Weiche brötchen, panini morbidi, senza glutine

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Abbiamo molto apprezzato questi panini morbidi, senza glutine durante l’ultima vacanza in Valpassiria.
Sono semplici e veloci da realizzare, preparati con la farina Mix B Schär, una tra le più usate e conosciute in montagna, da quelle parti e anche oltre il confine, come mi è stato spiegato.
Nella ricetta (fornitami in fotocopia) tra gli ingredienti non c’è  il sale e io non l’ho messo e, sinceramente, non se ne sente la mancanza.
Si possono congelare e poi si può scegliere se scaldarli brevemente ma anche no, sono e rimangono morbidi.

Ringrazio la Signora Hofer per aver condiviso con me la ricetta dei suoi panini morbidi.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di farina Mix B Schär
450 ml di acqua gasata, a temperatura ambiente
1/2 cucchiaino di zucchero
2 cucchiai di olio di oliva extravergine
15 g di lievito fresco o 10 g di lievito secco

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sciogliere il lievito e lo zucchero in 100 ml di acqua; mescolare e lasciar riposare per cinque minuti: in superficie si formerà una schiumetta..

In una ciotola capiente mettere la farina, la rimanente acqua (350 ml) e il lievito sciolto.

Mescolare, aggiungere l’olio e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e molto morbido.

Prelevare un cucchiaio di impasto, passarlo nel palmo delle mani bagnate con una emulsione di acqua e olio (o anche solo olio), formare delle palline e appoggiarle su un foglio di carta da forno infarinato.

Mettere i panini in forno con la lucina accesa a lievitare fino al raddoppio del volume.

Cuocere in forno caldo, ventilato a 220 gradi per 20 minuti circa.

Pizza senza glutine con fichi, crudo e Taleggio Dop

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“Non è mica pizza e fichi” è un modo di dire tipicamente romano con il quale si sottolinea che quello di cui si parla ha un certo valore, non è cosa di poco conto come invece può essere la pizza, piatto “povero”, o un frutto semplice come il fico, che solitamente si mangia direttamente dall’ albero, non si acquista (infatti i miei provengono tutti dal frutteto di amici) perché non è facile trovare dei bei fichi in vendita: si rovinano facilmente una volta raccolti.
Con il termine “mica” davanti a “pizza e fichi” si rafforza la negazione e quindi che si stia parlando di una cosa qualsiasi, di una cosa di poco valore e se invece volessi parlare del “valore” proprio di questa pizza e fichi, con crudo e, ciliegina sulla torta, Taleggio?
Sarà meglio lasciar perdere, mi sto “avvitando”!
Passo quindi alla descrizione della ricetta, così che anche altri possano prepararla.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di Miscela Pane e Pizza Piaceri Mediterranei
5 g di lievito di birra fresco
350 g di acqua tiepida
2 g di sale
100 g di prosciutto crudo tagliato a listarelle
120-130 g di Taleggio Dop
10 g di olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola capiente sciogliere il lievito nell’ acqua tiepida; aggiungere la farina, il prosciutto crudo e impastare per amalgamare gli ingredienti, dopodiché aggiungere l’olio, il sale e continuare ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Trasferire l’impasto sulla spianatoia cosparsa di farina e formare una palla.
Mettere in una ciotola, coprire con una pellicola e far lievitare per circa due ore o comunque fino al raddoppio.

Riprendere l’impasto e tagliarlo in 2, 3 o 4 parti: dipende da come si vogliono fare le pizze, sottili e croccanti o alte e soffici.

Ungere ogni teglia con l’olio e stendere la pasta.

Lavare, asciugare i fichi, dividerli in quattro spicchi e distribuirli sulla pasta.

Tagliare il Taleggio a pezzetti e distribuire anche questo sulla pasta.

Lasciar riposare una mezz’ora poi cuocere in forno caldo a 220 gradi per circa 20 minuti.

Focaccia salata senza glutine alle ciliegie

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Un’altra ricetta interessante dalla rivista “Alice Cucina” da preparare prima che le ciliegie esauriscano la loro stagionalità.
Quelle che uso vengono dal Trentino, sono ciliegie tardive, molto sode e saporite.
Sulla superficie della focaccia il Fleur de Sel.
Il fiore di sale è un tipo di sale grezzo della Camargue, iposodico, prodotto in Francia, non raffinato, senza addensanti o conservanti, molto friabile.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di Miscela Pizza Le Farine dei nostri Sacchi
250 grammi di ciliegie snocciolate
10 g di lievito di birra fresco
Rosmarino
20 g di olio extravergine di oliva + poco per la teglia e per stendere l’impasto
350 g di acqua
5 g di sale
Sale grosso
2 g di zucchero

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mescolare l’olio con l’acqua tiepida; unire lo zucchero e il lievito e far sciogliere.

In una ciotola versare la farina, al centro il lievito sciolto e impastare.

Terminare con il sale e lavorare fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico.

Fare una palla e mettere a lievitare in una ciotola coperta con la pellicola per circa un’ora e mezza (tanto ha impiegato in questa stagione a raddoppiare di volume).

Trascorso il tempo di riposo, stendere l’impasto con le dita umide (bagnarle in una ciotolina in cui si è mescolato una parte di acqua e una di olio) in una teglia (cm 37×25) leggermente unta.

Profumare la superficie della focaccia con il rosmarino tritato, disporre le ciliegie tagliate a metà e spolverizzare con un pizzico di sale grosso.

Infornare a 200 gradi per circa 20-25 minuti.

Lasciar intiepidire e servire.

È ferragosto, frutta fresca per tutti!

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Un’anguria, frutta fresca e un po’ di pazienza per preparare tanta buona frutta da consumare in allegra compagnia.
Un post fuori dalle righe, semplice e facile per augurare un buon ferragosto!

DIFFICOLTÀ: nessuna

INGREDIENTI RICETTA:

Un’anguria, tutta la frutta fresca disponibile, qualche foglia di menta e un po’ di pazienza…

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tagliare e svuotare un’anguria e con uno scavino ricavare delle palline, possibilmente senza semi.

Tagliare il melone, eliminare i semi e fare altrettanto.

Lavare tutta la frutta a disposizione e tagliarla a pezzetti.

Con la frutta preparata riempire l’anguria.

Conservare in frigorifero fino al momento di portare in tavola.

Sbriciolata di fichi, senza glutine

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Se all’appuntamento settimanale con le amiche al solito bar (dove tra l’altro Catia prepara un caffè davvero speciale, uno tra i più buoni che abbia mai gustato-e io sono molto esigente!), un’ amica ti porta un cestino di fichi appena raccolti mentre un’altra ti presenta una rivista con ricette sfiziose proprio con questo frutto, che alternative puoi avere?
Solo scegliere la ricetta che ti ispira di più e fiondarti in cucina ai fornelli, anzi al forno (nonostante il caldo…).
Ed è così che il giorno dopo all’irrinunciabile raduno di noi “ragazze”, alcuni di quei dolcissimi fichi sono finiti in questa sbriciolata.
Ho scelto di fare delle monoporzioni (come tali piuttosto abbondanti in verità) molto più pratiche da servire di una torta unica e diminuito, seppur di poco, zucchero e burro.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

400 g di farina Mix C Schär
100 g di zucchero di canna
120 g di burro
Una bustina di lievito per dolci **
Un cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere
2 uova
Fichi freschi

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sciogliere il burro nel microonde o a bagnomaria e lasciarlo raffreddare.

In una ciotola unire farina, lievito, zucchero e vaniglia in polvere.

Aggiungere le uova, mescolare e per ultimo, aiutandosi con una forchetta, il burro fuso e raffreddato.

Lavorare con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sbriciolato.

Versare nei pirottini di carta da forno (quelli per crostatine) qualche cucchiaio di composto, su questo distribuire spicchi di fichi leggermente schiacciati e ricoprire con il restante composto.

Infornare per 35-40 minuti a 180 gradi.

Lasciar completamente raffreddare, meglio se in frigorifero, prima di servire.

Ventaglio di melanzane al forno, senza glutine

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Le melanzane, uno tra gli ortaggi più versatili in cucina, si trovano tutto l’anno, ma le migliori sono quelle di stagione, cioè quelle dell’estate.
Le melanzane non sono veri ortaggi, ma bacche della famiglia della solanacee e sono originarie dell’India, dove vengono preparate in tanti modi e condite con molte spezie.
Questa ricetta, che ho ribattezzato “ventaglio di melanzane” per la sua particolare forma, è molto gustosa e leggera.
A differenza della ricetta originale, che ho preso dalla rivista “Cucinare Bene”, non ho usato il prosciutto cotto per farcire le melanzane. Ho preferito portare in tavola un piatto semplice e vegetariano.
Per insaporire l’olio ho seguito i consigli dello chef Fabio Campoli.

Ps: se rimane dell’olio al profumo di aglio, aggiungere un peperoncino e condire “due spaghi”.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Melanzane
Pomodori
Mozzarella
Aglio
Olio extravergine di oliva
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una pentola portare a bollore abbondante acqua leggermente salata.

Lavare le melanzane, immergerle nell’acqua in ebollizione e lessarle per cinque minuti: devono risultare leggermente intenerite.

Scolarle e tamponarle con un telo o con carta assorbente.

Scolare, tamponare la mozzarella, tagliarla a fette non troppo spesse e dividerle a metà.

Lavare i pomodori e tagliarli a fette.

Versare abbondante olio in un tegame, unire l’aglio, coprire e scaldare a fuoco dolcissimo, senza soffriggere.

Togliere dal fuoco e lasciar riposare in modo che l’olio possa catturare tutto il profumo dell’aglio.

Tagliare le melanzane a fette per il lato lungo, a ventaglio, senza staccarle dal picciolo.

Ungere una pirofila con l’olio al profumo di aglio e disporvi le melanzane leggermente aperte, a ventaglio.

Sistemare, tra le fette di melanzane, mozzarella e pomodoro, alternando a piacere.

Terminare con una macinata di sale e con l’olio profumato.

Cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.

Frittata di pasta senza uova e senza glutine

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La frittata di pasta è una ricetta della tradizione povera napoletana, un modo semplice e gustoso per riciclare gli avanzi di pasta abbinandoli alle uova sbattute, ottima da mangiare sia fredda che calda e da servire come antipasto o come primo piatto.
Interessante e invitante la frittata senza uova che trasforma la frittata di pasta in un piatto vegano molto gradevole.

Ps: è un piatto che apprezziamo molto, ricorda per sapore e profumo la farinata.
Cuocio espressamente la pasta (sempre formati non molto grossi, tipo gobbetti, conchiglie o maccheroncini, senza glutine ovviamente) e qualche volta la porto in tavola come secondo piatto, accompagnata da una fresca insalatina.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

250 g di pasta senza glutine già cotta
100 g di farina di ceci**
200 g di acqua
Olio extra vergine di oliva
Prezzemolo, erba cipollina, basilico, timo, origano
Sale, pepe nero e curcuma

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola versare la farina di ceci e l’acqua e mescolare con una frusta per non formare grumi.

Aggiungere una macinata di sale, di pepe e tutte le aromatiche sminuzzate.

In un tegame versare un giro di olio, la pasta e mettere sul fuoco a fiamma bassa.

Versare la pastella di ceci e rendere omogeneo il tutto appiattendo con una forchetta.

Distribuire sulla superficie una macinata di pepe nero e una spolverata di curcuma.
(L’abbinata pepe nero-curcuma non è a caso: il pepe nero potenzia le proprietà della curcuma)

Cuocere la frittata a fuoco dolce facendola dorare prima da un lato e poi dall’altro, aiutandosi con un piatto o un coperchio per girarla.

Anche con il riso avanzato non è male:

Johannisbeerkuchen mit mandelkruste glutenfrei, ovvero torta di ribes con crosta di mandorle, senza glutine

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Direttamente dalla Valpassiria una torta dal nome molto lungo, un po’ difficile da pronunciare ma in compenso molto buona.
Ho cercato di tradurre la ricetta con pazienza e con l’aiuto di Google: il mio tedesco scolastico si è molto sbiadito con il passare degli anni.
Spero di aver soprattutto interpretato bene ogni passaggio, comunque la torta è riuscita e ha soddisfatto molti palati.
Fatta e rifatta con tortiere di diverse dimensioni ma per avere la torta esattamente come l’ho apprezzata dovrei comperare una tortiera ancor più capiente oppure usare la latta del forno ed è quello che farò sicuramente, perché questo dolce avrà un seguito.
Nel primo esperimento ho messo lamponi e ribes (troppo pochi, meglio abbondare!), mentre nel secondo ho aggiunto le more: se non si gradiscono i semini di questo frutto (ricordo comunque che proprio questi contengono buone quantità di Omega-3 e Omega-6), suggerisco di restare anche solo sul ribes che con il suo sapore acidulo contrasta bene il dolce della torta.
Molto friabile e delicato è un dolce che si apprezza sia a fine pasto, a colazione o con il tè (con le amiche…).
Ringrazio la signora Hofer per aver condiviso con me la sua ricetta.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

220 g di burro + poco per la teglia
150 g di zucchero (200 g nella ricetta originale)
Un cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere (oppure una bustina di zucchero vanigliato**)
La buccia grattugiata di un limone
Un pizzico di sale
4 uova
1/2 bustina di lievito in polvere**
220 g di Mix C Schär + poco per la teglia
50 g di mandorle tritate a coltello grossolanamente
Ribes-lamponi-more

Per la crosta di mandorle:
30 g di zucchero
50 g di Mix C
80 g di mandorle tritate grossolanamente
100 g di burro freddo

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Montare il burro (a temperatura ambiente) con lo zucchero, il sale e la buccia grattugiata del limone.

Sbattere le uova; mescolare la farina setacciata con il lievito e i semi di vaniglia e incorporare alle uova sbattute, poi mescolare il tutto al burro montato.

Imburrare e infarinare la teglia (cm 30 x 20 la prima, 38 x 24 la seconda), versarvi il composto uniformemente e su questo distribuire i frutti di bosco.

Per la crosta di mandorle (da preparare un attimo prima di mettere la torta nel forno):

Mescolare zucchero, farina e mandorle poi aggiungere il burro freddo a pezzetti.

Rimestare con una forchetta, poi con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto sbriciolato e con questo crumble spolverizzare tutta la superficie della torta.

Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 35-40 minuti.

Arepa, pane senza glutine

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L’arepa, è un piccolo pane gustoso della tradizione venezuelana e colombiana, sano, privo di glutine, di forma circolare preparato semplicemente con farina di mais decorticato, acqua e sale.
Si mangia farcita con diversi ingredienti oppure semplicemente come pane, accompagnando piatti tipici dell’America Latina dove la farina che serve per prepararla, la “masa harina”, è molto popolare.
La “masa harina” è la farina di mais bianco (niente a che vedere con quella che da noi si usa per fare la polenta) con la quale si prepara l’impasto, chiamato “masa”.
Viene prodotta essiccando e poi cuocendo i chicchi di mais che successivamente verranno messi in ammollo con acqua e ossido di calcio e poi macinati.
Con la “masa harina” P.A.N. (Producto Alimenticio Nacional), si preparano non solo arepas ma anche:
Tortillas, sottili sfoglie cotte su di una particolare piastra, alimento simbolo della cucina messicana, usate come pane o per avvolgere cibi;
Empanadas, fagottini di pasta ripieni di carne;
Cachapas, simile ad un pancake, con farina, latte e zucchero di canna;
Hallaquitas, con un impasto simile a quello delle arepas, aggiungendo però un po’ di burro
e altri numerosi piatti tipici.

Ps: le mie arepas sono farcite con due bontà tutte italiane:
– con la gustosa mortadella di pollo della linea Soffi di Gusto di Segata (senza fonti di glutine né derivati del latte)
– con la Tuma del Trifulau di Beppino Ocelli (in questo caso la ricetta NON è senza latticini).
(Il trifulau è il contadino di Langa che di notte si aggira con il suo cane nei boschi e sulle colline alla ricerca dei preziosi tartufi).

L’impasto, avvolto nella pellicola, si mantiene molto bene in frigorifero per qualche giorno.

Questa ricetta è tratta dal libro “Semplice come il pane……da ogni parte del mondo”

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di farina di mais decorticato (bianca) precotta (Pan)
500-550 g di acqua
6 g di sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola capiente mescolare la farina con il sale, versare a poco a poco l’acqua e mescolare.

Lavorare l’impasto, formare un rotolo e avvolgerlo nella pellicola.

Prelevare una rondella più o meno grande (a seconda di quanto si vuole fare grande la focaccina), arrotolarla fra le mani bagnate e appiattirla leggermente, ad uno spessore di circa 1-1,5 cm.

Scaldare una padella antiaderente (non serve ungerla) e quando è calda (ma non troppo) appoggiarvi la focaccina, abbassare il gas al minimo e cuocerla circa 14-15 minuti, girandola a metà cottura: deve assumere comunque un bel colore dorato.
Se non si è sicuri della cottura, meglio sacrificarne una ed aprirla a metà per controllare che all’interno non sia troppo umida.

Quando è pronta, aprirla e farcirla: ora non resta che addentarla!

Passeggiando nella incontaminata, verdeggiante Val Passiria

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Non importa quanto sia lunga una vacanza ma quanto riesca a rilassarti e a darti la carica per affrontare di nuovo il lavoro, la consuetudine, la vita di tutti i giorni.
Quando la vacanza finisce sembra che il tempo sia volato troppo in fretta e così è stato per me anche questa volta, forse più ancora delle altre.
Dire che sono stata bene, che mi sono trovata bene, che ho apprezzato la cucina, con o senza glutine, le persone, i luoghi, il verde, i fiori, le molte, colorate e rigogliose ortensie e persino la pioggia e i temporali, tutti solo al momento giusto, senza togliermi il piacere di lunghe camminate nei prati e nelle ciclabili immerse nel verde più verde che abbia mai visto, affiancata spesso dal rumoroso eppur piacevole torrente Passirio che attraversa la valle e che confluisce nell’Adige proprio a Merano.
La Val Passiria si estende dalla conca di questa città (luogo di ritrovo e partenza di numerosi ciclisti e appassionati di mountain bike) fino ai passi Rombo e Giovo, in mezzo al parco naturale del Gruppo Tessa, tra le Alpi Venoste e le Alpi dello Stubai.
I comuni che ne fanno parte sono San Martino in Passiria, Moso in Passiria, San Leonardo in Passiria, Rifiano, Caines, Tirolo e Scena.

Località principale della incontaminata Val Passiria è San Leonardo in Passiria, paese natale di Andreas Hofer (1767), l’eroe tirolese che combatté sul Monte Bergisel (nei pressi di Innsbruck) durante la rivolta del popolo del Tirolo contro Napoleone nel 1809.
Fu catturato dai francesi e condannato a morte a Mantova, dove fu fucilato nel 1810.
Ad Andreas Hofer è stato dedicato in San Leonardo in Passiria il museo “Sandwirt”, con sede nello storico maso Sandhof, casa natale di Andreas Hofer.
Qui vengono narrate, attraverso un breve filmato, le fasi della vita di Andreas Hofer e la storia della battaglia per la libertà del Tirolo: da barbuto oste, a commerciante di bestiame, a capo dei ribelli ed infine eroe.
La mostra si accosta con simpatia al popolare eroe tirolese e fa luce sul pensiero di Hofer, che dopo le sconfitte stava perdendo fiducia in Dio e nell’imperatore e rende noto come i posteri abbiano fatto di Hofer un eroe malgrado il suo fallimento.
Diversi oggetti risalenti a quell’epoca arricchiscono l’esposizione di circa 500 mq.
A ricordo della piacevole e istruttiva visita una macchina permette di coniare una moneta con l’effigie dell’eroe Andreas Hofer.

Dopo lunghe camminate su e giù per la vallata è molto piacevole rientrare…..a casa!
Così si può definire il posto che ci ospitava nel paese di San Leonardo, l’accogliente Pensione Mondschein, gestita, guarda caso, dalla famiglia Hofer: padre, madre e figlie, di cui una celiaca.
Sarà per questo motivo che il menù senza glutine è vario e molto curato e, pregio da non sottovalutare, identico a quello glutinoso.
Piatti uguali all’aspetto ma deglutinati per i celiaci, in tutti i casi ottimi anche al gusto, garantito dal mio assaggio (che celiaca non sono!).
L’atmosfera familiare è accentuata dalla cucina, spazio sempre aperto, a portata di sguardi e i profumi che si spandono già dal mattino sono preludio di una cena gradevole.

Ps: ringrazio la signora Hofer che prima di partire ha arricchito il mio bagaglio con alcune ricette senza glutine della sua cucina e sarò ben felice di condividerle prossimamente su StellaSenzaGlutine.