Cubbaita, torrone di mandorle siciliano, naturalmente senza glutine

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La cubbàita è un dolce tipico della tradizione siciliana, di origini arabe ( “gubbayt” in arabo significa letteralmente mandorlato).
Questo dolce del periodo natalizio in Sicilia viene chiamato anche “torrone” pur trattandosi di un croccante fatto con miele, zucchero, semi di sesamo, mandorle e aromatizzato dalla scorza di arancia o di limone.
La preparazione della Cubbaita è semplice, si deve però fare molta attenzione alla cottura per non bruciare né mandorle né miele.
Di cubbaita ne esistono diverse versioni, quest’anno ho fatto questa che ho visto sulla rivista “Alice Cucina”.
Ho raddoppiato le dosi della ricetta originale e alcuni torroncini li ho tagliati a cubetti, più pratici da offrire.
Per me è diventata una consuetudine preparare la cubbaita ogni Natale da quando Olga Scalisi (in arte Felix) me l’ha fatta conoscere con la sua indimenticabile Cubbaita ai semi di sesamo.

DIFFICOLTÀ: media

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

600 g di mandorle pelate
700 g di zucchero
2 cucchiai di miele di arancio
2 arance
1 limone
Cannella in polvere (ho usato Cannamela, senza glutine)
Olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO RICETTA:

Distribuire le mandorle in una teglia rivestita con carta forno e infornare a 170 gradi per circa 8 minuti, fino a doratura; tritarne una parte grossolanamente.

In una casseruola di acciaio mettere 4 cucchiai di acqua, lo zucchero, il miele e il succo di un limone e far sciogliere a fuoco dolce, mescolando spesso.
Il caramello è pronto quando intingendovi il cucchiaio di legno scenderà formando un filo che si spezza: è il momento di togliere dal fuoco.

Aggiungere le mandorle, un pizzico di cannella, la scorza dell’arancia grattugiata e mescolare.

Versare il composto in una teglia ricoperta di carta da forno e livellare fino ad ottenere uno strato di circa 2 cm e lasciar intiepidire.

Prima che si solidifichi, con la lama di un coltello unta di olio, tagliare tanti torroncini e lasciarli indurire.

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