Spätzle senza glutine con crema al Grana


Gradevolissimi in ogni stagione, gli spätzle occupano un posto privilegiato nella top ten dei miei primi piatti preferiti, in ogni versione e con ogni condimento!
A riprova di quello che dico, nel mio blog di versioni di “gnocchetti tirolesi” ce ne sono molte e tante altre, tempo permettendo, ne andrò a pubblicare: non mi mancano certo le idee, anche se questo caldo le ottenebra un po’ 😅!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per gli spätzle:
300 g di Preparato Pasta Fresca Pasta di Venezia
4 uova
280 g di acqua
Noce moscata
Sale (facoltativo)

Per il condimento:
500 g di latte
30 g di farina Schär Mix it
200 g di Grana grattugiato
Pepe nero

PROCEDIMENTO RICETTA:

Riunire in una ciotola la farina, le uova, una grattugiata di noce moscata e l’acqua; mescolare con una frusta per amalgamare gli ingredienti e ottenere un composto liscio e senza grumi.
Coprire e far riposare per una mezz’ora.

Nel frattempo preparare la crema al formaggio Grana.
Scaldare il latte direttamente nel tegame dove verranno conditi gli spätzle e, poco prima che raggiunga il bollore, versare la farina, una grattugiata di noce moscata e mescolare.
A fuoco basso, continuare a mescolare con una frusta per poco meno di un minuto.

Spegnere il fuoco, aggiungere il Grana grattugiato e mescolare con una frusta per sciogliere bene il formaggio, fino ad ottenere una crema liscia, senza grumi.

In una pentola portare a bollore l’acqua salata per cuocere gli spätzle e posizionare sulla stessa l’apposito attrezzo: lo spätzlehobel.

Mettere un po’ di pastella nel contenitore scorrevole dello spätzlehobel e farla scendere, spostandolo avanti e indietro, direttamente nell’acqua.
Si formano dei piccoli gnocchetti, pronti appena riaffiorano in superficie.

Scolare gli spätzle con una schiumarola e versarli direttamente nel tegame del condimento, scaldato con l’aggiunta di un giro di olio.

Mescolare, insaporire bene tutti gli gnocchetti con la crema al Grana, spadellare (solo chi è in grado di farlo 😉) e servire con una macinata di pepe nero.

Gli gnocchi di patate di Chloè Facchini, anche senza glutine


Due cose mi hanno incuriosito di questa ricetta: il metodo di cottura delle patate e quello degli gnocchi, passati dalla spianatoia alla padella!
Per verificare la praticità e attendibilità del metodo non mi resta che provare la ricetta di Chloé sia con il condimento da lei suggerito ma anche, perché no, con il più classico dei sughi per gli gnocchi, quello di pomodoro.
Per preparare il sugo di pomodoro generalmente uso una scatola di pelati ma quando i pomodori perini sono di stagione, li faccio cuocere con cipolla, aglio, un po’ di sale e, quando il sugo è abbastanza ristretto, lo passo con il frullatore ad immersione.
Semplice, veloce, pratico e pronto da usare per la pasta: messo in frigorifero ci aspetta per qualche giorno 😉!
Riccardo Facchini (avevo apprezzato moltissimo la sua presenza a “La Prova del Cuoco”, degna di nota la sua Pasta alla Carbonara con Carciofi), chef transgender, new entry Chloè nella trasmissione “È sempre mezzogiorno”, propone ricette eseguite con tecniche innovative come questi gnocchi, promossi a pieni voti!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per gli gnocchi
1 kg di patate pasta gialla
1 kg di sale grosso
4 l di acqua
80 g di Mix It Schär

Per il condimento di Chloé:
250 g di funghi champignon
125 ml di panna acida
2 rametti di timo (per me timo essiccato)
1 spicchio d’aglio
burro (per me olio extravergine d’oliva)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare accuratamente le patate sotto acqua fredda verificando che la buccia sia intatta e non presenti delle crepe.

In una pentola versare 4 litri di acqua fredda e un kg di sale grosso, immergervi le patate e far cuocere per 50 minuti: saranno cotte quando galleggiano e sono coperte da una crosticina di sale.

Sciacquare le patate sotto acqua tiepida per eliminare il sale, sbucciarle e schiacciarle in una ciotola con lo schiacciapatate.

Impastare rapidamente con la farina e formare gli gnocchi su una spianatoia.

In una casseruola portare a bollore dell’acqua leggermente acidulata e sbollentare i funghi precedentemente mondati e tagliati.

In una padella saltare i funghi con un giro di olio, timo secco e un pizzico di sale (per Chloé con una noce di burro e un mazzetto di timo fresco).

Unire gli gnocchi e rosolarli per qualche minuto girandoli delicatamente.
(Io ho saltato un passaggio: Chloé, prima di versare gli gnocchi nel condimento, li rosola in un tegame con una noce di burro).

Servire gli gnocchi su un piatto disponendo la panna acida sul fondo.

Per gli gnocchi al sugo: versare gli gnocchi dalla spianatoia direttamente nel sugo di pomodoro caldo e, mescolandoli delicatamente, insaporirli per bene per qualche minuto.

Servirli con una spolverata di formaggio grana.

In entrambi i casi direi che l’esperimento è riuscito alla grande 😉!
Grazie Chloé!

Tagliatella alla Giuseppe Verdi di Daniele Persegani, anche senza glutine


Un primo dal sapore patriottico e dal gusto impareggiabile come solo Daniele Persegani è solito dispensare con la sua impareggiabile simpatia e bravura.
Questa la mia versione gluten free.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:
Per la pasta all’uovo:
3 uova (206 g senza guscio)
250 g di Preparato Pasta Fresca Pasta di Venezia
10 g di olio extravergine d’oliva

Per il condimento:
500 g di funghi pioppini
150 g di gambetto di prosciutto crudo
Uno spicchio di aglio
Un mazzetto di prezzemolo
2-3 pomodori pelati in scatola
200 ml di panna
Parmigiano grattugiato
Noce moscata, sale e pepe
Olio extravergine d’oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare la pasta all’uovo: lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.
Avvolgerlo nella pellicola e lasciar riposare per una mezz’ora.

Tirare la sfoglia non troppo sottile e ritagliare le tagliatelle.

Sbollentare i funghi pioppini per 3-4 minuti in acqua bollente, scolarli e saltarli in padella con olio, aglio, sale e pepe.

In un pentolino portare a bollore la panna e, appena bolle, spegnere e aggiungere il formaggio grattugiato.
Mescolare fino ad ottenere una crema liscia.

In un’altra padella rosolare il prosciutto crudo a cubetti con un giro di olio.

Aggiungere i pomodori pelati tagliati a listarelle.

Lasciar insaporire qualche istante, unire i funghi e spolverare con il prezzemolo tritato.

Cuocere le tagliatelle per 3-4 minuti in acqua bollente salata, scolarle e saltarle in padella con il condimento.

Servire colando sopra la crema al parmigiano.

Facile con Gusto: Minestra pasqualina anche senza glutine


Con teneri e dolci piselli freschi ho preparato una invitante minestra pasqualina con uova di giornata (piuttosto grandi), grana, noce moscata e pepe nero, il tutto cotto in un delicatissimo brodo di cappone.
Ricetta dalla rivista “Facile con Gusto”.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

1 litro circa di brodo di cappone
100 g di piselli freschi
100 g di Mix It Schär
100 g di grana grattugiato
4 uova
Noce moscata
Sale e pepe

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola lavorare le uova con sale, pepe, noce moscata, farina e formaggio grattugiato.

Coprire e far riposare in frigorifero per una mezz’ora.

Passare il composto nello schiacciapatate e far scendere direttamente nel brodo bollente; abbassare la fiamma, aggiungere i piselli freschi e cuocere: con piselli piccoli e freschissimi bastano 6-7 minuti.

Servire la minestra con del formaggio grattugiato a parte.

“Spaghetti all’assassina” anche senza glutine

 


Oltre a passare piacevolissime serate con la serie televisiva “Le indagini di Lolita Lobosco” tratta dai romanzi della scrittrice Gabriella Genisi, ho conosciuto e ho imparato a cucinare, spero come vuole la tradizione, il piatto più famoso di Bari: gli “Spaghetti all’assassina “.
A Gabriella Genisi e all’avvenente vicequestore Luisa Ranieri, il merito di aver riportato alla ribalta questa perla della cucina barese, evocando il piatto nel contesto di uno dei suoi romanzi, al quale ha legato anche il nome: “Spaghetti all’assassina”.
Questo piatto è all’apparenza semplice, ma va curato, eseguito e seguito con pazienza e attenzione.
Della scrittrice l’invito a non tradire mai la ricetta originale, “altrimenti è come confondere Giotto con un madonnaro di Bitonto”, inoltre, per evitare l’accusa di alto tradimento, bisogna seguire alla lettera la regola: “perché “all’assassina” possono essere gli spaghetti, non gli spaghettoni! Non è solo un vezzo, quello del formato di pasta e chi disobbedisce rischia di dover rispondere di omicidio della tradizione”.
Gli “Spaghetti all’assassina” sono una religione a Bari, tanto da giustificare un’accademia dedicata e una contro-accademia, composte da esperti ed amanti di questo piatto che si impegnano a valorizzarlo attraverso incontri conviviali. Sono strenui difensori dell’utilizzo della padella di ferro nero, indispensabile per la perfetta esecuzione del piatto.
Io, una molto vecchia padella di ferro nero ce l’ho, ma è un po’ piccola. Per questa ricetta, dove gli spaghetti devono restare interi e distesi, ne ho usato una sempre di ferro ma più recente.
Per le dosi e la descrizione degli “Spaghetti all’assassina” sono ricorsa alla ricetta della “Cucina Italiana”, riportando anche le relative spiegazioni: io non avrei saputo rendere così comprensibile ogni passaggio.
Seguendo passo passo il procedimento e ogni suggerimento, ho ottenuto un apprezzatissimo, lusinghiero “assassinio” dei miei spaghetti senza glutine!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

320 g di spaghetti senza glutine Barilla
acqua (poco più di un litro)
400 g di passata di pomodoro
Concentrato di pomodoro
Aglio e peperoncino
Olio extravergine d’oliva
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare e portare a ebollizione un brodo fatto con acqua, 300 g di passata di pomodoro, abbondante concentrato di pomodoro e sale. (Il sugo “deve essere rosso vivo e saporito, ma sempre di brodo deve trattarsi” scrivono gli accademici).

Versare nella padella di ferro 100 ml di olio, tre spicchi di aglio e peperoncino a piacere.
Far colorire l’aglio a fiamma vivace poi versare 100 g di passata di pomodoro. (Schizzerà dappertutto, ma è così che deve essere).

Distribuire la passata su tutta la padella e lasciar leggermente consumare.

A questo punto mettere in padella, a crudo, gli spaghetti, distribuendoli in modo che la pasta sia a contatto con il condimento.
Ora non si deve aver fretta di rigirare la pasta, si deve aspettare che alcuni spaghetti comincino a “brunirsi”, caramellizzando.

Quando si attaccano sul fondo della padella, portare su quelli già bruniti.

Versare in padella un mestolo di brodo di pomodoro: il liquido sfrigolerà e comincerà a sobbollire.

Lasciar consumare senza toccare gli spaghetti e “ascoltare” l’avvio della cottura.

Quando si sente nuovamente “sfriggere” lasciare che il processo di “bruciacchiatura” continui.

Ripetere l’operazione di portare su gli spaghetti più bruciacchiati, aggiungendo altro brodo di pomodoro.

Il brodo di pomodoro va aggiunto solo dopo aver sentito di nuovo sfrigolare e poi si ripetere bagnando di nuovo la pasta.

Lo spaghetto da rigido che era inizierà a piegarsi, a cuocere: tutto questo in circa 10-11 minuti.

Alla fine la consistenza dello spaghetto risulterà più invitante, di consistenza molto diversa rispetto a quello lessato e solo quello bruciacchiato deve “crocchiare”.

Monica Bianchessi e Stefano Fagioli: gnocchi di patate con radicchio di Treviso, anche senza glutine


Sfogliando le ricette di Monica Bianchessi e Stefano Fagioli nella Collana Diari di Alice “365 una ricetta al giorno”, più precisamente il Diario del 2008, alla pagina 6 del mese di Febbraio ho trovato questa interessante ricetta che vede protagonista il radicchio.
In casa, fin che è stagione, ho sempre una buona scorta di radicchio di Treviso, che mi viene recapitato direttamente dalla zona di produzione quasi appena dopo essere stato raccolto.
È talmente croccante e fresco che è un vero peccato cuocerlo, ma per questa ricetta vale la pena!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

1 kg di patate
Radicchio di Treviso (2-3 cespi)
300 g di Mix-it Schär
Un rametto di rosmarino
Grana grattugiato
Uno spicchio di aglio
Un pizzico di noce moscata
200 g di guanciale**
Scalogno
Olio extravergine d’oliva
Sale

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere le patate con la buccia in una casseruola, coprirle con acqua fredda e portarle a cottura.

Lavare il radicchio, tritarne finemente una metà assieme agli aghi di rosmarino e far saltare il tutto con un filo di olio, regolando di sale.

Una volta cotte, pelare le patate, schiacciarle, unire la farina, il radicchio stufato e scolato da eventuale acqua, il grana e una grattugiata di noce moscata.

Impastare, tagliare l’impasto a pezzi, ricavare dei filoncini e da questi gli gnocchi.

Passarli sui rebbi di una forchetta e tuffarli in acqua bollente salata.

Intanto far appassire lo scalogno con un giro di olio, il guanciale a filetti e lo spicchio di aglio schiacciato.

Unire il resto del radicchio tagliato, lasciar stufare e aggiungere gli gnocchi cotti e scolati.

Far insaporire e servire con una spolverata di grana.

La zuppa di Fagioli Stregoni dello chef Massimo Martina con Pane Nero Massimo Zero, senza glutine


Ho conosciuto lo Chef Massimo Martina qualche anno fa, durante la registrazione di una delle sue coinvolgenti ricette.
Salentino d’origine e piemontese d’adozione, Chef e Patron del ristorante “Il Fiorile” in Val Borbera, conosciuto e apprezzato in diversi eventi gastronomici in paesi europei, negli USA e nel sud est asiatico, Massimo Martina ha una seconda passione, il Trail Running, la corsa in montagna e partecipa a maratone con la stessa passione e divertimento che dedica alla cucina.
Nelle sue ricette esalta l’eccellenza delle materie prime con abile semplicità, come in questa zuppa di fagioli stregoni, ricca di gusto e di sapore.
Conosciuti fin dai tempi degli antichi romani, sottovalutati perché considerati cibo dei poveri, i fagioli stregoni, ricchi di vitamine e di sali minerali, sono coltivati in Piemonte e soddisfano palati esigenti, meritando un posto d’onore nella cucina.
Nella medicina popolare il fagiolo viene utilizzato nelle tisane come coadiuvante per ridurre l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi per la sua alta valenza diuretica e ipoglicemizzante e il fagiolo stregone è il più adatto allo scopo.
Ma questa è tutta un’altra ……. minestra! Noi qui ci dedichiamo alla preparazione della zuppa di fagioli stregoni come insegna lo Chef Massimo Martina e a sfornare, a modo mio, un ottimo Pane Nero con il Preparato di Massimo Zero, pregustando il risultato finale!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per la zuppa:
150 g di fagioli stregoni piemontesi
Un porro
150 g di patate
Una radice fresca di topinambur
Un finocchio
Una carota
Una cipolla
Sale e pepe
Olio extravergine d’oliva
Brodo vegetale senza sale preparato con cipolla, sedano e carota

Per il Pane Nero:
450 g di Preparato per Pane Nero Massimo Zero
380 g di acqua
8 g di lievito di birra fresco
5 g di sale
20 g di olio extravergine d’oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il Pane Nero:

In una ciotola emulsionare acqua, olio e lievito.

Aggiungere la farina, mescolare e per ultimo aggiungere il sale.

Lavorare a lungo tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Rivestire uno stampo di carta forno (basta ricoprire solo il lato lungo), versarvi l’impasto e mettere a lievitare nel forno con la lucina accesa (o in un posto caldo) fino al raddoppio (circa 2 ore).

Cuocere in forno caldo a 200 gradi per 30 minuti.

Sfornare, sformare (con l’aiuto della carta forno è molto semplice) e mettere il pane a raffreddare su una griglia.

Preparare la zuppa di fagioli stregoni:

La sera precedente mettere in ammollo in molta acqua i fagioli stregoni.

Preparare il brodo vegetale con acqua, sedano, carota e cipolla, senza sale.

In una pentola soffriggere con un giro di olio la cipolla tritata, aggiungere i fagioli stregoni ammollati e scolati e un mestolo di brodo vegetale.
Coprire e cuocere per circa un’ora. Poco prima di spegnere aggiungere il sale.

Mettere un giro di olio in una casseruola e rosolare, a fuoco vivace, la carota, il cuore del finocchio, il porro, il topinambur e la patata, tutto a pezzetti.
Allungare con 2 mestoli di brodo vegetale e cuocere per circa un’ora.

Passare con il frullatore ad immersione una parte di fagioli stregoni, aggiungere le verdure cotte (carota, finocchio, porro, topinambur e patata) alla crema di fagioli e frullare ancora.

Unire questo passato ai fagioli rimasti in pentola e aggiustare di sale.

Tagliare a cubetti qualche fetta di Pane Nero e tostarlo in padella a fuoco vivace.

Portare in tavola la zuppa di fagioli stregoni accompagnata da cubetti di Pane Nero tostati

Ravioli senza glutine con fichi, ricotta e grana, con salsa di scalogni alla salvia


Solo piatti dolci con i fichi? Assolutamente no, anche un primo piatto molto invitante con i frutti di fine estate del fico, piccoli e dolcissimi.
Per condire questi ravioli una salsa di scalogni alla salvia, dal gusto delicato ma intenso e molto profumato, che si accompagna benissimo al piatto.
La ricetta, in versione glutinosa, si trova nella rivista “Cucina Naturale”; la salsa di scalogni alla salvia è entrata a far parte dei miei condimenti preferiti.
L’impasto per fare questi tortelli è perfetto: la sfoglia si stende senza aver bisogno di usare altra farina, ideale per preparare tagliolini, tagliatelle e pappardelle.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per la pasta:
400 g di farina Mix Pasta fresca Revolution
6 uova (circa g 310)
10 g di olio
50 g di acqua

Per il ripieno:
400 g di ricotta mista
100 g di grana grattugiato
400 g circa di fichi
Pepe nero

Per il condimento:
3-4 bulbi di scalogno
4-5 foglie di salvia
Olio extravergine d’oliva
Grana grattugiato

PROCEDIMENTO RICETTA:

Riunire in una ciotola la ricotta, il grana, una macinata di pepe nero e i fichi lavati, tamponati con carta assorbente e tagliati a pezzetti.
Mescolare, amalgamare bene gli ingredienti, coprire e tenere da parte.

Preparare la pasta lavorando gli ingredienti fino a formare un composto omogeneo.
Avvolgere il panetto nella pellicola e mettere da parte.

In una ciotola mettere gli scalogni affettati sottilmente, le foglie di salvia, una macinata di pepe nero, mezzo bicchiere di olio extravergine, mescolare e lasciar marinare.

Stendere la pasta abbastanza sottile (con la sfogliatrice del Kenwood fino alla tacca 6) e ricavare dei tondi di circa 7-8 cm di diametro; mettere nel centro un cucchiaio di ripieno, spennellare il contorno con poca acqua (solo se necessario) e ricoprire con un altro tondo di pasta.
Con i rebbi di una forchetta sigillare i bordi.

Mettere gli scalogni marinati in un tegame e rosolarli 15-20 minuti a fiamma bassa; togliere dal fuoco e ridurli a salsa con il frullatore ad immersione.

Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata e, appena salgono a galla, con l’aiuto di una schiumarola, scolarli e versarli direttamente nella salsa messa a scaldare nel wok.

Rigirare (o saltare, solo per i più esperti) i ravioli in modo che siano tutti ben conditi e servirli con una buona spolverata di grana.

“Linea Verde” e gli spaghetti con briciole di pane, acciughe e menta, anche senza glutine


L’idea di preparare questo appetitoso primo piatto mi è stata suggerita dalla trasmissione televisiva “Linea Verde”, lo storico programma di Rai 1.
Era un sabato e, mentre preparavo il pranzo, seguivo guardando saltuariamente la tv, ma senza perdere una parola: era il 25 aprile 2020, in pieno lockdown 😷😞!
La ricetta mi è piaciuta: è semplice ma molto invitante ed esistono diverse varianti.
Io ho seguito quella del programma televisivo: mi sono appuntata i passaggi essenziali e qualche giorno dopo l’ho preparata.
Non avevo spaghetti senza glutine e poichè era sconsigliato uscire senza valido motivo, ho pensato di farli in casa, senza uova e con farine naturali.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:
Per gli spaghetti:
100 g di farina di riso** + poca per la spianatoia
250 g di amido di mais**
250 g di fecola**
10 g di xantano
350 g di acqua
15 g di olio
Farina di mais finissima**

Per il condimento:
Filetti di acciughe sott’olio
Un limone non trattato
100 g di briciole di pane (o pane grattugiato) senza glutine
Qualche foglia di menta
Olio extravergine d’oliva
Sale

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Riunire nella ciotola impastatrice tutti gli ingredienti per preparare la pasta fresca e lavorare con il gancio fino ad ottenere un impasto omogeneo.
(Questo passaggio si può fare benissimo a mano, è molto rilassante e lo faccio spesso anch’io).

Trasferirlo sulla spianatoia infarinata, fare qualche giro a mano, dare la forma di un panetto, avvolgerlo nella pellicola e mettere a riposare per una mezz’ora.

Nel frattempo preparare il condimento:
Mettere un tegame sul fuoco con qualche cucchiaio di olio e le foglie di menta spezzettate; aggiungere i filetti di acciughe, mescolare per farli sciogliere poi aggiungere il succo del limone.
Spegnere e tenere da parte.

In un altro tegame tostare e dorare le briciole di pane con un giro di olio.

Riprendere la pasta e con l’accessorio del robot e l’apposita trafila ricavare gli spaghetti; cospargerli di farina di mais per tenerli separati.

Mettere sul fuoco una pentola con molta acqua leggermente salata e quando arriva a bollore calarvi gli spaghetti.

Appena salgono a galla scolarli, versarli nel tegame delle acciughe e aggiungere la buccia del limone grattugiata.

Mescolare gli spaghetti, farli insaporire per bene ed infine cospargerli con le briciole di pane.

One Pot con Mafalde senza glutine Massimo Zero, datterini di Pachino e basilico


Pensate di dover preparare un piatto di pasta mentre il vento gonfia le vele e la barca scivola silenziosamente sull’acqua…. che visione rilassante!
Ma come fare per non sprecare tempo in cabina, usare troppe pentole e non consumare troppo acqua per cucinare il nostro irrinunciabile primo?
Ci viene in aiuto un espediente in uso soprattutto nelle traversate in barca: “One Pot”, tutto in pentola, un modo semplice, veloce ed economico per preparare, in questo caso, un buon piatto di pasta: economia di acqua, di energia e di pentole, da prendere in considerazione anche se invece di navigare siamo con i piedi ancorati (😉) alla nostra cucina: si dimezzano i tempi di cottura, si risparmia sulla bolletta del gas (o della luce), si ottengono sapori molto più intensi e una pasta corposa.
La tecnica di cottura One Pot significa letteralmente “una pentola” e consiste nel mettere tutti gli ingredienti in un’unica ampia pentola, di cuocerli insieme e si ottiene un piatto legato, dal gusto spiccato e, nel caso della pasta, con una consistenza cremosa senza bisogno di mantecatura.
Con questi accorgimenti si è sicuri del risultato:
– l’acqua aggiunta agli ingredienti dovrà essere a temperatura ambiente;
– nel corso nella cottura, se dovesse asciugare troppo, si può aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda;
– indicativamente, per 350 g di pasta, si dovrà aggiungere 240 g di acqua. La dose dell’acqua è da regolare a seconda del condimento, perché in caso di un sugo di verdure ne servirà un po’ meno;
– la pentola per la cottura one pot dovrà essere dotata di un coperchio ed essere abbastanza grande da accogliere comodamente tutti gli ingredienti, avere un buon fondo e antiaderente oppure di ghisa, come la mia cocotte di cm 20×10.
Si può preparare con qualsiasi condimento; io ne ho scelto uno semplice come suggerito nella ricetta che si trova sul sito “Le Creuset”, con qualche modifica alle dosi, soprattutto dell’acqua, per ottenere un risultato perfetto.
Per realizzare questa ricetta ho usato le “Mafalde Corte” di Massimo Zero, ottima pasta senza glutine, ma il risultato è identico usando altro formato con le stesse dosi (eventualmente in proporzione) come ad esempio con le “Penne Rigate” o le “Mezze Penne”: già provato!
Devo ammettere che questa tecnica….mi piace 😉!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

360 g di Mafalde Corte
240 g di acqua
500 g di pomodorini datterini di Pachino
2 cucchiai di passata di pomodorini datterini
1 scalogno
Basilico
Grana grattugiato
Olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE RICETTA:

Versare nella cocotte qualche cucchiaio di olio e rosolare per qualche minuto a fuoco vivo lo scalogno tagliato a rondelle, i datterini tagliati a metà e la passata di pomodorini.

Aggiungere la pasta, mescolare bene poi versare l’acqua (a temperatura ambiente) e mescolare nuovamente.

Portare a bollore, coprire con il coperchio e cuocere per il tempo indicato sulla confezione della pasta (9 minuti) a partire da quando inizia a bollire.

A cottura ultimata aggiungere un giro di olio, il basilico spezzettato e qualche cucchiaio di formaggio grana grattugiato.

Mescolare e servire.