Rotelle farcite di Fulvio Marino anche senza glutine


L’esperto e seguitissimo panificatore Fulvio Marino, al suo consueto appuntamento nel programma televisivo “È sempre mezzogiorno”, prepara una golosa ricetta di rotelle farcite con crema pasticciera, uvetta e cioccolato e poiché sdogana il ripieno e suggerisce di prepararlo secondo i gusti, riempio le mie rotelle senza glutine con una eccellente composta di fragole e gocce di cioccolato fondente.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di Miscela Pane Le Farine dei Nostri Sacchi
12 g di lievito di birra
40 g di zucchero
3 uova
120 g di acqua
10 g di sale
90 g di olio extravergine d’oliva delicato
200 g di composta di fragole**
100 g di gocce di cioccolato**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola, o in planetaria, mettere la farina, il lievito di birra sbriciolato, le uova, lo zucchero e parte dell’acqua.

Cominciare ad impastare e, ad impasto formato, inserire il sale e l’acqua rimasta (serve a sciogliere meglio il sale, come insegna Fulvio Marino).

Lavorare fino ad ottenere un impasto liscio, quindi aggiungere l’olio a filo e lavore finché è stato completamente assorbito.

Coprire con pellicola e lasciar riposare per 12 ore in frigorifero.

Togliere dal frigorifero e mettere nel forno con la lucina accesa per un’ora.

Versare il composto su un foglio di carta forno cosparso di poca farina e stendere con il mattarello, fino ad ottenere un rettangolo spesso circa mezzo centimetro.

Spalmare la superficie con la composta di fragole e sopra distribuire le gocce di cioccolato.

Arrotolare l’impasto sul ripieno, partendo dal lato lungo.

Tagliare il filone ottenuto a fette spesse 5 cm circa e disporle sulla teglia, rivestita di carta forno, rivolgendo il taglio verso l’alto.

Mettere nel forno con la lucina accesa e lasciar lievitare ancora un’ora.

Cuocere in forno caldo e statico a 180 gradi per 20 minuti.

Sfornare, gustare, applaudire Fulvio Marino e le sue irresistibili creazioni, stupende anche senza glutine!

Pizza ripiena, facile, veloce e senza glutine


Una semplice e facile pizza ripiena, senza problemi, senza patemi e senza sporcarsi le mani: si impasta con una forchetta, si versa, si stende, si farcisce con quello che passa il convento e infine si ricopre livellando l’impasto con un cucchiaio. Il ripieno di questa pizza è sugo al pomodoro e mozzarella, la settimana scorsa invece (ricorro spesso a questa pizza per la velocità di preparazione), pizza bianca con ripieno di verdure grigliate (dovevo finirle 😉) e grana, tanto grana, anche sulla superficie, per una crosticina piú sfiziosa e croccante.
Alla preparazione di questa pizza ripiena manca sicuramente una cosa: non c’è la soddisfazione delle “mani in pasta” ma in compenso la semplicità, l’ottima riuscita e la bontà gratificano a sufficienza!
Per preparare il sugo al pomodoro ho usato una scatola di pelati, cipolla, aglio, olio e sale e fatto andare sul fuoco piano piano fin che il sugo si è ristretto: basta una mezz’ora.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di Nutrifree Mix per Pizza
270 g di acqua
5 g di lievito fresco
10 g di olio extravergine d’oliva
Sugo di pomodoro
Mozzarella di bufala
Origano
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola sciogliere il lievito nell’acqua, versare la farina, mescolare poi aggiungere l’olio e per ultimo il sale.

Lavorare fino ad avere un composto omogeneo.

Oliare una teglia di cm 20 e disporvi metà dell’impasto, distribuendolo uniformemente e spingendolo anche sui bordi.

Versare il sugo di pomodoro, la mozzarella sbriciolata e una spolverata di origano.
Niente sale, basta il sugo di pomodoro ad insaporire.

Ricoprire con il restante impasto, sigillare premendo il contorno con i rebbi di una forchetta, livellare la superficie e spennellarla di olio.

Mettere a lievitare in forno con la lucina accesa fino al raddoppio (poco meno di due ore).

Cuocere in forno caldo a 200 gradi per 30 minuti circa.

Sfornare, sformare e……gustare!

Facile con Gusto: Torta di ricotta anche senza glutine


Dalla Rivista “Facile con Gusto” una deliziosa, delicatissima torta di ricotta.
Il mio Kefir di latte, homemade production, come lo zucchero a velo ☺️, ha sostituito egregiamente la panna acida prevista nella ricetta.
In cottura la torta lievita e si apre, ma poi, una volta fuori dal forno, raffreddandosi, si ricompatta restando piacevolmente morbida e vellutata.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di ricotta
70 g di Preparato Per Dolci Pasta di Venezia
4 uova
60 ml di Kefir di latte (oppure di panna acida)
30 g di uvetta
1 limone non trattato
Zucchero a velo**
Rum

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Far reidratare l’uvetta in acqua tiepida con un cucchiaio di rum.

In un recipiente lavorare i tuorli con lo zucchero fino a renderli cremosi.

Aggiungere la ricotta setacciata e la scorza del limone grattugiata.

Incorporare la farina, il Kefir e l’uvetta, ben strizzata.

Montare a neve gli albumi e incorporarli delicatamente con movimenti dall’alto verso il basso.

Versare il composto in uno stampo di cm 24, bagnato e rivestito di carta forno; con una spatola livellare la superficie.

Cuocere in forno statico per circa un’ora.

Far raffreddare prima di togliere la torta dallo stampo, adagiare lo stencil decorativo per dolci e cospargere di zucchero a velo.

“Spaghetti all’assassina” anche senza glutine

 


Oltre a passare piacevolissime serate con la serie televisiva “Le indagini di Lolita Lobosco” tratta dai romanzi della scrittrice Gabriella Genisi, ho conosciuto e ho imparato a cucinare, spero come vuole la tradizione, il piatto più famoso di Bari: gli “Spaghetti all’assassina “.
A Gabriella Genisi e all’avvenente vicequestore Luisa Ranieri, il merito di aver riportato alla ribalta questa perla della cucina barese, evocando il piatto nel contesto di uno dei suoi romanzi, al quale ha legato anche il nome: “Spaghetti all’assassina”.
Questo piatto è all’apparenza semplice, ma va curato, eseguito e seguito con pazienza e attenzione.
Della scrittrice l’invito a non tradire mai la ricetta originale, “altrimenti è come confondere Giotto con un madonnaro di Bitonto”, inoltre, per evitare l’accusa di alto tradimento, bisogna seguire alla lettera la regola: “perché “all’assassina” possono essere gli spaghetti, non gli spaghettoni! Non è solo un vezzo, quello del formato di pasta e chi disobbedisce rischia di dover rispondere di omicidio della tradizione”.
Gli “Spaghetti all’assassina” sono una religione a Bari, tanto da giustificare un’accademia dedicata e una contro-accademia, composte da esperti ed amanti di questo piatto che si impegnano a valorizzarlo attraverso incontri conviviali. Sono strenui difensori dell’utilizzo della padella di ferro nero, indispensabile per la perfetta esecuzione del piatto.
Io, una molto vecchia padella di ferro nero ce l’ho, ma è un po’ piccola. Per questa ricetta, dove gli spaghetti devono restare interi e distesi, ne ho usato una sempre di ferro ma più recente.
Per le dosi e la descrizione degli “Spaghetti all’assassina” sono ricorsa alla ricetta della “Cucina Italiana”, riportando anche le relative spiegazioni: io non avrei saputo rendere così comprensibile ogni passaggio.
Seguendo passo passo il procedimento e ogni suggerimento, ho ottenuto un apprezzatissimo, lusinghiero “assassinio” dei miei spaghetti senza glutine!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

320 g di spaghetti senza glutine Barilla
acqua (poco più di un litro)
400 g di passata di pomodoro
Concentrato di pomodoro
Aglio e peperoncino
Olio extravergine d’oliva
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare e portare a ebollizione un brodo fatto con acqua, 300 g di passata di pomodoro, abbondante concentrato di pomodoro e sale. (Il sugo “deve essere rosso vivo e saporito, ma sempre di brodo deve trattarsi” scrivono gli accademici).

Versare nella padella di ferro 100 ml di olio, tre spicchi di aglio e peperoncino a piacere.
Far colorire l’aglio a fiamma vivace poi versare 100 g di passata di pomodoro. (Schizzerà dappertutto, ma è così che deve essere).

Distribuire la passata su tutta la padella e lasciar leggermente consumare.

A questo punto mettere in padella, a crudo, gli spaghetti, distribuendoli in modo che la pasta sia a contatto con il condimento.
Ora non si deve aver fretta di rigirare la pasta, si deve aspettare che alcuni spaghetti comincino a “brunirsi”, caramellizzando.

Quando si attaccano sul fondo della padella, portare su quelli già bruniti.

Versare in padella un mestolo di brodo di pomodoro: il liquido sfrigolerà e comincerà a sobbollire.

Lasciar consumare senza toccare gli spaghetti e “ascoltare” l’avvio della cottura.

Quando si sente nuovamente “sfriggere” lasciare che il processo di “bruciacchiatura” continui.

Ripetere l’operazione di portare su gli spaghetti più bruciacchiati, aggiungendo altro brodo di pomodoro.

Il brodo di pomodoro va aggiunto solo dopo aver sentito di nuovo sfrigolare e poi si ripetere bagnando di nuovo la pasta.

Lo spaghetto da rigido che era inizierà a piegarsi, a cuocere: tutto questo in circa 10-11 minuti.

Alla fine la consistenza dello spaghetto risulterà più invitante, di consistenza molto diversa rispetto a quello lessato e solo quello bruciacchiato deve “crocchiare”.

Facile con Gusto: Corona di mele e pistacchi allo zafferano, anche senza glutine


Dalla Rivista Facile Con Gusto un dolce facile, gustoso e solare, un’alternativa alla colomba o in aggiunta alla colomba, perché no!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

350 g di Farmo Fibrepan-LP
210 g di acqua
15 g di lievito di birra
Una mela
80 g di pistacchi
2 bustine di zafferano
150 g di zucchero
80 g di burro
1 uovo
1 limone naturale
Latte
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sbucciare la mela e tagliarla a cubetti, unire la buccia del limone grattugiata e metà del suo succo, coprire con pellicola.

Sciogliere il lievito nell’acqua.

Mescolare farina e zafferano, unire l’acqua e lievito e lavorare fin che l’impasto risulterà incordato.

Aggiungere lo zucchero, l’uovo e, una volta incorporati, unire il burro a cubetti a temperatura ambiente, un pizzico di sale e impastare.

In ultimo unire le mele, 2/3 dei pistacchi in granella e lavorare fino ad ottenere un composto liscio.

Coprire e far lievitare fino al raddoppio (poco meno di 4 ore).

Formare un filoncino con l’impasto, chiuderlo a ciambella e metterlo su una teglia foderata di carta forno.

Fare dei tagli con le forbici tutt’attorno alla corona, spennellarla con il latte e distribuirvi sopra i pistacchi rimasti.

Far lievitare in un ambiente caldo per almeno altri 30 minuti.

Cuocere la corona in forno preriscaldato a 180 gradi per i primi 20 minuti, poi a 150 gradi per altri 10 minuti: ottima!!

I “Sospiri delle monache” di Ambra Romani, anche senza glutine, con ricotta e amarene sciroppate


Qualche anno fa Ambra Romani durante la trasmissione televisiva “La Prova del Cuoco” ha preparato dei dolcetti morbidi e delicati, tipici della Puglia: i “Sospiri delle monache”.
Facili e veloci da preparare, fanno parte delle ricette sglutinate che faccio con una certa frequenza, soprattutto quando ho bisogno di coccolarmi un po’, cosa che ultimamente succede abbastanza spesso.
La ricotta, lavorata con lo zucchero a velo, diventa soffice e gustosissima e non ha bisogno di altro ma in casa avevo delle deliziose amarene senza glutine che hanno completato piacevolmente l’opera.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

45 g di Farmo Fibrepan-LP
25 g di zucchero semolato
3 uova
1 limone
200 g di ricotta
20 g di zucchero a velo**
Amarene sciroppate Fabbri, senza glutine

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Montare gli albumi a neve con qualche goccia di succo di limone.

Sbattere i tuorli con lo zucchero.

Setacciare la farina e aggiungerla ai tuorli sbattuti.

Incorporare a questo composto gli albumi montati a neve, poco per volta e delicatamente.

Mettere il composto in una sacca da pasticcere e far cadere su un foglio di carta forno 3 ciuffi vicini: questa è la forma che Ambra Romani ha dato ai suoi Sospiri.

Cuocere a 180 gradi per circa 10-12 minuti; togliere dal forno e lasciar raffreddare.

Lavorare la ricotta con 15 g di zucchero a velo.

Tagliare i “Sospiri” a metà, farcirli con la crema di ricotta, spolverarli con zucchero a velo e, per finire, decorarli con le amarene sciroppate.

Paolo Tizzanini e la Ribollita con il pane semintegrale senza glutine


Preparare la Ribollita, o Minestra di pane, è facile se si segue “La ricetta della Ribollita” così come l’ha scritta il Presidente della omonima Confraternita, Paolo Tizzanini.
“Non si può parlare di Ribollita senza parlare della Zuppa di Fagioli e del pane che l’accompagna. È dal recupero di questa Zuppa avanzata il giorno prima, rassodata dal pane inzuppato nel brodo, che nasce la Ribollita. È dunque un piatto di recupero, riscaldato e servito con un giro di olio. Essenziale quindi partire preparando una buona Zuppa di Fagioli” ed è proprio da questa che, con la guida di Paolo Tizzanini, ho iniziato a preparare la prima di tante Ribollite che hanno riscaldato le serate di questo ultimo, indimenticabile e solitario inverno.
Ho trovato ottimo per la Ribollita il pane semintegrale preparato con un mix di farine Farmo e Rustico Schär, sfornato almeno con un giorno di anticipo.

Per questa Minestra di grande conforto, nella speranza di non aver tralasciato nulla dei suoi insegnamenti, mando un grande abbraccio allo Chef, l’Oste con la O maiuscola, Paolo Tizzanini.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini (con Fibrepan-LP), senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il pane:
200 g di Mix Rustico Schär
400 g di Fibrepan Farmo o Fibrepan-LP
490 g di acqua
12 g di lievito di birra fresco
15 g di olio
5 g di sale

Per cuocere i fagioli:
400 g di fagioli Cannellini secchi
Salvia, aglio, pepe nero in grani
Olio extravergine d’oliva
Sale

Per la Zuppa:
Fagioli cannellini lessati
300 g di cavolo nero
200 g di cavolo verza
3 pomodori maturi (per me 3 pomodori pelati in scatola)
2 coste di sedano
2 carote
1 cipolla
2 spicchi di aglio
Un rametto di timo (per me timo essiccato)
Pane raffermo
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per il pane:

In una ciotola mescolare l’acqua con il lievito e lasciar riposare per qualche minuto.

Aggiungere le farine, mescolare poi aggiungere l’olio ed infine il sale.
Lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Trasferire l’impasto sul piano di lavoro infarinato e lavorare per qualche minuto.
Versare l’impasto nello stampo Emile Henry (o in uno da plumcake) precedentemente oliato, coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio.

Cuocere (con lo stampo Emile Henry mettere il coperchio) in forno caldo a 210 gradi per circa 35-40 minuti.

Togliere dallo stampo e mettere su una griglia a raffreddare.

Per la Ribollita:

Mettere i fagioli cannellini in ammollo per una notte poi cuocerli in pentola con acqua fredda, salvia, aglio, alcuni grani di pepe nero e un giro di olio.
Coprire e portare a cottura a fuoco bassissimo.
Salare solo a cottura ultimata.

In una casseruola abbastanza capiente fare soffriggere dolcemente nell’olio la cipolla,
il sedano, la carota, l’aglio tritati e un pizzico di sale: quest’ultimo serve a far rilasciare acqua e tenere morbide le verdure.

Quando il soffritto risulta dorato, aggiungere i due cavoli tagliati a liste.

Mettere da parte un quarto di fagioli cotti e passare al setaccio i rimanenti con un po’ di acqua di cottura.

Quando i cavoli si saranno appassiti, aggiungere nella casseruola i pomodori, i fagioli interi e quelli passati, l’acqua di cottura rimanente, una macinata di pepe, un pizzico di timo e cuocere, a fuoco basso, per circa un’ora.

Sul fondo di un tegame mettere delle fette sottili di pane, coprirle con la metà della zuppa, fare un altro strato di pane e versare sopra la zuppa rimanente.

Servire con un giro di olio.

Il giorno seguente, dalla zuppa avanzata che ha riposato tutta la notte, nasce la Ribollita: si mette sul fuoco a riscaldare lasciando che si attacchi leggermente al fondo del tegame fino a formare una gradevole crosticina.

Servire la Ribollita bella fumante con un giro di olio.

La mia cucina flambé: Crêpes Suzette senza glutine per festeggiare le Donne e per il compleanno di StellaSenzaGlutine


Pur essendo uno dei miei piatti forti, non ho mai avuto occasione di pubblicare la ricetta delle Crêpes Suzette fino ad oggi, 8 marzo 2021: per festeggiare tutte le donne e il mio Blog, StellaSenzaGlutine che proprio l’8 marzo compie ben otto anni, quel giorno è arrivato.
Nel corso degli anni ho fatto questo delizioso dessert così tante volte che non ho più bisogno di rileggere la ricetta per rinfrescare la memoria.
Le mie Crêpes Suzette sglutinate hanno sempre riscosso grande approvazione sia per il gusto che per la scenografia: il flambé è sempre di grande effetto.
La mia ricetta non si discosta molto da quella originale di Monica Bianchessi e Stefano Fagioli, miei chef guida e anche con le mie modifiche il risultato è strepitoso!

“L’origine delle Crêpes Suzette, secondo alcune testimonianze, è dovuta ad un errore e da questo, come a volte succede in cucina, prende vita un piatto esclusivo che diventerà famoso.
Un cameriere quattordicenne di nome Henry Charpentier stava lavorando al Café de Paris, a Montecarlo e venne incaricato di cucinare delle crêpes per il principe di Galles, futuro re Edoardo VII. Emozionato, aggiunse troppo liquore alle crêpes facendo prendere fuoco al tegame. Le crêpes vennero servite ugualmente e il principe apprezzò la ricetta. Egli chiese al giovane come si chiamassero e questi gli rispose che erano le Crêpes Princesse. Il futuro sovrano, indicando una avvenente ospite al tavolo, dichiarò: “No, le chiameremo Crêpes Suzette!”
Altre fonti danno diverse versioni ma quello che conta comunque è il risultato arrivato fino a noi: crespelle imbevute in una salsa a base di succo e scorza di arancia e Grand Marnier, sottoposto a cottura flambé!

Un vulcaniano augurio di “Lunga vita e prosperità” a tutte le donne ❤️ e al mio Blog 🥰 con il profumo inebriante delle mie Crêpes Suzette!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

250 g di latte tiepido
100 g di Fioreglut Caputo
2 uova
5 g di zucchero (facoltativo)
2-3 arance e 1 limone non trattati
8 zollette di zucchero (di canna o bianco)
30 g di burro (anche meno)
Liquore Grand Marnier
Olio extravergine d’oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Setacciare la farina, metterla in una ciotola e stemperarla con il latte; aggiungere le uova leggermente sbattute e mescolare bene fino ad ottenere una pastella liscia, priva di grumi, omogenea.
Coprire e lasciar riposare per una mezz’ora.

Con un pennello ungere con olio un tegamino antiaderente (per velocizzare anche due di ugual dimensione) e metterlo sul fuoco a scaldare.

Versare 3-4 cucchiai (o un piccolo mestolino) di pastella e far roteare velocemente l’impasto fino a ricoprire tutto il fondo.

Cuocere per circa mezzo minuto (dipende dallo spessore della crêpe, meglio farle sottili) poi, con l’aiuto di una spatola di silicone, staccare i bordi e girare per cuocere anche l’altro lato.

Toglierla dal tegamino e farla scivolare su un piatto.
Proseguire fino ad esaurire la pastella, ungendo ogni tanto il tegamino con una pennellata di olio.

Strofinare per bene le zollette di zucchero sulla buccia delle arance e del limone in modo che si impregnino dell’aroma poi metterle in una ciotola aggiungendo la buccia grattugiata sia delle arance che del limone.

In un tegame mettere una piccola noce di burro, il succo degli agrumi, le zollette e le bucce grattugiate.

Mescolare, portare a bollore dolcemente e, dopo 3-4 minuti, versare poco alla volta mezzo bicchiere di Grand Marnier e far riprendere il bollore.

Immergere nel liquido una crêpe alla volta facendola insaporire, ripiegarla a ventaglio e trasferirla in una pirofila leggermente imburrata.

Proseguire fino all’esaurimento delle crêpes.

Il liquido che rimane versarlo nella pirofila, direttamente sulle crêpes.

Al momento di servire le Crêpes Suzette, mettere la pirofila in forno a scaldare a 180 gradi per 6-7 minuti.

Mettere sul fuoco un pentolino con mezzo bicchiere (di più per avere una bella fiammata) di Grand Marnier e, appena inizia a bollire, versare il liquore sulle crêpes.

Facendo molta attenzione, dare fuoco al liquore e godersi lo spettacolo.
Se si preparano la sera spegnere le luci.

È di grande effetto servire nei piatti le Crêpes Suzette ancora fiammeggianti.

Monica Bianchessi e Stefano Fagioli: gnocchi di patate con radicchio di Treviso, anche senza glutine


Sfogliando le ricette di Monica Bianchessi e Stefano Fagioli nella Collana Diari di Alice “365 una ricetta al giorno”, più precisamente il Diario del 2008, alla pagina 6 del mese di Febbraio ho trovato questa interessante ricetta che vede protagonista il radicchio.
In casa, fin che è stagione, ho sempre una buona scorta di radicchio di Treviso, che mi viene recapitato direttamente dalla zona di produzione quasi appena dopo essere stato raccolto.
È talmente croccante e fresco che è un vero peccato cuocerlo, ma per questa ricetta vale la pena!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

1 kg di patate
Radicchio di Treviso (2-3 cespi)
300 g di Mix-it Schär
Un rametto di rosmarino
Grana grattugiato
Uno spicchio di aglio
Un pizzico di noce moscata
200 g di guanciale**
Scalogno
Olio extravergine d’oliva
Sale

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere le patate con la buccia in una casseruola, coprirle con acqua fredda e portarle a cottura.

Lavare il radicchio, tritarne finemente una metà assieme agli aghi di rosmarino e far saltare il tutto con un filo di olio, regolando di sale.

Una volta cotte, pelare le patate, schiacciarle, unire la farina, il radicchio stufato e scolato da eventuale acqua, il grana e una grattugiata di noce moscata.

Impastare, tagliare l’impasto a pezzi, ricavare dei filoncini e da questi gli gnocchi.

Passarli sui rebbi di una forchetta e tuffarli in acqua bollente salata.

Intanto far appassire lo scalogno con un giro di olio, il guanciale a filetti e lo spicchio di aglio schiacciato.

Unire il resto del radicchio tagliato, lasciar stufare e aggiungere gli gnocchi cotti e scolati.

Far insaporire e servire con una spolverata di grana.

Le castagnole al cacao di Lucake anche senza glutine


Non ho il Latte Condensato al cacao previsto nella ricetta di Luca Perego, in arte Lucake,
giovane pasticcere molto noto sui social, dal quale attingo utili consigli e ricette perfette.
Ho comunque il Latte Condensato classico, che non manca mai nella mia dispensa. Provato nel caffè?
A questa pratica mi ha iniziato il mio fratellone che in fatto di consigli dolci è insuperabile!
Quindi, oggi, ultimo giorno di carnevale, come vuole la tradizione, si frigge: queste castagnole mi hanno tentato da subito!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

270 g di Preparato per Dolci Pasta di Venezia
20 g di cacao amaro**
20 g di zucchero a velo**
8 g di lievito per dolci**
1 uovo intero
1 tuorlo
120 g di ricotta
130 g di Latte Condensato Nestlé al cacao (per me quello classico, senza glutine)
1 l di olio di arachidi
Zucchero semolato (per decorare)

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Versare tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolarli con un cucchiaio di legno e finire impastandoli a mano, fino ad ottenere un panetto omogeneo.

Dividere l’impasto in piccoli pezzetti e arrotolarli fra le mani per farli diventare sferici.

Scaldare l’olio e mantenerlo alla temperatura di circa 170 gradi.

Friggere le castagnole tenendole girate e mosse.

Scolarle con la schiumarola e trasferirle su carta assorbente per togliere l’olio in eccesso.

Mettere dello zucchero semolato in un piatto, versarvi le castagnole, girarle e rigirarle fin che sono completamente avvolte dallo zucchero: le castagnole al cacao senza glutine sono pronte!