Biancomangiare senza glutine con granella di pistacchi

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Il biancomangiare è una preparazione dolce e delicata, tipica di tre regioni italiane:
la Valle d’Aosta, la Sardegna e la Sicilia.
In Valle d’Aosta prende il nome di Blanc Manger e si prepara in due versioni, la prima è fatta con latte di mandorle, la seconda utilizza latte di mucca.
In Sardegna è un dolce chiamato Menjar blanc.
In Sicilia il biancomangiare è una crema preparata con mandorle tritate, zucchero, amido, buccia di limone, cannella e messa a raffreddare in forme di terracotta.

Cercavo un dolce non impegnativo ma sfizioso, da preparare velocemente per una occasione speciale e la mia scelta è caduta su questa interpretazione del biancomangiare, da Menù d’Occasione de “I quaderni di Alice Cucina”.
Le dosi di questa ricetta erano per 20 persone, a me bastavano due dosi, ma ne ho fatto quattro, nel caso volessimo fare il bis…

Ps: le mie variazioni alla ricetta originale:
Qualcosa di meno: in proporzione meno granella di pistacchio (anche così è abbondante) e un po’ meno anche di mandorle nella crema;

Qualcosa di diverso: niente zucchero ma miele. Ne ho messo poco, rispetto alla dose di zucchero ma se si preferisce più dolce aumentare di 10-15 g. Ho usato il miele di Sulla dal colore chiaro, profumo gradevole e dal sapore delicato;

Qualcosa di più: un bicchierino di limoncello nella crema. Ci sta davvero bene: rafforza gusto, sapore e carattere al biancomangiare. Lo consiglio!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza crostacei

INGREDIENTI:
1/2 litro di latte
50 g di amido di mais, senza glutine **
50 g di miele
150 g di mandorle pelate
80-90 g di granella di pistacchio
1 limone
Un bicchierino di limoncello

** Prodotto a rischio per il celiaco: verificare in etichetta se prodotto idoneo, quindi con il claim “senza glutine”, oppure consultare il prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una casseruola raccogliere il latte, il miele e l’amido di mais e amalgamare tutto a freddo.

Mettere sul fuoco basso, aromatizzare con la scorza del limone grattugiata e mescolare fino a quando la crema inizierà a bollire.
Spegnere il fuoco, tritare le mandorle e incorporarle alla crema.

Versare tutto in una ciotola, aggiungere un bicchierino di limoncello, mescolare ed amalgamare bene.

Distribuire la crema nelle coppette e lasciar raffreddare.

Guarnire con i pistacchi tritati grossolanamente e trasferire in frigorifero fino al momento di servire.

Pesche pepate al vino rosso, senza glutine

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“Affogate nel vino rosso, profumate alla cannella e speziate al pepe”…un ottimo dessert per terminare la stagione delle pesche.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

4 pesche
50 cl di vino rosso di qualità
1 cucchiaino di pepe Sichuan
Qualche grano di pepe verde, di pepe nero, di pepe rosa e di pepe bianco
Un bastoncino di cannella
1/2 noce moscata
80 g di zucchero di canna
La buccia di un lime o di un limone verde

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sminuzzare grossolanamente con un pestello i grani di pepe.

Versare 50 g di zucchero di canna in una casseruola, aggiungere il vino rosso, il bastoncino di cannella, la noce moscata e le spezie sminuzzate.

Lasciar sciogliere lo zucchero lentamente, poi portare a ebollizione.
Lasciar bollire per 5 minuti.

Riempire una casseruola di acqua e portare a ebollizione.

Immergervi le pesche per circa 1 minuto, passarle in una ciotola di acqua fredda e poi sbucciarle.

Tagliarle a metà, togliere il nocciolo e fare delle fettine.

Mettere in un tegame le fette di pesca, la buccia del lime e cospargere con 30 g di zucchero.

Filtrare il vino speziato, versarlo sulle pesche e cuocere per 3 minuti.

Girare delicatamente i frutti e cuocere per altri 3 minuti.

Lasciar raffreddare completamente e mettere in frigorifero per almeno 2 ore.

È un dessert da servire molto fresco e diventa più gustoso se preparato la sera prima.

Charlotte senza glutine con savoiardi e crema al limoncello

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Come utilizzare pochi savoiardi rimasti dall’ultima infornata?
L’idea l’ho avuta sfogliando la rivista “Alice Cucina”: una charlotte, un dolce al cucchiaio che, tra l’altro, non faccio spesso.
La charlotte è un dessert di origine francese, composto da una crema circondata da una corona di savoiardi.
Sembra che il dolce sia stato creato la prima volta per la regina Carlotta, moglie di Giorgio III e da qui il nome.
Al posto delle meringhe, sbriciolate nella crema della ricetta originale, ho usato gli amaretti.
Il limoncello…beh …quello è home made: invecchiando diventa sempre più buono!
Ho diminuito la dose di zucchero e ora, dopo aver ormai spazzolato tutto il dolce (ideale con il caldo di questi giorni: servito freddo è molto buono), devo annotarmi che si potrebbe anche omettere: bastano gli amaretti ad addolcire la crema e si esalterebbe di più il gusto del limoncello.
I miei savoiardi erano pochi, non bastavano a coprire tutto lo spazio intorno e anche la base dello stampo, per questo ho messo gli amaretti e la corona esterna, ahimè, è scomparsa tra la crema, ma…il dolce è buono, garantito!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Savoiardi (se non sono home made come i miei:

Savoiardi senza glutine all’arancia

vedere prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)
1/2 litro di latte
50 g di amido di mais (vedere prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)
50 g di zucchero (100 nella ricetta originale)
150 g di amaretti (vedere prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)
1/2 bicchiere di limoncello
1 limone

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una casseruola mettere il latte, lo zucchero, l’amido e amalgamare tutto a freddo.

Trasferire su fuoco basso, tenere mescolato e cuocere fino a quando la crema farà le prime bolle.
Togliere dal fuoco, aggiungere il limoncello, la scorza grattugiata del limone e far intiepidire.

Unire 120 g di amaretti sbriciolati (gli altri lasciarli interi) e amalgamare.
Foderare uno stampo tondo con pellicola trasparente, disporre i savoiardi sui bordi e sul fondo, riempire con la crema e chiudere con gli amaretti interi.

Mettere in frigorifero per una notte.

Sformare il dolce, togliere la pellicola e servire.

Ottobre, tempo di sugolo con la “crepada”…senza glutine!

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Il sugolo, sügol nel mio dialetto, è un dolce dalle origini antiche, che si preparava nella stagione del mosto e a Natale e veniva gustato assieme al bussolano, altro dolce tipico mantovano.
Nella preparazione il chicco di uva viene cotto fin che si crepa, da qui il nome “crepada”.
Il sugolo ha un sapore asprigno, molto intenso, è vellutato e dal colore violaceo, dato dall’uva fragola, detta anche uva americana, la preferita per questo dessert.
Si possono usare altri tipi di uva: io, ad esempio, lo preparo anche con l’uva moscato e il sugolo, bianco, è decisamente più delicato.
Si conserva in frigorifero anche per un mese. In questo caso si potrebbe formare in superficie una muffa che non è per deterioramento del prodotto, ma un attestato alla sua genuinità.
In casa mia non arrivo a tanto, non faccio scorta di sugolo ma del succo di uva fragola, così mi posso permettere questo budino di uva in qualsiasi momento, conservandolo in vasi ermetici che faccio bollire per 30 minuti in acqua, avvolti in un canovaccio.
Non aggiungo zucchero, è sufficiente quello dell’uva stessa e al posto della farina uso l’amido di riso che mi da una consistenza perfetta senza alterarne il sapore.
Ho un ricordo particolare legato al sugolo: la mamma lo versava nei piatti fondi, quelli da minestra….

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Uva fragola
Amido di riso (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia): 50 g ogni mezzo litro di succo

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare l’uva, staccare gli acini dal graspo e metterli in una pentola.
Portare a cottura, a fiamma normale, fin che non si rompono e macinare il tutto nel passaverdura, facendo attenzione che non passino dei semi: sarebbe spiacevole trovarseli sotto i denti, al limite filtrare nuovamente.

Pesare il succo ottenuto per calcolare l’amido di riso che occorre: 50 grammi per ogni mezzo litro di succo.

Mettere il mosto sul fuoco, aggiungere l’amido di riso stemperato con poco succo freddo e mescolare perché non si formino grumi.
Dopo qualche minuto dall’ebollizione spegnere e trasferire nei contenitori preferiti.

Questo è il profumo dei tempi che furono…
Buonissimo!!

Budino di latte di mandorle, senza glutine, con salsa ai cachi

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Voglia di dolce senza troppi sensi di colpa? Perfetto questo budino accompagnato dai primi cachi della stagione.
Dalla rivista “Alice Cucina”, alleggerito della panna che ho sostituito con il latte scremato: il risultato è un dessert fresco e gradevole e …si può fare il bis senza dover prolungare la seduta in palestra!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:

senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

450 g di latte di mandorle
250 g di latte scremato (nella ricetta originale 100 g di panna liquida e 150 g di latte)
7 fogli di colla di pesce* (ho usato la Decorì Lo Conte in prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
20 g di zucchero semolato

(*i numeri di fogli di colla di pesce vengono suggeriti sulla confezione. Questi sono più piccoli rispetto ad altre produzioni)

Per la salsa:

3 cachi maturi
il succo di mezzo limone
1 cucchiaio di zucchero a velo (vedere prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)

PROCEDIMENTO RICETTA:

In una casseruola scaldare il latte scremato e il latte di mandorle.

Sciogliere lo zucchero e unire la colla di pesce, ammollata in precedenza in acqua fredda e ben strizzata.

Versare la crema negli stampini e riporre in frigorifero a raffreddare per almeno 2 ore.

Prima di servire il budino preparare la salsa frullando gli ingredienti indicati (togliere la pelle ai cachi); stenderla a specchio e disporre i budini sformati al centro.

Gelato al torrone…abbastanza light, senza glutine

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Alla Fiera delle Grazie

Sacro e profano alla Fiera delle Grazie: risotto con il cotechino, senza glutine

non ho comprato solo il cotechino, ma anche dell’ottimo torrone alle nocciole.
Anche questa ormai è diventata una consuetudine.
Tra i banchi di questa fiera ce n’è uno, “il Diavolo del Torrone” dove ho trovato un torrone veramente super, certificato gluten free, completamente artigianale, fatto con miele di acacia e nocciole del Piemonte.
New entry di questa azienda è il torrone senza miele e senza zucchero, adatto anche ai diabetici ed è veramente buono: assaggiato e acquistato!
Per questo gelato però ho usato quello tradizionale alle nocciole.
La ricetta è del maestro gelatiere Guido Martinetti, fondatore con Federico Grom, delle Gelaterie Grom, presenti anche a Mantova e dove si possono trovare gelati gluten free.
Il loro gelato è molto buono e devo ammettere, con soddisfazione, che hanno un occhio di riguardo per i celiaci, come è giusto che sia!
Il mio gelato è leggermente più light della ricetta originale: niente panna, sostituita da un buon latte intero.
Ho usato il mio fedele Gelataio Simac, datato marzo 1988; arranca un po’, ma ancora ce la fa ad offrirmi un buon gelato.
I gelati fatti in casa, dopo qualche giorno di freezer, diventano piuttosto…..solidi.
I congelatori domestici non sono molto adatti a questo tipo di conservazione, cristallizzano facilmente il nostro gelato.
Per questo meglio consumarlo appena fatto e si gusta un gelato genuino, di cui si conoscono gli ingredienti.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova*, senza crostacei
*la cialda del torrone è inesistente

INGREDIENTI RICETTA:

60 g di zucchero di canna
10 g di latte magro in polvere (0-6 mesi, senza glutine per legge)
1 punta di cucchiaio di farina di carruba
410 g di latte intero (nella ricetta originale 250 g di latte-160 di panna fresca)
1 cucchiaio di miele d’acacia
100 g di granella di torrone (60 g nella ricetta originale) (ho usato il torrone ” Il Diavolo del Torrone”, in prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)

PROCEDIMENTO RICETTA:

In un pentolino versare il latte e portarlo ad un punto di ebollizione.
Miscelare gli ingredienti solidi (zucchero, latte in polvere e farina di carruba) e versarli a pioggia nel pentolino e, sempre mescolando, aggiungere un cucchiaio di miele.
Mettere in frigorifero a raffreddare per un paio di ore, così la farina di carruba ha la possibilità di addensarsi.

Togliere dal frigorifero il composto, passarlo nella gelatiera e azionare il raffreddamento.

Spezzettare con un coltello il torrone e aggiungerlo al gelato all’ultimo minuto di mantecatura, poco prima di toglierlo dalla vaschetta, dopo circa 30-35 minuti.

Mettere nel freezer (ma non per troppo tempo!!) in attesa di servirlo o, meglio ancora, consumarlo subito.

È uno dei gelati più buoni della mia produzione.

PS: se non si possiede una gelatiera, mettere il composto nel freezer e tenerlo mescolato ogni mezz’ora fino al completo raffreddamento.

Crema fredda al caffè, senza glutine

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Ecco un altro fine pasto fresco e molto gradevole direttamente dalla rivista “Alice cucina”.
Ho usato gli amaretti di Voltaggio che avevo messo da parte proprio per questo dessert: mi sembravano perfetti con la spruzzata di rum richiesta dalla ricetta.
Non li ho conservati nel solito vaso ermetico, volevo che perdessero la morbidezza e si asciugassero un po’.
Ho diminuito la dose di zucchero e, al posto del mascarpone (in casa mia non se ne fa molto uso), ho messo la ricotta e il risultato è veramente ottimo e più light.
Dovendo usare le uova a crudo è indispensabile che siano freschissime (a questo ci pensa sempre la mia cara amica Claudia e oltre alla freschezza c’è pure la…..genuinità: provengono dalla “fattoria” della mamma dove le galline vivono libere come l’aria!!) e, altra raccomandazione, non contaminarle col guscio.
Lavare bene le mani dopo aver usato le uova.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:
2 tazzine di caffè
2 tuorli
1 albume
200 g di ricotta (nella ricetta originale mascarpone)
40 g di zucchero (nella ricetta originale 60)
2 cucchiai di zucchero a velo (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
3 fogli di gelatina (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
1 bicchierino di rum
Cacao amaro in polvere (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
Amaretti di Voltaggio senza glutine* (savoiardi nella ricetta originale)

* http://stellasenzaglutine.com/2013/08/09/i-morbidi-amaretti-di-voltaggio-senza-glutine/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda.

Con le fruste elettriche montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Mettere i fogli di gelatina, ben strizzati, nel caffè caldo, far sciogliere e raffreddare.

Con un cucchiaio di legno lavorare la ricotta con lo zucchero a velo, incorporare i tuorli con lo zucchero e infine il caffè freddo.

Montare a neve fermissima l’albume e unirlo al composto preparato mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.

Disporre gli amaretti spezzettati nei bicchieri, bagnare con una spruzzata di rum e coprire con uno strato di crema.
Trasferire in frigorifero per almeno 3 ore.

Al momento di servire spolverizzare con il cacao amaro e amaretti sbriciolati.

A noi è piaciuto molto, ho avuto l’approvazione del capitano, ma ovviamente nelle mie scelte in cucina tengo conto (anche) dei suoi gusti per cui…..

Crema di tapioca e salsa di mirtilli, senza glutine

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Questo fresco dessert l’ho trovato sulla rivista “Alice cucina”.
L’ho un po’ ….rivisitato e adattato a quello che la mia dispensa offriva, ma non per questo è diventato meno invitante, tutt’altro!
Ho diminuito la dose di zucchero, sostituito il latte di cocco con il latte di mandorle e al posto dei frutti della passione ho messo una salsa di mirtilli.
Questo è solo il primo dei dessert che voglio provare: non richiedono cotture al forno, sono veloci e se poi sono anche buoni…..chi mi ferma?

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

6 cucchiai di farina di tapioca (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
3 cucchiai di zucchero
400 ml di latte di mandorle (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia oppure controllare che la confezione riporti la dicitura “senza glutine”)
Mirtilli freschi
Succo di 1/2 limone
1/2 cucchiaio di zucchero
Una spruzzata di vino bianco

PROCEDIMENTO RICETTA:

Raccogliere la tapioca in una ciotola e coprire con 150 ml di acqua a temperatura ambiente. Mescolare e lasciare riposare per una mezz’ora in modo che la farina si gonfi e assorba l’acqua.

Scolare l’acqua in eccesso e versare la tapioca in un pentolino.
Aggiungere lo zucchero, il latte di mandorle e mescolare.
Mettere sul fuoco e cuocere per 5-7 minuti o comunque fin che il composto sarà denso e gelatinoso.

Togliere dal fuoco, distribuire nei vasetti e trasferire in frigorifero.

Per la salsa di mirtilli: lavare i mirtilli, metterli in un pentolino con il succo di limone, lo zucchero, una spruzzata di vino bianco e cuocerli per qualche minuto.
Lasciare raffreddare.

Al momento di servire togliere i vasetti dal frigorifero e distribuire sulla superficie un paio di cucchiai di salsa di mirtilli.

Un dessert light, fresco e veramente delizioso!

Crema alla carruba con biscotti e lamponi freschi, senza glutine

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Questa è una ricetta trovata sulla rivista “Alice cucina”.
Avevo in casa dei bellissimi lamponi che si prestavano meglio delle fragole, come suggeriva la ricetta originale e del latte di riso in sostituzione a quello di soia che non incontra molto il mio gusto.
La farina di carruba, prodotto assolutamente naturale, è un’alternativa al cacao, poiché ne ricorda il sapore, ma, a differenza di questo, non contiene caffeina ed essendo un alimento vegetale, non contiene colesterolo.
È ricca di zuccheri naturali e di carboidrati, di calcio e di ferro ma povera di grassi.
Contiene vitamine del gruppo B, vitamina A, magnesio e potassio, ha proprietà antiossidanti e ipercolesterolemizzanti e, da non trascurare, ha un alto potere saziante.
Con queste premesse, chi non ha voglia di provare un simil toccasana di farina?
Il carrubo è un albero sempreverde i cui frutti sono dei baccelli che, arrivati a maturazione, prendono un colore marrone scuro, simile al cuoio.
All’interno contengono semi scuri, ovoidali e duri da cui si ricava altro tipo di farina, la “farina di semi di carruba” utilizzata come addensante per salse, creme e gelati.
In arabo il seme di carrubo veniva chiamato “khirat”= carato ed era usato come unità di misura per oro e gemme.
I baccelli hanno una superficie esterna molto dura, con una polpa zuccherina, assai gradevole, direi gradevolissima…
Io li conosco questi baccelli: quanti ne ho mangiati al tempo delle medie!
Ricordi…
Scomparsi dalla circolazione, li ho rivisti un paio di anni fa, in un supermercato e non li avrei notati se un bambino non avesse chiesto alla …..ehm …nonna: ma cosa sono? Lei lo sapeva…e io li ho comprati e gustati pezzetto per pezzetto, uno ad uno, guardando bene all’interno….e ho ritrovato il sapore caratteristico, proprio come ho sentito mangiando questo budino.
Io non trovo che sappia di cacao, ha un sapore tutto suo particolare, ma in giro si dice che la farina di carruba sa di cacao…..il colore senz’altro, non metto in dubbio, ma il sapore….
Lascio giudicare a chi vorrà provare….

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 ml di latte di riso
50 g di sciroppo d’agave (oppure zucchero di canna) (70 nella ricetta originale)
40 g di farina di carruba
20 g di amido di mais (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
Lamponi freschi

Per i biscotti: pasta frolla senza glutine e cacao amaro (vedi prontuario Associaz. Italiana Celiachia)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per i biscotti senza glutine va bene qualsiasi frolla, io ho utilizzato quella avanzata da:

Torta “Brisighella”, quella di Oriani, senza glutine

messa nel freezer in attesa di utilizzo.

Fare diverse formine con gli stampini e prima di cuocere cospargere di cacao amaro.
In forno a 180 gradi per circa 15 minuti.

Per la crema: in una ciotola sciogliere l’amido di mais con poco latte freddo e mettere da parte.
Versare il rimanente latte e lo sciroppo di agave in un pentolino, mettere sul fuoco e scaldare.
Versare a pioggia la farina di carruba e mescolare con una frusta.

Portare a bollore, unire l’amido di mais sciolto e cuocere per circa 2 minuti.

Versare un primo strato di crema ancora calda nel bicchiere, sistemare un biscotto e qualche lampone, proseguire con altra crema e terminare con biscotto e lamponi.
Mettere in frigorifero fino al momento di servire.

Un gradevole dessert, veloce da realizzare, soprattutto se si hanno dei biscotti pronti, fresco, poco calorico e adatto all’estate.

Crema di pesche saturnia con pinoli e mandorle senza glutine, ricetta vegan

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Caronte, l’anticiclone africano, si è insediato anche nella mia casa.
Non ci sono né muri di pietra né coibentazioni che tengano: è entrato anche qui e non se ne vuole andare.
Per questo sabato di fine luglio ho in serbo un dessert veloce, fresco e poco calorico con le deliziose pesche piatte.
Le ho scoperte l’anno scorso, le pesche saturnia, un po’ strane nell’aspetto, così “schiacciate ai poli” e le ho amate subito per la bontà, per il profumo ma soprattutto perché mi ricordano una canzone del grande Guccini, “la Genesi” che dice ad un certo punto:

“Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso e gli parve un po’ strano, ma scosse il capo: chi non fa non falla.
Rise Lucifero stringendo l’ occhio quando lui e gli angeli furon da soli:
“Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l’ha fatto tutto schiacciato sui poli!”

…. e chi la cantava questa canzone? Andrea, il mio piccolo (allora) Andrea alla gloriosa e mai dimenticata Radio Mantova degli anni 70…..
Ecco perché adoro queste pesche!!
Va beh….sono buone, questo loro retrogusto di rosa è veramente unico!
Ho usato il latte di riso (la prossima volta lo faccio home made) così la ricetta può andar bene sia agli intolleranti al latte vaccino che ai vegan e poi lo volevo provare: mai usato nella mia cucina e poiché è dolce di suo, non ho messo altri zuccheri, come suggeriva la ricetta.
Ho dato il tocco finale con poche scaglie di cioccolato al 90% di cacao: ottima scelta, direi che si può metterne anche un po’ di più se il morale ha bisogno di una risollevata…

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

4 pesche saturnia
500 g di latte di riso (ho usato Vital Nature, in prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)
1 cucchiaio di zucchero di canna (io non l’ho messo)
30 g di fecola di patate (vedere prontuario AIC Associaz. Italiana Celiachia)
2 cucchiai di farina di mandorle (vedere prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)
2 cucchiai di pinoli
Un pizzico di cannella (uso cannella in polvere Cannamela, senza glutine come dichiara l’azienda)
2 cucchiai di scaglie di cioccolato al 90% di cacao (vedere prontuario AIC Assoc. Italiana Celiachia)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Sbucciare le pesche e frullarle con il latte di riso e l’eventuale cucchiaio di zucchero di canna.

Sciogliere la fecola in poco latte freddo frullato poi aggiungere il rimanente; mettere sul fuoco a fiamma moderata e portare ad ebollizione mescolando con una frusta.
Cuocere per 5 minuti.

Aggiungere i pinoli, la farina di mandorle e la cannella.
Mescolare e versare nei bicchieri.
Quando la crema è fredda, metterla in frigorifero.

Prima di servirla guarnire con scaglie di cioccolato e qualche pinolo.

Deliziosa!