La gentilissima Signora Marina Leali, autrice del libro “Terra dei ranari” ha inviato a “Mantova e i suoi tesori” (un folto gruppo di Facebook di cui faccio parte), una antica ricetta: “Le lattughe di nonna Amelia”.
In questo libro, ormai esaurito e non più in ristampa (ahimè 😞) sono riportate molte ricette di tradizione, tra cui questa di Milvia Ravanini, che ho sglutinato per il piacere della nostra tavola.
Nb: Il mio zucchero a velo è home made, preparato con zucchero semolato e una bacca di vaniglia frullati fino a rendere il tutto impalpabile.
DIFFICOLTÀ: facile
INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei
INGREDIENTI RICETTA:
500 g di Preparato per Pasta Belli Freschi
3 cucchiai rasi (g 45) di zucchero a velo**
2 uova (g 150)
Un bicchierino di grappa (g 50)
Un bicchierino di vino bianco o succo di arancia (g 100-per me di arancia)
e anche
50 g di burro morbido (ne bastano 20/25 g)
** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia
PROCEDIMENTO RICETTA:
Setacciare insieme la farina e lo zucchero a velo, fare un fontana, rompervi dentro le uova, aggiungere il succo d’arancia (o il vino) e la grappa e impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.
Se fatto con la macchina impastatrice l’impasto è pronto quando si attorciglia al gancio.
Avvolgere il panetto nella pellicola e mettere a riposo per una mezz’ora (o anche tutta la notte, come nel mio caso).
Trascorso questo tempo, riprendere la pasta, dividerla in tre parti uguali ricavandone tre dischi che andranno sovrapposti dopo averli unti molto bene con del burro morbido (un tempo nonna Amelia usava lo strutto).
Una volta sovrapposti i tre dischi, tirare di nuovo la sfoglia allungandola prima con il mattarello e successivamente, con l’aiuto della macchina apposita, dividendo la pasta in rettangoli e ottenere una sfoglia il più sottile possibile.
Ritagliare con la rotella tanti rettangoli e fare, rimanendo all’interno di ciascuno, i classici 2 tagli diagonali in modo da poter aprire e piegare le lattughe e dare loro una forma movimentata; questi movimenti si fanno nel momento stesso in cui si tuffano i vari pezzi in olio bollente (170/175 gradi) e anche mentre stanno friggendo. O anche, per lattughe più piatte, mantenerle in forma il più possibile.
Tutto questo, movimentate o piatte, a discrezione, l’importante è ripescare le lattughe dall’olio non appena accennano a cambiare colore, posarle su carta assorbente, trasferirle poi su un vassoio e spolverizzarle di zucchero a velo.
Ecco fatto: anche chi deve osservare una dieta senza glutine può vantarsi di aver assaggiato le lattughe di nonna Amelia!






































