Rotolo di torta salata senza glutine con friarielli, mozzarelline, alici e pomodorini


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Una torta salata in veste diversa, dall’aspetto sfizioso, gradita al palato, ricca di colore e sapore: un antipasto invitante o un piatto unico, a scelta.
L’ho vista navigando in rete e ho pensato che la sua forma a spirale avrebbe fatto una magnifica figura in tavola; il ripieno invece….è frutto della mia fantasia!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

2 confezioni di pasta sfoglia senza glutine Buitoni
Mozzarelline
Pomodorini di Pachino
Friarielli
Aglio
Alici sott’olio
Basilico
Semi di papavero e di sesamo
1 tuorlo
Olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Pulire e lavare i friarielli, metterli in padella con qualche cucchiaio di olio, uno spicchio di aglio e un peperoncino.

Salare, coprire e cuocere a fuoco moderato per circa 15 minuti.

Poco prima di terminare la cottura, togliere il coperchio e alzare il fuoco per asciugarli il più possibile.

Dividere i rotoli di pasta sfoglia in 4 parti e distribuire su ogni una dapprima i friarielli, poi pomodorini e mozzarelline divisi in due e per ultimo i filetti di alici.

Spennellare i contorni delle sfoglie con un tuorlo sbattuto.

Chiudere le sfoglie sigillando i bordi e formando dei rotolini.

Su un foglio di carta forno comporre la torta, arrotolando su se stessi i rotolini, partendo dal centro e procedendo a spirale.

Spennellare la torta salata con il rimanente tuorlo sbattuto (se non bastasse allungarlo con un po’ di albume).

Distribuire sulla superficie della torta un po’ di semi di sesamo e di papavero.

Cuocere a 180 gradi per circa 40 minuti e portare in tavola: solo dopo aver stupito i commensali tagliare e mostrare l’interno goloso della torta!

Colomba senza glutine con cioccolato, amaretti e confettura di amarene


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Quest’anno festeggiamo la Pasqua con una colomba senza glutine molto golosa, con cioccolato, amaretti e confettura di amarene.
Dalla rivista “Alice Cucina” con piccole ma importanti variazioni alla ricetta: nell’impasto più acqua e meno zucchero e tempi di lievitazione un po’ diversi, ma vediamo come procedere.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di farina Dolci Lievitati Molino Dallagiovanna + poca per spolverizzare
250 g di acqua
100 g di zucchero di canna
2 uova e 2 tuorli
La scorza grattugiata di una arancia non trattata
4 g di sale
100 g di burro
16 g di lievito di birra fresco
50 g di gocce di cioccolato fondente**
10 amaretti bio B&O Italy Biologic and Organic Italian Food (senza glutine)
Confettura di amarene**
Pasta con estratto di vaniglia in bacca**

Per la glassa:
10 g di fecola di patate**
40 g di farina di mandorle**
70 g di zucchero di canna
1 albume
5-6 amaretti bio B&O Italy (senza glutine)
Mandorle pelate
Zucchero a velo**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Nella ciotola della planetaria stemperare il lievito di birra nell’acqua a temperatura ambiente, aggiungere lo zucchero e mescolare.

Versare la farina e iniziare ad impastare con la foglia alla prima velocità.
Unire le uova, i tuorli e continuare a lavorare.

Aggiungere poi la scorza grattugiata dell’arancia, 3 cucchiaini di estratto di vaniglia e il burro in fiocchi.
Salare e lavorare per 10 minuti fino ad ottenere un impasto elastico.

Per ultimo aggiungere le gocce di cioccolato fredde di freezer e gli amaretti, sbriciolati grossolanamente.

Trasferire l’impasto su un piano da lavoro leggermente infarinato e farlo riposare per 15 minuti.

Lavorare l’impasto ripiegandolo su se stesso poi trasferirlo nella ciotola della planetaria.
Coprire con un foglio di pellicola e mettere a lievitare nel forno con la lucina accesa fino al raddoppio del volume iniziale (circa 4 ore).

Trascorso questo tempo, riprendere l’impasto e trasferirlo su un piano da lavoro leggermente infarinato.
Prelevarne 1/3 e allargarlo con i polpastrelli, fino ad ottenere un rettangolo.

Distribuire al centro un po’ di confettura e avvolgere l’impasto su se stesso.

Trasferire il rotolo all’interno dello stampo (da 1 kg) curvandolo nello spazio riservato alle ali.

Allargare l’impasto restante, farcire con la confettura, arrotolare e sistemare nello stampo.
Coprire con un foglio di pellicola e far lievitare nel forno con la lucina accesa finché l’impasto non avrà quasi raggiunto il bordo (circa 2,5 ore).

Nel frattempo preparare la glassa:
Versare in una ciotola l’albume, unire la fecola, lo zucchero e la farina di mandorle e amalgamare fino ad ottenere un composto colloso.

Trasferire la glassa in un sac à poche e distribuire sulla superficie della colomba lievitata.

Livellare con una spatola (delicatamente), cospargere con gli amaretti sbriciolati e le mandorle.

Spolverizzare con lo zucchero a velo e cuocere in forno statico, sul livello più basso, a 170 gradi per 50 minuti.

Sfornare e lasciar raffreddare.

La colomba, ben coperta con pellicola, si conserva buona e morbida per qualche giorno.

Canederli in brodo senza glutine al prezzemolo


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Canederli in brodo per Pasqua?
Perché no, è un primo facile, veloce, che piace a tutti e che si può preparare in anticipo: non toglie tempo a baci, abbracci e auguri.
È anche un piatto vegetariano e nel caso avessimo ospiti che seguono questo stile di vita, basta preparare un buon brodo con timo, prezzemolo, alloro, bacche di ginepro, grani di pepe e tante verdure (cipolla, sedano, carota….) ricordando di non togliere la buccia alla cipolla bionda per avere più colore e profumo.
Lasciar sobbollire per almeno un’ora, salare, filtrare ed avremo accontentato anche i nostri ospiti vegetariani.
I miei canederli invece li ho tuffati in un delicato brodo di cappone: dalle mie parti è sempre stato presente nei banchetti rinascimentali, re delle tradizioni più antiche, oggetto di ricette e sinonimo di festa.
Non è un caso se preferisco il brodo di cappone per i miei canederli: sono da sempre stata contagiata dai gusti del grande Pellegrino Artusi:

” Questa minestra (scrive il maestro della cucina italiana riferendosi ai cappelletti) per rendersi più grata al gusto richiede il brodo di cappone; di quel rimminchionito animale che per sua bontà si offre nella solennità di Natale in olocausto agli uomini”

…e anche se i canederli si possono ritenere “parenti poveri” dei cappelletti (per noi mantovani agnolini), il brodo di cappone li nobilita (ammesso che ce ne sia bisogno) e li trasforma in un primo piatto delle feste!

Ps: per sgrassare il brodo di cappone, tenerlo in frigorifero, dopo averlo filtrato, per qualche ora poi, con un mestolo forato, togliere lo strato di grasso che si è formato in superficie.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di pane senza glutine grattugiato
200 g di prezzemolo
Uno spicchio di aglio
150 g di grana grattugiato
1 uovo e 1 tuorlo
2 cucchiai di farina Miscela Pasta Fresca Le Farine dei Nostri Sacchi
Brodo q.b.

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola riunire il pane grattugiato, il grana, il prezzemolo tritato, lo spicchio di aglio spremuto (lo preferisco, si ripropone meno di quello tritato), l’uovo intero, il tuorlo e due cucchiai di farina.

Mescolare e bagnare con il brodo caldo in quantità sufficiente ad ottenere un impasto non troppo morbido (circa 150 g, ma dipende da quanto assorbe il pane usato).
Se necessario regolare di sale.

Amalgamare bene tutti gli ingredienti e mettere a riposare per una mezz’ora.
Con le mani inumidite formare i canederli, non troppo grossi ma nemmeno troppo piccoli, all’incirca delle dimensioni di un mandarancio.

A questo punto si possono fare i canederli e conservarli in frigorifero, coperti con un canovaccio oppure cuocere nel brodo bollente per 5-6 minuti poi servire.

I Quaresimali, biscotti delle monache, anche senza glutine


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Dal libro “Dolci Peccati, 88 ricette raccolte da Suor Anastasia”:

“Per comprendere alcune tra le ricette più golose della cucina europea, dobbiamo fare un passo indietro nella storia, tra le mura di conventi e monasteri dove mani gentili e premurose si presero il tempo e l’impegno di creare meraviglie.
…. per chi, magari senza una forte vocazione e in età giovanissima era stato rinchiuso tra le mura di un convento, magari di clausura, dedicarsi alla preparazione di dolci poteva essere un “passatempo” davvero prezioso.
L’utilizzo di erbe aromatiche, spezie, frutta secca, miele e, in tempi più recenti, zucchero, rendevano i dolci delle monache preziosi, una vera risorsa che dava potenza all’ordine del monastero, garantendo ricchezza e protezioni importanti.
Tale ricchezza, sotto forma di pasticcini, torte, liquori, marmellate uscivano dal convento attraverso una ruota (sistema per far uscire i preparati e far entrare le offerte) come omaggi a prelati, vescovi, papi, principi e nobili al fine di ingraziarsi la loro protezione.
Alcune volte le ricette di tali delizie uscivano insieme alle novizie che non proseguivano il loro percorso di voto.

“I Quaresimali sono biscotti che venivano preparati dalle monache dei conventi tra Prato e Firenze ed erano destinati in particolare ai chierici e alle famiglie nobili.
Derivano il loro nome dal fatto che non contengono grassi animali e quindi possono essere consumati anche in periodo di Quaresima.
La forma delle lettere dell’alfabeto voleva significare l’attenzione alla parola divina.
Sono di Santa Teresa D’Avila queste parole: “Dio si trova anche tra le pentole”.

Questa è la prima di alcune ricette proposte nella raccolta di Suor Anastasia che mi sono ripromessa di “sglutinare ” e poiché siamo in periodo quaresimale, niente potrebbe essere più appropriato di questi biscotti!
Per rendere i Quaresimali adatti ai celiaci, oltre alla farina senza glutine, un albume in più per ammorbidire l’impasto.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

150 g di farina Mix per Dolci Nutrifree
200 g di zucchero a velo **
30 g di cacao amaro**
3 albumi
Una arancia non trattata

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola setacciare zucchero, farina e cacao, mescolando bene.

Montare a neve i 3 albumi (anche i tuorli erano considerati grassi, quindi evitati in Quaresima) e incorporarli al mix nella ciotola.

Aggiungere la scorza grattugiata dell’arancia e mescolare.

Mettere il composto in un sac à poche e disegnare su un foglio di carta da forno delle lettere dell’alfabeto in stampatello.

Cuocere in forno preriscaldato a 150 gradi per circa 15 minuti e servire dopo averli fatti raffreddare.

Il vero pane sano, senza farina, senza glutine e senza lievito……. O verdadeiro pão saudável….


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O verdadeiro pão saudável, totalmente sem farinha, sem glúten e muito fácil de fazer!
Così viene presentato questo pane senza farina, senza glutine (ma anche senza lievito), in un sito brasiliano.
La ricetta ovviamente è in portoghese, ma questo ormai non è più un problema: anche se non si conosce la lingua, con il traduttore è presto fatto!
Non inganni il colore e la compattezza del pane: a modo suo è anche leggero, non “gnucco” e soprattutto si mangia volentieri, anche da solo.
Approfitto non solo della ricetta ma anche della presentazione che viene data di questo pane nel sito brasiliano riguardante la salute.
Spero si perdoni la mia “appropriazione”, ma per il benessere dell’umanità ….il fine giustifica il mezzo!

“”Tutti sanno che il pane è il cibo più popolare nel mondo.
E non solo oggi, basti guardare alcuni passaggi biblici per rendersi conto che il pane era l’alimento principale della tavola.
Il successo del pane è così grande che molte famiglie non passano giorno senza andare al forno.
Oltre ad essere gustoso, il pane non è un cibo costoso.
Tuttavia, purtroppo, il pane di oggi non è molto sano.
Oltre al glutine (ora in grandi quantità a causa delle manipolazioni genetiche subite dal frumento), nei pani industriali ci sono molti additivi chimici.
Quindi l’ideale è preparare il pane in casa.
In questo post condivideremo la ricetta di un “supersaudável” pane fatto in casa, totalmente privo di farina, vale a dire pari a zero glutine.
È anche ricco di vitamine, sali minerali, fibre e proteine, è perfetto per coloro che vogliono perdere peso o avere un “menu più in forma”.
Inoltre, è facile da preparare””

Bene, allora vediamo come si prepara questo pane “supersalutare”.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

4 albumi (140 g)
90 g di semi di sesamo**
90 g di semi di girasole**
90 g di noci
90 g di semi di zucca**
90 g di semi di lino**
Mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
100 ml di acqua
1 pizzico di sale

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tritare le noci e finemente anche tutti i semi, riducendoli il più possibile simili a farina.

Montare gli albumi con il sale, aggiungere l’acqua, il bicarbonato di sodio e incorporare alla farina di semi e alle noci.
Mescolare con cura.

Versare il composto in uno stampo in silicone (oppure rivestire uno stampo con carta forno bagnata e strizzata) e cuocere in forno caldo a 180 gradi per 45-50 minuti.

Togliere dal forno, sformare e affettare appena si sarà raffreddato.

La Sabbiosa, torta mantovana senza glutine e la crema di kefir al cappuccino


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La torta Sabbiosa è priva di glutine per l’uso esclusivo di fecola di patate: sembrerebbe una torta creata apposta per i celiaci e…… mantovana, senza glutine….ma che ci crediate o no, questa è la prima volta che la preparo!
Non è una torta light, ma ogni tanto ci si può permettere un dolce tuffo nel passato: il piacere è tutto un ricordo!
La torta Sabbiosa è un dolce della memoria, la torta delle nostre nonne, quella che si preparava in ogni occasione perché facile da realizzare, gradita a tutti e con gli ingredienti sempre a portata di mano.
La Sabbiosa, soffice specialità della tradizione mantovana, è un tipico dolce da credenza, che si mantiene bene e a lungo (se ne ha la possibilità!) a temperatura ambiente, nella credenza appunto, senza perdere la sua bontà e morbidezza.
La leggenda dice che per la perfetta riuscita della Sabbiosa, si devono rispettare un paio di regole: moltiplicare per tre tutti gli ingredienti e mescolare l’impasto sempre nello stesso verso.
Sfatiamo questa leggenda con un ingrediente che sfugge, seppur di poco, alla regola del tre: il burro.
Sono andata comunque sul sicuro perché la ricetta arriva da una amica che ha più volte preparato con successo questa torta.
Per quanto riguarda la seconda regola….non mi sono sentita di trasgredire e ho mescolato diligentemente l’impasto nello stesso “senso di marcia”.
Questa torta non prevede l’utilizzo di lievito: la lunga lavorazione degli ingredienti non lo rende necessario, ma se non si vuole rischiare…una dose minima di lievito tranquillizza.
Un risveglio mattutino con il sorriso? Una bella fetta di Sabbiosa e una tazza di crema di kefir al cappuccino: la giornata non potrebbe iniziare meglio!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI:

300 g di fecola** + poca per infarinare lo stampo
300 g di zucchero
3 uova
250 g di burro + un poco per imburrare lo stampo
Un limone biologico
8 g di lievito per dolci**
Zucchero a velo**

Per la crema di kefir al cappuccino:

400 g di kefir (compreso il siero)
350 g di latte
50 g di amido di mais**
80 g di zucchero integrale di canna
2 cucchiaini di estratto di vaniglia in bacca
2 bustine di cappuccino preparato in polvere**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Con la planetaria lavorare il burro morbido (tenuto a temperatura ambiente) e lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso.

Incorporare le uova, una alla volta e lavorare fino a raggiungere una massa ben montata.

Setacciare la fecola con il lievito e incorporare delicatamente, con una spatola, al composto spumoso, assieme alla buccia grattugiata del limone.

Versare uniformemente in uno stampo a cerniera di 24 cm, imburrato e infarinato con un mix di fecola e zucchero a velo.

Cuocere in forno caldo, statico a 170 gradi per 45-50 minuti.

Far raffreddare la torta prima di sformarla e cospargere di zucchero a velo.

Per la crema al kefir:

Stemperare l’amido di mais con un po’ di latte.

Versare tutti gli ingredienti in un tegame e mettere sul fuoco.

Mescolare con una frusta e far addensare.

Togliere la crema dal fuoco, aggiungere due bustine di cappuccino e mescolare con cura.

Versare la crema in una ciotola, coprire con la pellicola a contatto con la superficie e far raffreddare.

Nastri Riso e Ortica senza glutine alla carbonara vegetale

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Questo primo piatto ci proietta piacevolmente nella primavera appena iniziata con una tavolozza di colori decisi e vivaci.
Una gustosa carbonara in versione vegetariana preparata con verdure che avvolgono di profumi e sapori una pasta speciale, preparata esclusivamente con farina di riso integrale, farina di ortica e acqua: i Nastri Riso e Ortica dell’azienda B&O, Biologic and Organic Italian Food.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

350 g di Nastri bio Riso e Ortica B&O Italy, senza glutine
2 zucchine
1 cipolla
1 peperone rosso
1 peperone giallo
Foglie di cavolo riccio rosso
Foglie di cavolo nero
Foglie di cavolo cappuccio a cuore
Noce moscata
2 uova
Olio extravergine di oliva
Grana grattugiato

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mondare, lavare e asciugare le verdure.

Affettare la cipolla, le foglie dei cavoli e tagliare a pezzetti le zucchine e i peperoni.

Saltare le verdure in un tegame con qualche cucchiaio di olio, cominciando dalla cipolla e unendo via via peperoni, cavoli e zucchine.

Dopo aver salato le verdure, stufarle a fuoco moderato e tegame coperto per poco meno di 10 minuti: devono restare piuttosto croccanti.

Nel frattempo cuocere per due minuti i Nastri di Riso e Ortica in abbondante acqua leggermente salata, scolarli e versarli nel tegame con le verdure.

Aggiungere un filo di olio, le uova sbattute con una grattugiata di noce moscata, mescolare e insaporire il tutto brevemente.

Coprire e lasciar riposare per un minuto.

Portare in tavola servendo a parte il grana grattugiato.

Zeppole al forno ai tre cioccolati di Daniele Persegani, ma senza glutine e senza burro

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La ricetta di queste zeppole è del simpatico, geniale e creativo chef Daniele Persegani.
Le ho sglutinate usando farine e amidi senza glutine e poiché non sono fritte ma cotte al forno, ho cercato di mantenere una certa…..leggerezza sostituendo nell’impasto il burro cn un olio extravergine dal gusto delicato.
Un po’ meno zucchero nella crema pasticciera e la ricetta di Daniele Persegani, adattata ai miei gusti e idonea ai celiaci, è pronta!

Dalla rivista “Alice Cucina ”

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

250 g di acqua
70 g di olio extravergine delicato
140 g di farina Pane e Pizza Piaceri Mediterranei
4 uova

Per la crema pasticciera:
1 litro di latte
8 tuorli
180-200 g di zucchero di canna bianco
50 g di amido di riso**
70 g di amido di mais**
1 bacca di vaniglia

Inoltre:
130 g di cioccolato fondente**
130 g di cioccolato bianco**
130 g di cioccolato gianduia**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Portare a bollore l’acqua in un pentolino.

Versare a pioggia la farina e mescolare energicamente finché il composto non inizierà a staccarsi dalle pareti del pentolino.

Versare in una ciotola e lasciar intiepidire.

Incorporare le uova, aggiungendone una alla volta.

Raccogliere il composto in un sac à poche munito di bocchetta a stella e formare delle ciambelline di 8 cm di diametro su una teglia foderata di carta forno.
Se la bocchetta è piccola, passare due, tre volte sulla circonferenza della ciambellina per darle un certo spessore.

Infornare a 190 gradi e cuocere per 25 minuti.

Preparare la crema:
Scaldare il latte con i semi della bacca di vaniglia.

Lavorare i tuorli con lo zucchero e quando sono ben gonfi aggiungere gli amidi.

Versare a filo il latte caldo, mettere sul fuoco e far cuocere fino ad addensamento.

Dividere la crema calda in 3 parti uguali e aggiungere a ciascuna un cioccolato diverso, spezzettato.

Mescolare e lasciar raffreddare.

Trascorso il tempo di cottura delle zeppole, sfornarle e farle raffreddare.

Tagliarle a metà e farcirle con 3 spuntoni di creme diverse.

Le frittelle della Lella, quelle del Luna Park, ma senza glutine

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Sei di Mantova se…..per Sant’Anselmo, il 18 marzo (o nei giorni vicini), vai “sul Te”, fai qualche giro in giostra (ma anche no) e ti concedi una golosa, calda, zuccherosa trasgressione: la frittella, possibilmente quella che prepara la Lella.
Nel periodo che precede e segue il 18 marzo, Sant’Anselmo, patrono di Mantova, nel piazzale adiacente a Palazzo Te e allo Stadio approda il Luna Park con giostre per tutti, dai più grandi ai più piccini.
Numerose le bancarelle con specialità della tradizione gastronomica non solo locale e quelle dei dolciumi in cui si assiste alla preparazione di zucchero filato, di croccanti e anche di tiramolla, una “caramella” particolare spesso sconosciuta ai più giovani e della quale, fortunatamente, non si è persa la tradizione.
Si tratta di dolci pezzetti color marron scuro arrotolati, profumatissimi, con un vago sentore di liquirizia, a base di zucchero e miele.
Devono il loro nome al movimento che si fa per raffreddare e indurire l’impasto (tira e molla) e la loro ricetta, molto antica, rimane segreta, a conoscenza solo di poche famiglie e tramandata da madre a figlia.
Nell’aria del Luna Park si mescolano molti profumi, ma ce n’è uno inconfondibile: è il profumo delle frittelle.
Le migliori, quelle dove devi metterti in fila se non vuoi accontentare solo l’olfatto, sono state riconosciute all’unanimità le frittelle della Lella: il suo gradito ritorno è atteso ogni anno, per Sant’Anselmo. Un dolce annuncio di primavera.
Per trovare lo stand della Lella basta seguire il profumo e ….l’immancabile capannello di gente!
Allora, frittelle per tutti? Non proprio, almeno non ancora: i celiaci sono esclusi da questa piacevole trasgressione 😦
…e quindi? A loro non resta che farsi guidare dallo stesso invitante profumo e passare da casa mia: qui le frittelle del Luna Park si fanno solo senza glutine.
Se l’accesso alla mia via dovesse risultare abbastanza complicato (ed in effetti è così), a chi è sprovvisto di navigatore suggerisco di provare la ricetta, è molto facile!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di preparato Pane e Pizza Grano Zero Molino Pasini
20 g di lievito di birra fresco
50 g di olio extravergine di oliva delicato
300 g di acqua tiepida
8 g di sale
3 cucchiaini di estratto di vaniglia in bacca
Olio di semi di arachide per friggere
Zucchero semolato

PROCEDIMENTO RICETTA:

Nella ciotola del robot mescolare l’acqua con il lievito sbriciolato e lasciar riposare per qualche minuto.

Aggiungere la farina setacciata, l’estratto di vaniglia, l’olio, mescolare per amalgamare gli ingredienti e per ultimo aggiungere il sale.

Impastare fino ad avere un composto liscio ed omogeneo, trasferirlo sul piano di lavoro e formare una palla.

Ungere una ciotola e mettervi l’impasto.
Passare un filo di olio sulla superficie dell’impasto e lasciar lievitare fino al raddoppio (circa 2 ore).

Versare l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e formare un filone.

Ricavare tanti pezzetti di pasta di circa 100 g e fare delle palline rotolando la pasta sulla spianatoia, senza pressare troppo.

Mettere le palline in un contenitore rivestito di carta forno, coprire e lasciar lievitare per un’oretta.

Allargare le palline lievitate fino ad un diametro di circa 15 cm, schiacciandole al centro, lasciando il bordo un po’ più spesso.

Friggere le frittelle in olio caldo (non troppo caldo per non bruciarle ma nemmeno troppo poco caldo per non impregnarle di olio) una alla volta, rigirandole spesso.

Scolarle direttamente sulla pentola poi passarle nello zucchero semolato preparato in un foglio di carta forno, avendo l’accortezza di usare poco zucchero alla volta: è facile che si impregni di olio, meglio cambiarlo spesso.

Come ogni fritto, anche le frittelle del Luna Park sono ottime mangiate calde.

Pane senza glutine allo zafferano e mon moule à pain Emile Henry

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C’era un nuovo acquisto nella mia cucina che attendeva pazientemente il suo debutto: lo stampo per il pane in cassetta Emile Henry.
Realizzato con ceramica refrattaria, ha dei fori nel coperchio e alla base che regolano l’umidità nella cottura. Il risultato è una crosta croccante e una mollica morbida.
Per il battesimo del mio “mule à pain” ho scelto il pane allo zafferano riportato sul “Ricettario Zafferano 3 Cuochi”.
Nella mia ricetta, oltre ad aver usato farina senza glutine, l’olio extravergine di oliva delicato e il miele sostituiscono burro e zucchero.
L’impasto indiretto con poolish è ideale per un prodotto più digeribile, fragrante, croccante e a lunga conservazione (anche se obiettivamente il mio pane non è durato poi tanto da verificarne la veridicità!).

Ps: per sformare meglio il pane lo stampo andrebbe oliato (o imburrato) e infarinato.
Non ho avuto grosse difficoltà anche se sullo stampo ho passato solamente l’olio.
Non serve tostare le fette di pane in forno (o sulla bistecchiera) come suggerisce la ricetta, è più che gradevole così ma anche tostato non è niente male.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

250 g di latte + poco per spennellare il pane
50 g di acqua
15 g di lievito di birra fresco
2 cucchiai di miele di acacia + poco per spennellare il pane
500 g di farina per Pane e Pizza Piaceri Mediterranei + poca per spolverare la spianatoia
50 g di mandorle
50 g di olio extravergine di oliva delicato
100 g di uvetta
Un pizzico di sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Scaldare 125 g di latte, portarlo al limite della bollitura e sciogliervi lo zafferano.

Intiepidire il latte rimanente, l’acqua e sciogliervi il lievito di birra.

Unire un cucchiaio di miele e qualche cucchiaio di farina per avere una pastella non troppo densa.
Coprire e far riposare per 30 minuti.

In una ciotola capiente mettere il resto della farina, il poolish, il latte con lo zafferano, l’olio, un cucchiaio di miele, un pizzico di sale e mescolare.

Lavorare bene l’impasto poi aggiungere le mandorle spezzettate.

Trasferire l’impasto sulla spianatoia leggermente cosparsa di farina e aggiungere l’uvetta lavata, ammollata e asciugata.

Lavorare per distribuire bene l’uvetta nell’impasto e formare un cilindro.

Con l’aiuto di una carta assorbente e un po’ di olio ungere lo stampo e trasferirvi il cilindro.

Coprire con il coperchio e mettere a lievitare nel forno con la lucina accesa fino al raddoppio (circa 3 ore e 1/2).

Prima di infornare spennellare la superficie del pane con un po’ di latte mescolato ad un cucchiaino di miele.

Cuocere in forno caldo a 220 gradi per 40 minuti.

Togliere il coperchio e lasciar raffreddare fuori dal forno per 15-20 minuti.

Passare delicatamente una spatola di legno tutto intorno al pane per poterlo sformare meglio.

Capovolgere lo stampo e…voilà: il delizioso pane allo zafferano è pronto!