Torta senza glutine in casseruola, con pera e cioccolato

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Estate torrida questa che stiamo vivendo, una delle più calde degli ultimi 15 anni.
Il coraggio di accendere il forno viene meno, si ha la sensazione di vivere noi stessi all’interno di un forno sempre acceso!!
Allora, niente dolce? Ci mancherebbe! Cuociamo la torta in una casseruola, sul gas della cucina.
Difficile? No, basta avere qualche attenzione e usare una fiamma moderata e costante.
Il tempo di cottura è abbastanza simile a quello con il forno elettrico ma almeno non contribuiamo ad aumentare il calore della nostra cucina.
Per il mio dolce ho usato il Preparato per Torta Paradiso Piaceri Mediterranei, ma si può fare con altrettanto peso di farina per dolci, a cui si deve aggiungere una bustina di lievito, ovviamente tutto senza glutine.
Il resto rimane invariato. A piacere, per una torta più dolce, aumentare la dose di zucchero di canna.
Ho usato la “pera di San Giovanni”, da noi conosciuta come “i pir da San Giuan”, presente soprattutto nella zona dell’ Emilia-Romagna.
Frutto estivo (matura a fine giugno) di piccole dimensioni, ha la buccia verde con sfumature rosse e gialle e polpa bianca, profumata e saporita, soprattutto quando è molto matura.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

3 uova
70 g di zucchero di canna integrale
1 Preparato per Torta Paradiso Piaceri Mediterranei (g 250)
20 g di cacao amaro**
80 g di olio di semi di mais
100 g di latte
3 pere piccole
Zucchero a velo **

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Montare le uova con lo zucchero fino ad avere una consistenza cremosa, poi aggiungere a filo l’olio.

Mescolare il Preparato con il cacao e aggiungerlo al composto, un cucchiaio alla volta, alternato con il latte.

Tagliare le pere a cubetti, versarle nell’impasto e amalgamare.

Versare il composto in una casseruola di cm 20, rivestita di carta forno e metterla sul fuoco del gas più grande.

Coprire con il coperchio (meglio se trasparente, così si può controllare la cottura senza sollevarlo) e cuocere a fiamma bassa per circa 25-30 minuti.

Quando anche in superficie si sarà rappresa, togliere il coperchio, coprire la torta con un foglio di carta forno e capovolgere aiutandosi con un piatto, come se fosse una frittata.

Rimettere la torta nella casseruola, lasciando il secondo foglio sul fondo e togliere quello già usato in precedenza, che ora si trova in alto.

Cuocere la torta, senza coperchio, per altri 7-8 minuti poi sformare aiutandosi con la carta forno.

Mettere su una gratella e lasciar raffreddare completamente prima di spolverare con lo zucchero a velo.

Una piadina gustosa, morbida e senza glutine, senza strutto, senza olio, senza lievito…ispirata da Alessandra Spisni

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Come può essere che una tal piadina, piuttosto light, sia ispirata da Alessandra Spisni, regina delle sfogline, romagnola doc, con particolare avversione alle diete, il cui motto è “l’abbondanza non ha mai fatto carestia”?
Eppure è così e questa mia è la ricetta rivisitata e senza glutine della simpatica Alessandra.
Gli ingredienti di questa piadina che la maestra sfoglina prepara durante una trasmissione televisiva de “La Prova del Cuoco”, sono: farina, sale, lievito, latte intero e panna fresca, non esattamente quelli canonici richiesti dalla piadina, una delle ricette più conosciute della cucina romagnola.
(sottolineo che questa è solo una delle ricette della piadina di Alessandra).
Ho stravolto la ricetta della Spisni? Niente affatto, ho solo sostituito la panna con lo yogurt magro, il lievito con il bicarbonato e dimezzato la dose di sale.
Liberi di usare gli ingredienti della Spisni, che ho messo tra parentesi e in tal caso si dovrà aumentare la dose di panna liquida: le farine senza glutine hanno bisogno di più liquidi.
Comunque, a costo di risultare immodesta, ribadisco che la mia piadina senza glutine, con yogurt, latte e bicarbonato è……molto gustosa, morbida, saporita, invitante in qualsiasi modo la si farcisca.
Speciale anche senza ripieno, come sostituto del pane!
Si può conservare l’impasto per qualche giorno in frigorifero, avvolto nella pellicola oppure si possono congelare le singole palline già pronte per essere stese.
La piadina già cotta e farcita, avvolta nella carta argentata o in un contenitore idoneo, si presta per un picnic o per la pausa pranzo.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di farina Pane e Pizza Grano Zero Molino Pasini
10 g di sale (20 g)
5 g di bicarbonato (1 bustina di lievito)
100 g di yogurt magro (2 cucchiai di panna liquida)
250 g di latte
Salmone affumicato
Robiola
Rucola

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mescolare la farina con il sale e il bicarbonato; aggiungere lo yogurt, il latte e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.

Avvolgere nella pellicola e lasciar riposare per una mezz’ora.

Fare delle palline di circa 100 g e stenderle col mattarello tra due fogli di carta forno, fino a formare un disco abbastanza sottile.
(I segni impressi nell’impasto già steso sono dati dalla carta forno che, piadina dopo piadina, si stropiccia. Se si vogliono spianare un po’i segni, basta passare il mattarello direttamente sull’impasto, senza la carta forno).
Per avere un cerchio perfetto aiutarsi seguendo i bordi di un coperchio.

Scaldare una padella antiaderente (o il testo romagnolo) e cuocere un paio di minuti per lato, fino a quando si formeranno delle bolle, che andrebbero schiacciate, cosa che io non faccio mai.

Una volta cotta, trasferire la piadina su un piatto, farcire con la robiola, il salmone e la rucola.

Piegare e gustare: buona sia calda che a temperatura ambiente.

Quando si ha fretta e non si ha tempo di ritagliare perfettamente rotonda la piadina o si preferisce una piadina rustica, dai contorni…liberi, lasciarla tale e quale, come esce dalla fantasia del mattarello e così cuocerla.
Farcire poi a piacere: qui con prosciutto crudo e insalatina verde.

Anche arrotolata e tagliata a rondelle si presenta molto bene!

Torta senza glutine alle albicocche

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Se non avessi avuto almeno 6 albicocche fresche avrei rinunciato al dolce ma….c’erano: in tutto solo 7 ma più che sufficienti per preparare questa torta.
La ricetta “glutinosa” è di una amica e lei la prepara anche in inverno, con le albicocche sciroppate e come merenda per i nipotini.
È un dolce molto semplice, soffice e invitante e approfittando delle albicocche fresche voglio provarlo anch’io, nella versione “sglutinata”.
Per alleggerire la ricetta ho sostituito il burro con la stessa quantità di yoghrt greco e diminuito la dose di zucchero (da 100 g sono passata a 40).
Il mio dolce era per adulti quindi mi sono permessa di profumare l’impasto con una spruzzata di Grand Marnier, che ci sta davvero bene!!
La ricetta è perfetta anche in versione senza glutine, con meno zucchero e con lo yogurt.
È da rifare, magari con altra frutta fresca: si può provare con le prugne e una spruzzata di Limoncello, o con le pesche e Amaretto Disaronno……e perché non con l’uva e un po’ di rum?
Come sempre, le idee non mi mancano, se sono dolci poi…..

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

6 albicocche
2 uova
90 g di yogurt greco 2% (oppure burro morbido)
40 g di zucchero di canna
100 g di farina per dolci lievitati Molino Dallagiovanna + poca per la teglia
4 g di lievito per dolci**
La buccia di un limone grattugiata
Una spruzzata di Grand Marnier
Un cucchiaio di olio extravergine di oliva
Zucchero A Velo**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare le albicocche, sode e non troppo mature, asciugarle, tagliarle a metà e togliere il seme.

Separare i tuorli dagli albumi e montare i tuorli con lo zucchero, fino a formare una crema.

Aggiungere lo yogurt, la buccia grattugiata del limone, il liquore e la farina setacciata con il lievito. Mescolare e amalgamare bene.

Montare a neve gli albumi e incorporarli all’impasto molto delicatamente.

Oliare e infarinare una teglia rettangolare di circa 20 cm × 30; versarvi il composto e livellare con una spatola: lo spessore risulta molto sottile.

Distribuire sull’impasto le albicocche con la parte della buccia rivolta in basso.

Mettere in forno caldo, statico, a 170 gradi e cuocere per circa 35-40 minuti.

Togliere dal forno e lasciar raffreddare.

Spolverizzare la torta con lo zucchero a velo e tagliare a quadrotti: golosa, soffice e profumata!

Canederli senza glutine con speck, spinacini e salsa di pomodoro

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Adoro i canederli, anche nella stagione estiva!
Quando fa caldo li preparo asciutti e questi, conditi con una semplice passata di pomodoro, sono molto invitanti, gustosi e stimolano l’appetito.
Per prepararli ho “sacrificato” qualche fetta di pane ai semi di lino preparato il giorno prima con la macchina del pane, ma va bene qualsiasi pane, pur che sia senza glutine.
Va da sé che se il pane è buono, i canederli saranno buoni.
Chi volesse preparare il pane ai semi di lino con la MdP, qui trova la ricetta:

https://stellasenzaglutine.com/2014/07/17/pane-senza-glutine-con-farina-ai-semi-di-lino-nella-macchina-del-pane/

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

350 g di pane senza glutine
200 g di grana grattugiato
250 g di latte caldo
100 g di spinacini freschi
2 uova
100 g di speck Segata, senza glutine
3 cucchiai di farina Schär Mix it (circa 100 g)

Per il condimento:
Passata di pomodoro bio B&O Italy
Aglio
Basilico
Sale e pepe nero
Olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tagliare il pane a dadini, bagnarlo con il latte tiepido, lasciarlo macerare per 10-15 minuti dopodiché strizzarlo, schiacciarlo con una forchetta e metterlo in una ciotola.

Aggiungere il formaggio grattugiato, le uova, la farina, un pizzico di sale, gli spinacini lavati, asciugati con una carta assorbente e tagliati a coltello.

Aggiungere anche lo speck tagliato a listarelle, mescolare e amalgamare bene il composto.
Se dovesse essere troppo asciutto aggiungere qualche cucchiaio di latte.

Con le mani umide, formare delle palline tonde e compatte e metterle a riposare in frigorifero per una mezz’ora, così non si sfalderanno in cottura.

Nel frattempo preparare il sugo al pomodoro: cuocere per una mezz’ora, a fuoco moderato, la passata con una manciata di basilico, qualche spicchio di aglio e un giro di olio.

Al termine togliere l’aglio, insaporire con un po’ di sale e una macinata di pepe.

Togliere i canederli dal frigorifero e cuocerli in abbondante brodo bollente (o acqua salata) per circa 5-6 minuti.

Scolare i canederli con una schiumarola, tuffarli nel sugo di pomodoro e farli insaporire, rigirandoli, per un per un paio di minuti.

Focaccia senza glutine alla frutta fresca, lievitata con il Kefir di latte

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Una nuova ricetta che vede il Kefir di latte protagonista e anche valido sostituto del lievito.
Chi non ha il Kefir, può “supplire” (nel senso di provvedere a colmare una mancanza) con altrettanto yogurt e 5 grammi di lievito di birra fresco, ma….non sa cosa si perde!
Né dolce, né salata, questa focaccia con tanta frutta piace a tutti!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

200 g di Kefir di latte (con il siero)
500 g di Miscela Pane e Pizza Piaceri Mediterranei
10 g di miele di acacia
220 g di acqua
10 g di olio extravergine di oliva + poco per ciotola e tortiera
10 g di sale

Frutta fresca: pesche, albicocche, uva, lamponi e mirtilli
Zucchero di canna

Kefir e intolleranza:
Come sempre quando preparo ricette con il Kefir mi trovo il problema della intolleranza al lattosio.
Il Kefir è un latte fermentato e i batteri in esso contenuti metabolizzano il lattosio, trasformandolo in un prodotto praticamente delattosato.
Un articolo scientifico inglese pubblica che un prodotto lattiero-caseario fermentato con il Kefir migliora la digestione del lattosio.
Ritengo che, nonostante il Kefir sia il latticino più consigliato per chi ha problemi di mal digestione e intolleranza del lattosio, sia comunque sempre bene sincerarsene personalmente.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il lievitino o starter:
In una ciotola mescolare il Kefir, 150 g di farina e il miele.
Coprire e mettere a lievitare a temperatura ambiente per 10-12 ore.

Nella ciotola della planetaria (si può fare anche a mano), mettere la farina rimanente (350 g), il lievitino, l’acqua, l’olio, fare qualche giro di impasto, aggiungere il sale e lavorare per qualche minuto.

Ungere una ciotola, versarvi l’impasto e coprire con la pellicola (passare un filo di olio anche su questa per impedire all’impasto, lievitando, di attaccarsi).

Mettere a lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (circa 9 ore).

Ungere una tortiera, versare l’impasto lievitato e stenderlo con le dita bagnate con acqua e olio.
Distribuire la frutta: pesche e albicocche tagliate a fettine, uva, lamponi e mirtilli.

Spolverare la superficie con due cucchiai di zucchero di canna e cuocere in forno caldo a 200 gradi per circa 30 minuti.

Buona sia calda che a temperatura ambiente.

Il mio gelato al Kefir con mirtilli sciroppati, senza glutine e senza gelatiera


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Questo è un gelato molto naturale, semplice, facile da fare e parecchio buono.
Indispensabile avere il Kefir di latte e anche abbastanza denso.
Senza uova, senza panna, senza zucchero, solo miele e Kefir.
Ho aggiunto la vaniglia perché per me è afrodisiaca ma ogni gusto va rispettato, quindi via libera a buccia di limone, di arancia o di lime grattugiata.
Ho provato a farlo senza la gelatiera: non tutti ce l’hanno e la mia (caro, vecchio Gelataio Simac datato 1988!!) arranca un po’ per fare il suo dovere ed ho preferito risparmiargli questa fatica. Ma non vuol dire che non ci proverò anche con lui, che si prepari quindi!!
Questo gelato, a differenza di molti altri fatti in casa, non cristallizza per la presenza del miele come dolcificante: ho messo in pratica il suggerimento del simpaticissimo e geniale Sergio Barzetti, in arte Mr. Alloro.
Ho sciroppato dei mirtilli freschi per accompagnare il gelato; anche un giro di topping al cioccolato o al pistacchio va bene, ma vi assicuro che il gelato è buono anche così: chi apprezza il Kefir al naturale potrà confermarlo.

Ps: Kefir e intolleranza
Come sempre quando preparo ricette con il Kefir mi trovo il problema della intolleranza al lattosio.
Il Kefir è un latte fermentato e i batteri in esso contenuti metabolizzano il lattosio, trasformandolo in un prodotto praticamente delattosato.
Un articolo scientifico inglese pubblica che un prodotto lattiero-caseario fermentato con il Kefir migliora la digestione del lattosio.
Ritengo che, nonostante il Kefir sia il latticino più consigliato per chi ha problemi di mal digestione e intolleranza del lattosio, sia comunque sempre bene sincerarsene personalmente.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

300 g di Kefir di latte (compreso il siero)
150 g di miele di acacia
3 g di estratto di vaniglia in bacca

Per i mirtilli sciroppati:
300 g di mirtilli freschi
Un limone naturale
Miele di acacia

Topping al pistacchio**

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola mettere il Kefir, il miele di acacia, l’estratto di vaniglia e mescolare fin che si è amalgamato tutto.

Trasferire in un contenitore da freezer, mettere nel congelatore e mescolare ogni ora.
Per questa quantità ci vorranno circa 4 ore prima che il composto diventi un gelato.

Nel frattempo preparare i mirtilli sciroppati.
Lavare i mirtilli, metterli in una casseruola con succo e buccia (solo la parte gialla) di mezzo limone e un giro di miele.

Mettere la casseruola sul fuoco e far sobbollire dolcemente per qualche minuto.
Spegnere e lasciar raffreddare.

Quando il gelato al Kefir è pronto, mettere sul fondo di una coppetta qualche cucchiaio di mirtilli sciroppati e con un porzionatore dare forma al gelato.

Portare in tavola e….gustare senza sensi di colpa!

Il risotto mantovano con la psina, senza glutine

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Questo, assieme a quello col tartufo, è uno dei miei risotti preferiti: il primo è un riso alla pilota mentre il secondo, più “aristocratico e ricercato” è all’onda.
Il primo si può fare spesso mentre quello con il tartufo (qui da noi con il profumatissimo tartufo bianco dell’ Oltrepò Mantovano) meglio aspettare la stagionalità del tartufo e …non solo….
A Roncoferraro, comune in provincia di Mantova, il risotto con la psina è stato proclamato De.C.O (Denominazione Comunale d’Origine).
Riso, pesce di risaia e farina di riso: sono gli ingredienti principali, caratteristici del territorio, con i quali si prepara questo primo piatto semplice, di antica memoria.
È un risotto simile a quello alla pilota, quindi non all’onda ma sgranato, condito con piccoli pesciolini che si trovano nei fossi e nelle risaie mantovane, detti volgarmente in dialetto “psin putana”.
I pesciolini, fritti in olio profondo, vengono prima passati nella farina ed è meglio usare quella di riso, che li mantiene più croccanti e leggeri.
La difficoltà di questo risotto sta tutta nell’abilità di fare il riso sgranato, abbastanza al dente ma non troppo, non esageratamente asciutto e con il pesce croccante al punto giusto: una sfida vinta in partenza per una mantovana doc, nata praticamente in risaia, (la “pila”dei nonni materni avrà il suo peso se anche la sola vista delle risaie mi emoziona!) ma che tutti possono fare seguendo passo passo la preparazione, così come la descrivo.
Anche la proporzione riso-acqua è fondamentale.
Devo a Viviana, cara amica di lunga data, la ricetta perfetta: ha condiviso con me dosi e procedimento infallibili per un risotto senza confronti!

Per la buona riuscita del risotto è consigliabile usare una pentola con fondo pesante e da brava mantovana nella mia cucina non può mancare il paiolo della Fonderia Frignani: il riso cuoce a meraviglia e si mantiene caldo per molto tempo.
Se doveste passare dalle mie parti, visitate questa eccellenza mantovana, anzi italiana, rifornitevi di paiolo e di riso e, con le mie spiegazioni, sarà semplicissimo portare in tavola un eccellente risotto.

Ps: una pubblicità del tutto gratuita, veramente gratuita a questa realtà che vale la pena scoprire:
*https://stellasenzaglutine.com/2013/04/21/alla-scoperta-di-una-fonderia/

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

360 g di riso Vialone Nano
500 g di acqua
5 g di sale
500-600 g di psina (o latterino)
Farina di riso**
Olio extravergine di oliva
1 litro di olio di mais per friggere

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una pentola con un buon fondo spesso, mettere a bollire 500 g di acqua.

Appena l’acqua bolle, calare il riso, salare, mescolare e mantenere una fiamma sostenuta per 5 minuti dalla ripresa del bollore, senza coprire.

Dopo 5 minuti passare la pentola sul fuoco più piccolo, tenuto al minimo, coprire con un canovaccio (lavato, ben sciacquato e senza ammorbidente), sigillare con un coperchio e proseguire la cottura a fuoco bassissimo per 14-15 minuti senza mai né mescolare né togliere il coperchio.

Nel frattempo lavare, asciugare con carta assorbente e passare nella farina di riso i pesciolini.

Liberarli dall’eccesso di farina e tuffarli nell’olio bollente, pochi alla volta in modo che l’olio non perda troppo calore e mantenga sempre la temperatura.

Una volta pronti, scolare i pesciolini su un foglio di carta assorbente.

Coprirli ma non con un coperchio: non devono trattenere umidità ma restare croccanti.
Usare invece un foglio di carta assorbente oppure tenerli al caldo nel forno acceso a 50 gradi.

Quando il riso è pronto, spegnere il fuoco, togliere coperchio e canovaccio, smuovere il riso con un cucchiaio di legno e condirlo con un giro di olio extravergine e qualche cucchiaio di olio di frittura.
Si dovrebbe condire solo con l’olio in cui si è fritto il pesciolino ma anche solo qualche cucchiaio può bastare per dare più carattere al riso.

Mescolare, coprire e far riposare 4-5 minuti dopodiché il risotto alla pilota è pronto, sgranato e al dente: ora non resta che servirlo con una bella spolverata di “psin”!