Riso Pokè Bowl, la versione di Rubi, senza glutine


Pokè Bowl: Pokè=tagliato a tocchi, Bowl=ciotola.
Gustosa e colorata, la Pokè Bowl è essenzialmente un’insalata di riso con un apporto calorico molto basso, ottimo sempre, ideale nella stagione estiva.
Anche in Italia è esplosa la nuova tendenza food: l’insalata venuta dalle Hawaii, piatto unico a base di riso, pesce marinato, frutta e verdura, si sta facendo strada nei locali più alla moda, conquistando i palati più esigenti.
Ho visto preparare la Poké Bowl da Rubina Rovini nel format di Alice “La Versione di Rubi”.
In questa trasmissione la conduttrice, grande esperta degli alimenti e delle loro proprietà, ci fa conoscere i piatti della tradizione secondo la sua moderna visione, fatta di contemporaneità ed esigenza del vivere quotidiano, pur restando legata alle loro memorie.
Ho apprezzato la sua versione del Riso Pokè Bowl e l’ho preparato per noi ma con qualche variazione.
Tra gli ingredienti di questa ricetta ci sono gli edamame, fagioli di soia acerbi, ricchi di proteine e vitamine, molto usati nella cucina giapponese.
Gli edamame sono stati una piacevole scoperta: gusto delicato, consistenza croccante.
La soia edamame è coltivata anche nelle fertili rive del Po e distribuita principalmente come prodotto surgelato.
Sprovvista di olio di riso l’ho sostituito con quello extravergine d’oliva mentre sesamo nero e avocado, previsti nella ricetta di Rubi, ho dimenticato di metterli nella lista della spesa ☹️.
Sarà per la prossima volta: è una ricetta da ripetere!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di riso basmati
400 g di salmone
1 ananas
200 g di edamame
4 rapanelli
300 g di spinacini
450 g di acqua (una volta e mezzo il peso del riso)
Qualche filo di erba cipollina
1 spicchio di aglio
2 lime
1 cm di zenzero
Salsa di soia**
Olio extravergine di oliva

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare il riso, versarlo in una casseruola, aggiungere l’acqua, un pizzico di sale, mettere sul fuoco e, appena raggiunge il bollore, coprire e cuocere per 7-8 minuti.

Trascorso questo tempo condire il riso con il succo di lime, un giro di olio poi trasferirlo in una ciotola a raffreddare.

Tagliare a cubetti il salmone (dopo averlo privato della pelle e delle eventuali lische), metterlo in una ciotola con rondelle di zenzero e qualche cucchiaio di salsa di soia.
Mescolare e mettere da parte.

Tagliare l’ananas a cubetti, metterlo in una ciotola con l’erba cipollina tagliata a pezzetti e condire con qualche cucchiaio di soia.

Tagliare i rapanelli a rondelle.

Sbollentare la soia edamame, scolare e condire con un filo di olio.

In una padella saltare velocemente gli spinacini, lavati e scolati per bene, con un giro di olio e uno spicchio di aglio.

Scolare il salmone dalla salsa di soia e scottarlo molto brevemente in una padella con un giro di olio.

Preparare il piatto da portata:
Versare al centro il riso e intorno distribuire gli altri ingredienti: l’edamame, l’ananas, il salmone (senza zenzero), i ravanelli e gli spinacini.

Il riso Pokè Bowl, versione rivisitata di Rubi, è pronto!

Menemen e Bazlama: colazione da turchi, anche senza glutine


Il Menemen è un piatto della tradizione turca straordinariamente semplice ma molto gustoso a base di uova, cipolle, pomodori, peperoni e spezie e viene servito a colazione.
Non sono reduce da una vacanza in Turchia ma dall’aver visto qualche puntata di Bitter Sweet, la soap turca con protagonista una giovane aspirante chef che ha un grande sogno: aprire un ristorante tutto suo.
Prima però deve portare a termine non solo gli studi di arte culinaria all’università ma anche un corso di giapponese, al quale si dedica con altrettanta passione.
Per mantenersi cerca un lavoro e lo trova come cuoca personale di un giovane uomo d’affari, ricco e affascinante (ti pareva 😏🙄!) e, in un ambiente da sogno, prepara diversi piatti turchi: il Menemen ha catturato la mia curiosità.
Diverse ricette spiegano come procedere nella preparazione del Menemen e, in tutte, le uova, ingrediente principale, vengono strapazzate, ma un video mi ha convinta di più: le uova restano intere e alloggiano tra le verdure.
E il pane turco? Niente di meglio che servire il Menemen con un pane che parli la stessa lingua: il Bazlama!
Il Bazlama (pane arabo) è un pane morbido, molto schiacciato, piatto, circolare e lievitato che si trova in Turchia.
È composto da farina di grano, acqua, sale e lievito e viene cotto in padella: questa torrida estate fa apprezzare moltissimo non dover ricorrere al forno per la cottura!!
Ecco la mia interpretazione del Menemen e del Bazlama senza glutine: abbiamo viaggiato con immaginazione, fantasia e sensi ma…. non a colazione, a cena 😉!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per il Menemen:
Una cipolla
Peperoni (meglio a polpa sottile come i corno, i friggitelli e i monchetto)
Un peperoncino
3 pomodori maturi
4 uova
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe nero

Per il Bazlama:

650 g di Miscela Pane le Farine dei Nostri Sacchi + poca per spolvero
8 g di lievito di birra secco
12 g di sale
470 g di acqua tiepida

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il Bazlama:
Versare in una ciotola la farina e il lievito, aggiungere una parte di acqua, mescolare, aggiungere il sale e l’acqua rimanente.

Lavorare per amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e soffice.

Versarlo sulla spianatoia e tagliarlo in 6 parti.

Spolverare di farina ogni pezzetto e arrotolarlo dando la dimensione di una arancia.

Mettere le palle di pasta su un vassoio, coprire con pellicola e lasciar riposare per una mezz’ora.

Passato il tempo di riposo, spianare, arrotondare ogni pallina con le dita e cuocerla in una padella antiaderente a temperatura media pochi minuti per parte.

Una volta cotto il Bazlama, tagliarlo a fette e mantenerlo al caldo coperto con un tovagliolo.

Preparare il Menemen:
In un tegame appassire in un giro di olio la cipolla, il peperoncino, i peperoni e i pomodori, tutto tagliato a pezzetti non troppo grossi.

Aggiungere un pizzico di sale, una generosa macinata di pepe e portare a cottura con fiamma media.

Ricavare tra le verdure appassite 4 spazi e in ogni uno versarvi un uovo intero, avendo cura di non romperlo.

Coprire il tegame e lasciar rapprendere le uova, senza cuocerle troppo: saranno pronte appena l’albume prenderà colore.

Una spolverata di pepe ed il Menemen è pronto da gustare accompagnato da soffici fettine di Bazlama senza glutine, perfette per la …..scarpetta 😉!

Il “tiròt” di Felonica, la focaccia mantovana con le cipolle, anche senza glutine


Oggi ho versato molte lacrime! Il motivo? Ho preparato il “tiròt” e le mie sono lacrime…di cipolla 😂😂!
Affettare le cipolle fa piangere e io ne ho tagliato ben mezzo chilo 😳!
Infatti la particolarità del “tiròt”, gustoso prodotto da forno della tradizione contadina, sta nell’abbondante presenza di cipolle che, aggiunta all’impasto in quantità uguale alla farina, rende la focaccia particolarmente profumata.
Il nome “tiròt” compare per la prima volta nel vocabolario mantovano-italiano di Francesco Cherubini del 1827.
Il “tiròt” è un tesoro di arte culinaria della bassa provincia mantovana il cui ingrediente principale è la cipolla bionda, una varietà dolce e dorata, che per quasi duecento anni è stata la principale fonte di reddito degli abitanti dei territori di Felonica, Sermide e Carbonara Po.
Dai primi dell’Ottocento fino agli anni Settanta del secolo scorso, il “tiròt” si preparava solo da maggio a settembre, nel periodo di raccolta delle cipolle bionde.
Di primo mattino le donne, in particolar modo quelle di Felonica, dove è più radicata la tradizione, impastavano le cipolle novelle, tagliate sottilissime, con farina, strutto, sale, lievito e acqua; portavano il “tiròt” al forno del paese per farlo cuocere e da questo il profumo intenso ma gradevole di cipolla invadeva tutte le vie.
La focaccia spesso rappresentava il pranzo degli uomini al lavoro nei campi, oppure veniva consumata a cena, dalla famiglia riunita attorno alla tavola.
Oggi invece viene gustata come antipasto, da sola o con i salumi tipici mantovani.
Il suo nome deriva da “tirare” e si riferisce ad una fase della lavorazione della focaccia, più precisamente quando l’impasto viene “tirato” abilmente con le mani, riempendo tutta la teglia.
La ricetta tradizionale del tempo prevedeva, oltre alle cipolle e allo strutto, conservato dall’uccisione del maiale, l’aggiunta di farina bianca, bene molto pregiato con cui i proprietari terrieri pagavano i braccianti.
Oggi, rispetto ad una volta, il “tiròt” viene proposto nelle panetterie anche in versione più leggera, nella quale lo strutto è stato sostituito con l’olio extravergine d’oliva.
Il ”tiròt” viene cotto in teglie rettangolari e l’impasto, più o meno spesso, tagliato a quadri.
Durante la cottura diventa di un invitante colore giallo paglierino, dal sapore unico e dall’aroma intenso.
Il “tiròt” che si prepara a Felonica ha una consistenza morbida mentre quello di Sermide si distingue per una consistenza più secca.
E il mio “tiròt” senza glutine com’è? Forse un po’ alto, dovrò dimezzare le dosi o aumentare la teglia ma accontenta tutti: morbido nella parte interna, più croccante ai lati, ma comunque lo si preferisca è veramente squisito! Anche chi non ama particolarmente la cipolla lo apprezzerà, garantito!
A Felonica il “tiròt” è un prodotto talmente radicato nel territorio che la “sganzega” (merenda, in dialetto mantovano) la festa del paese, è interamente dedicata a questa focaccia: dal 2013 il “tiròt”, focaccia di Felonica, è diventato Presidio Slow Food.

Ho sglutinato la ricetta del “tiròt” con il proposito di trasmettere la memoria di questa buonissima focaccia a chi non la conosce e scongiurarne l’estinzione, assicurando anche ai celiaci questa opportunità!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di farina Miscela Pane le Farine dei nostri Sacchi
500 g di cipolla dorata già pulita
125 g di olio extravergine d’oliva (oppure 125 g di strutto) + poco per la teglia
12 g di sale
8 g di lievito di birra secco
480 g di acqua

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sbucciare le cipolle, tagliarle a fette sottili e lasciarle riposare, anche qualche ora se possibile.

In una ciotola unire la farina al lievito, aggiungere l’olio e gradatamente l’acqua.

Mescolare poi aggiungere il sale, incorporare le cipolle e lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo e molto morbido.
(Questa particolarità avvantaggia molto le farine senza glutine: ecco l’ottima riuscita del “tiròt” anche senza glutine!!)

Versare l’impasto in una latta rettangolare (cm 40×30) precedentemente oliata, distribuirlo su tutta la teglia bagnando spesso le dita e mettere a lievitare in un posto caldo fino al raddoppio (circa 2 ore).

Infornare il “tiròt” a 200 gradi e farlo cuocere per circa 30 minuti o comunque fin quando la superficie risulterà dorata.

Togliere dal forno, lasciar raffreddare qualche minuto e sformare.

Tagliare a quadri e gustare: ottimo caldo ma anche a temperatura ambiente non è per niente male!

Il “tirot” senza glutine è soffice, profumato e gustoso anche il giorno dopo, senza bisogno di essere riscaldato come conviene a molti prodotti da forno senza glutine.

Insalata di riso all’ananas, senza glutine


Se non è questo il periodo delle insalate di riso, quando mai sarà?
Con il caldo si consiglia una alimentazione frugale, spartana, con un occhio di riguardo al contenuto ma anche al gusto e questa fresca, invitante insalata di riso all’ananas, proposta da Alba Allotta nel suo libro “500 ricette di insalate e insalatone” fa proprio al caso nostro 😰🥵!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

400 g di riso (per me parboiled)
4 fette di ananas fresco
100 g di olive taggiasche (oppure olive nere e verdi come da ricetta)
100 g di Emmental
2 uova sode
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe nero

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lessare il riso in abbondante acqua leggermente salata per 15 minuti, passarlo sotto l’acqua fredda e sgocciolarlo bene.

Trasferirlo in una insalatiera e condirlo con qualche cucchiaio di olio mescolato con il succo di un limone e una macinata di pepe nero.

Aggiungere l’ananas spezzettato, le olive sgocciolate dall’olio, l’Emmental a dadini e rigirare con cura.

Se preparato in anticipo, coprire il riso con pellicola e lasciar riposare a temperatura ambiente.

Al momento di servire il riso all’ananas, sminuzzare l’uovo, distribuirlo sulla superficie e portare in tavola.

Le barrette di frozen yogurt con kiwi, frutti di bosco e i biscotti al mattarello con farine naturali, senza glutine



Questo caldo torrido richiede uno spuntino fresco e salutare, come una barretta di frozen yogurt con frutti di bosco, kiwi e biscotti secchi, preparati con farine naturali e senza burro.
L’idea delle barrette con frozen yogurt e frutti di bosco proviene dal blog Vegolosi.
Ho sglutinato la ricetta e adattata ai nostri gusti con quello che avevo a disposizione, compreso i miei biscotti home made preparati in un periodo leggermente più fresco (non molto a dire il vero 😏) e conservati in un vaso di vetro.
Per decorarli ho usato un mattarello speciale che mi ha dato biscotti molto belli con poca fatica e in un attimo: saranno perfetti come regalo nel periodo natalizio.
Queste barrette di frozen yogurt, preparate con una base di biscotti secchi, yogurt e poco sciroppo di agave, da aumentare se si preferiscono più dolci, sono uno snack leggero e piacevolmente fresco.
Si conservano nel freezer e, una volta tolte, bastano pochissimi minuti per essere pronte al consumo.
La frolla dei biscotti è preparata con farine naturali ed è praticamente simile a quella dei miei tortellini con ricotta e marronata:

https://stellasenzaglutine.com/2018/02/07/tortellini-dolci-senza-glutine-al-forno-con-frolla-di-farine-naturali-senza-burro-ripieni-di-ricotta-e-marronata/

Se in questo periodo sfornare biscotti risulta piuttosto pesante, si può optare per un buon biscotto confezionato: anche senza glutine se ne trovano parecchi.
Non dimentichiamo però il mattarello decorato: sarà molto utile a Natale!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Pasta frolla per preparare i biscotti:
200 g di farina di riso finissima ** + poca per spolvero
140 g di farina di mais finissima **
100 g di amido di mais**
100 g di zucchero di canna integrale
90 g di olio extravergine d’oliva delicato
2 uova
60-70 g di latte
Un cucchiaino di lievito per dolci**
Un cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere
Un cucchiaino di xantano

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

Per preparare le barrette:
250 g di biscotti secchi senza glutine
140 g di olio di cocco
370 g di yogurt naturale
Frutti di bosco (per me mirtilli e ribes)
Kiwi
2 cucchiai di sciroppo di agave

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare i biscotti:

In una tazza mescolare lo zucchero di canna con l’olio.
In una ciotola riunire tutti gli altri ingredienti, mescolarli poi aggiungere l’olio zuccherato e lavorare fino ad avere un impasto omogeneo.
Trasferire il composto su un piano leggermente infarinato, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo a riposare in frigorifero per una mezz’ora.

Togliere la pasta frolla dal frigorifero e stenderla con un mattarello su un foglio di carta forno, aiutandosi con poca farina di riso.

Spolverare di farina anche il mattarello intagliato (quello per decorare la frolla) e passarlo sulla pasta stesa, procedendo dal basso verso l’alto, pressando per bene: la frolla risulterà tutto un decoro!

Con uno stampino ricavare dalla frolla decorata le forme preferite, trasferirle su una griglia ricoperta di carta forno e cuocere a 160 gradi per circa 15 minuti.

Togliere dal forno e lasciar raffreddare.

Questi biscotti secchi si mantengono bene e a lungo se conservati in un vaso ermetico.

Preparare le barrette:

Tritare i biscotti fino ad ottenere una farina, metterla in una ciotola e unire l’olio di cocco, precedentemente sciolto al microonde o a bagnomaria.

Amalgamare bene il composto e versarlo in una teglia bassa ricoperta di carta forno; formare uno strato omogeneo e ben compatto e metterlo nel freezer per 15 minuti a solidificare.

Nel frattempo mescolare in una ciotola lo yogurt con 2 cucchiai di sciroppo di agave e versare in modo uniforme sulla base di biscotti secchi e olio di cocco, tolta dal freezer e solidificata.

Distribuire sulla superficie i frutti di bosco e fettine di kiwi poi trasferire di nuovo in freezer per almeno un paio d’ore.

Una volta solidificato il tutto, togliere dal freezer e tagliare le barrette; lasciarle ammorbidire per un paio di minuti prima di servirle.

Queste barrette di frozen yogurt si possono conservare anche un mese in freezer avvolte da pellicola.

Uova di quaglia in cocotte, senza glutine


Vedere una ricetta, prendere lo spunto e realizzarla seguendo la nostra fantasia …. si può!
In ogni caso, ringraziare per l’idea…. si deve!!
Dalla rivista “ Facile Cucina “ lo spunto per le mie “uova di quaglia in cocotte”: un secondo piatto sfizioso, semplice, veloce e di sicuro effetto ma soprattutto veramente buono!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Fette di pagnotta o di pancarrè senza glutine
Uova di quaglia
Spinaci ripassati in padella con olio extravergine e aglio
Prosciutto cotto senza glutine, affettato
Stracchino
Olio extravergine d’oliva
Pepe nero

PROCEDIMENTO RICETTA:

Spennellare le cocotte con un po’ di olio e rivestirle con le fette di pancarrè.

Distribuire sul fondo uno strato di spinaci e su questo un po’ di prosciutto cotto da un lato e un cucchiaio di stracchino dall’altro.

Rompere 3 uova di quaglia in una ciotolina e versarle sul prosciutto cotto.

Salare, pepare e passare in forno caldo a 180 gradi per 15 minuti.

Sfornare e servire!

La brisée con i porri di Marco Bianchi ma senza glutine


Dal libro di Marco Bianchi “Cucinare è un atto d’amore” una appetitosa ricetta che vado a sglutinare preparando, con tanto amore, invitanti cocottine monoporzione!

“Questa brisée con i porri è ideale come aperitivo, tagliata a fette e servita in tavola su un tagliere, prima di una cena con amici. Si presta per essere preparata con anticipo, anzi, è ancora più buona!”

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per la brisée:
300 g di farina Nutri Free Multiuso
Un pizzico di sale
Un pizzico di bicarbonato
80 g di olio extravergine d’oliva
120 g di acqua
2 cucchiai di aceto di mele

Per la farcia:
4 porri (300 g)
250 g di ricotta
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare la pasta brisée: impastare gli ingredienti fino a ottenere un composto omogeneo.

Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e far riposare 1 ora in frigorifero.

Nel frattempo preparare il ripieno: affettare finemente i porri e stufarli in una padella antiaderente con qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e una macinata di pepe.

Una volta appassiti, aggiungere la ricotta e mescolare fino a che gli ingredienti saranno ben amalgamati tra loro.

Togliere dal fuoco e mettere da parte.

Togliere la brisée dal frigorifero e lavorarla brevemente prima di stenderla con un mattarello su un foglio di carta da forno cosparso di un velo di farina.

Ritagliare dalla sfoglia 4 cerchi di diametro leggermente superiore alle cocottine da usare, ungerle con un velo di olio e ricoprirle con i cerchi di pasta brisée.

Versare all’interno il ripieno di porri e ricotta e infornare a 180 gradi per circa 40-45 minuti.

Si possono presentare queste mini brisée nelle cocottine ma anche senza, dopo averle fatte raffreddare per pochi minuti.

Pane senza glutine alle arachidi


Prepariamo un pane alle arachidi? Sì, e lo facciamo lievitare anche nel cestino!
“Il cestino, in rattan naturale, serve a mantenere in forma il pane durante la lievitazione.
La crescita dell’impasto nel cesto, grazie all’assorbimento parziale dall’umidità e al mantenimento del calore, garantisce una migliore struttura del pane e la croccantezza della crosta”.
Il mio pane alle arachidi ha una doppia lievitazione: la prima nella ciotola, la seconda nel cestino.
La ricetta “Cornetti alle arachidi” del maestro panificatore Giovanni Gandino dal suo primo libro “Academia Barilla-Pane, Pizza, Focaccia-222 Ricette Facili della Cucina Italiana”, mi ha dato lo spunto per preparare un pane senza glutine con le arachidi.
Le arachidi, chiamate comunemente “noccioline americane” (in dialetto mantovano “galetìne”), non sono un seme oleoso come le noci, le mandorle o le nocciole, ma un legume.
I semi di arachide vengono usati per ricavare l’olio oppure si consumano in pasta (burro di arachidi) o interi, dopo essere stati tostati.
I semi di arachide hanno un alto contenuto di proteine e sono una buona fonte di niacina quindi contribuiscono alla buona salute del cervello e alla circolazione sanguigna.
Recenti ricerche sulle arachidi hanno riscontrato la presenza di un buon livello di antiossidanti paragonabile a quello di more e fragole e di molto superiore a quello di mele, carote e barbabietole; hanno altresì dimostrato che la tostatura delle arachidi potenzia il loro contenuto di polifenoli.
Bene, se siamo in cerca di validi motivi per preparare un pane alle arachidi, li abbiamo trovati, ma in ogni caso, a chi non piacciono le “galetìne” 😉?
Per velocizzare ho usato semi di arachide già tostati ma salati e di conseguenza ho messo meno sale nell’impasto.
Questo pane ne conserva il gusto e si presta molto a tartine con formaggi freschi e spalmabili.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di acqua
5 g di lievito di birra fresco
125 g di Fiprepan Farmo
100 g di Nutri Free Mix Pane
100 g di Nutrifree Mix Pane Integrale + poca per la spianatoia
10 g di olio extravergine d’oliva
150 g di arachidi
4 g di sale
Farina di mais finissima** per spolverare

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola sbriciolare il lievito nell’acqua a temperatura ambiente, unire il mix di farine mescolate alle arachidi tritate e iniziare ad impastare.

Incorporare l’olio e, a impasto quasi formato, il sale.

Continuare a lavorare fino ad ottenere una pasta morbida, omogenea ed elastica.

Ungere una ciotola, versarvi l’impasto, coprire con pellicola e lasciar lievitare per due ore circa in un posto caldo.

Trascorso questo tempo, versare l’impasto sulla spianatoia cosparsa di farina e lavorare brevemente aiutandosi con un tarocco.

Formare un cilindro, metterlo nel cestino cosparso di farina di mais e lasciar lievitare nuovamente in un posto caldo per circa un’ora.

Accendere il forno a 200 gradi con la leccarda capovolta.

Quando ha raggiunto questa temperatura, ribaltare il pane su un foglio di carta forno, trasferire tutto (foglio e pane) sulla leccarda rovente e cuocere per circa 25-30 minuti.

Lasciar raffreddare prima di affettare.

Soufflé senza glutine di fave e pecorino di Patrizia Forlin


Irrinunciabili punti di riferimento in cucina: se non è Campoli è…..Forlin, tanto per restare in famiglia 😉!
Dalla rivista “Alice Cucina” una ricetta firmata Patrizia Forlin, per “reinventare uno dei più classici abbinamenti di maggio: fave e pecorino”, da provare fin che si possono trovare questi legumi freschi.
È una ricetta senza glutine, non servono variazioni o adattamenti.
Diverso il tempo di cottura dei miei soufflé: ho usato tre cocottine al posto di quattro, come suggerito dalla ricetta.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

250 g di fave fresche già sgranate
50 g di pecorino grattugiato
Prezzemolo
2 tuorli, 2 albumi
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lessare le fave in acqua bollente, scolarle, privarle della buccia e passarle con il passaverdure.

Raccogliere la purea in una ciotola, aggiungere il pecorino, i tuorli, un filo di olio, una macinata di pepe, un pizzico di sale e amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Montare gli albumi a neve ben ferma, incorporarli delicatamente al composto preparato e versare nelle cocottine precedentemente oliate.

Versare in una teglia dell’acqua bollente, mettervi le cocottine e far cuocere in forno, a bagnomaria, a 175 gradi per circa 8-10 minuti poi abbassare a 160 gradi e proseguire la cottura per altri 15-18 minuti.

Una volta arrivati a cottura, sfornare e servire i soufflé ben caldi: sono veramente meritevoli!

Pane senza glutine con prugne e frutta secca


Questo pane è ideale per affrontare la giornata con una colazione sana e nutriente, spalmato di miele ma si presta anche per uno spuntino di solo pane…..si fa per dire 😉!
Ho usato, tra gli ingredienti, un olio extravergine d’oliva “grezzo”, non filtrato, ovviamente italiano, che ha trasmesso al pane una fragranza tutta da provare: la mia scelta si è rivelata ottima!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

350 g di farina Revolution Mix Pane, Pizza, Dolci
150 g di farina Farmo Low Protein
370 g di acqua
7 g di lievito fresco
15 g di olio extravergine d’oliva
4 g di sale
10 prugne secche denocciolate
50 g di uvetta
80 g di frutta secca (noci, nocciole, mandorle e anacardi)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Nella ciotola impastatrice mettere nell’ordine: l’acqua, il lievito sbriciolato, le farine, l’olio e il sale e lavorare con la foglia per 7-8 minuti.

Aggiungere poi la frutta secca spezzettata, l’uvetta lavata, ammollata e tamponata con carta assorbente e le prugne secche tagliate a pezzetti.

Lavorare a velocità moderata e amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Versare il composto in uno stampo (il mio di cm 30 x 11) rivestito con carta forno e mettere a lievitare in forno con lucina accesa fino al raddoppio (circa 2 ore).

Cuocere a 200-210 gradi per 40 minuti poi togliere dal forno e dallo stampo aiutandosi con la carta forno.

Eliminare la carta e mettere il pane a raffreddare su una gratella.

Una volta raffreddato, il pane senza glutine con prugne e frutta secca è pronto da affettare.

Si può anche congelare già affettato e per ripristinare la sua fragranza bastano pochi minuti nel forno o nel tostapane.