Biblioterapia: le mie letture

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Due libri in una settimana forse non sono un record, ma comunque un numero che incrementa la media di libri letti in Italia.
Io, veramente, ad innalzare questa media contribuisco senz’altro. Basta entrare nella mia casa e dare un’occhiata in giro: le librerie non bastano a contenerli tutti, i libri invadono ogni spazio disponibile, perfino sui pianerottoli sono riuscita a piazzarli!
Con pentole, casseruole e tegami vari sono i miei soprammobili preferiti.
Libri di ogni genere, in prevalenza romanzi gialli e di cucina, ma non mancano i libri di fiabe o i classici della letteratura e anche vecchie edizioni di psicologia….letti in tempi remoti.
Nessuno è intonso (come se esistessero ancora le pagine accoppiate!!) se si esclude una piccola scorta per gli imprevisti, come questo che mi ha costretto ad un riposo forzato.
Niente di grave, solo alcuni giorni….ma abbastanza per mandarmi in crisi : non sono abituata a rigirarmi i pollici o a piangermi addosso e per fortuna ho l’alternativa.
La lettura mi rilassa, ecco la mia medicina se non posso sbizzarrirmi in cucina!!
Il primo libro “Il ristorante dell’amore ritrovato” di Ito Ogawa, l’ho letteralmente divorato: non so se mi sono svegliata di notte per finirlo o se avevo perso il sonno per altri motivi.
Mi è stato consigliato da Tiziana che ha identificato la sottoscritta nella dolce e determinata Ringo, la protagonista del romanzo che dà vita ad un ristorante, il Lumachino, dove si possono gustare “prelibatezze che fanno bene al cuore”.
Sono lusingata dall’accostamento di questa mia cara amica, ma non ho il potere di “guarire” i miei commensali. Magari così fosse, non smetterei mai di cucinare!
Questa lettura giapponese, romantica e delicata, dai ritmi lenti, si contrappone decisamente al secondo libro che ha accompagnato il mio forzato riposo: “L’ex avvocato” di John Grisham, scrittore statunitense tra i miei preferiti, conosciutissimo in tutto il mondo, autore di moltissimi libri gialli giudiziari.
Ha una scrittura così scorrevole che le pagine volano e ti ritrovi in un attimo all’ultima, provando una sensazione di rammarico per averlo già terminato.
Malcolm Bannister, il protagonista di colore del libro, inizia così il suo racconto: “Sono un avvocato, e sono in prigione. È una lunga storia”.
E una lunga storia lo è davvero. Ha visto la sua vita e la sua carriera di avvocato rovinate da un’ingiusta condanna.
Ha scontato metà della sua pena quando vede la possibilità di uscire dal carcere…
Romanzo trascinante, sorprendente, ingegnoso e appassionante, uno tra i migliori di Grisham in cui si mette in discussione tutto il sistema giudiziario degli Stati Uniti.
Ne faranno un film, sono sicura, lo aspetto!
Il tempo del forzato riposo è finito (fortunatamente!) ma non quello che dedico alla lettura.
Magari do meno spazio a questo hobby: la casa è grande (ma mi piace così) e la cucina mi reclama (anche questo mi sta bene), ma il tempo per leggere è sacro.
Male che vada mi rimane sempre la mia oretta prima di addormentarmi la sera: a quella non rinuncio mai!!

PS: ricordo un periodo in cui, la sera, prima di dormire, a letto, alla luce di una pila, leggevo Topolino, Dylan Dog , Diabolic….
Chissà se chi dico io si ricorda …..a Parma…
Questo per dire che alla lettura non ho mai rinunciato, pur cercando sempre di non dare troppo fastidio a chi divide la stanza con me.
Anche adesso, quando vado a dormire, il libro che leggo è illuminato da uno spicchio della mia Eclisse, la lampada in origine tutta di color arancio, che accompagna le mie letture da tanti, tanti anni….

8 thoughts on “Biblioterapia: le mie letture

  1. Sono felice che tu abbia trovato un’occupazione in questi giorni di inattività culinaria. 😉
    Con i libri io sono più o meno come te: ne ho tantissimi, più di quanti stanno dignitosamente nel covo, di tutti i generi, le lingue e i formati!
    Grisham lo adoro, ho inserito il libro di Ogawa nella wishlist: chissà se qualche anima pia, alla prossima ricorrenza… XD

  2. Che bello Giò quando i libri ci invadono la casa e il cuore…non potrei farne a meno! Sono contenta ti sia piaciuto il libro della Ogawa. Magari, cara Giò, fossimo in grado di guarire i commensali con le nostre ricette…però sono convinta del potere terapeutico della buona cucina, quella fatta con amore e con cura, e tu sei un esempio da seguire. Un abbraccio d’affetto!!

  3. Libri! Tanti libri sono passati da casa mia. Tanti (ma non troppi) ci sono ancora, quelli di cui proprio non riesco a sbarazzarmi per amore. Tanti li ho donati alla biblioteca, ma è un giusto scambio, quanti ne ho anche presi! Se possibile ora evito di comprarli, li noleggio, li prendo in prestito, amo il book crossing. Perchè un libro quando si chiude possa avere la possibilità di essere riaperto e riamato.

    • Approvo quello che dici, anch’io amo i libri. Quelli che vedi non sono che una piccola parte, alcuni più preziosi di altri, ma tutti mi hanno dato qualcosa. Per questo fatico a liberarmene, quando li spolvero si accendono di parole.
      Un abbraccio

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