Pesche Saturnia al Recioto Bianco, senza glutine

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Le pesche ripiene sono un classico dessert estivo, di origine piemontese.
Si prepara con la pesca gialla, di forma rotonda e regolare, quando questo frutto è di stagione e si può dividere facilmente per togliere il nocciolo.
Per preparare questa ricetta invece viene usata la pesca Saturnia o tabacchiera, di dimensione medio piccola, dalla forma schiacciata, proprio come una tabacchiera.
Ha un sapore intenso, dolce e profumato, la polpa è bianca e morbida e il nocciolo molto piccolo.
Buono e ricercato questo frutto è davvero una rarità.
La sua coltura ha origine sulle pendici dell’Etna ma oggi si coltiva anche in alcune parti dell’Italia del Nord, soprattutto in Romagna.

La ricetta delle pesche Saturnia ripiene è di Luisanna Messeri, simpatico personaggio televisivo (compare spesso in diversi programmi di cucina), autrice di libri di ricette genuine, facili e golose.
Ha preparato questo dessert in compagnia di Beppe Bigazzi, in un programma di Alice tv e mi ha incuriosito: non avrei mai pensato di farcire una pesca Saturnia!

Mi sono permessa qualche modifica alla sua ricetta:
Niente burro, da aggiungere a fiocchetti sulle pesche prima della cottura e, se ricordo bene, anche nel ripieno; al posto del cacao ho messo il cioccolato fondente e il Recioto Bianco (che non manca mai nella mia cantina) ha sostituito il Passito di Luisanna.

Buone calde, tiepide o fredde queste pesche al Recioto sono un fine pasto molto gradevole.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

10 + 2 pesche Saturnia
150 g di amaretti**
2 tuorli
75 g di cioccolato fondente **
2 bicchieri di Recioto Bianco

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare accuratamente le pesche, togliere il nocciolo centrale, senza sbucciarle e metterle in una teglia da forno.

Pestare gli amaretti, metterli in una ciotola, aggiungere il cioccolato tagliato a coltello, i tuorli sbattuti, la polpa di due pesche e mescolare.

Riempire le pesche con il ripieno e versare nella teglia due bicchieri di Recioto.

Passare le pesche ripiene in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti.

Antipasto “cacio e pere” di Luisanna Messeri, naturalmente senza glutine

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Questo è nato come antipasto ma lo si può benissimo presentare anche come un secondo leggero, vegetariano, accompagnato da una fresca insalatina.
È in ogni caso un piatto fresco per questa estate che sta esplodendo.
L’idea l’ho avuta da una ricetta che la simpatica Luisanna Messeri, con l’amica Francesca, ha presentato in una delle trasmissioni televisive di Alice TV, “il club delle cuoche”.
Luisanna lo ha chiamato antipasto “cacio e pere” che si rifà al noto detto: al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere!!….. sinceramente non ho mai capito il perché…
L’ho proposto recentemente ad una cena tutta vegetariana col fratellino, la Roby, Andrea e la Fede.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

6 pere
Una fetta di verde piccante (nella ricetta originale formaggio Roquefort)
6 fettine di Taleggio
300-350 g di robiola fresca
Miele di acacia (nella ricetta originale miele di castagno)
La scorza di un limone
Grappa alla pera (nella ricetta originale vodka)
Noci per decorare

PROCEDIMENTO RICETTA:

Cuocere le pere per 5-6 minuti in acqua con la buccia di un limone e mezzo bicchiere di grappa alla pera.
Toglierle dal liquido di cottura e lasciare raffreddare.

Foderare 6 stampi che possano contenere il frutto (io ho usato dei bicchieri di vetro) con della pellicola.

Mettere sul fondo del contenitore un pezzetto di verde e spalmare i bordi con la robiola.
Tagliare alla pera la parte superiore, compreso il picciolo, un pezzetto anche della base e inserirla nel contenitore capovolta.

Premere leggermente, ricoprire con una fetta di Taleggio e sigillare tutto con la pellicola che fuoriesce dal contenitore.
Mettere in frigorifero per qualche ora.

Togliere dal frigorifero, aprire la pellicola, appoggiare la base della pera sul piatto, adornare con una noce e cospargere con qualche cucchiaio di miele.

Antipasto insolito, deliziosamente gradevole!

Farinata con le leghe senza glutine

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Prima che il cavolo nero finisca la sua produzione migliore ho voluto provare questa ricetta dell’Artusi, interpretata simpaticamente da Luisanna Messeri in una delle sue apparizioni in TV.
La sua ammirazione per questo nostro grande cuoco è risaputa e devo dire che è merito suo se ho imparato a guardare con un occhio di rispetto il libro di cucina dell’Artusi che da tempo memorabile fa parte della mia fornitissima libreria.
La ” Farinata con le leghe ” dove per leghe si intendono le striscioline di cavolo nero, ricorda molto la ” Ribollita toscana “. Al posto del pane troviamo la polenta.
Molto probabilmente è una delle tante interpretazioni, di tutto rispetto vista la provenienza.

DIFFICOLTA’: facile

INTOLLERANZE: senza glutine, senza frutta secca, senza uova, senza latticini, senza crostacei.

INGREDIENTI RICETTA:

g 300 di fagioli secchi
cavolo nero
g 200 di farina gialla istantanea Molino di Ferro
Porro
Guanciale
olio extravergine d’oliva
sale e pepe

PROCEDIMENTO RICETTA:

In un tegame di coccio soffriggere con poco olio extra vergine d’oliva il porro e il guanciale a dadini.

Aggiungere 2/3 dei fagioli precedentemente ammollati e lessati in abbondante acqua con una foglia di alloro e un peperoncino.

Aggiungere il cavolo nero pulito (si sfoglia scartando la parte dura) lavato e sminuzzato e 1 litro e 1/2 di acqua di cottura dei fagioli, bollente.

Unire a pioggia la farina gialla mescolando bene per non fare grumi, salare e cuocere per 15/20 minuti.
Se dovesse risultare troppo densa allungare con poca acqua, sempre bollente.

A fine cottura aggiungere i rimanenti fagioli, una spolverata di pepe e un filo di olio.

Io l’ho presentata come piatto unico, mettendo al centro dadini di mozzarella, ma andrebbe bene e forse meglio, una robiola o una certosa.

Se dovesse avanzarne è ottima anche abbrustolita.