salsiccia e i cubetti di Provolone.

Aiutandosi con il tappetino di silicone (o con la carta da forno) arrotolare l’impasto dal lato più lungo, formare un filone e unire le estremità a formare una ciambella.

Trasferire il Casatiello in uno stampo a ciambella già oliato anche se antiaderente.
Il mio stampo apribile è di cm 26, di cm 28-30 andrebbe meglio, provvederò all’acquisto!
Se risulta difficile sollevare e trasferire il Casatiello nello stampo, dare alla ciambella lo stesso volume dello stampo, appoggiarlo sopra il Casatiello (come nella foto) e, infilando una mano sotto il tappetino di silicone (o sotto la carta da forno) capovolgere il tutto: ecco inserito il Casatiello nello stampo!

Con una leggera pressione appoggiare le uova sul Casatiello e “ingabbiarle” con striscioline disposte a croce, ricavate dall’impasto messo da parte.

Mettere a lievitare in un posto caldo per un’ora poi cuocere in forno caldo a 180 gradi per 35-40 minuti.

Sfornare il Casatiello, lasciarlo intiepidire prima di sformarlo e portarlo in tavola: ora il Casatiello senza glutine, versione mantovana è pronto per essere condiviso!