Franco di Mare e la “zuppetta di cicerchie e capesante”, senza glutine


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Ho letto il divertente e rilassante libro “Il teorema del babà”, di Franco di Mare, noto giornalista, scrittore e conduttore televisivo, uno dei volti più noti di RAI 1.
Franco di Mare ha avuto numerosi riconoscimenti come inviato di guerra e altrettanti per la sua qualificata attività di scrittore e giornalista.
Quando ho iniziato il libro (peraltro me lo sono goduto tutto in un classico giorno di pioggia), non avevo alcun dubbio di aver riposto nella sua lettura la certezza di uno svago distensivo e gradevole: non è il primo libro di questo scrittore che va ad aumentare la mia stracolma libreria.
Quello che non mi aspettavo era di trovare tra le pagine descrizioni così entusiasmanti di svariate ricette che hanno stretto insieme lettura e cucina, i miei passatempi preferiti.
Tra queste ricette “un piatto che se ne sta un po’ di qua e un po’ di là, un piede nel passato e un altro nel futuro, orgoglioso della propria storia ma anche pieno di aspettative per il domani: la zuppetta di cicerchie e capesante”.
“Le cicerchie, somiglianti a ceci schiacciati, sparite dalle tavole degli italiani da alcuni decenni, vi sono riapparse grazie alla tenacia e all’amore di alcuni coltivatori, sparsi soprattutto nella zona del centro-sud.
Hanno una storia antichissima e più blasone dei fagioli. Vengono dall’Asia e nella loro lunghissima storia non manca un aspetto sinistro: quando la siccità dura a lungo, le cicerchie sviluppano una neurotossina che, se accumulata nei tessuti, può causare la paralisi degli arti.
Le colture del nostro paese non corrono questi pericoli ma comunque, in via prudenziale, basta tenerle a mollo un giorno e una notte e risciacquarle a lungo prima di metterle sul fuoco”.
Parliamo di capesante: “Questo bivalve ermafrodito ha radici nobili e antiche ma con una funzione modernissima in gastronomia. Nel nostro caso la modernità del loro utilizzo consiste nell’accostamento inedito con un altro prodotto della natura, così distante in apparenza e tuttavia così miracolosamente complice e affine”.

Ora, perché la ricetta sia ben interpretata e apprezzata, non mi resta che proseguire con gli ingredienti e l’esecuzione del piatto con le stesse parole di Franco di Mare.
Di meglio non saprei fare e la sua descrizione è essa stessa già un preludio al gusto….

Ps: l’unica licenza che mi sono permessa nel preparare la zuppetta di cicerchie e capesante è nella fetta di pane raffermo da sistemare sul fondo di ciascun piatto: ho saltato in padella crostini di pane ovviamente senza glutine e serviti separatamente.

Come consigliato ….ho portato in tavola con un sorriso!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

400 g di cicerchie
Capesante
Un gambo di sedano
Una carota
Aglio
Erba cipollina
Un bicchiere di vino bianco
Un peperoncino
Pane raffermo (senza glutine)
Olio e sale q.b.

PROCEDIMENTO RICETTA:

“Lavate e mondate il sedano dai filini che albergano lungo le coste (hanno la fastidiosa abitudine di finire negli interstizi dentali) e tagliateli a spicchi sottili.
Lavate e sminuzzate scalogno e carota.

Fate soffriggere tutto in un tegame di coccio a fiamma bassa insieme al peperoncino e all’aglio, che toglierete appena imbiondito.

Quando lo scalogno sarà appassito, aggiungete un bicchiere di vino bianco, a fiamma allegra, affinché insaporisca ma l’alcol evapori presto.

A questo punto aggiungete le cicerchie (ammollate per un giorno e una notte e sciacquate a lungo) e l’acqua (abbastanza da coprirle) e aspettate il bollore .

Nell’attesa sciacquate le capesante.

Quando le cicerchie saranno al punto (circa 35-40 minuti), aggiungete le capesante insieme al loro corallo e lasciatele andare per altri due o tre minuti.

Sul fondo di ciascun piatto sistemate una fetta di pane raffermo (senza glutine).

Versatevi sopra la minestra, completate con una spolverata di erba cipollina tagliuzzata al momento e guarnite con un filo d’olio a crudo.

Portate in tavola con un sorriso”.

Zuppa di porri, patate e speck, senza glutine

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Da “La Grande Cucina Italiana – Le zuppe e le minestre” un’ altra zuppa molto stimolante, dove il riso “finisce la sua vita”, annegato in un brodo vegetale insaporito da rondelle di porro e gustosi dadini di speck.
(Non è mia la citazione “il riso che nasce dall’acqua e finisce la sua vita annegato nel brodo” e nemmeno so a chi attribuirla, ma mi piace!)
Leggermente diversa la mia ricetta da quella originale:
ho aggiunto la curcuma, una spezia molto nota per le sue proprietà che vengono potenziate se abbinata al pepe nero;
ho sostituito il lardo con lo speck, per un sapore più deciso.

Ps: La cottura dei miei risi, sia in brodo che asciutti, è sempre inferiore a quella indicata sulle confezioni. Suggerisco di assaggiare e regolarsi a proprio gradimento.
Il riso in cottura non deve mai restare scoperto, aggiungere se opportuno altro brodo caldo, poco alla volta.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

200 g di riso Roma
2 patate
1 porro
2 fette di speck senza glutine (ho usato speck Segata*)
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Brodo vegetale
Sale, pepe nero e curcuma

*I salumi Segata hanno ottenuto il riconoscimento di garanzia dell’Associazione Italiana Celiachia (A.I.C) e per questo motivo le referenze principali sono riportate sul “prontuario alimenti in commercio consentiti ai celiaci”.

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tagliare il porro a rondelle sottili e stufarlo in una casseruola con l’olio e poca acqua per qualche minuto.

Tagliare lo speck a dadini e aggiungerlo al soffritto di porro.

Pelare e tagliare le patate a fette spesse poi a dadini e unirle al porro.

Insaporire con una macinata di pepe nero e una spolverata di curcuma.

Rosolare il tutto per 2 o 3 minuti poi versare il riso.

Coprire con il brodo caldo e cuocere per 13-14 minuti.

Aggiustare di sale e servire la zuppa ben calda.

Vellutata di zucca e patate con sgonfiotti, senza glutine

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Definire la vellutata un “comfort food” leggero e gustoso è senza dubbio appropriato.
Con zuppe e creme, le vellutate diventano protagoniste della nostra tavola, soprattutto invernale.
Di semplice esecuzione questa vellutata di zucca e patate si arricchisce di un tocco finale che completa il risultato particolarmente gradevole: croccanti palline di pasta lievitata e fritta.

Da “La Grande Cucina Italiana – Le zuppe e le minestre”

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per la vellutata:
2 patate
200 g di polpa di zucca (cotta)
1/2 cipolla
3 cucchiai di olio d’oliva extravergine
1 litro di brodo vegetale
Sale e pepe

Per gli sgonfiotti:
100 g di farina per Pane e Pizza Grano Zero
Un pezzetto piccolo di lievito di birra fresco (circa 1/4 del panetto)
60 ml di acqua
Olio di semi di arachide per friggere
Sale

PROCEDIMENTO RICETTA:

Tritare la cipolla e farla imbiondire in una casseruola con l’olio.

Pelare le patate, tagliarle a tocchetti, unirle al fondo e cuocere per 3 minuti.

Tagliare a dadini la zucca e unirla alle patate.

Far rosolare brevemente, coprire con il brodo vegetale e terminare la cottura.

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida, versare sulla farina, aggiungere un pizzico di sale e impastare.
Lasciar lievitare in un luogo caldo.

Preparare delle piccole palline, friggerle in olio di semi caldo e scolarle su un foglio di carta assorbente da cucina.

Frullare la vellutata di zucca con un minipimer e aggiustare di sale.

Servire la vellutata con gli sgonfiotti fritti, una macinata di pepe e un filo di olio crudo (facoltativo).

Zuppa di polpo, ceci e topinambur, senza glutine

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Da “La Grande Cucina Italiana – Le zuppe e le minestre” un primo molto gradevole in ogni stagione.
È da considerarsi anche un eccellente piatto unico con la presenza di un mollusco ipocalorico (il polpo), di ceci (ricchi di proteine e fibre) e di topinambur (abbassano il livello di assorbimento degli zuccheri e dei grassi).

Ps:
Poiché i legumi secchi (in questo caso i ceci) richiedono un certo tempo tra ammollo e cottura, ne preparo sempre un po’ di più, il modo di usarli si trova sempre.
Ad esempio: con una spolverata di pepe nero sono un veloce “stuzzichino” in attesa che la cena sia pronta.

Nella mia insalata di verdure non manca mai qualche fettina croccante di topinambur.
Questo tubero invernale dal gusto delicato e dalle molteplici virtù, non contiene amido e non produce glucosio. Usato crudo mantiene inalterate le sue proprietà benefiche.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Un polpo di circa 600 g
7 topinambur
200 g di ceci
Uno scalogno
Olio extravergine di oliva
Un peperoncino
Prezzemolo
Alloro
Sale e pepe nero

PROCEDIMENTO RICETTA:

Cuocere i ceci, precedentemente ammollati per almeno otto ore, in una pentola con abbondante acqua e foglie di alloro.

Mettere il polpo a bollire in una casseruola e cuocere per trenta minuti dal momento in cui l’acqua riprende il bollore.
Lasciar raffreddare il polpo nell’acqua di cottura.

Pelare i topinambur e tagliarli a fettine sottili.

In una casseruola scaldare qualche cucchiaio di olio con scalogno e peperoncino tagliati a rondelle.

Aggiungere i topinambur, rosolare per dieci minuti poi aggiungere i ceci, aggiustare di sale e pepe e far andare per altri dieci minuti.

Aggiungere il polpo tagliato a rondelle, mescolare e lasciare sul fuoco per qualche minuto.

Servire caldo con una spolverata di prezzemolo.

Zuppa Valpellinese senza glutine

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Scaldiamo le serate invernali con la zuppa Valpellinese, piatto tradizionale valdostano che ha le sue origini a Valpelline, villaggio a pochi chilometri a nord di Aosta.
Pochi gli ingredienti di questa zuppa, ma tutti prodotti tipici della regione: il cavolo, il pane di segale e la fontina, formaggio valdostano per eccellenza.
Si può preparare in due modi: con il cavolo verza lessato, oppure con il cavolo verza stufato o, come dicono i valdostani, brasato.
La zuppa va passata in forno e quando imbiondisce e comincia a formare una crosticina dorata, prima di portarla in tavola, si cosparge con una abbondante dose di burro fuso.

La mia zuppa: cavolo verza lessato, fontina valdostana, pane semi integrale senza glutine (ovviamente non di segale!) e brodo di cappone (va bene anche di manzo).
Niente burro, la zuppa è buona anche così e calorie e colesterolo in meno non guastano.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Un cavolo verza
Fontina valdostana
Brodo
Pane semi integrale senza glutine*
Olio extravergine di oliva

https://stellasenzaglutine.com/2015/11/18/pane-in-cassetta-semi-integrale-senza-glutine-con-sale-nero/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lessare le foglie del cavolo verza (a quelle più esterne eliminare la parte dura centrale) e farle asciugare su un panno carta.

Passare un filo di olio sulle fette di pane e tostarle.

Tagliare a fette sottili la fontina.

Cospargere di olio una teglia da forno, meglio se di terracotta (ho preferito monoporzione) e alternare uno strato di cavolo, uno di pane e uno di fontina.
Terminare l’ultimo strato con la fontina.

Bagnare con il brodo caldo e mettere nel forno preriscaldato a 190 gradi per circa 25-30 minuti, fin che la zuppa avrà formato una crosticina dorata.

Togliere dal forno e portare in tavola.

Quanti modi di fare e rifare: Minestra (cercata e…) trovata…. senza glutine

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Appuntamento di febbraio di questo nuovo anno con “Quanti modi di fare e rifare”.

Qui le mie rivisitazioni dell’anno scorso:

https://stellasenzaglutine.com/2014/02/06/quanti-modi-di-fare-e-rifare-tucen-ed-fasol-e-ov-sughetto-di-fagioli-e-uova/

https://stellasenzaglutine.com/2014/03/06/quanti-modi-di-fare-e-rifare-pici-senza-glutine-allaglione/

https://stellasenzaglutine.com/2014/04/06/quanti-modi-di-fare-e-rifare-torta-pasqualina-senza-glutine/

Siamo ospiti di Anisja, del blog “la cucina di Anisja” per gustare la sua ricetta dal sapore antico, con erbe raccolte nei campi secondo la stagionalità….da qui il nome di “minestra trovata”.
La mia versione è ovviamente senza glutine, con erbette trovate non nei campi (sicuramente ne avrei trovate parecchie vicino a casa mia) ma dall’ortolano e olio extravergine di oliva al posto della sugna.
Queste varianti non hanno tolto assolutamente nulla al gustosissimo risultato finale.
Servita a cena in una uggiosa serata padana, questa minestra si è rivelata un apprezzatissimo piatto unico: un insieme di proteine, carboidrati e grassi, l’ideale per una dieta corretta!
Ripeterò sicuramente questa ricetta, magari facendomi prima accompagnare nei campi, alla ricerca di erbe selvatiche, da chi ne sa più di me..
Grazie Anisja!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Cime di rapa
Fagioli secchi
Aglio
Peperoncino
Olio extravergine di oliva
Fette di pane senza glutine*
Sale

*Per il pane biscotto ho usato questo, con farine di teff, quinoa, mais e riso
https://stellasenzaglutine.com/2014/11/26/pane-con-farine-naturalmente-senza-glutine-e-il-cuoci-pane-emile-henry/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Ammollare i fagioli per almeno 6 ore poi cuocerli in abbondante acqua fredda con un paio di foglie di alloro per circa 40 minuti.
Prima di togliere dal fuoco salare e tenere da parte.

Mettere le fettine di pane senza glutine nel forno e toglierle solo quando sono ben biscottate.

Pulire le cime di rapa prendendo le foglie più tenere e le infiorescenze.
Lavare accuratamente e, senza scolarle troppo, metterle in un tegame capiente con un filo di olio, aglio spremuto, un paio di peperoncini e un bicchiere di acqua di cottura dei fagioli.
Coprire e cuocere a fiamma bassa per 15-20 minuti.

Dopo questo tempo aggiungere i fagioli scolati, se c’è bisogno anche un po’ della loro acqua e proseguire la cottura per altri 15-20 minuti.

Aggiustare di sale poi sistemare in superficie le fettine di pane biscottato, spegnere e servire dopo 5 minuti. Il pane si sarà ammollato senza perdere consistenza.

Un filo di olio crudo e …la minestra “trovata” è pronta!!

Zuppa di pesce vista mare di Gianluca Nosari

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Ricetta dal format Vista Mare di Alice tv, con gli chef Gianluca e Cristiano Nosari.
Seguo Gianluca da tanti anni, le sue ricette con il pesce sono state le fondamenta della mia cucina marinara.
In questa ricetta ho fatto qualche personale, necessaria variazione.
Innanzitutto niente crostacei all’infuori di qualche cannocchia messa solo all’ultimo e dopo aver tolto la mia parte (sono allergica ai crostacei).
In secondo luogo (a richiesta) niente pesci con le lische: non avevo tempo di sfilettare e mi sono accontentata della coda di rospo o rana pescatrice che ha una sola lisca centrale molto più simile ad un osso.
Si toglie facilmente e serve, in mancanza di altri scarti, per fare il fumetto.
Ho fatto una zuppa molto veloce, con pochi pesci ma non per questo meno gustosa.
Nella zuppa ci piace tuffare i crostini di pane, ovviamente gluten free, tostati in padella o al forno, ragion per cui non la tengo mai troppo asciutta e il fumetto di pesce lo uso tutto.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE :
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI:

Per il fumetto di pesce:
Mezza patata
Una carota
Mezza cipolla
Una costa di sedano
Scarti del pesce a disposizione nella ricetta
Uno spicchio di aglio
Un litro di acqua

Per la zuppa:
Rana pescatrice o coda di rospo (la mia senza testa)
Seppie, calamari, totani
(Cannocchie: solo per i non allergici ai crostacei)
Cozze, vongole e fasolari
Olio extravergine di oliva
Aglio, peperoncino
Un bicchiere di vino bianco secco
Pomodori pelati
Sale

Per i crostini:
Tagliare a cubetti delle fette di pane senza glutine, ottimo il pancarrè

https://stellasenzaglutine.com/2013/07/19/facciamo-il-pancarre-senza-glutine-con-la-macchina-del-pane/

PROCEDIMENTO RICETTA:

Lavare e tagliare seppie, calamari e totani.

Pulire la coda di rospo, lavarla, privarla della lisca centrale e tagliare la polpa a pezzetti.

Preparare il fumetto di pesce con acqua, tutte le verdure e gli scarti del pesce a disposizione, in questo caso solo la lisca della coda di rospo e far bollire per 15/20 minuti.

In un tegame preparare il fondo di olio, aglio e peperoncino e scaldare per dare sapore all’olio.

Togliere aglio e peperoncino, aggiungere i pesci, rosolare a fuoco vivace e sfumare con il vino bianco.

Quando il vino è evaporato aggiungere i pelati e un mestolo di fumetto caldo.
Regolare di sale, abbassare la fiamma e proseguire la cottura.

Se la zuppa dovesse asciugare troppo, aggiungere del fumetto.

Per chi non ha problemi di allergia, lavare le cannocchie e metterle nella zuppa 5 minuti prima del termine della cottura.

Lavare i molluschi in acqua corrente, scolare e mettere in un tegame con un filo di olio e due spicchi di aglio.
Coprire e farli aprire a fuoco vivace.

A questo punto i molluschi andrebbero aggiunti e mescolati alla zuppa di pesce.
Io preferisco portarli in tavola separatamente ed ognuno aggiunge a piacere.

Accompagnare la zuppa con cubetti di pane tostato.

Crema di porri senza glutine con maltagliati al sesamo e pepe nero

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La ricetta è della maestra di cucina Cristina Lunardini e si può trovare, non “sglutinata”, sulla rivista “Alice cucina”.
Questa brava e simpatica chef che seguo spesso anche in tv, è romagnola, una garanzia di golosità dei suoi piatti.
I porri, grande fonte di vitamine e minerali, sono ancora di stagione e quindi approfittiamo di questa crema delicata, gustosa e salutare per il nostro organismo.
Particolari i maltagliati: il sesamo, che ho tostato affinché sprigioni meglio il suo sapore, si sente gradevolmente e ci sta bene pure il pepe, anche se non sono molto amante di questa spezia.
Nella ricetta Cristina suggerisce di usare il sesamo nero, che non ho trovato.

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per i maltagliati:

200 g di farina Mix per pasta all’uovo*
2 uova grandi
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di semi di sesamo
Una macinata di pepe nero

*Mix per pasta fresca naturalmente senza glutine
https://stellasenzaglutine.com/2013/04/18/facciamo-le-tagliatelle-senza-glutine/

Per la crema di porri:

400 g di porri
2 patate
Uno scalogno
1 litro di brodo di carne (io di cappone)
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe nero

PROCEDIMENTO RICETTA:

Per la crema di porri: in una padella dai bordi alti rosolare lo scalogno a fettine sottili con un filo di olio, aggiungere le patate sbucciate e tagliate a dadini e i porri a rondelle.

Coprire con il brodo e cuocere per un’ora a fuoco dolce.

Salare, pepare e passare la crema col passaverdure o col frullatore ad immersione.

Per i maltagliati: tostare i semi di sesamo e metterli con tutti gli altri ingredienti nella ciotola impastatrice fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo.
Se l’impasto dovesse risultare troppo asciutto aggiungere 1/2 uovo oppure poca acqua.

Coprire la pasta con una ciotola e far riposare per una mezz’ora.

Tirare sottilmente la sfoglia (ho usato il mattarello, si stende benissimo), ricavare i maltagliati e lessarli in acqua leggermente salata.

Distribuire la crema di porri calda nei piatti da portata, scolare i maltagliati e metterli al centro del piatto.

Una macinata di pepe nero e….pronto in tavola!!

Zuppa frantoiana senza glutine di Paolo Tizzanini

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La cucina toscana ha un grande interprete nello chef Paolo Tizzanini che ho avuto modo di apprezzare più di una volta in tv, ma, purtroppo, mai di persona nel locale che gestisce con la moglie nella campagna di Arezzo.
La frantoiana è una delle zuppe più saporite della tradizione toscana, condita con l’olio nuovo e Tizzanini ne ha dato la ricetta su Rai 1 lo scorso novembre.
Avevo preso nota degli ingredienti, non del procedimento ma, seguendo altre zuppe simili, spero di non aver commesso errori: non me ne voglia lo chef e se casualmente si imbattesse nella mia interpretazione e avesse qualche osservazione da farmi….ben venga!!
In ogni caso devo dire che questa in assoluto è la miglior zuppa che abbia mai mangiato!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza frutta secca, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Fagioli cannellini
Cavolo nero
Verza
Cipolla rossa
Zucca
Carote
Sedano
Aglio
Alloro
Concentrato di pomodoro
Sale e pepe
Olio extravergine di oliva novello
Pane raffermo senza glutine*

* ho usato fette di pancarrè e di pagnotta alla farina di semi di lino:

https://stellasenzaglutine.com/2013/07/19/facciamo-il-pancarre-senza-glutine-con-la-macchina-del-pane/

https://stellasenzaglutine.com/2013/11/12/pagnotta-senza-glutine-con-farina-ai-semi-di-lino/

PROCEDIMENTO RICETTA:

La sera precedente mettere in ammollo i fagioli cannellini.

La mattina, scolare i fagioli, lavarli sotto l’acqua corrente, metterli in una casseruola con 2 spicchi d’aglio e due foglie di alloro, coprirli di acqua fredda (il livello dell’acqua deve superare di 4 – 5 dita quello dei fagioli) e cuocere dolcemente per circa un’ora e mezzo da quando inizia a bollire.

A fine cottura salare.

Scolare circa 1/3 di fagioli lessati e metterli da parte; passare i rimanenti con il frullatore ad immersione.

Tagliare finemente cipolla e aglio, soffriggere in poco olio poi aggiungere carote, sedano e zucca tagliati a dadini.

Unire anche il cavolo nero, sfogliato e privato della costola centrale e la verza, tagliati a listarelle.
Far insaporire per circa dieci minuti, tenendo mescolato.

Mettere tutto nel passato di fagioli, aggiungere del concentrato di pomodoro, salare e cuocere per circa 50 minuti: il brodo deve essere abbastanza denso.
A fine cottura aggiungere i fagioli cannellini interi messi da parte.

Assaggiare e aggiungere sale se necessario.

Tagliare il pane a cubetti e tostarlo in un tegame antiaderente.

Servire la zuppa con i crostini di pane tostati, un filo di olio nuovo e una macinata di pepe.

Crema di zucca con semi speziati di Csaba

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Questa crema di zucca non è la solita crema o vellutata di zucca, ha una marcia in più!
Ho visto la ricetta nella trasmissione televisiva di Alice TV “il mondo di Csaba”, condotta dalla elegante food writer italiana Csaba dalla Zorza che, con i suoi modi pacati, realizza invitanti ricette e insegna il modo per ricevere con stile.
Csaba, diplomata chef a Parigi, parla un italiano ricco e raffinato e fa vivere le nostre fantasie spesso irraggiungibili: servizi d’argento difficilmente fanno parte del nostro vivere quotidiano e no.
Comunque sia, una tavola ben apparecchiata, un piccolo fiore, una candela accesa e un invitante profumino….anche se e soprattutto solo per due, sono la mia filosofia di vita.
Per questo tanti consigli fanno già parte del mio bagaglio ma altri si possono aggiungere, non si finisce mai di imparare!
Per tornare alla crema, da sottolineare la nota fresca, data dallo zenzero, e la nota croccante dei semi di zucca che, speziati, risultano molto, molto gradevoli.
Csaba propone in alternativa, da servire con la crema, una quenelle di crème fraîche, o panna acida (io la preparo in casa con 100 g di panna fresca, 100 g di yogurt e un cucchiaio di succo di limone, mescolato e lasciato riposare per un’ oretta).
Mi intrigavano di più i semi di zucca, ma la prossima volta proverò con la crème fraîche, tanto so già che devo rifarla: ci è piaciuta veramente tanto!!

DIFFICOLTÀ: facile

INTOLLERANZE:
senza glutine, senza uova, senza latticini, senza crostacei

INGREDIENTI RICETTA:

Per la crema di zucca:

2 cucchiai di olio extravergine di oliva (burro nella ricetta originale)
1cipolla piccola tagliata a pezzetti
5 cm. di zenzero fresco sbucciato e tagliato a pezzetti
2 spicchi d’aglio
800 g di zucca sbucciata, privata dei semi e tagliata a cubetti
60 ml di succo d’arancia fresco
fior di sale e pepe macinato fresco

Per i semi di zucca speziati:

125 g di semi di zucca verdi al naturale
1 cucchiaino di peperoncino in polvere
1 cucchiaino di pepe di Caienna
1 cucchiaino di fior di sale
2 cucchiai di succo di limone (lime nella ricetta originale)

PROCEDIMENTO RICETTA:

Mettere in una casseruola un paio di cucchiai di olio e insaporire la cipolla.

Aggiungere lo zenzero, l’aglio e la zucca e cuocere mescolando per 6-8 minuti, quindi versare 1 litro di acqua e portare a ebollizione.

Abbassare il fuoco e lasciare sobbollire per 20 minuti circa, finché la zucca risulterà tenera.

Passare tutto in un frullatore sino ad ottenere una crema, aggiungere il succo di arancia e aggiustare di sale.

Semi di zucca speziati:

In una terrina unire tutti gli ingredienti, mescolare, distribuire su una teglia bassa e cuocere in forno a 180 gradi per 10 minuti circa, fino a quando i semi di zucca saranno gonfi e dorati.

Servire la crema di zucca con una manciata di semi speziati.