Lavarello al cartoccio, senza glutine

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Il lavarello o coregone, è un pesce di acqua dolce, molto diffuso nel lago di Garda.
Non è facile trovarlo in pescheria. Qualche volta, in vacanza sul lago di Garda, mi è capitato di comperarlo direttamente dal pescatore, al rientro dalla sua nottata di pesca.
È stata una bella sorpresa trovarlo sul banco del pesce qui, nella mia città e non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di preparare una ricetta facile facile.
Nei ristoranti sul lago viene proposto alla griglia o alle brace, ma anche cucinato al cartoccio non è per niente male: esalta di più la delicatezza della sua polpa.
PS: in cucina non uso molto sale e con il pesce (sia di acqua dolce o di mare) ancora meno.
Si possono salare le verdurine prima di riempire la pancia dei pesci e si può insaporire il pesce prima di chiudere il cartoccio. Suggerisco di non farlo, si può sempre salare al momento, magari con una macinata di Sale Grigio di Bretagna che ben si accompagna con il pesce.
Con 3 lavarelli ho fatto un cartoccio unico ma meglio sarebbe un cartoccio per ogni commensale, presentando il pesce direttamente nel suo involucro.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Lavarelli
Cipolla, sedano, carota, erba cipollina, scalogno, aglio
Salvia, rosmarino, timo e origano freschi
Pomodorini ciliegino
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Pulire i lavarelli, togliere anche le squame, lavarli e asciugarli bene.

Mettere della carta alluminio su una teglia, appoggiare un foglio di carta forno e su questa i lavarelli.

Tagliare sottilmente cipolla, sedano, carota, erba cipollina, scalogno e aglio.

Mescolare le verdurine e riempire con questo mix la pancia dei pesci.

Il trito rimasto distribuirlo sui lavarelli assieme a qualche foglia di salvia, di timo, di origano, qualche ago di rosmarino e i pomodorini.

Chiudere il cartoccio sigillando bene la carta stagnola e cuocere in forno a 180 gradi per 20 minuti circa.

Aprire il cartoccio (attenzione al vapore che esce!), mettere il pesce nel piatto con qualche pomodorino e fette di limone, condire con un filo di olio e portare in tavola.

Salare solo se serve: il pesce è buono anche senza!

Kipferl alle nocciole senza glutine

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Ho preparato questi deliziosi pasticcini austriaci, il cui nome significa “mezza luna”, prima di partire per l’ultima, breve vacanza sul lago di Garda.
Nella ricetta originale i kipferl sono proposti in una versione alle noci, che ho sostituito con le nocciole.
C’è un perché a questa mia variazione: avevo promesso a Cristina, che ci ospita nel suo residence tra gli ulivi, un dolce, ovviamente senza glutine, con le nocciole: a lei piacciono tanto!
Già la volta precedente, all’inizio dell’estate, quando io e il capitano abbiamo trascorso qualche giorno sul lago, fui costretta a rimandare la promessa: reduce da un intervento, avevo una sola mano disponibile e quindi …quasi ko in cucina.
Poco ci è mancato che anche questa volta dovessi rimandare perché costretta ad un riposo forzato per un ostacolo sul mio percorso vita…. Capita….
Questi pasticcini si sposano bene con un tè o con una sontuosa tazza di cioccolata calda.
Li metto in nota per l’inverno che arriva, sono sicura di fare cosa gradita alle mie amiche!
E a Cristina? Sono piaciuti, sono davvero contenta!

DIFFICOLTÀ: media

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

100 g di nocciole sgusciate (noci nella ricetta originale)
Un pizzico di cannella
Un pizzico di cardamomo
Un uovo
200 g di burro ammorbidito
Un pizzico di vaniglia in polvere (3 bustine di zucchero vanigliato, nella ricetta originale)
150 g di zucchero a velo (se non è home made come il mio, consultare il prontuario AIC)
300 g di farina Biaglut per dolci (nel prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
Un cucchiaio di acqua
Un pizzico di sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tritare le nocciole e tostarle leggermente in una padella a fuoco basso.

Riunire la farina, 90 g di zucchero, la polvere di vaniglia, le nocciole, un pizzico di sale, un pizzico di cannella e uno di cardamomo.
La polvere di cardamomo l’ho ottenuta macinando i suoi semi.
Ha un aroma molto forte, attenzione a dosarne un pizzico veramente!

Mescolare e unire il burro a dadini, l’uovo e un cucchiaio di acqua.

Lavorare bene e fare un paio di cilindri.

Tagliare i cilindri in tante rondelle (circa 50), farne altrettanti salamini e formare delle mezzelune.

Allineare i biscotti su una placca rivestita di carta forno e far riposare al fresco per 45 minuti.
Poiché la stagione è ancora calda, li ho messi in frigorifero.

Accendere il forno a 180 gradi e cuocere per 12/15 minuti.
Spolverare i kipferl ancora caldi con lo zucchero a velo.

Si possono mantenere in un contenitore di latta per una settimana e anche più….se non finiscono prima!!

Salame dolce senza glutine….in trasferta

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C’era un “salame dolce” che riposava nel freezer in attesa di accompagnarci sul lago di Garda, dove con il capitano sto trascorrendo qualche giorno di vacanza.
Dopo una giornata passata al sole e al vento a bordo di Stellamaris, una bella spaghettata, un po’ di frutta e un dessert home made è una cena perfetta per ritemprare le forze.
Questo dolce mantovano o meglio, adottato dai mantovani, è il cavallo di battaglia di molte casalinghe: si prepara in un attimo, non ha bisogno di cottura e piace a grandi e piccini.
Le varianti sono tante, ogni casa ha la sua ricetta passata da madre in figlia e io ci aggiungo anche la mia, con le meringhe.
Non metto l’uovo per legare il tutto e quindi, se si omettono le meringhe, il mio salame dolce è adatto anche agli intolleranti a questo ingrediente.
Poiché non ho il passo passo della ricetta, metto qualche foto del posto in cui ci troviamo, circondato da ulivi, e del panorama che si vede dalle nostre terrazze.
Mangiato qui, il salame dolce gluten free sembra ancora più buono!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:

senza glutine, senza uova (se non si mettono le meringhe), senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di biscotti secchi (ho usato i Petit della Schär in prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
caffè (circa 4 tazzine di caffè ristretto senza zucchero)
100 g di zucchero
200 g di meringhe spezzettate (ho usato quelle della GlutaBye in prontuario AIC)
130 g di burro a temperatura ambiente
1 bicchiere di marsala secco
80 g di cacao amaro (ho usato il Lindt in prontuario AIC)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Spezzettare i biscotti e metterli in una ciotola.

Far raffreddare il caffè, unirlo al marsala e versare sui biscotti.

Con una forchetta mescolare burro, cacao e zucchero e amalgamare con i biscotti e le meringhe.

A questo punto si può scegliere di arrotolare il composto come un salame nella pellicola o nella stagnola oppure foderare uno stampo da plumcake con la pellicola, metterci il composto, pressare bene e richiudere con la stessa pellicola.

Qualche ora di frigorifero e il salame dolce è pronto da affettare.

Si può congelare, cosa che io faccio spesso, e averlo a portata di mano per tempi…..grami o per finire un pasto in dolcezza!!

Esibizione fuori programma al 47* Trofeo Gorla, 1 settembre 2013

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Cosa offre oggi la cambusa? Un pranzo frugale: un paio di toast home made (buoni!!), gluten free naturalmente e uno spettacolo di imbarcazioni in regata!
Il motivo? Vedere il Trofeo Gorla! ed ecco, a bordo di Stellamaris, direttamente dal Lago di Garda, alcune foto della manifestazione di questo 1* settembre 2013.
Ho anche un breve video, ma per postare quello….devo farmi insegnare!
Questa regata precede sempre di una settimana la più famosa “Cento Miglia”.
Posto di privilegio a bordo di Stellamaris: la boa dove girano i regatanti, posizionata davanti al Circolo di Acquafresca, ad Assenza di Brenzone, è ad alcuni metri da noi.
Poco sole, a volte foschia, non troppo vento, si andava dai 7/8 nodi ai 15, ma in compenso qualche onda di troppo.
La cosa più emozionante è stata l’esibizione, sicuramente non cercata, di un velista che si è spinto in testa d’albero. Il motivo non lo abbiamo capito ovviamente ma meritava un applauso per l’eleganza sia nella salita che nella discesa.
Questo sconosciuto velista ha tutta la mia ammirazione: mai riuscirei ad affrontare un’impresa del genere!
Io alla fine le mani le ho battute, non mi ha sentito ma il mio entusiasmo era tutto per lui!
Poco visibile, ma è suo il cappellino che si vede in testa d’albero nella 4* foto.
Scommetto che starà dicendo: ehi, li sotto, va tutto bene adesso? posso scendere?
Altri scatti: sempre eleganti le vele nere, hanno un certo fascino…
Seguono alcune immagini di numerose imbarcazioni raggruppatesi al giro di boa: le richieste di “acqua” si sprecavano…..temo di aver sentito anche un contatto….ma non le imprecazioni fortunatamente!!
Il vaporetto “Italia”, il mio preferito, una foto anche a questa imbarcazione fuori gara.
Gli ultimi regatanti si intravedevano all’orizzonte ma erano abbastanza lontani e non avremmo intralciato il loro percorso se……..sìììì!, finalmente! issiamo la randa e diamo aria al genoa….si parte con Stellamaris, ora navighiamo noi!!!

Sarde in saor senza glutine ovvero: “sardéne en saór gluten free”

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La prima volta che gustai questo piatto veneto risale ai tempi in cui nemmeno sapevo dell’esistenza della celiachia.
Ricordo che eravamo a cena sul lago di Garda, il locale si chiamava, e si chiama tutt’ora, “Taverna del Capitano”…..nessun riferimento al mio capitano.
Nel menù, come antipasto, c’erano queste sarde in saor, che non avevo mai assaggiato.
Le vidi passare ordinate da altri commensali e mi invogliarono: le accompagnava una invitante polentina bianca.
Sono sempre stata molto curiosa, ma solo per quanto riguarda la cucina e pensai che un assaggio ci voleva. Seguì il mio esempio anche il capitano, nonostante ci fosse in bella vista sul piatto anche una magnifica distesa di cipolle : le accetta solo a patto che non scrocchino sotto i denti..
Il piatto ci entusiasmò parecchio e così cominciai a prepararle in casa abbastanza regolarmente.
In un primo tempo infarinando le sarde con la solita farina e poi, con l’avvento della celiachia in famiglia, con farine senza glutine.
Questa volta ho usato la farina di riso sottilissima: perfetta!
La ricetta è molto facile e la trovai su un libretto “In lode alla sardina” che parlava della cucina di Brenzone, località del lago a noi molto familiare.
La sardella, o meglio la sardéna, catturata sul lago col remàt (rete matta perché sembrava impossibile potesse imprigionare una quantità tanto grande di pesci) ha garantito per parecchio tempo la sopravvivenza di interi paesi gardesani.
Era chiamata “il pesce provvidenza” perché in effetti era provvidenziale la sua presenza nelle acque del lago.
E allora, come dice il libretto, sia lode alla sardéna!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

500 g di sarde freschissime
400/500 g di cipolle (io ho usato cipolle di Tropea)
farina di riso finissima Nutri Free (in prontuario AIC Associazione Italiana Celiachia)
Mezzo bicchiere di aceto di vino bianco
Uvetta sultanina
Pinoli
olio di semi di arachide (di mais se allergici alla frutta secca)
olio e.v.o.
sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tagliare sottilmente le cipolle e appassirle lentamente a fuoco dolce in un tegame con qualche cucchiaio di olio evo.
Sfumare con l’aceto e lasciare evaporare.

Pulire le sarde togliendo testa e intestino, sciacquarle e asciugarle con una carta da cucina assorbente.
Infarinarle, friggerle in abbondante olio di semi di arachide, scolarle su una carta assorbente e salare.

In un contenitore di vetro, meglio sarebbe di terra cotta (io lo cerco da tempo ma non riesco a trovare quello che mi piacerebbe e lo userei solo per questa preparazione!) formare degli strati alternando le sarde, le cipolle, l’uvetta lavata, ammollata e asciugata e i pinoli.
Finire versando su tutto anche il sughetto rimasto.

Ottime dopo un giorno di riposo.

Veleggiamo con StellaMaris

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Due sole uscite in barca in una settimana di ferie sono veramente poche ma bisogna accontentarsi e poi devo dire che non ci siamo annoiati per niente!

La prima uscita è stata la migliore: vento perfetto, lago senza onde, poco sole ma abbastanza da non aver freddo in navigazione.
Meta: Campione, dall’altra parte del lago, di fronte al circolo che ci ospita.
Passiamo di fianco all’isola di Trimelone: solo questa meriterebbe decine di foto, sarà per un’altra volta, con un tempo migliore.
Campione è in vista: arriviamo sotto la parete ripidissima che sovrasta il paese.
Vista da vicino è impressionante! Lì il vento aumenta sempre.
Risaliamo il vento bordeggiando e passiamo davanti alla limonaia di Prato della Fame, ritorniamo a centro lago e poi con un bordo unico arriviamo a Castelletto, sulla costa veronese.
Il lago si mantiene senza onde, il vento non supera i 10 nodi: scivoliamo sull’acqua dolcemente! La barca è molto equilibrata, tiene la rotta anche abbandonando il timone.
Grande StellaMaris! Che pace….
La seconda uscita non è stata da meno, è cambiata solo l’intensità del vento: abbiamo visto i 15/16 nodi, ma sempre senza onda, come piace a me.
Il rientro invece è stato forzato. Il cielo si è coperto, il vento è calato di molto ed è iniziata la pioggia, senza tanto preavviso: capita sul lago.
La boa è a quasi due miglia, un po’ lontana per arrivare a vela col poco vento rimasto e quindi, avvolto il genoa, ammainata la randa, abbiamo acceso il motore e, mentre il capitano è al timone io mi vesto adeguatamente.
Passo al timone mentre il capitano prende la boa, sempre sotto la pioggia.
Non tutte le uscite in barca finiscono nel migliore dei modi!
Rientriamo in cabina e ci chiudiamo dentro in attesa che si calmi un po’.
Non passa molto che Ivan, il nostro “traghettatore” compare con la sua barca per portarci a riva. Ci dice che quello è il momento migliore perché arriverà molta più pioggia da nord.
È così è stato: Ivan non sbaglia mai, sempre disponibile e attento alla sicurezza dei soci e delle imbarcazioni.
Siamo rientrati a Mantova da poche ore, la vacanza è finita ma non le nostre veleggiate con StellaMaris. Quelle proseguono per tutta l’estate almeno una volta a settimana.
Vale la pena fare i chilometri che ci dividono per tutta la pace che riceviamo in cambio…

Passeggiata a Cassone del Garda

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Oggi niente passetto (trasporto alla boa) quindi non si naviga con StellaMaris, a meno che non si voglia raggiungere la boa a nuoto.
L’acqua è piuttosto fredda (7 gradi) ma non lo farei nemmeno in piena estate. Non ho tanta confidenza con l’acqua, un po’ di paura l’ho vinta ma …meglio non rischiare di regredire…
Lasciamo in garage anche l’auto, visitiamo Cassone, una bella scarpinata per fare un po’ di esercizio.
La ciclabile che ci porta in questo borgo si snoda tutta sul lago, una meraviglia di spettacolo sempre appagante anche se la percorriamo per l’ennesima volta.
Arriviamo a Cassone: qualche foto per immortalare questo splendido paese, frazione della più nota Malcesine.
Qui c’è il fiume più corto del mondo, oggi particolarmente tumultuoso: è carico di acqua come non ho visto mai! Io ricordo il rigagnolo degli anni passati…
Il porticciolo, le bisse (barche caratteristiche del Garda), il ponticello, gli enormi pesci nelle vasche, la torretta….hanno sbarrato qualche vista sul piccolo fiume, in qualche posto è uscito dal suo letto.
È tempo di ritornare, il vento è cambiato, adesso viene da sud e si chiama “ora” mentre all’andata ci ha accompagnato il “peler”, che scende da nord.
Questi posti non ci stancano mai, tutto è verde e colorato anche senza sole e l’aria ci fa respirare bene.
Si incontrano quasi esclusivamente turisti tedeschi, salutano volentieri nella nostra lingua e noi tentiamo di rispondere con la loro.

Siamo arrivati, ecco il residence che ci ospita…andiamo a preparare il pranzo poi penseremo come passare il pomeriggio: mica male questa vita!

Notizie dal lago di Garda

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Forse non è stata una gran scelta programmare la vacanza nel mese di maggio, ma chi immaginava che al posto di creme solari serviva il piumino?
Per noi è una consuetudine fermarci un attimino in questo mese o al massimo ai primi di giugno. Meno caldo, sole che non picchia e vento favorevole per navigare con StellaMaris.
Ma quest’anno non è proprio così: fa freddo…freddino dai, e il sole non si fa nemmeno vedere!
Piove di continuo, il lago è sovrappieno di acqua (almeno non si fatica a salire sul passetto che ci porta alla boa…quando si potrà navigare), le stradine che scendono dalle pendici della montagna sono piccoli rigagnoli…quando non sembrano veri torrentelli!
Insomma una stagione che non è il massimo per chi è in vacanza e sperava in altro ma bisogna guardare anche il lato positivo: relax!!
Nella valigia più che tanti cambi di abiti…no diciamo di tute e jeans, ho piazzato un paio di libri, riviste (di cucina, ovvio) che ancora non ho sfogliato e poi non trascuriamo il mio iPad…ma qui comincia una nota dolente: la connessione!!
Il 3G qui dove ci troviamo funziona a rilento, meglio dire che non funziona e per navigare nel Web dovremmo andare nel bel mezzo del lago (dove stranamente la connessione è buona), il che è altamente sconsigliabile con il brutto tempo.
Se abbiamo imparato una cosa saggia è quella di avere rispetto del lago!
Il Residence dove alloggiamo è provvisto di WiFi, ma non sempre riesco ad agganciarmi…peccato!
Potremmo andare a “fossili” come li chiamo io, meglio classificati come ammoniti, quelle belle conchiglione che si trovano fossilizzate nelle pietre in qualche spiaggetta del lago di Garda.
Ma anche questo, lasciando da parte la pioggia e le onde che si scaricano sulla riva, è poco produttivo per la troppa acqua che ricopre le sponde.
È un passatempo molto rilassante almeno per me: mi ossigena mente e corpo.
Nel corso degli anni di queste ammoniti ne ho trovate parecchie e adornano casa e giardino: un bel ricordo.
Pare ci sia una schiarita…due passi in attesa di preparare la cena.

Siamo rientrati bagnati fradici, doccia calda per evitare il peggio, manco fosse autunno!!
Qualche foto tra una goccia e l’altra….speriamo che non abbiano azzeccato le previsioni di domani!

Giorno 20 maggio 2013: aggiorno velocemente con qualche foto che rende l’idea! Armata StellaMaris con la randa…vedere il cielo! Per oggi basta…andiamo a “fossili” …