Le castagnole di Elvira, senza glutine


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La ricetta di queste castagnole è di Elvira, amica di Anna Moroni.
Sono molto semplici e veloci da fare tanto che, dopo aver visto la trasmissione in cui l’Annina nazionale le ha proposte, nel pomeriggio della stessa giornata, impaziente di assaggiarle, le ho preparate, naturalmente senza glutine.
Per rendere l’impasto più morbido ho dovuto aggiungere del latte e per castagnole meno dolci ho diminuito la dose di zucchero: la farina per dolci senza glutine già ne contiene e comunque, avendo scelto di cospargerle di miele al limone, non volevo risultassero troppo stucchevoli.

Ps: come ricorda Annina, Elvira spruzza le castagnole con l’Alchermes ma provate con il miele aromatizzato al limone: una vera scoperta di profumo e di gusto!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

3 uova + 2 tuorli
20 g di zucchero
30 g di olio di mais
400 g di farina per Dolci Lievitati Molino Dallagiovanna
1 bustina di lievito**
Un pizzico di sale
65 g di rhum
+ 130 g di latte intero fresco
1 limone non trattato
Miele di acacia
1 litro di olio di arachidi per friggere

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola capiente montare le uova intere e i tuorli con lo zucchero.

Aggiungere l’olio di mais, il liquore e frullare per rendere tutto omogeneo.

Unire il lievito e il sale alla farina e incorporare poco per volta al composto liquido alternando con il latte.

Mescolare fino ad ottenere una pastella liscia e morbida.

Coprire e far riposare per una mezz’ora (passaggio fondamentale per la buona riuscita delle castagnole).

Mettere l’olio in una pentola alta e stretta e portarlo ad una temperatura di circa 150-160 gradi, comunque non troppo calda: le castagnole devono avere la possibilità di cuocere anche all’interno.

Aiutandosi con due cucchiai fare delle piccole quenelles e friggerle, sempre a fuoco dolce.

Rigirarle fino a doratura poi, con una schiumarola, metterle a sgocciolare su una carta assorbente.

In una ciotolina mescolare qualche cucchiaio di miele, la scorza e il succo di mezzo limone.

Scaldare molto brevemente nel microonde per rendere più fluido il miele e con questo cospargere le castagnole.

Panettone tutto miele, senza glutine e senza burro


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Il Natale è passato ma niente vieta di festeggiare la ricorrenza della Befana portando in tavola un panettone.
Se giochiamo d’anticipo, possiamo considerare di conservare un po’ del nostro panettone fino al 3 febbraio, San Biagio, ma in questo caso è opportuno aprire una parentesi per dare voce ad una tradizione popolare che sta purtroppo lentamente sparendo e che è stata per parecchi decenni nel cuore dei milanesi.
Io sono una mantovana doc e meneghina d’adozione (per i miei trascorsi d’infanzia) e di questa tradizione ho un vago ricordo.
Il panettone avanzato a Natale si conserva e si mangia a colazione la mattina del 3 febbraio, giorno in cui cade la commemorazione di San Biagio.
La credenza popolare vuole che il “panetùn” benedetto e mangiato in questo giorno serva ad allontanare i malanni di stagione, per questo motivo San Biagio è ricordato come il protettore della gola.
Il nome di San Biagio è legato in particolar modo alla città di Milano: una sua statua è presente anche sul Duomo di Milano.

San Biagio, medico e vescovo armeno, visse tra il III e il IV secolo dopo Cristo.
Narra la leggenda che una madre disperata si rivolse a lui perché il suo bambino stava soffocando a causa di una lisca di pesce conficcatasi nella gola.
San Biagio benedisse un pezzo di pane, lo fece mangiare al bimbo e lo salvò.
La mollica aveva smosso la lisca del pesce liberando la gola.
Purtroppo però Il prefetto dell’imperatore Diocleziano, per evitare che la gente gridasse al miracolo e lo proclamasse santo, lo fece decapitare e Biagio divenne così santo e martire.
Da diversi secoli il 3 febbraio la Chiesa rinnova il rito della benedizione della gola, utilizzando due candele incrociate, benedette il 2 febbraio, giorno della Candelora.

Per tutti i milanesi con il 3 febbraio si chiude definitivamente il tempo legato al Natale e ai panettoni ed è per questo che ho ricordato con molto anticipo la ricorrenza di San Biagio e il motivo per cui ho preparato il mio ultimo panettone delle feste natalizie: intendo conservarne un po’ (nel freezer) per rispettare la tradizione.

Sono partita da una ricetta di Anna Moroni e ho preparato il mio ultimo panettone con qualche variazione: ovviamente senza glutine ma anche senza burro (sostituito dall’olio di mais), senza latte vaccino (sostituito dal latte di mandorla), senza zucchero (sostituito dal miele), senza gocce di cioccolato, solo una buona dose di uvetta (dalle molteplici proprietà)….insomma, un panettone a modo mio, ma sempre molto facile e delizioso.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI:
600 g di Farina senza glutine Miscela Brioches Le Farine dei Nostri Sacchi
420 g di latte di mandorle**
20 g di lievito di birra fresco
2 tuorli (un albume serve per la glassa)
50 g di olio di mais
50 g di miele di sulla
Un pizzico di sale
200 g di uvetta
Una arancia non trattata
Un cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere

Per la glassa:
Un albume
Un cucchiaio di farina di mandorle**
Un cucchiaio di fecola**
Un cucchiaio scarso di miele

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare il lievitino con:
170 g di latte di mandorla tiepido
20 g di lievito di birra
150 g di farina

In una ciotola stemperare il lievito con il latte di mandorla tiepido, aggiungere la farina e mescolare.
Coprire e far riposare per un’ora.

Preparare l’impasto:
Nella ciotola impastatrice stemperare il lievitino con il rimanente latte di mandorla tiepido (250 g), il miele, i tuorli leggermente sbattuti, la farina rimasta (g 450), la vaniglia, la buccia dell’arancia grattugiata, l’olio e per ultimo, dopo qualche giro di impasto, un pizzico di sale.

Lavorare l’impasto con la frusta per almeno 5 minuti a velocità sostenuta poi aggiungere l’uvetta ammollata e asciugata, incorporandola delicatamente, per non spezzarla.

Versare l’impasto sulla spianatoia cosparsa di farina, impastare poi versare nello stampo per panettone da 750 g.

Coprire con un sacchetto per alimenti (aiuta la lievitazione e a non asciugarsi in superficie) e mettere in forno con la lucina accesa a lievitare fino a raggiungere il bordo dello stampo. (Circa 3 ore).

Togliere il sacchetto e lasciare asciugare per una mezz’ora in modo che si formi una pellicina che si dovrebbe incidere a croce. (Io non l’ho fatto e ho solo glassato la superficie).

Nel frattempo preparare la glassa.
Sbattere con una frusta l’albume con la farina di mandorle, la fecola e il miele e distribuire con un cucchiaino sul panettone lievitato.

Cuocere in forno caldo, statico a 170 gradi per 50-60 minuti.
Se la superficie del panettone dovesse prendere troppo colore, coprire con un foglio di alluminio.
(Io ho coperto dopo 35 minuti e proseguito la cottura per altri 25 minuti).

Una volta cotto, sfornare il panettone e infilzarlo a un paio di centimetri dalla base con due ferri da maglia abbastanza sottili o con il ferro apposito e farlo raffreddare.

Trascorso questo tempo, eliminare i ferri e conservare il panettone in un sacchetto per alimenti.

Le cassatine di frolla di Anna Moroni, ma senza glutine e senza burro


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Le cassatine di frolla sono un classico della pasticceria siciliana.
Mi sono ispirata alla ricetta di Anna Moroni ma ho tolto glutine, burro e zucchero.
Al posto del pan di spagna ho messo amaretti sbriciolati, per aromatizzare ho usato la buccia del limone grattugiata e vaniglia Bourbon in polvere; ho sostituito lo zucchero con lo sciroppo di agave e il burro con l’olio di mais per una frolla più sana e più leggera ma ugualmente fragrante e friabile.
Ho aggiunto un po’ di latte per la consistenza della frolla: le farine senza glutine necessitano di una maggior idratazione.
Amarene essiccate reidratate nel Recioto bianco hanno sostituito le gocce di cioccolato e per finire la ricotta è home made.
Mi sembra che non manchi altro, se non assicurare che queste cassatine senza glutine e senza burro possono fare concorrenza a quelle della Annina nazionale.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA: (tra parentesi le dosi e gli ingredienti originali sostituiti)

Per la frolla:
500 grammi di farina Speciale Pasta Frolla Molino Dallagiovanna
120 g di sciroppo di agave (200 grammi di zucchero)
120 g di olio di mais (200 grammi di burro)
2 uova intere più un tuorlo
la buccia grattugiata di un limone
Un cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere (una bustina di vanillina)
Un cucchiaino di lievito**
Un pizzico di sale
20-30 g di latte (o quanto serve x regolare la consistenza dell’impasto che non deve essere troppo sodo)

Per la ricotta:
1 litro di latte intero
3-4 cucchiai di succo di limone

Per il ripieno:

400 grammi di ricotta home made (300 g di ricotta)
50 g di zucchero di canna integrale mascobado (150 g di zucchero)
Amarene essiccate (gocce di cioccolato)
Un bicchiere di Recioto bianco
80 g di amaretti ** (pan di spagna qb)

Zucchero a velo**

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare la frolla:
In una ciotola (o nel robot) mescolare tutti gli ingredienti eccetto l’olio, che si aggiungerà a filo durante la lavorazione e il latte, fino ad ottenere un impasto non troppo sodo.
Avvolgerlo nella pellicola e lasciar riposare.

Preparare la ricotta:
Scaldare il latte in una casseruola e toglierlo dal fuoco poco prima che inizi a bollire.
Aggiungere 3-4 cucchiai di succo di limone, far raffreddare poi filtrare con un colino.
Più tempo si lascia filtrare più la ricotta risulterà densa; latte buono = buona ricotta!

Preparare il ripieno:
Lavorare la ricotta con lo zucchero di canna integrale, aggiungere le amarene ammorbidite in un bicchiere di Recioto e scolate.

Stendere la frolla, mantenendo uno spessore abbastanza alto.
Ricavare dei dischi e con questi foderare gli stampi da muffin.

Coprire il fondo di ciascun guscio con un po’ di amaretti sbriciolati e su questi mettere una generosa cucchiaiata di ripieno.

Coprire con un altro dischetto di frolla e sigillare bene i bordi.

Cuocere in forno caldo a 175 gradi per circa 25 minuti.

Sfornare e lasciar raffreddare.

Sformare le cassatine e spolverarle con lo zucchero a velo.

La torta al formaggio di Anna Moroni, ma senza glutine

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La torta al formaggio, chiamata anche pizza o torta di Pasqua, è un prodotto da forno tipico di molte zone del centro Italia.
Viene soprattutto servita a colazione la mattina di Pasqua ma si apprezza anche come antipasto, accompagnata da salumi o da uova sode.
Buona comunque in ogni periodo dell’anno.
Ho “sglutinato” la ricetta che Anna Moroni ha presentato durante la trasmissione televisiva “la Prova del Cuoco”, ho tolto completamente il burro (sostituito con solo olio extravergine di oliva) e diminuito anche la quantità di lievito di birra.
La torta rimane comunque golosa, soffice e profumatissima.
Si mantiene morbida per parecchi giorni se conservata in un sacchetto per alimenti…..sempre che glielo permettiamo!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

2 uova intere
2 tuorli
Un pizzico di sale
Un pizzico di zucchero
40 g di olio extravergine di oliva
400 g di farina Pane e Pizza Grano Zero Molino Pasini
100 g di grana grattugiato
100 g di pecorino grattugiato
80 g di emmental
190 g di latte
40 g di lievito di birra
1/2 bustina di lievito per dolci**

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una ciotola, mettere le uova e i tuorli; unire il sale, lo zucchero e montare con le fruste elettriche.

Aggiungere l’olio extravergine d’oliva e continuare a montare per un composto spumoso.

Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido.

In una ciotola, mescolare la farina con i formaggi grattugiati e 1/2 bustina di lievito per dolci.

Unire la miscela di uova, il latte con il lievito sciolto e impastare.

Ungere lo stampo e riempirlo a metà con l’impasto, distribuire l’emmental tagliato a cubetti poi ricoprire con il resto dell’impasto.

Accendere il forno a 50 gradi e mettere la torta a lievitare per circa 30-35 minuti.

Togliere dal forno la torta lievitata, portare il forno a 180-200 gradi e, quando è a temperatura, infornare e cuocere per circa 30 minuti.

Lasciar raffreddare prima di sformare e di tagliare la torta.

I panettoncini sprint di Anna Moroni, ma senza glutine

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Quando il tempo a disposizione è poco, molto poco, ma non vogliamo rinunciare al piacere di un piccolo regalo fatto col cuore per i nostri amici, in particolar modo per quelli celiaci, possiamo preparare dei panettoncini senza glutine, veloci e senza dubbio apprezzati.
La ricetta è di Anna Moroni, personaggio televisivo e cuoca di indiscussa popolarità e anche se ho modificato tanti ingredienti, questi panettoncini rimangono sempre accattivanti e gustosi.
Le mie modifiche riguardano il burro (sostituito con olio di mais), lo zucchero semolato (sostituito con sciroppo di agave), il mandarino (sostituito con l’arancia) e ovviamente la farina che per me è senza glutine.
Le mie scorze di arancia candita sono home made:
https://stellasenzaglutine.com/2013/04/10/scorze-di-arancia-candite-home-made-senza-glutine-le-ultime-della-stagione/
in caso contrario controllare che non contengano glutine, come la maggior parte di quelle in commercio.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA (tra parentesi quelli originali):

3 uova
70 g di olio di mais bio (100 g di burro morbido)
160 g di sciroppo di agave (200 g di zucchero semolato)
350 g di farina Mix C Schär (farina 0)
130 g di latte intero
scorza grattugiata di una arancia (mandarino)
succo di 1/2 arancia (2 mandarini)
scorza grattugiata di un limone
1 bustina di lievito per torte salate**
100 g di scorze di arancia candita** tritata a coltello (frullata)
100 g di uvetta ammollata nel brandy
Lamelle di mandorla

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare sotto l’acqua corrente l’uvetta e metterla ad ammollare nel brandy.
Nella ciotola della planetaria lavorare con le fruste i tuorli con 100 g di sciroppo di agave.

Quando è spumoso aggiungere a filo l’olio di mais.

Profumare con la buccia grattugiata degli agrumi.

Unire la farina mescolata al lievito, il latte ed infine il succo di 1/2 arancia.
Unire anche le scorze di arancia candite tritate e l’uvetta scolata dal liquore.

In una ciotola montare gli albumi a neve e prima che siano del tutto sodi aggiungere a filo i restanti 60 g di sciroppo di agave.

Incorporare gli albumi delicatamente al composto precedente.

Riempire gli stampi due dita sotto del bordo e distribuire sulla superficie qualche lamella di mandorla.
Cuocere in forno caldo statico a 160-170 gradi per circa 35 minuti.

Biscottoni al cioccolato senza glutine, senza burro e senza zucchero, da una idea di Anna Moroni

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Non sono esattamente come quelli di Anna Moroni, personaggio televisivo e cuoca italiana che partecipa alla trasmissione RAI “la prova del cuoco”.
(Per sapere di Anna Moroni:
https://stellasenzaglutine.com/?s=Anna+Moroni&submit=Cerca)

I miei biscottoni, oltre ad essere senza glutine, sono più leggeri (niente burro ma olio), meno dolci (niente zucchero ma miele), però sono altrettanto cioccolatosi, forse anche di più, merito del cioccolato di Modica che ho usato al posto del cioccolato al latte.

Il cioccolato di Modica o cioccolato modicano, dal nome della città di produzione, in Sicilia,
si ottiene da una particolare lavorazione “a freddo” del cioccolato che esclude la fase del concaggio, riuscendo a mantenere aromi che sarebbero altrimenti destinati a scomparire.
Il pregio di questo particolare prodotto è proprio nella semplicità della lavorazione e nessuna aggiunta di burro o di altre sostanze estranee.
Il composto di cioccolato viene mantenuto ad una temperatura che non fa sciogliere i cristalli di zucchero, che rimangono infatti integri all’interno della tavoletta (ben visibile in ogni pezzetto di cioccolato).
Per questo motivo il cioccolato di Modica si percepisce quasi farinoso al gusto e l’aspetto esterno non è brillante.
Alcune fonti riportano che durante la dominazione degli spagnoli in Sicilia nel XVI secolo, tale lavorazione fu introdotta nella Contea di Modica, a quel tempo il più importante stato feudale del sud Italia, dotato di autonomia amministrativa.
Gli spagnoli, a loro volta, l’avrebbero appresa dagli Aztechi.
Attualmente esistono tracce di questo tipo di lavorazione in Spagna (“el chocolate a la piedra”), oltre che nelle comunità indigene di Messico e Guatemala.
Leonardo Sciascia ricorda come tale lavorazione rimanesse ai suoi tempi nella città di Alicante (città spagnola della Costa Bianca), precisando anche che esistevano originariamente le sole due versioni con aggiunta di vaniglia e di cannella.
Storicamente si è tramandato come un dolce tipico delle famiglie nobili che durante le feste e le occasioni importanti lo preparavano in casa.
In questo modo è arrivato fino ai giorni nostri, diventando un prodotto artigianale dolciario di fama internazionale.

Questi biscottoni, croccanti fuori e morbidi all’interno, favoriscono la convivialità.
Infatti sono così grossi che vanno spezzati e condivisi per essere gustati in compagnia.
Speciali per trascorrere un pomeriggio con gli amici, dividendosi i biscottoni tra una chiacchiera e l’altra e sorseggiando un tè….o un bicchiere di buon passito, perché no!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA: (tra parentesi gli ingredienti originali della ricetta di Anna Moroni)

3 uova
90 g di miele (250 g di zucchero)
50 g di olio di mais (80 g di burro)
150 g di latte di riso** (80 g di latte vaccino)
I semi di una bacca di vaniglia
Mezza bustina di lievito per dolci**
500 g di farina senza glutine Schär Mix Dolci-Mix C (500 g di farina)
200 g di cioccolato fondente**- ho usato Novi 72%, senza glutine (300 g di cioccolato fondente)
200 g di cioccolato di Modica vaniglia-cannella, senza glutine (150 g di cioccolato al latte)

** Prodotti a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sbattere le uova con il miele, unire poi i semini della bacca di vaniglia, la farina e il lievito setacciati alternandoli con latte e olio.

Amalgamare bene.

Tagliare a pezzetti (non troppo piccoli) il cioccolato, versarlo nell’impasto e amalgamare: si otterrà un composto piuttosto compatto.

Formare sei grossi biscotti e appoggiarli sulla griglia del forno rivestita di carta idonea.
Cuocere a 180 gradi, forno ventilato, per circa 25-30 minuti.

Sfornarli e….se li fate, preparatevi ad un inebriante profumo di cioccolato!

Torta alle due creme senza glutine, da una idea di Anna Moroni

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Ultimo arrivo in cucina: il rosso fiammante robot, la silenziosa (uno dei tanti pregi!) planetaria KitchenAid che mi aiuterà ad impastare con velocità ogni preparazione: non posso più farne a meno, troppo comodo e pulito!
Per inaugurare la mia nuova Ferrari, il rosso fiammante KitchenAid, ho scelto di “sglutinare” questa torta che Anna Moroni, cuoca e personaggio televisivo molto noto, ha presentato durante la trasmissione in tv “la Prova del Cuoco”.
Mi è sembrata una torta semplice, morbida e gradevole ed infatti così è risultata.
Ho preferito lo stampo da plumcake (per l’esattezza 2 nuovissimi stampi da plumcake) per avere la possibilità di assaggiare in anteprima la riuscita del dolce, destinato ad una nuova giovane amica celiaca, che non conosco di persona ma che spero di incontrare prossimamente.
E il mio splendido KitchenAid? Come se ci conoscessimo da sempre!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

3 uova
100 g di zucchero (150 nella ricetta originale)
300 g di farina Nutri Free Mix per Dolci
150 ml di latte
100 ml di olio di mais
1 cucchiaino di vaniglia in polvere Bourbon Rapunzel
Un pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
Zucchero a velo (se non è home made*, vedere Prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)

* per lo zucchero a velo home made frullare lo zucchero semolato fino a renderlo impalpabile

Per la crema:

4 rossi d’uovo
Mezzo litro di latte
150 g di zucchero
Buccia di arancia
50 g di farina Nutri Free Mix per Dolci
2 cucchiai di cacao amaro in polvere (ho usato Lindt, in prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Preparare la crema:

Inserire nella planetaria la frusta a filo, montare i 4 tuorli con lo zucchero e unire delicatamente la farina setacciata; aggiungere il latte scaldato con le bucce di arancia, mescolare e trasferire in un tegame.

Togliere le bucce, mettere sul fuoco e mescolare prima con una frusta (per evitare che si formino grumi), poi, appena comincia ad addensare, con un cucchiaio di legno.

Quando la crema è pronta, dividere in due parti e ad una aggiungere il cacao (se setacciato si amalgama meglio).
Coprire le creme con una pellicola a contatto per evitare che, raffreddandosi, si formi la pellicina.

Per la torta:

Nella ciotola impastatrice, sempre usando la frusta a filo lavata e asciugata, sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il latte, l’olio di mais e un pizzico di sale.

Mescolare la farina con il lievito e la vaniglia in polvere e aggiungere al composto, sostituendo la frusta a filo con la frusta a K.

Versare negli stampi (li ho passati con un filo di olio perché era la prima volta che li usavo) e distribuire a cucchiaiate le due creme, alternandole.

Con una forchetta mescolare in cerchio le varie parti di crema.

Cuocere la torta a 180 gradi per 40 minuti e spolverare con lo zucchero a velo quando si è raffreddata.

Merita di essere rifatta!

Panpepato senza glutine al miele e cioccolato

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Da qualche anno è mia consuetudine preparare nel periodo natalizio dei dolcetti da regalare agli amici e il panpepato è tra questi.
Di ricette ce ne sono diverse, questa è senza farina.
Non ricordo da che fonte proviene, probabilmente è una delle tante varianti che Anna Moroni ha dato alla “Prova del Cuoco”.
Comunque sia questo panpepato e davvero buono.
Ho sempre usato il miele di acacia, quest’anno l’ho sostituito con quello di agrumi e direi che ha rafforzato il suo sapore.
L’uvetta ammollata nel rhum è molto comoda, già pronta per l’utilizzo.
Non mi manca mai e appena finisco un vasetto ne preparo subito un altro: uso l’uva cilena, lavata, asciugata, messa in un vasetto e ricoperta di rhum o altro liquore (grappa o Grand Marnier sono i più gettonati). Il vasetto non va riempito troppo perché l’uva si gonfierà nel giro di 15/20 giorni e sarà pronta per qualsiasi uso.
Il panpepato ha una forma tondeggiante, tipo zuccotto, io ho voluto dargli una forma più precisa: in questi stampini di silicone si cuoce perfettamente e si sforma altrettanto bene e niente è più in tema dell’alberello e della stella.
Da una parte sono perfettamente lisci, appoggiando sulla base dello stampo, mentre dall’altra sono piuttosto….rustici: si può scegliere di presentarli come si preferisce, tanto il risultato è sempre lo stesso: spariscono in fretta!!

Questa ricetta è stata pubblicata anche nel magazine online “Lorenzo Vinci”, (magazine dedicato alla cucina e all’enogastronomia italiana d’eccellenza), all’interno di una serie di articoli di approfondimento dedicati ai prodotti più tipici italiani.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI:

250 g di miele di agrumi
250 g di noci
250 g di cioccolato fondente al 70% (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
25 g di canditi (uso le scorze di arancia home made*)
125 g di nocciole
125 g di mandorle
25 g di uvetta (ne ho messo circa 100 g già ammollata nel rhum)
45 g di cacao amaro
2 tazzine di caffè ristretto
1 bicchierino di rhum (non l’ho messo, la mia uvetta ne aveva abbastanza)
1 bicchierino di liquore all’arancia
Un pizzico di sale
Cannella in polvere (uso Cannamela garantita senza glutine dalla azienda)
Zucchero a velo (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)

* scorze di arance candite
https://stellasenzaglutine.com/2013/04/10/scorze-di-arancia-candite-home-made-senza-glutine-le-ultime-della-stagione/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere il miele, il cioccolato a pezzi e una tazzina di caffè in una ciotola e far sciogliere a bagnomaria o nel microonde.

In una terrina riunire tutta la frutta secca, i canditi, l’uvetta lavata e ammollata, il cacao , la cannella in polvere e un pizzico di sale.
Mescolare, aggiungere il miele fuso col cioccolato e il caffè, il liquore all’arancia e amalgamare bene.

A questo punto si può scegliere di dare la forma di uno zuccotto, compattando con le mani bagnate con il rimanente caffè, oppure mettere in un unico stampo o, come ho fatto io, dividere il composto in tanti stampini, pressando con un cucchiaio passato nel caffè rimasto.

Cuocere in forno a 160 gradi per 15/20 minuti.

Biscottini senza glutine al vino rosso di Anna Moroni

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Visti e fatti!!
Oggi alla “Prova del Cuoco” Anna Moroni ha dato questa semplicissima ricetta e ho pensato di prepararli per Marlei che tra poco passerà a prendere un tè.
Li ho appena sfornati….il profumo non è male, sicuramente molto light ( e a lei questo sta bene!! ).
Sono piuttosto secchi….ovvio però, non c’è burro…
Dimenticavo: non si possono fare le ciambelline come ha fatto Anna Moroni nella trasmissione, l’impasto è friabile ma niente paura, basta fare i biscottini come ho fatto io e tutto è risolto.

DIFFICOLTÀ: media

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

1 tazza di vino rosso
1 tazza di olio di mais
1 tazza di zucchero semolato
1 cucchiaino di lievito (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
Farina q.b. (Mix C Schär in prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mescolare tutti gli ingredienti aggiungendo farina fino ad ottenere un composto lavorabile.

Stendere l’impasto tra due fogli di carta forno e ritagliare dei biscotti.

Una spolverata con zucchero di canna o con zucchero semolato e poi in forno, statico, a 170-180 gradi per 25-30 minuti.

….e adesso vado a preparare il tè….

Antipasto di polpo, naturalmente senza glutine

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Mi piace moltissimo questo antipasto e non solo a me: gli ultimi ospiti che abbiamo avuto lo hanno apprezzato parecchio e probabilmente avrebbero fatto il bis se non ci fossero state tante altre cose in menù.
Lo trovo molto indicato col caldo ma purtroppo è piuttosto caruccio e quando piace difficilmente ci si ferma ad un assaggino.
Allora vediamo di prepararlo in casa.
Non è molto difficile, tutt’altro.
Intanto cominciamo dalla cottura del polpo: ho imparato dallo chef Stefano Fagioli un metodo veramente ottimo per non perdere nulla del suo sapore.
Raccontava, mentre eseguiva la ricetta, di essere ricorso a questo metodo di cottura per necessità, durante una navigazione in barca con amici.
Non aveva messo acqua e cotto il polpo lentamente, nella pentola chiusa.
Il tempo di cottura è di circa 40/45 minuti per ogni kg di peso del mollusco.
Questa cottura non richiede sale, risulterà saporitissimo di suo.
Passiamo poi a come contenere il polpo e dargli una forma una volta cotto.
E qui entra in gioco Anna Moroni, che per eseguire la stessa ricetta, mostra il suo metodo supercollaudato.
La spiegazione nella mia ricetta.
In precedenza avevo seguito un altro metodo: si avvolge il polpo ancora tiepido nella pellicola, stringendo e sigillando il più possibile, ma non mi era venuto bene.
Per la scelta del polpo: meglio decongelato che fresco, risulta più tenero, oppure compriamolo fresco e congeliamolo noi.
Il polpo migliore è quello di scoglio, riconoscibile perché ha due ventose sui tentacoli.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Un polpo di circa 1 kg
Un paio di foglie di alloro

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere il polpo, pulito e lavato, in una pentola con un bel fondo spesso oppure antiaderente e calcolare 40/45 minuti di cottura da quando inizia a bollire.
Chiudere con un coperchio senza mai aprire e cuocere a fuoco bassissimo.

Trascorso questo tempo, spegnere e lasciare che il polpo si raffreddi nel suo liquido.

Una volta raffreddato, metterlo su della carta assorbente ad asciugare e, con altra carta, procedere a togliere (se si preferisce) la pelle che nella cottura è diventata scura.

Tagliarlo a pezzi.

Preparare una bottiglia di plastica: tagliare la sommità e bucherellare il fondo con una forbice perché possa uscire il liquido in eccesso.

Introdurre nella bottiglia i pezzi di polpo, pressarli con un batticarne (o altro peso), sigillare il tutto con della pellicola e mettere nel congelatore per una giornata.
Io ho congelato tutto, anche il batticarne.
Si potrebbe mettere anche nella parte più fredda del frigorifero ma, se congelato, si taglia meglio, ovviamente prima che sia scongelato del tutto.

Per prepararlo: tagliare la bottiglia di plastica e il polpo avrà la forma di un cilindro.
Lasciarlo a temperatura ambiente per una mezz’oretta dopodiché affettarlo il più sottile possibile. Perfetto sarebbe con una affettatrice, ma viene bene anche con un buon coltello.

Disporre le fettine di polpo su un piatto da portata e guarnire a piacere.

Io lo presento con delle fettine sottilissime di limoni della Costiera Amalfitana, ottimo accompagnamento perché sono profumati e non sono aspri.
Non metto olio, io lo preferisco così ma in tavola porto oliera e succo di limone.