La zuppa dello chef Fernando Aldighieri, con cavolo nero e cacciatorino, senza glutine


Alle Grazie di Curtatone, bellissimo borgo alle porte di Mantova, (qui ogni anno si esibiscono i Madonnari* in un concorso senza pari), si trova uno dei ristoranti più conosciuti del mantovano, riconosciuto dal Gambero Rosso quale Trattoria tra le 20 migliori d’Italia: La Locanda delle Grazie.
In cucina lo chef Fernando Aldighieri, in sala la moglie Daniela Bellintani che accoglie, consiglia e intrattiene, tra una portata e l’altra, con racconti e leggende della Corte dei Gonzaga, infiorati di piacevole campanilismo.
Essi offrono con semplicità ma con grande maestria una cucina che valorizza i prodotti della terra mantovana.
Il cavolo nero, tra gli ingredienti di questa zuppa, non propriamente un prodotto del territorio mantovano, si unisce in matrimonio con il cacciatorino, che invece a Mantova trova la sua più bella espressione.
Narra la leggenda che il cacciatorino, un vero salame in miniatura, sia nato per esigenze quali il poterlo riporre comodamente nella bisaccia e trasportare con facilità per il peso limitato.
Questa ricetta è stata proposta dallo chef Aldighieri intervistato da Fabrizio Nonis (El Bekér, il più famoso “macellaio-giornalista enogastronomico” d’Italia) poco tempo fa, durante una trasmissione televisiva che precede la Prova del Cuoco.
Da allora (e fin che il cavolo nero avrà la sua stagionalità), questa zuppa comparirà sulla mia tavola con una frequenza settimanale: vi lascio immaginare quanto è buona!

*I Madonnari:
https://stellasenzaglutine.com/?s=Madonnari&submit=Cerca

Ps: per velocizzare la ricetta si possono usare fagioli borlotti in scatola e un brodo vegetale (acqua, carota, sedano, cipolla, alloro)

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI:
Cavolo nero
Fagioli borlotti secchi
Scalogno
Cacciatorino**
Olio extravergine d’oliva
Pane senza glutine
Sale

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Cuocere i fagioli in abbondante acqua dopo averli ammollati nell’acqua per circa 12 ore, scolati e lavati.
A cottura ultimata (dopo circa 40-50 minuti), scolarli e metterli da parte. Tenere da parte anche il liquido di cottura.

(In alternativa usare fagioli borlotti in scatola e preparare un brodo vegetale con acqua, sedano, cipolla, carota e una foglia di alloro. Il brodo serve per terminare la cottura del cavolo nero)

In una casseruola rosolare brevemente in qualche cucchiaio di olio lo scalogno tagliato a rondelle, poi aggiungere patate e cacciatorino tagliati a cubetti.

Mescolare, coprire e portare a cottura.

Mettere in un tegame qualche cucchiaio di olio e appassire leggermente le foglie del cavolo nero lavate e tagliate a strisce.

Proseguire la cottura a fuoco dolce per circa un’ora, aggiungendo di tanto in tanto l’acqua di cottura dei fagioli.

Passato questo tempo unire al cavolo nero i fagioli borlotti tenuti da parte, i cubetti di patate e cacciatorino passati con lo scalogno.

Tagliare il pane senza glutine a cubetti, condirlo con qualche cucchiaio di olio e saltarlo in padella.

Servire la zuppa di cavolo nero con i crostini di pane senza glutine.

Fabio Campoli e la sua minestra di lenticchie e cotechino, con grissini soffiati al riso, ma senza glutine


Lenticchie e cotechino è un accostamento quasi scontato in cucina.
Portare in tavola durante l’ultima cena dell’anno, la notte di San Silvestro, il cotechino con la sua inseparabile compagna, si pensa sia di buon augurio.
Lo chef Fabio Campoli, con un tocco di originalità, coniuga questo matrimonio suggerendo una piacevolissima minestra all’insegna di benessere, abbondanza e prosperità .
Confidiamo quindi nella credenza popolare e prepariamola per il nostro cenone di capodanno, ma se non crediamo alla buona sorte, una valida ragione per mangiare questa minestra di lenticchie e cotechino è che è veramente buona!
Ricetta dello chef Fabio Campoli, dalla rivista “Alice Cucina “

Ps: per preparare i grissini soffiati (pasta choux) ho sostituito il burro con l’olio e quindi la mia interpretazione, oltre ad essere senza glutine, è anche senza latticini. In caso contrario no.
Il cotechino Segata (senza glutine) è precotto e velocizza la preparazione della ricetta, senza perdere gusto.

Dalla Segreteria Alimenti Associazione Italiana Celiachia:
“Tutti i legumi (freschi, secchi e in scatola), in questo caso le lenticchie secche, non contengono glutine. È bene verificare, se eventualmente sulla etichetta dovesse comparire la dicitura “può contenere tracce di glutine”, l’assenza di corpi estranei quali semi o grani differenti rispetto al legume in questione. Nel caso è sufficiente eliminarli.
Trattandosi di semi o grani interi, poiché il glutine si trova nella parte più interna del chicco del cereale, non è possibile una diretta contaminazione con il legume.
Qualora siano presenti polveri di sfarinati sui legumi, è sufficiente lavarli accuratamente per eliminarle”.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:
400 g di cotechino già cotto (Segata, senza glutine)
300 g di lenticchie
Salvia, alloro e rosmarino
200 g di sedano, carota, cipolla
1 spicchio di aglio
Olio extravergine di oliva
Sale

Per i grissini soffiati al riso:
100 g di riso già lessato
80 g di olio di mais (oppure 100 g di burro)
120 g di farina Mix it Schär
100 g di acqua
3 uova
Un pizzico di sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per i grissini:
In una casseruola scaldare l’olio, l’acqua e un pizzico di sale.

Appena inizia a prendere il bollore, togliere la casseruola dal fuoco e incorporare la farina tutta in una volta.

Rimettere sul fuoco e far cuocere, mescolando con un cucchiaio di legno fino a quando il composto inizierà a staccarsi dai bordi della casseruola.

Spegnere, far intiepidire e poi incorporare le uova, mettendone una alla volta.

Unire il riso e mescolare per bene.

Raccogliere il composto in un sac à poche e realizzare strisce sottili su una teglia, foderata con carta forno.
Con lo stesso impasto si possono formare piccoli bignè rotondi da tuffare nella minestra.

Infornare a 180 gradi e cuocere per circa 10-12 minuti.
Sfornare i grissini e farli raffreddare.

Per la minestra:
Mettere le lenticchie a reidratare in acqua tiepida per 15 minuti.

Sciacquarle per bene, trasferirle in una pentola e coprire di acqua fredda.

Profumare con le erbe aromatiche e portare a cottura.
Se l’acqua dovesse calare troppo, aggiungerne di bollente, in modo che le lenticchie siano sempre coperte.
Salare solo al termine.

Cuocere il cotechino come suggerito sulla confezione e, una volta cotto, spellarlo e ridurlo in briciole aiutandosi con un coltello.

Tritare finemente gli odori e raccoglierli in un tegame insieme allo spicchio di aglio in camicia e a un rametto di rosmarino.

Unire qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva, coprire con un coperchio e far cuocere a fuoco dolcissimo.

Quando il fondo è cotto, spegnere e mettere da parte.

Distribuire la minestra di lenticchie calda nelle fondine e completare con il fondo aromatico e le briciole di cotechino.
Servire con i grissini soffiati, da aggiungere a pezzetti nella minestra.

Franco di Mare e la “zuppetta di cicerchie e capesante”, senza glutine


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Ho letto il divertente e rilassante libro “Il teorema del babà”, di Franco di Mare, noto giornalista, scrittore e conduttore televisivo, uno dei volti più noti di RAI 1.
Franco di Mare ha avuto numerosi riconoscimenti come inviato di guerra e altrettanti per la sua qualificata attività di scrittore e giornalista.
Quando ho iniziato il libro (peraltro me lo sono goduto tutto in un classico giorno di pioggia), non avevo alcun dubbio di aver riposto nella sua lettura la certezza di uno svago distensivo e gradevole: non è il primo libro di questo scrittore che va ad aumentare la mia stracolma libreria.
Quello che non mi aspettavo era di trovare tra le pagine descrizioni così entusiasmanti di svariate ricette che hanno stretto insieme lettura e cucina, i miei passatempi preferiti.
Tra queste ricette “un piatto che se ne sta un po’ di qua e un po’ di là, un piede nel passato e un altro nel futuro, orgoglioso della propria storia ma anche pieno di aspettative per il domani: la zuppetta di cicerchie e capesante”.
“Le cicerchie, somiglianti a ceci schiacciati, sparite dalle tavole degli italiani da alcuni decenni, vi sono riapparse grazie alla tenacia e all’amore di alcuni coltivatori, sparsi soprattutto nella zona del centro-sud.
Hanno una storia antichissima e più blasone dei fagioli. Vengono dall’Asia e nella loro lunghissima storia non manca un aspetto sinistro: quando la siccità dura a lungo, le cicerchie sviluppano una neurotossina che, se accumulata nei tessuti, può causare la paralisi degli arti.
Le colture del nostro paese non corrono questi pericoli ma comunque, in via prudenziale, basta tenerle a mollo un giorno e una notte e risciacquarle a lungo prima di metterle sul fuoco”.
Parliamo di capesante: “Questo bivalve ermafrodito ha radici nobili e antiche ma con una funzione modernissima in gastronomia. Nel nostro caso la modernità del loro utilizzo consiste nell’accostamento inedito con un altro prodotto della natura, così distante in apparenza e tuttavia così miracolosamente complice e affine”.

Ora, perché la ricetta sia ben interpretata e apprezzata, non mi resta che proseguire con gli ingredienti e l’esecuzione del piatto con le stesse parole di Franco di Mare.
Di meglio non saprei fare e la sua descrizione è essa stessa già un preludio al gusto….

Ps: l’unica licenza che mi sono permessa nel preparare la zuppetta di cicerchie e capesante è nella fetta di pane raffermo da sistemare sul fondo di ciascun piatto: ho saltato in padella crostini di pane ovviamente senza glutine e serviti separatamente.

Come consigliato ….ho portato in tavola con un sorriso!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

400 g di cicerchie
Capesante
Un gambo di sedano
Una carota
Aglio
Erba cipollina
Un bicchiere di vino bianco
Un peperoncino
Pane raffermo (senza glutine)
Olio e sale q.b.

PROCEDIMENTO RICETTA:

“Lavate e mondate il sedano dai filini che albergano lungo le coste (hanno la fastidiosa abitudine di finire negli interstizi dentali) e tagliateli a spicchi sottili.
Lavate e sminuzzate scalogno e carota.

Fate soffriggere tutto in un tegame di coccio a fiamma bassa insieme al peperoncino e all’aglio, che toglierete appena imbiondito.

Quando lo scalogno sarà appassito, aggiungete un bicchiere di vino bianco, a fiamma allegra, affinché insaporisca ma l’alcol evapori presto.

A questo punto aggiungete le cicerchie (ammollate per un giorno e una notte e sciacquate a lungo) e l’acqua (abbastanza da coprirle) e aspettate il bollore .

Nell’attesa sciacquate le capesante.

Quando le cicerchie saranno al punto (circa 35-40 minuti), aggiungete le capesante insieme al loro corallo e lasciatele andare per altri due o tre minuti.

Sul fondo di ciascun piatto sistemate una fetta di pane raffermo (senza glutine).

Versatevi sopra la minestra, completate con una spolverata di erba cipollina tagliuzzata al momento e guarnite con un filo d’olio a crudo.

Portate in tavola con un sorriso”.

Zuppa di porri, patate e speck, senza glutine

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Da “La Grande Cucina Italiana – Le zuppe e le minestre” un’ altra zuppa molto stimolante, dove il riso “finisce la sua vita”, annegato in un brodo vegetale insaporito da rondelle di porro e gustosi dadini di speck.
(Non è mia la citazione “il riso che nasce dall’acqua e finisce la sua vita annegato nel brodo” e nemmeno so a chi attribuirla, ma mi piace!)
Leggermente diversa la mia ricetta da quella originale:
ho aggiunto la curcuma, una spezia molto nota per le sue proprietà che vengono potenziate se abbinata al pepe nero;
ho sostituito il lardo con lo speck, per un sapore più deciso.

Ps: La cottura dei miei risi, sia in brodo che asciutti, è sempre inferiore a quella indicata sulle confezioni. Suggerisco di assaggiare e regolarsi a proprio gradimento.
Il riso in cottura non deve mai restare scoperto, aggiungere se opportuno altro brodo caldo, poco alla volta.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

200 g di riso Roma
2 patate
1 porro
2 fette di speck senza glutine (ho usato speck Segata*)
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Brodo vegetale
Sale, pepe nero e curcuma

*I salumi Segata hanno ottenuto il riconoscimento di garanzia dell’Associazione Italiana Celiachia (A.I.C) e per questo motivo le referenze principali sono riportate sul “prontuario alimenti in commercio consentiti ai celiaci”.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tagliare il porro a rondelle sottili e stufarlo in una casseruola con l’olio e poca acqua per qualche minuto.

Tagliare lo speck a dadini e aggiungerlo al soffritto di porro.

Pelare e tagliare le patate a fette spesse poi a dadini e unirle al porro.

Insaporire con una macinata di pepe nero e una spolverata di curcuma.

Rosolare il tutto per 2 o 3 minuti poi versare il riso.

Coprire con il brodo caldo e cuocere per 13-14 minuti.

Aggiustare di sale e servire la zuppa ben calda.

Vellutata di zucca e patate con sgonfiotti, senza glutine

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Definire la vellutata un “comfort food” leggero e gustoso è senza dubbio appropriato.
Con zuppe e creme, le vellutate diventano protagoniste della nostra tavola, soprattutto invernale.
Di semplice esecuzione questa vellutata di zucca e patate si arricchisce di un tocco finale che completa il risultato particolarmente gradevole: croccanti palline di pasta lievitata e fritta.

Da “La Grande Cucina Italiana – Le zuppe e le minestre”

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per la vellutata:
2 patate
200 g di polpa di zucca (cotta)
1/2 cipolla
3 cucchiai di olio d’oliva extravergine
1 litro di brodo vegetale
Sale e pepe

Per gli sgonfiotti:
100 g di farina per Pane e Pizza Grano Zero
Un pezzetto piccolo di lievito di birra fresco (circa 1/4 del panetto)
60 ml di acqua
Olio di semi di arachide per friggere
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tritare la cipolla e farla imbiondire in una casseruola con l’olio.

Pelare le patate, tagliarle a tocchetti, unirle al fondo e cuocere per 3 minuti.

Tagliare a dadini la zucca e unirla alle patate.

Far rosolare brevemente, coprire con il brodo vegetale e terminare la cottura.

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida, versare sulla farina, aggiungere un pizzico di sale e impastare.
Lasciar lievitare in un luogo caldo.

Preparare delle piccole palline, friggerle in olio di semi caldo e scolarle su un foglio di carta assorbente da cucina.

Frullare la vellutata di zucca con un minipimer e aggiustare di sale.

Servire la vellutata con gli sgonfiotti fritti, una macinata di pepe e un filo di olio crudo (facoltativo).

Zuppa di polpo, ceci e topinambur, senza glutine

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Da “La Grande Cucina Italiana – Le zuppe e le minestre” un primo molto gradevole in ogni stagione.
È da considerarsi anche un eccellente piatto unico con la presenza di un mollusco ipocalorico (il polpo), di ceci (ricchi di proteine e fibre) e di topinambur (abbassano il livello di assorbimento degli zuccheri e dei grassi).

Ps:
Poiché i legumi secchi (in questo caso i ceci) richiedono un certo tempo tra ammollo e cottura, ne preparo sempre un po’ di più, il modo di usarli si trova sempre.
Ad esempio: con una spolverata di pepe nero sono un veloce “stuzzichino” in attesa che la cena sia pronta.

Nella mia insalata di verdure non manca mai qualche fettina croccante di topinambur.
Questo tubero invernale dal gusto delicato e dalle molteplici virtù, non contiene amido e non produce glucosio. Usato crudo mantiene inalterate le sue proprietà benefiche.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Un polpo di circa 600 g
7 topinambur
200 g di ceci
Uno scalogno
Olio extravergine di oliva
Un peperoncino
Prezzemolo
Alloro
Sale e pepe nero

PROCEDIMENTO RICETTA:

Cuocere i ceci, precedentemente ammollati per almeno otto ore, in una pentola con abbondante acqua e foglie di alloro.

Mettere il polpo a bollire in una casseruola e cuocere per trenta minuti dal momento in cui l’acqua riprende il bollore.
Lasciar raffreddare il polpo nell’acqua di cottura.

Pelare i topinambur e tagliarli a fettine sottili.

In una casseruola scaldare qualche cucchiaio di olio con scalogno e peperoncino tagliati a rondelle.

Aggiungere i topinambur, rosolare per dieci minuti poi aggiungere i ceci, aggiustare di sale e pepe e far andare per altri dieci minuti.

Aggiungere il polpo tagliato a rondelle, mescolare e lasciare sul fuoco per qualche minuto.

Servire caldo con una spolverata di prezzemolo.

Zuppa Valpellinese senza glutine

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Scaldiamo le serate invernali con la zuppa Valpellinese, piatto tradizionale valdostano che ha le sue origini a Valpelline, villaggio a pochi chilometri a nord di Aosta.
Pochi gli ingredienti di questa zuppa, ma tutti prodotti tipici della regione: il cavolo, il pane di segale e la fontina, formaggio valdostano per eccellenza.
Si può preparare in due modi: con il cavolo verza lessato, oppure con il cavolo verza stufato o, come dicono i valdostani, brasato.
La zuppa va passata in forno e quando imbiondisce e comincia a formare una crosticina dorata, prima di portarla in tavola, si cosparge con una abbondante dose di burro fuso.

La mia zuppa: cavolo verza lessato, fontina valdostana, pane semi integrale senza glutine (ovviamente non di segale!) e brodo di cappone (va bene anche di manzo).
Niente burro, la zuppa è buona anche così e calorie e colesterolo in meno non guastano.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Un cavolo verza
Fontina valdostana
Brodo
Pane semi integrale senza glutine*
Olio extravergine di oliva

https://stellasenzaglutine.com/2015/11/18/pane-in-cassetta-semi-integrale-senza-glutine-con-sale-nero/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lessare le foglie del cavolo verza (a quelle più esterne eliminare la parte dura centrale) e farle asciugare su un panno carta.

Passare un filo di olio sulle fette di pane e tostarle.

Tagliare a fette sottili la fontina.

Cospargere di olio una teglia da forno, meglio se di terracotta (ho preferito monoporzione) e alternare uno strato di cavolo, uno di pane e uno di fontina.
Terminare l’ultimo strato con la fontina.

Bagnare con il brodo caldo e mettere nel forno preriscaldato a 190 gradi per circa 25-30 minuti, fin che la zuppa avrà formato una crosticina dorata.

Togliere dal forno e portare in tavola.

Quanti modi di fare e rifare: Minestra (cercata e…) trovata…. senza glutine

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Appuntamento di febbraio di questo nuovo anno con “Quanti modi di fare e rifare”.

Qui le mie rivisitazioni dell’anno scorso:

https://stellasenzaglutine.com/2014/02/06/quanti-modi-di-fare-e-rifare-tucen-ed-fasol-e-ov-sughetto-di-fagioli-e-uova/

https://stellasenzaglutine.com/2014/03/06/quanti-modi-di-fare-e-rifare-pici-senza-glutine-allaglione/

https://stellasenzaglutine.com/2014/04/06/quanti-modi-di-fare-e-rifare-torta-pasqualina-senza-glutine/

Siamo ospiti di Anisja, del blog “la cucina di Anisja” per gustare la sua ricetta dal sapore antico, con erbe raccolte nei campi secondo la stagionalità….da qui il nome di “minestra trovata”.
La mia versione è ovviamente senza glutine, con erbette trovate non nei campi (sicuramente ne avrei trovate parecchie vicino a casa mia) ma dall’ortolano e olio extravergine di oliva al posto della sugna.
Queste varianti non hanno tolto assolutamente nulla al gustosissimo risultato finale.
Servita a cena in una uggiosa serata padana, questa minestra si è rivelata un apprezzatissimo piatto unico: un insieme di proteine, carboidrati e grassi, l’ideale per una dieta corretta!
Ripeterò sicuramente questa ricetta, magari facendomi prima accompagnare nei campi, alla ricerca di erbe selvatiche, da chi ne sa più di me..
Grazie Anisja!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Cime di rapa
Fagioli secchi
Aglio
Peperoncino
Olio extravergine di oliva
Fette di pane senza glutine*
Sale

*Per il pane biscotto ho usato questo, con farine di teff, quinoa, mais e riso
https://stellasenzaglutine.com/2014/11/26/pane-con-farine-naturalmente-senza-glutine-e-il-cuoci-pane-emile-henry/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Ammollare i fagioli per almeno 6 ore poi cuocerli in abbondante acqua fredda con un paio di foglie di alloro per circa 40 minuti.
Prima di togliere dal fuoco salare e tenere da parte.

Mettere le fettine di pane senza glutine nel forno e toglierle solo quando sono ben biscottate.

Pulire le cime di rapa prendendo le foglie più tenere e le infiorescenze.
Lavare accuratamente e, senza scolarle troppo, metterle in un tegame capiente con un filo di olio, aglio spremuto, un paio di peperoncini e un bicchiere di acqua di cottura dei fagioli.
Coprire e cuocere a fiamma bassa per 15-20 minuti.

Dopo questo tempo aggiungere i fagioli scolati, se c’è bisogno anche un po’ della loro acqua e proseguire la cottura per altri 15-20 minuti.

Aggiustare di sale poi sistemare in superficie le fettine di pane biscottato, spegnere e servire dopo 5 minuti. Il pane si sarà ammollato senza perdere consistenza.

Un filo di olio crudo e …la minestra “trovata” è pronta!!

Zuppa di pesce vista mare di Gianluca Nosari

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Ricetta dal format Vista Mare di Alice tv, con gli chef Gianluca e Cristiano Nosari.
Seguo Gianluca da tanti anni, le sue ricette con il pesce sono state le fondamenta della mia cucina marinara.
In questa ricetta ho fatto qualche personale, necessaria variazione.
Innanzitutto niente crostacei all’infuori di qualche cannocchia messa solo all’ultimo e dopo aver tolto la mia parte (sono allergica ai crostacei).
In secondo luogo (a richiesta) niente pesci con le lische: non avevo tempo di sfilettare e mi sono accontentata della coda di rospo o rana pescatrice che ha una sola lisca centrale molto più simile ad un osso.
Si toglie facilmente e serve, in mancanza di altri scarti, per fare il fumetto.
Ho fatto una zuppa molto veloce, con pochi pesci ma non per questo meno gustosa.
Nella zuppa ci piace tuffare i crostini di pane, ovviamente gluten free, tostati in padella o al forno, ragion per cui non la tengo mai troppo asciutta e il fumetto di pesce lo uso tutto.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE :
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI:

Per il fumetto di pesce:
Mezza patata
Una carota
Mezza cipolla
Una costa di sedano
Scarti del pesce a disposizione nella ricetta
Uno spicchio di aglio
Un litro di acqua

Per la zuppa:
Rana pescatrice o coda di rospo (la mia senza testa)
Seppie, calamari, totani
(Cannocchie: solo per i non allergici ai crostacei)
Cozze, vongole e fasolari
Olio extravergine di oliva
Aglio, peperoncino
Un bicchiere di vino bianco secco
Pomodori pelati
Sale

Per i crostini:
Tagliare a cubetti delle fette di pane senza glutine, ottimo il pancarrè

https://stellasenzaglutine.com/2013/07/19/facciamo-il-pancarre-senza-glutine-con-la-macchina-del-pane/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare e tagliare seppie, calamari e totani.

Pulire la coda di rospo, lavarla, privarla della lisca centrale e tagliare la polpa a pezzetti.

Preparare il fumetto di pesce con acqua, tutte le verdure e gli scarti del pesce a disposizione, in questo caso solo la lisca della coda di rospo e far bollire per 15/20 minuti.

In un tegame preparare il fondo di olio, aglio e peperoncino e scaldare per dare sapore all’olio.

Togliere aglio e peperoncino, aggiungere i pesci, rosolare a fuoco vivace e sfumare con il vino bianco.

Quando il vino è evaporato aggiungere i pelati e un mestolo di fumetto caldo.
Regolare di sale, abbassare la fiamma e proseguire la cottura.

Se la zuppa dovesse asciugare troppo, aggiungere del fumetto.

Per chi non ha problemi di allergia, lavare le cannocchie e metterle nella zuppa 5 minuti prima del termine della cottura.

Lavare i molluschi in acqua corrente, scolare e mettere in un tegame con un filo di olio e due spicchi di aglio.
Coprire e farli aprire a fuoco vivace.

A questo punto i molluschi andrebbero aggiunti e mescolati alla zuppa di pesce.
Io preferisco portarli in tavola separatamente ed ognuno aggiunge a piacere.

Accompagnare la zuppa con cubetti di pane tostato.

Crema di porri senza glutine con maltagliati al sesamo e pepe nero

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La ricetta è della maestra di cucina Cristina Lunardini e si può trovare, non “sglutinata”, sulla rivista “Alice cucina”.
Questa brava e simpatica chef che seguo spesso anche in tv, è romagnola, una garanzia di golosità dei suoi piatti.
I porri, grande fonte di vitamine e minerali, sono ancora di stagione e quindi approfittiamo di questa crema delicata, gustosa e salutare per il nostro organismo.
Particolari i maltagliati: il sesamo, che ho tostato affinché sprigioni meglio il suo sapore, si sente gradevolmente e ci sta bene pure il pepe, anche se non sono molto amante di questa spezia.
Nella ricetta Cristina suggerisce di usare il sesamo nero, che non ho trovato.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per i maltagliati:

200 g di farina Mix per pasta all’uovo*
2 uova grandi
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di semi di sesamo
Una macinata di pepe nero

*Mix per pasta fresca naturalmente senza glutine
https://stellasenzaglutine.com/2013/04/18/facciamo-le-tagliatelle-senza-glutine/

Per la crema di porri:

400 g di porri
2 patate
Uno scalogno
1 litro di brodo di carne (io di cappone)
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe nero

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per la crema di porri: in una padella dai bordi alti rosolare lo scalogno a fettine sottili con un filo di olio, aggiungere le patate sbucciate e tagliate a dadini e i porri a rondelle.

Coprire con il brodo e cuocere per un’ora a fuoco dolce.

Salare, pepare e passare la crema col passaverdure o col frullatore ad immersione.

Per i maltagliati: tostare i semi di sesamo e metterli con tutti gli altri ingredienti nella ciotola impastatrice fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo.
Se l’impasto dovesse risultare troppo asciutto aggiungere 1/2 uovo oppure poca acqua.

Coprire la pasta con una ciotola e far riposare per una mezz’ora.

Tirare sottilmente la sfoglia (ho usato il mattarello, si stende benissimo), ricavare i maltagliati e lessarli in acqua leggermente salata.

Distribuire la crema di porri calda nei piatti da portata, scolare i maltagliati e metterli al centro del piatto.

Una macinata di pepe nero e….pronto in tavola!!